non si può scendere


Tremonti dice:

"Il volume dei derivati è 12 volte e mezzo il Pil mondiale. Lo ha
sottolineato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel corso di
un’audizione a Palazzo Madama davanti alle commissioni congiunte Esteri
di Camera e Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla
presidenza italiana del G8 e le prospettive della governance mondiale.



«Da molti anni – ha spiegato – almeno dal 2000 in poi, i derivati
non hanno più la funzione assicurativa ma diventano operazioni
speculative fini a se stesse. In questo momento – ha aggiunto – il
volume nazionale dei derivati è pari, secondo i dati del Congresso
degli Stati Uniti ma anche secondo la Banca dei regolamenti, a 12,5
volte il Pil del mondo». La differenza di partite, ha concluso il
ministro, «è secondo alcuni 30, secondo altri 40 trilioni di dollari,
il piano della presidenza americana è un trilione di dollari. Questo dà
un’idea della degenerazione che è avvenuta nelle strutture del
capitalismo»."

Viene da chiedersi immediatamente dove fosse lui mentre il capitalismo degenerava. E dove fossero i suoi interlocutori ai quali esprime la sua preoccupazione.
Una frase che viene attribuita ad Einstein e spesso citata, dice: "Un problema non può essere risolto con lo stesso tipo di pensiero che lo ha generato"

Eppure, quello che stanno facendo i governi è far affluire in qualche modo soldi verso le banche. Ovvero verso coloro che questa degenerazione hanno provocato.
Stupefacente, in questo senso, è che dopo la nazionalizzazione della
Royal Bank of Scotland (nazionalizzazione, per chi non avesse chiaro il concetto, significa che lo Stato, ovvero la comunità, ovvero Noi – in questo caso gli inglesi ma vale per tutti – si assume i debiti dell’azienda che non intende far fallire) colui che l’ha diretta in questi anni di fallimento andrà in pensione, a 50 anni, a 650,000 sterline/anno (730,000 €) tanto per dire come il sistema marcio si stia semplicemente continuando a mantenere in piedi a spese della gente comune.

E’ da molti anni che il semplice buon senso fa affermare che questo sistema non poteva durare. Ma anche all’interno dei palazzi del potere la cosa era evidente: scriveva il Financial Times il 30/9/2005  “L’ingolfo cartaceo dei derivati del credito può provocare la resa dei conti”. leggi

Cosa siano 40 trilioni di dollari non lo sanno bene nemmeno loro, in concreto come effetto sull’economia.
In termini puramente numerici
1 billion = 1 miliardo
1 trillion = 1000 miliardi
quindi 40.000 miliardi di dollari. 31.500 miliardi di euro
di… di cosa?
Di… scommesse sul credito.

I derivati, infatti, nascono dai "futures". Il futures è un contratto che impegna ad acquistare o vendere, ad una
data futura, una determinata quantità di merce o attività finanziaria
ad un prezzo prefissato.
Originariamente, era il mezzo attraverso cui chi produceva un dato bene si copriva le spalle da possibili fluttuazioni.

Per esempio, se produco grano e non so come sarà la stagione, mi impegno a vendere ad un dato prezzo e faccio un contratto in tal senso. Quando sarà il momento della raccolta, se la stagione sarà andata male e ci sarà molta richiesta, il prezzo del grano sarà probabilmente alto e tu che hai acquistato un futures lo potrai prendere ad un prezzo più basso; se invece sarà stato un buon anno e il prezzo del grano sarà basso, allora il tuo prezzo sarà alto.
Il produttore è comunque garantito, il rischio se lo assume lo speculatore. (il quale è portato a sperare che il raccolto vada male… ma questo è un altro discorso… con le sue implicazioni…)
Il problema è che lo speculatore potrà avere un guadagno o una perdita, e su questo guadagno o perdita, visto esattamente come potrebbe essere vista una raccolta di grano, potrà fare un altro contratto-futures con qualcun altro.
E così via… decine e decine di volte.

Tutto, assolutamente tutto, può essere oggetto di questi contratti che si basano sul futuro.
Merce, ovviamente, ma anche interessi, valute, indici di borsa, e… ovviamente, gli stessi futures, rappresentando una possibile variazione. Quindi futures al quadrato, o alla terza, alla quarta potenza.. e così via.

In sostanza: sono stati emessi pezzi di carta che basano il proprio valore su pezzi di carta che basano il proprio valore su pezzi di carta che basano il proprio valore su pezzi di carta che basano il proprio valore su pezzi di carta che basano il proprio valore su pezzi di carta che basano il proprio valore su pezzi di carta …. e così via. Potrei riempire la pagina.

Chi ha questi pezzi di carta?
Le banche innanzitutto. Che oggi recitano il mea culpa nei loro templi dedicati al dio denaro.
E la grande preoccupazione dei Tremonti di turno è non sapere esattamente chi li ha e quanti.

