mamme e catastrofi


Riprendo dal post semiserio di ieri, per andare più pesantemente sul serio.

Il  problema è che la mamma in questo caso opera in illustre compagnia.

Il picco del petrolio ( o picco di hubert ) si sposta indietro o avanti (ma di pochi anni) a seconda del pessimismo/ottimismo dei previsori.
Ma se non è già avvenuto è questione solo di alcuni anni.
Ad oggi, sembrano che le previsioni del Club di Roma (del 1972) siano sostanzialmente corrette nelle linee generali.

La nostra civiltà dipende dal petrolio.

Sembra una stupida riflessione, ma noi uomini viviamo poco. Quello che troviamo quando iniziamo a capire, ci sembra sia sempre esistito e che sempre esisterà.
Non è così.
Meno di 100 anni fa, la civiltà dipendeva dal carbone. Ed essendo il carbone una energia più problematica da trattare i livelli di benessere erano di molto più bassi.
Basta leggere qualche romanzo dei primi del 900 per rendersi conto che i benestanti, la borghesia di allora viveva praticamente su standard che noi potremmo considerare di povertà.
E già era avvenuta la rivoluzione industriale. Già c’era l’economia di scala. Già l’industria. Era avvenuta grazie al vapore, prodotto grazie al carbone.
Meno di 200 anni fa l’economia era rurale e agricola. L’energia proveniva dalla legna.

La nostra civiltà dipende dall’energia che la fa funzionare. E questa energia oggi è il petrolio.
Che si possano scoprire molti nuovi giacimenti è una mera illusione: si conoscono, più o meno, tutte zone dove potrebbe essere possibile trovare giacimenti potenzialmente interessanti. Giacimenti "enormi" che possono trovarsi attualmente sposterebbero il picco di alcuni mesi. Nulla di più.

Il nucleare attualmente non è una soluzione. L’uranio non è una fonte rinnovabile ( ci vuole una supernova per produrlo, l’ultima è di 4,44 miliardi di anni fa e non so quanto ci si guadagni nel cambio, dal punto di vista della sopravvivenza della civiltà) ed è destinato ad esaurirsi a breve.

Attualmente non sembra esistere una fonte energetica in grado di sostituire il petrolio.

riporto un brano dell’intervista ad Alberto Di Fazio. (Astrofisico teorico presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), membro della Commissione Nazionale Cnr/Igbp (Programma Internazionale Geosfera-Biosfera), responsabile italiano del Progetto Igbp/Aimes (Analysis, Integration, and Modeling of the Earth System), presidente Global Dynamics Institute, accreditato presso la Conferenza delle Parti sotto la Unfccc (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici).

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"Quanto pesa il petrolio nel bilancio energetico globale? E si potrebbe sostituirlo, in modo credibile?

Il 70% del raffinato va in combustibili da trasporto (benzina, diesel, cherosene, ecc). Il 98% di questi combustibili viene dal petrolio; così come tra l’85% e il 90% dell’energia totale proviene dagli idrocarburi. Solo tra il 7 e l’8% viene dal nucleare. Il resto, pochissimo, dalle rinnovabili. Per rimpiazzare petrolio e gas naturale non c’è praticamente nulla, sulla terra. L’idrogeno non esiste in forma libera, ma va fabbricato impiegando più energia di quella resa poi disponibile. Per il carbone si parla di centinaia di anni, ma in realtà si tratta di un minerale a più bassa intensità di energia, che ne richiede molta già per l’estrazione. Il carbone realisticamente utilizzabile basterebbe per qualche decina di anni. Tra le «non rinnovabili» c’è anche l’uranio, su cui esiste una stima molto precisa di Rubbia e di David Goodstein (del Caltech): ne abbiamo per 20 anni da adesso.

Usiamo 14 Terawatt di energia; a volerle fare col nucleare servirebbero 10-15.000 centrali in 20 anni. Una ogni giorno e mezzo! Anche dal punto di vista dei materiali (acciaio, cemento, ecc) è impossibile.
Negli Usa ce ne sono 104 e in tutto il mondo poco più di 400. Il nucleare potrebbe essere al massimo un «ponte» a cavallo del picco del petrolio. Ma anche le rinnovabili lo sono. Per fare le pale eoliche o i pannelli solari bisogna andare a prendere l’alluminio, fare attività di miniera; e questa si fa con l’energia del petrolio, mica con pala e piccone. Ma dove sta tutto questo alluminio? Questo significa che dipendiamo dal petrolio anche per le rinnovabili."
::::::: il resto qui, se vi interessa ::::

Non piace a nessuno fare la Cassandra.
Ma Troia non ha fatto una bella fine.

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Un amico, prima di andarsene, ha lasciato un regalo. Per capire.
http://www.nuovimondi.info/images/an.pdf
American Nightmare – Sbancor

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6 thoughts on “mamme e catastrofi

  1. Economia all idrogeno, J. Rifkin.
    Molto bello, poi un amico ing. che si occupa di centrali termoelettriche mi ha speigato che non e’ proprio come dice lui.
    Unica soluzione, tornare a coltivarsi l’orto, le patate, i pomodori, e al baratto.
    sigh.
    La vedo non dura, durissima.
    Io speriamo che me la cavo, e pure te.

