pensieri


Solito weekend in montagna. Partenza venerdi sera tardi con un amico, qualche ora di sonno nel bozzolo del sacco a pelo e poi al mattino via a scalare.
Avevo dubbi su me stesso. Pensavo che il volo della settimana precedente mi avrebbe condizionato. Insomma che sarei stato insicuro, tremebondo, non appena messe le mani sulla roccia.
Invece no. Più o meno è stato come sempre.
Forse ero così concentrato nel combattere un possibile effetto di rimbalzo, quello più evidente, da non far caso ad uno meno esplicito ma non meno significativo.
Mi pare infatti, mano mano che salivo la via, di aver progressivamente perso la voglia di scalare. Di essere in montagna.

Non ho ben capito se la cosa riguardi solo lo scalare, o per niente lo scalare, o anche, o solo, tutto il contorno.
Ovvero il partire, dormire nel sacco a pelo, mangiare per strada seduti per terra, puzzare di sudore dopo il primo giorno, sentire i capelli appiccicati dall’umidità la mattina quando ti svegli che è ancora notte, la fatica dello zaino pesante pieno di attrezzatura, le ginocchia che fanno male…

Per cosa?
Ossessivamente una via, e il giorno dopo un’altra via, per poi progettare … un’altra via
niente altro.
Va beh la passione, mi dico; ma così mi sembro un forzato. Mi sembra un’ossessione vera e propria.

Mi sa che mi prendo un momento di respiro. Così non va.

O forse sono solo in un momento di depressione, per cose della mia vita che vorrei andassero in modo diverso; per persone che ho amato e che mi hanno deluso e ferito, e continuano a farlo anche da lontano, e non riesco a vivere bene anche le cose che andrebbero bene, dato che le vedo come un sostitutivo, un qualcosa che prende molto spazio nella mia vita per mancanza di altro e prepotentemente impedisce a qualsiasi altro di entrare a farne parte. Forse per paura di cambiare.
E’ che a volte tornano zone della nostra esistenza passata, come i peperoni si ripropongono. Cose non risolte, con cui non si è in pace, di cui ci si chiede ancora perché. E queste cose influiscono sul presente, lo determinano, in qualche modo.
Basta poco per mettere in moto catene di riflessioni.
Sarà un momento così.

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37 thoughts on “pensieri

  1. Penso di non peccare di presunzione nel supporre che tutti in modo conscio o inconscio, ogni giorno scaliamo dentro di noi la roccia stratificata  dai dolori, le delusioni, i rimorsi e tutto ciò che è negativo della vita, nel corso della stessa. Forse la montagna e lo scalare sono un modo per esorcizzare questo processo, non so, le mie sono supposizioni. Certo è che la paura di soffrire nuovamente lascia spesso spazio alla sensazione che ormai tutto sia scontato. E ci si arrende perchè "tanto tutto andrà male". Ma un uomo con la tua mente non si farà sopraffare dalla rassegnazione. Non amo particolarmente Claudio Baglioni, ma sentirgli cantare "meglio amare e perdere che vincere e non amare mai" mi ha fatto bene. Solo i sentimenti vissuti con la passione della lealtà ristorano l’animo ferito. Scala la roccia e lanciati volontariamente dall’altra parte, usando l’esperienza non come zavorra ma come paracadute…
    Un abbraccio!
    P.S.: anche se a chiacchiere faccio la splendida…ammetto che è dura, ma ci sto provando anch’io…;)
    Ros

  2. ci sono periodi così, non trovi più il senso, ma forse neanche lo cerchi! Ti annoia un pò tutto, e tutto diventa più banale.Vorresti trovare dentro di te le risposte, ma le risposte sono là al loro posto, allora ti chiedi cosa vuoi, personalmente, è la domanda che mi spaventa più di tutte…io lo so che cosa voglio, è che  non posso averlo!Devo far finta di niente, devo far finta che vada bene, e fare finta è una fatica immensa! Ti domandi se ne vale la pena? No, di sicuro… ma non puoi fare altrimenti, stai lì a rimugginare…credi di pensare ad altro, invece la testa ce l’hai sempre lì…capisci che quel vuoto, per quanto tu cerchi, non riuscirai a riempirlo…ci sono cose che ti lasciano un segno, permanente, a volte visibile, a volte nascosto così bene, che ti sembra di non vederlo più!L’unico modo è andare avanti, vedere che succede, la vita a volte è proprio una rottura di palle!

