Il gelo dentro


Mi capita d’incontrare delle persone, di trovarle simpatiche, interessanti, anche carine. Poi, al minimo incomodo, mi rendo conto che non mi va di far nulla per loro. Nemmeno di affrontare mezz’ora di traffico; lo sbattimento di trovare un parcheggio in centro; per non parlare dell’idea di dover contrattare un giorno del weekend. Mi guardo dentro e mi rendo conto che non provo nulla e che il mio avvicinarmi a loro è stato all’inizio una speranza, e poi semplicemente, il non saper dire di no perché non avevo un vero motivo per dirlo.
Si può dire ad una persona: non provo nulla per te, dopo una-due volte che l’hai vista? No. Non ha molto senso.
Si potrebbe dire, più realisticamente, non mi susciti alcuna emozione. Ma è brutto da dirsi, no? Anche se oggettivamente non è né un merito né una colpa, suscitare emozioni; si tende a farsene carico. A me dispiace dire ad una persona carina mi sei indifferente.

Fra tante persone oggettivamente piacevoli e che possono essere considerate belle e attraenti, ne posso incontrare una che è il mio tipo. Non c’è nulla di strano in questo. E’ fatta da tante cose, l’attrazione fisica. Un modo di sorridere, di guardare, di fare un gesto con le mani, o le spalle… e mille altre cose: odori, toni… Sono patterns che ricalcano schemi neuronali "salvati" nel nostro cervello chissà quando e che sovrapposti a quello che stai vedendo/sentendo richiamano senzazioni positive/negative/neutre. E li nasce l’attrazione: basata in genere più su nostre proiezioni che sulla realtà.
(La disgressione pseudoscientifica è perché mi sono stufato di dire e sentire dire "la chimica" come se fosse qualcosa di non troppo dissimile dalla magia)

Insomma… mi capita di non provare nulla. Mi è rimasto il vuoto dentro, il senso di mancanza di quel pieno che è l’essere innamorati. Lo cerco, ma non provo niente.
Che si può fare, oltre continuare a cercare, senza buttarsi via nel frattempo in storie in cui lasci che siano gli ormoni, stanchi e poco convinti a guidare le tue scelte?

Mi sento un gelo dentro a volte. Viene da un punto che non so, da qualche pensiero, dal grigiore di un palazzone di periferia, da un senso di disagio. Si espande piano piano e arriva alla testa, al cuore, e anche a quelle parti che i maschi sono conosciuti per usare spesso al posto del cervello.
Nemmeno l’idea del sesso mi attira. Io che il sesso nella vita è stato in certi momenti uno scopo e un mezzo di conoscenza. Mi prende un senso di freddezza al pensare ai riti del sesso. Il corteggiamento, il farsi venire un desiderio proiettando tuoi pensieri su una sostanziale sconosciuta. La tecnica, a gratificare lei di un’attenzione quasi professionale. La soddisfazione di un lavoro ben fatto. (?)
Questo mi nausea. Non mi interessa. Questo sesso non può darmi più niente.

Vorrei avere ancora desiderio per una persona.
Desiderio di confidenza fisica. Quel senso di conoscenza reciproca che viene a due persone che hanno fatto l’amore, che si conoscono, che possono scherzare su e con il proprio corpo. Che guardano la tv, o ascoltano musica, o leggono un libro sul divano, stravaccati uno addosso all’altra.
Confidenza da costruire, con un po’ di tempo insieme.
Desiderio di sentire il suo corpo sul mio, il suo odore e il suo sapore. Sentire voglia di mangiarla di farla entrare dentro e e io dentro lei. Desiderio di intensità.
Desiderio di ridere e scherzare. Desiderio di vedere il mondo con i suoi occhi. Desiderio di dirle come io vedo il mondo. Sogni, progetti, desideri. Piccoli e grandi.

Tutto ciò è dentro di me, ma questa persona è solo nella mia mente.

E non basta incontrare qualcuno e mettere decine di paletti, basati sull’onestà, sulla cautela, sul non farsi male, sull’avvicinarsi piano. Non c’è un metodo. C’è che o ti desideri oppure no.

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3 thoughts on “Il gelo dentro

  1. Urka …che flash back!!! Io … circa 2 anni fa …che brutta sensazione , che ansia , che …resa…assoluta e indipendente da qualsivoglia volontà….!!! Allora conclusi che il cuore fosse stanco , spossato … aveva bisogno di riposare , di non pensare , di pace e amore … avevo bisogno di amore vero , ma sembrava che tutto intorno ci fosse solo …NULLA!Mi sto affezionando a questo spazio …bello quello che scrivi , sempre profondo e sempre "immaginabile" attraverso le parole …. spero che le maree del cuore si muovano presto …che tu possa trovare ciò che ora manca !!!Io l’ho trovato …non mi è sembrato vero …ancora non mi sembra vero …ancora ho paura che tutto torni nel grigiore in cui ero sprofondata!!!Incrocio le ditine per te !Ciauuuuu

  2. C’è chi mi dice che sono "capitata nella sua vita", io dico "coincidenze infiocchettate dal destino". Quell’attimo con la terza dimensione, la profondità, in cui ci si perde nell’infinito di un altro sguardo. Poi si fanno in conti con la razionalità, si costruiscono steccati, paletti, freni ad arrestare l’imponderabile, e invece è inutile, le emozioni assorbono anche la paura, trasformandola in linfa vitale.Stimoli continui che riscaldano un magma che può essere vita o diventare veleno. Il corpo è lo strumento, l’anima il suono.
    Quella confidenza di cui parli si acquisisce nel tempo, nell’immediato tutto è allo stato latente. Ma se c’è, si sente. Ti auguro di provare quell’intensità. E ringrazio chi me la fa vivere.

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