Fino a questo momento, usa, gran bretagna, europa, hanno stanziato (o meglio, destinato) per evitare i fallimenti delle banche, circa 1.500 miliardi di dollari.
Questa cifra, per dare un’idea delle proporzioni di cui stiamo parlando, ha bruciato in un anno, il risultato dei proventi delle privatizzazioni dei paesi di cui sopra negli ultimi 30 anni.
Cioè: tutto ciò che gli stati usa-gran bretagna-europa hanno hanno guadagnato vendendo a privati negli ultimi 30 anni se lo sono giocato in un anno.
Il bello è che acquirenti della maggior parte delle nazionalizzazioni erano le banche.

Quindi, per trent’anni si è venduto (soprattutto) alle banche pezzi di Stato (ovvero di bene comune), ora, in un anno, è stato restituito loro tutto quello che avevano pagato, per evitare che falliscano.

Ma, ora viene il bello, quando consideriamo che questi Stati Sovrani, chi più, chi meno, sono tutti fortemente indebitati… viene da chiedersi con quali fondi possano aiutare le banche.
Con i nostri soldi, ovviamente.

Ma non è che potranno chiederceli direttamente. Sarebbero misure altamente impopolari e poi, chi vuoi che glieli darebbe?
No. Lo faranno semplicemente stampando moneta a vagonate.
E facendolo, il valore di quella che abbiamo diminuirà.
E diminuendo, avremo versato il nostro obolo per la pensione dei banchieri.

Ma con stipendi di 1200 euro, quando l’inflazione li farà valere sempre meno, mentre la disoccupazione aumenta e attività produttive chiudono per via della contrazione del mercato eccetera eccetera, esiste la possibilità di forti tensioni sociali, no?

Ed ecco allora che i soldati sono già in piazza.
Ecco che si emanano decreti per limitare il diritto di sciopero nei servizi.
(che vuoi che glieni freghi se scioperano i metalmeccanici in periodi di stagnazione dell’economia?)
(intervista a Epifani della CGIL su questa questione)
Ma nei servizi no. Sono gli unici che incidono e che provocano allarme sociale, per altro.
Infatti se ne sono anche guardati bene, fateci caso, dal permettere le ronde "private"…
prima incautamente avevano aperto uno spiraglio alle milizie.
Qualcuno deve avergli detto: ma che siete scemi? tempo 6/8 mesi e avremo il delirio e voi istituzionalizzate la possibilità di ronde più o meno armate? Rapida marcia indietro e Maroni precisa.
Ecco che invece si istituzionalizza una sorta di guardia nazionale, formata da ex poliziotti-carabinieri-militari per ora non armata (ma ai primi casini basterà un DL a farlo)

Prepariamoci quindi (lo stiamo già facendo) a pagare i debiti del mondo e … zitti.
Nel nuovo fascismo ci siamo già. Possiamo parlare, ora, perchè siamo inoffensivi.
Ma è solo questione di tempo.

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5 thoughts on “non si può scendere

  1. 😀 figurati a me pensarle… (che poi per cercare di starci dentro il più possibile ho tagliato tagliato tagliato…)

  2. Non c’entra molto (o forse si), ma qui da me ci sono operai che giocano in borsa, comprano futures, azioni, e le rivendono poco dopo… insomma fanno della bassa speculazione, bassa perche’ alla fine ci giocano qualche migliaio di euro. Ho provato a spiegare che mi sembra immorale (che parolone!) giocare cosi’ coi soldi, m’han guardata strana…

  3. non so se sia morale o immorale. se lo è, non lo è più di giocare al lotto o al videopoker, perchè tendenzialmente, per i piccoli investitori, anche se si sentono tutti guru della finanza, il gioco non è altro che un saltellare sugli spostamenti del listino, cavalcando più che altro sensazioni. certo il gioco non lo fanno loro, e ognuno si illude di non far parte di quel parco buoi in cui è invece inserito a pieno titolo.ma fin qui… sono scelte loro. il problema invece è che l’astrazione monetaria è diventata di gran lunga più importante della produzione e ad ogni fase in cui l’economia sarebbe naturalmente entrata in recessione, inseguendo la logica della crescita continua, è stato artatamente pilotato, bolla dopo bolla, l’aumentare dei consumi, in modo che l’economia "girasse".in questo meccanismo qualcuno traeva profitti mostruosi, il mondo veniva impoverito sempre di più, promuovendo la logica dello spreco, del vivere tutti al di sopra delle proprie possibilità, e moltissimi s’indebitavano.aldilà dei debiti personali, sono i paesi che lo sono, gli uni con gli altri…è paradossale che ci sia una enorme quantità di promesse di pagherò in giro, per un valore molto ma molto più altro di quello che il mondo produce…alla fine, immense ricchezze crolleranno su se stesse, perchè se tutti dobbiamo qualcosa (molto) a qualcuno, quello che succederà è che nessuno pagherà i suoi debiti, ma il contraccolpo nel passare da uno stile di vita ad un altro, alla decrescita imposta, sarà fortissimo.

  4. è che mi è sembrata – in piccolo – una conferma di un modo di fare che ormai riguarda un po’ tutti i livelli… poi non sono il tipo che giudica la "moralità" di nessuno, ovvio :)!

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