  3. è il ciclo della vita! su, giu … bene, male … dritto, rovescio …
    credo che a volte si debba rimanere fermi e, semplicemente, aspettare …
    cercare tante cose da fare, cercare nuove emozioni, cercare le sicurezze di sempre, cercare nuove certezze …
    è tutta una grande, quanto inutile, fatica … perchè poi, oltre a sentirsi stanchi per gli sforzi fatti, ci si sente anche demoralizzati quando si rivelano inutili …
    prendendo spunto dal tuo paragone, direi che è meglio mettere i peperoni nel forno e … aspettare che si bruciacchino da soli per poter facilmente togliere la pellicola che li rende indigesti … 🙂
    non esiste una pozione miracolosa, una medicina o un metodo universale … ognuno poi trova la sua ricetta ideale …
    ci ho messo un pò di tempo a capirlo, ma con me, questa di "fermare le bocce" e aspettare, ha funzionato …
    le cose più belle che ho avuto dalla vita … sono proprio quelle che non ho cercato … quelle che sono capitate quando meno me le aspettavo …
    in bocca al lupo …
     

  4. Se posso …. forse è arrivato il momento di dedicarsi a qualche cosa di diverso dalla montagna? Prova!
     

  5. intanto un po’ di foto di sabato, poche perché la mia digitale che sembrava aver superato quasi indenne il volo della settimana precedente ha invece stirato le zampine dopo i primi scatti.una prece.

  6. Ma io mi diverto sempre, ad arrampicare. Solo, in questo momento, ho un po’ di nausea della fatica, della sofferenza.Ho voglia di recuperare una dimensione giocosa, più rilassata. Anche di fare tardi e svegliarmi che non è ancora buio.Ieri sera sono stato in palestra (palestra di arrampicata of course) e mi sono veramente divertito a salire una via strana, che avevamo progettato al momento. Peraltro sono andato via dalla palestra allegro, dato che da una festa di venerdì, alla quale io non ero andato perché dovevo andare in montagna, era avanzato del vino e arrampicando ce lo siamo bevuto insieme alle grasse e insalubri patatine.A casa ho aggiunto birra e alla fine sono andato a letto ubriaco. :-)Forse ho solo bisogno di perdermi un po’…

  7. Ecco, vedi? Il divanismo si fa strada…lo conosco…inizia a prendersi una mezza giornata dalle scalate, poi una e poi  entri nel tunnel…é successo così anche per me. Mi sono stufata del deltaplano con bungee jumping a cavallo, atterraggio su canoa e percorso di rafting sulle cascate del niagara. Ora pratico il tuffo del cucchiaino nella vaschetta di gelato. Condoglianze per la macchinetta fotografica.

  8. è la legge della giungla:
    meglio lei che me.
    (la macchinetta dico)
     
    tsk tsk
    per indulgere sul divano altre allettanti promesse che non vaschette di gelato, devono essermi fatte balenare davanti…

  9. Ehilà!
    Eccoti di nuovo pimpante!
    Così ci piaci!
    M’avevi preoccupata mannag!
    E…considerato il commento sul "divanismo"…t’è passata la crisi..se se…t’è passata proprio…;)))))

  10. Diciamo che in questo periodo indulgo più facilmente all’edonismo che all’etica della sofferenza che eleva gli animi.Ora, edonisticamente, sui divani si può riposare ma anche no…

  11. E dimmi un po’… che pensavi di saperlo solo te caro?
    Pechè…ti sembro una dell’Opus dei io?
    😉
     

  12. non si può mai sapere… cosa fa la gente sui divani. vedi per esempio, licia ci beve corona extra e, sembra, niente altro… 😛

  13. Ahahaha…è meglio che non ti dica quale sarebbe il mio posto preferito per ciò a cui alludi! E, comunque, in fasi di magra o di rigetto, una birra è una validissima compagnia!:D

  14. Non so … c’è qualcosa nell’aria … il profumo delle vacanze? Vi vedo tutti terribilmene allegri e goderecci! Bene!

  15. Ciao Roberto, grazie per le tue parole gentili. Mi sei venuto in mente spesso questo finesettimana, seguendo le vicende degli alpinisti sull’himalaya. Ma i miei pensieri sulle vie, meritano forse un post tutto loro.
    Magari scrivilo tu, lo leggerei volentieri.

