Giorgio Gaber


Esco presto di casa, al mattino. Alle 6.35 circa. Trovo meno traffico e in 20 minuti sono in ufficio. Apro. Faccio il giro dei computer. Mi siedo alla mia scrivania, apro il forum www.fuorivia.com dove scrivo e dove ho un bel po’ di amici, nel frattempo il programma di posta scarica il centinaio di e-mail la cui maggior parte è scritta in cirillico e in qualcosa che assomiglia al cinese. Solita routine, insomma, prima di iniziare a fare qualcosa che assomigli al lavorare.
In macchina mentre cerco di svegliarmi metto un cd o ascolto radio rock.
Radio Rock ce l’abbiamo solo a roma e dintorni e mi dispiace per voi che state altrove. Ma potete sempre ascoltarla in streaming da www.radiorock.it
Comunque, queste mattine stanno mandando tutto il teatro canzone di Giorgio Gaber.
Sono dischi, una facciata per volta. Insomma una ventina di minuti. Proprio quelli che ci metto io venendo al lavoro.

Il tempo, sono passati più di trentanni, filtra. Le scorie, le immondizie, vengono portate via. Si disperdono. Scompaiono.
Altre invece, rimangono, come fotografie ingiallite, a segnare quel tempo. Strane e incomprensibili quasi per chi non le ha vissute. Come quelle foto con quelle donne arcigne le gonne gonfie fino ai piedi e l’ombrellino  gli uomini fieri con i baffi a manubrio, vicino al loro velocipede. Buffe.

Altre cose invece, sono poche, pochissime,  ti lasciano a bocca aperta. Perché ti rendi conto che qualcuno ha la capacità di vedere dove quasi tutti gli altri non vedono. Gli artisti.
Non solo loro certo. Ma anche loro.
Mi capita con Pasolini, di rimanere commosso dalla sua genialità. Dalla sua lucidità nel guardare il mondo.
Mi sta capitando anche con Gaber.
Mentre si viveva lui era già oltre. Vedeva i tic di una generazione, le speranze che sarebbero andate deluse, avvertiva il ripetersi del passato nell’inevitabile futuro. La sua ricerca di autenticità, fuori da ideologicizzazioni, da teoremi e proclami.

Ho trovato questo sito: http://www.giorgiogaber.org/ con tutti i suoi testi. Bellissimi.

Lo avevo un po’ dimenticato. Sempre ascoltato forse di corsa.
Questa mattina mi ha colpito questa: Il Comportamento.


Mio nonno è sempre mio nonno


è sempre Ambrogio in ogni momento


voglio dire che non ha problemi di comportamento.




Ma io non assomiglio ad Ambrogio


l’interezza non è il mio forte


per essere a mio agio


ho bisogno di una parte.




Per esempio, quando sto in campagna


ed accendo il fuoco nel camino


lentamente raccolgo la legna


e mi muovo come un contadino




e se in treno incontro una donna


io mi invento serio e riservato


faccio quello che parla poco


ma c’ha dietro tutto un passato.




E se mi viene bene


se la parte mi funziona


allora mi sembra di essere una persona.




Qualche volta metto il mio giaccone


grigio verde tipo guerrigliero


me lo metto e ci aggiusto il mio corpo


e già che ci sono anche il mio pensiero




e se invece sto leggendo Hegel


mi concentro, sono tutto preso


non da Hegel, naturalmente


ma dal mio fascino di studioso.




E se mi viene bene


se la parte mi funziona


allora mi sembra di essere una persona.




Mio nonno si è scelto una parte


che non cambia in ogni momento


voglio dire che c’ha un solo comportamento.




Io invece ho sempre bisogno


di una nuova definizione


del resto lo fanno tutti


è una tacita convenzione.




Ma da oggi ho voglia di gridare


che non sono stato mai me stesso


e dichiaro senza pudore


che io recito come un fesso.




E se mi viene bene


se la parte mi funziona


allora mi sembra di essere una persona.




Se un giorno noi cercassimo


chi siamo veramente


ho il sospetto


che non troveremmo niente.

 

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4 thoughts on “Giorgio Gaber

  1. Mister G. nn delude mai…
     
    p.s. ho cancellato il post pubblicitario dal mio blog, riflettendo, mi è parso inopportuno sponsorizzare un evento "commerciale" sul mio blog.Cmq, sì,in quel locale si conversa in inglese, è un’iniziativa carina, specie per me che non lo mastico, anzi, non lo digerisco affatto…
     

  2. Si è stato veramente un grande. L’inglese non lo digerisco nemmeno io. Ma si vive, bene o male, lo stesso.:)

  3. Hai ragione… personaggi come Gaber, geniali a 360°, fanno parte della Storia… che spero non si dimentichi mai!un felice weekend!:-)

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