Togliere


Togliere. Ci sono momenti della vita in cui si aggiunge e altri in cui si toglie. Si aggiungono o tolgono persone, cose, emozioni, rimpianti e rimorsi. Si aggiungono amori, amicizie, conoscenze; oggetti necessari e non. Ma prima o poi s’impara che si può fare a meno di tutto. Quasi di tutto. All’inizio fa male. Sembra impossibile togliere ancora. Siamo attaccati alle cose, alle persone. Sono la nostra sicurezza. Poi inizi a togliere. E più togli e più sotto scopri di essere duro. Anche quando sembra che non c’è più nulla da togliere riesci a togliere.
Lo so. L’ho vissuto ancora. Molti anni fa. Puoi togliere fino a restare solo un corpo che tiene in vita un pensiero. Un corpo ligneo. Essenziale. Una specie di cristo scolpito.
E più togli più ti sembra inutile aggiungere. Ti sembra che gli orpelli appesantiscano. E più togli più accetti la compagnia solo di altri esseri altrettanto essenziali. Con cui le parole servono poco.
E più togli meno accetti di chiedere. E diventi ascetico nel desiderare sempre meno, nel poter vivere senza.
E vuoi sempre più chiudere te stesso agli altri. E dire: io non voglio nulla da voi. E non voglio che mi prendiate nulla.
Quando arrampico da solo non penso, all’inizio, guardando la parete, che da lì non cadrò. Anzi se la guardo mi spaventa. E parto sempre con la corda appesa, pronta ad assicurarmi. Come andare in acqua alta con il salvagente a portata di mano. Ma mentre arrampico, per ogni movimento che faccio, per ogni passo, per ogni appiglio che stringo, so che in quell’istante, in quel preciso istante, non cadrò.
E così alla fine, avrò percorso un lungo tratto, in cui mai, in ogni istante, sarei potuto cadere. Eppure guardandomi dietro avrò paura e mi chiederò perchè.
Essere soli ti dona la consapevolezza. In ogni istante, di ogni istante. Vivi nei particolari: un silenzio; un colore; una storia raccontata dai tuoi occhi; un profumo, uno sguardo, un sorriso, una piega delle labbra.
Particolari che il tuo cervello ha tempo di fissare, analizzare, pensare e supporre. Intensamente.
Sarebbe bello poter condividere le proprie solitudini con altri esseri. Ma gli esseri umani sono diffidenti. E questo sembra proprio non sia possibile. Ci preoccupiamo troppo per l’esistenza dell’altro snaturando noi stessi.
Una notte stellata. Passata in un prato, da solo. In un vorticare di pensieri e di sonno. Immerso in un silenzio avvolgente come un liquido scuro.
Un sorriso appena accennato, due labbra che s’increspano, un lampo di luce negli occhi di una sconosciuta che non ricorderei, sopra un seno generoso. E un rimpianto: perchè un incontro debba durare solo un istante. Cos’è un istante in una vita?
Una storia di cavalli. Raccontata dai cavalli. Incuranti della mia presenza.
Ricchezza dell’essere soli. Tesori da non raccontare, o da raccontare solo ad chi chiede di sapere di te e non a chi fa dei tuoi pensieri, di te, parte della paccottiglia che la vita ti spamma tutti i giorni.

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3 thoughts on “Togliere

  1. qui si capisce quanto è lbella la semplicita …della vita…delle cose
    vivere e capire  i tuoi attimi …superare te stesso
    Cos’è un istante in una vita?…può essere l’eterno per quello che ci lascia nel cuore…

  2. un istante può cambiare la tua vita. può dar senso alla vita. può aprirti la mente e farti guardare la vita in modo completamente diverso.ora sono così.cerco le persone, e poi mi allontano. la loro presenza mi è insostenibile.voglio intensamente accanto a me una persona. una persona che emani tanta energia da catturarmi nella sua orbita.o nessuno mi toccherà più l’anima.

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