  16. Un post sulle ragioni dell’alpinismo? Sui "conquistatori dell’inutile", come definì gli alpinisti Gaston Rebuffat (famoso alpinista)…o i "falliti", come li definì Motti (altro famoso alpinista).Perchè si scalano le montagne? "Perché sono là", disse un altro famoso alpinista.Oppure "non chiedetemi perchè scalo le montagne, il fatto stesso che lo chiediate implica che non potrete mai capire la risposta"…Perché le montagne sono uno dei pochi posti rimasti al mondo dove percepisci la forza della natura; l’energheia di cui parlava Jung. Perché la tua vita dipende da cose semplici e facilmente verificabili: la tecnica, l’allenamento, la conoscenza, ma anche dal caos non controllabile, e lo accetti. Cosa che abbiamo dimenticato di fare, nella civiltà, pensando di poter controllare tutto.Perchè ci ridimensiona e insieme ci fa grandi. Dentro. Perchè sei solo e devi imparare a contare su te stesso. Difficile da dire. E’ una passione irrazionale. Se ce l’hai, anzi, se lei ti ha, non puoi spiegarla molto; puoi solo contagiare qualcuno e altri no.:-)))

  17. ma daaaaiii… non ci posso credere!e abbiamo anche amici comuni! (la foto con "grande antonio" :-)))antonio è un mio amico carissimo ( qui ci sono un sacco di foto mie e sue in dolomiti lo scorso anno http://robuzz2.altervista.org/agosto07/Tognazza/index.html ) e vado spesso alla sua libreria-enoteca, conosci?brava !ripa è un bel posto, bucolico, e la placca su cui stai non è affatto facile!:-) ma arrampichi spesso o è stata estemporanea?

  18. ormane, sono andata solo un paio di volte e mi sono divertita molto. Ho conosciuto Antonio in una di queste giornate, ma dubito si ricordi di me, aiutava i miei amici piu’ esperti con le varie vie. persona molto piacevole, molto paziente, bella davvero.
     
    conto di arrampicarmi ancora a settembre, ma non so se lo farei come sport ogni fine settimana, ho interessi varissimi e perdermi scampagnate per borghi medievali a mangiare tipico sarebbe una rinuncia troppo dolorosa. : )
    NOn conosco la sua libreria enoteca…mi madi i dettagli?
    : )

  19. Ciao Roberto, spero che il momento malinconico-riflessivo sia stato solo un breve transito negativo. Che ne dici di tradire le tue montagne con un pò di mare: grandi dormite pomeridiane sotto l’ombrellone, cullato dalla brezza marina e dal suono delle onde. Questi piccoli cambiamenti sono varianti sul tema, a volte necessarie, per trovare il coraggio di fare altri cambiamenti…

  20. ci ho pensato,ma sono così invischiato nelle cose di montagna che alla fine non conosco nessuno che va al mare …scherzi a parte, forse l’ambiente mi va un po’ stretto in questo momento, ma tutto sommato mi piace. a parte che al mare mi brucerei 😀 ma poi quando sono lì inizierei a pensare "ma che ci sto a fare qui, questo non è il mio posto…" però forse, ma forse… mi sto lasciando convincere ad andare ad una festa venerdi sera.il che vuol dire che farò tardi e che sabato non potrò essere in montagna.ma forse… 😉

  21. Io farei cosi’: venerdi’ sera festa (sempre che la compagnia sia piacevole!) e sabato sveglia puntata un po’ piu’ tardi… a quel punto una bella camminata in montagna, che magari aiuta a togliere la sensazione di essere un forzato dell’arrampicata 😉

  22. ma ciao daffi 🙂 vedremo la compagnia venerdi sera… non ho ancora capito se la gnocca è là o me la devo portare da casa… 😛

  23. ..sono le sensazioni…
     
    degli anziani…. faticato eh?? (cazz mancano le faccine)
     
    ahahahah!!!! (faccina da diavolo)

  24. Anche se vedo che continui a scrivere sul forum, preferisco leggerti/scrivere qui ;)..ma quindi la gnocca c’era o te la sei portata :D?? Ho letto che il we non alpinistico t’ha sfiancato.. se puo’ consolare, a me capita di addormentarmi ovunque, se passo l’ora fatidica (mezzanotte – una al massimo), pure in birreria con amici!La camminata che t’avevo consigliata alla fine l’ho fatta io,  in una valle poco frequentata del canton ticino, con rifugio piccolo ma pulito e non custodito; il previdente rifugista ha riempito la sala di cartelli con avvisi vari (molti dei quali in rima), tra cui quello che informava della possibilità di usare preservativi prelevandoli dalla cassetta del pronto soccorso :D!