  2. Già. Non capisco in effetti come si possa parlare di energia dall’idrogeno. Che bisogna produrre tramite altra energia.
    Probabilmente la Soluzione non esiste. Probabilmente era da aver investito molto sulle rinnovabili ovunque fosse possibile nel territorio. Eolico, geotermico, dal mare… ma, soprattutto, solare. C’è una bella intervista a Rubbia qui:
    http://www.energoclub.it/doceboCms/news/3_476/270/Rubbia_soltanto_il_sole_pu%C3%B2_darci_energia.html
     
    In ogni caso, ammesso che l’umanità se la cavi, non saranno anni facili.

  3. Ciao Roberto,
    si…sono così. Forse anche peggio! Ah ah ah!
    Sai, a volte penso che tutto abbia un senso visto che esiste. Anche la sofferenza ce l’ha, se è per cose sensate. E nel dire ciò mi riferisco nello specifico alla nostra rabbia. E forse ti sembrerà un po’ folle, ma paradossalmente, è proprio in questa sofferenza sensata che scopro d’esser riuscita a dare un minimo di significato alla mia vita. E questo mi dà forza…comunque la tua mamma ha ragione. Zappetta in spalla! Pensa che i miei genitori, da diversi anni hanno deciso di dilettarsi nella conversione degli 800 mq di giardino che circondano casa mia in agricoltura biologica. E negli ultimi due anni, addirittura hanno imparato a conservare i semi perchè ossessionati dagli OGM! Li considerano folli e invece si sono semplicemente avviati per primi verso la strada che probabilmente saremo costretti a prender tutti…hai ragione. Riguardo all’andar giù con chi mantiene il timone…sai, ricordo cosa mi diceva un prof universitario con cui ho collaborato per un periodo…mi diceva "Rossella, secondo te qual è la variabile che decide quale sia il momento in cui un gesto ripetuto chissà quante volte debba esser scritto nei libri di storia? Quanti Martin Lutero ci saranno stati nei secoli, ma cosa ha deciso che dovesse esser lui l’artefice di una rivoluzione storica?". Forse resteremo anonimi o forse smuoveremo qualcosa, ma sai cosa ti dico? Divertiamoci correndo e non pensando alla meta. Grazie per i tuoi messaggi e per le tue dritte sulla stampa alternativa! Un abbraccio! Ros
     

  4. Io non sono un’ottimista, ma sono felice. Nonosante abbia avuto una settimana pesante sono felice. E’ vero il mio fisico ogni tanto non riesce a stare dietro alla mia mente e dà segni di cedimento come gli attacchi di panico, ne soffro da 9 anni, ho imparato a conviverci. Ma non sento il bisogno di scappare, non mi sento in gabbia, Potrei cambiare in vita in qualunque momento, ma non voglio, la mia vita mi piace così com’è. Gli attacchi di panico non sparirebbero se cambiassi lavoro, se rinunciassi alla salsa, se rallentassi il ritmo. Mi verrebbero per altri motivi.
    Buona domenica!
    Susanna

  5. La storia ci insegna che l’uomo ha sempre avuto bisogno di energia..prima ha utilizzato il legno e la forza lavoro di animali e altri uomini,poi l’acqua e il vento,purtroppo il progresso che oggi mi ha portato a poter scambiare le mie idee con le tue ha compiuto e compie scempi e ricatti al mondo naturale..l’uomo non è più in grado di andare avanti seguendo una strada che non sia autodistruttiva.Le possibilità ci sono:energia eolica,solare e idraulica,ma le centrali sono ancora troppo poche rispetto a quante si necessita avere.L’uomo postmoderno dipende dal petrolio come l’uomo moderno dipendeva dal carbone e il fatto che il petrolio non sia nocivo quanto il carbone(o almeno non ha gli stessi effetti a breve termine)permette all’umanità di continuare a raccontarsi bugie,a continuare a pensare di dipendere escusivamente dall’oro nero.
    Non è così..e in questa grande bugia quanto centrano le raffinerie?I grandi petrolieri con i loro superguadagni?
    è questo che l’uomo medio deve chiedersi:da chi dipendiamo veramente?dal petrolio o dai petrolieri? E quanto ci guadagneremo convertendoci a fonti di energia rinnovabile? Siamo pronti a perdere il superfluo in nome di questo guadagno a lungo termine e che sul momento apparirà più morale che altro?
    No…questa è la risposta…perchè più mi guardo in torno e più mi innervosisco,mi carico di violenza perchè sono pochi, troppo pochi , quelli che hanno veramente il coraggio di alzare la testa e non per forza per dire basta,ma anche solo per rendersi conto in quale grande bugia stiamo vivendo,rendersi conto che la realtà è molto di più di ciò che ci viene detto, che le ripercussioni ambientali non sono lontane da noi solo perchè tangibili in alcune parti del mondo(vedi la desertificazione dell’Africa)..viviamo tutti sullo stesso mondo e tutti guardiamo l’orizzonte senza renderci conto che è dal presente che si costruisce il fututo..viviamo nell’illusione..viviamo una bugia..

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