  25. gli svizzeri so svizzeri… prevedono tutto.pure uli ce li avrà nella bustina delle pelli di foca :-Pla gnocca … eeehhhè un periodo così… è un momento in cui non vorrei storie di quelle che sai già che non andranno da nessuna parte, per cui parlo molto, vedo molte persone… ma non faccio nemmeno un passo verso nessuna direzione…chissà… prima o poi mi "fidanzerò"… ma è difficile che sia con una persona che non vada in montagna…

  26. Dici che Uli è cosi’ previdente ;)? Mo’ che m’hai messo la pulce nell’orecchio, la prossima volta che ci faccio una gita di scialp controllo…
     
    Per quello che riguarda il "fidanzarsi", penso (alla faccia di tutti quelli che dicono che è meglio essere diversi) che una passione come la montagna sia meglio condividerla, perche’ altrimenti diventerebbe  fonte di eterne discussioni.. come lo spieghi a uno/a che non si interessa per nulla all’andare per monti, quanto sia bello svegliarsi presto la mattina, e poi arrampicare/camminare/sciare tutto il giorno, mangiando poco o nulla e facendo della gran fatica?
    Invece se la passione è condivisa, ci sta pure che si facciano cose da soli, visto che gli interessi e le capacità non sono mai perfettamente coincidenti…
     
    … se non hai fatto nessun passo verso nessuna direzione, vuol dire che non hai semplicemente trovato la direzione che fa per te… no? 

  27. Il fatto è che se la montagna è una conditio sine qua non, certo da sola non basta. Per cui il campo di ricerca si restringe drammaticamente. :-DMa veramente, è quasi impossibile (e ci metto il quasi solo perché nella vita non si sa mai) iniziare una storia importante lasciando fuori una passione così esigente. Spazio per essere diversi, per non dover fare tutte le cose insieme, ce n’è anche all’interno della condivisione della passione per la montagna. Ma come fai a spiegare a chi non sa, che una settimana puoi essere stanco di arrampicare in falesia perché la voglia è quella di farlo in montagna; o anche solo di camminare, ma pure quella di neve e ghiaccio, oppure di sciare, oppure anche solo del "dopo", la birretta, la trattoria, l’ambiente, insomma.Quando dico "mi piace la montagna", capisco che molte persone intendano come quando dici "mi piace il mare" e con questo vuol dire che appena possono d’estate, appunto, vanno al mare; o "mi piace sciare" e d’inverno si fanno quelle 5-6 domeniche + settimana bianca… Difficile spiegare, lo capiscono solo dopo,  cosa significhi invece per noi dedicare il tempo libero, praticamente tutto, e anche quello non libero, col pensiero, a quello che ci piace.:-)Siamo bei drogati…. altro che.

  28. Eh si, la ricerca non è per nulla facile… anche perche’ è vero che tanti dicono "mi piace la montagna" ma poi si limitano, come dici tu, a qualche giornata di sci in pista, o ad arrampicare in falesia (certi tipi di falesia almeno). Quando il mio collega il lunedi’ mattino mi parla di contatto con la natura, in riferimento al suo we passato sulle piste da sci, be’ mi vien da sorridere :): a me lo sci in pista sembra cosi’ artificiale! di natura non c’e’ nulla, nemmeno la neve è quella che puoi trovare fuori dalle piste.Forse è vero che siam dei drogati, perche’ ci sta pure di non andare in montagna per un finesettimana o per due, pero’ quante volte il pensiero corre alle cose fatte e a quelle che ci piacerebbe fare su per i monti? Eppure son convinta che lo stare in montagna (per me piu’ in generale il contatto con la natura) mi aiuti a distinguere il superfluo dal necessario, e ad apprezzare cose banali, come mangiare quando si ha fame e riposare quando si è stanchi.Comunque.. buona ricerca! Potresti allargarla magari alle donne che potrebbero-amare-la-montagna se-solo-la-conoscessero 😉

  29. si certo …. e poi come si dice…:-Daspettando di trovare la donna giusta,mi diverto con quelle sbagliate:-PPP

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