chi paga al ristorante?


da http://www.psychologies.it
Primo incontro, chi paga al ristorante?

 

L’arrivo del conto è un momento carico di significati. Al di là delle regole di bon ton ognuno dei commensali scopre le sue carte e anticipa, in questo momento, il modo in cui amerà…

Quando il conto arriva in tavola, i due non si sono ancora nemmeno toccati. Si sono a mala pena sfiorati. Possono ancora ripensarci ma, in quel momento preciso, devono decidere se vogliono poco, tanto, o per nessuna ragione al mondo… andare a letto con la persona che hanno di fronte. Sono in molti a pensarla così. Legando il pagare il conto al ristorante da parte dell’uomo a una tacita proposta, e l’accettazione da parte del la donna a un tacito assenso. Ma è sempre così? Quando un uomo invita una donna al ristorante e paga lui, vuol dire che si aspetta qualcosa in più che la sua compagnia? E ha il diritto di farlo? Per molti uomini è una certezza. Per le donne, un interrogativo ricorrente. E nient’affatto banale: si tratta certo di sesso, si tratta certo di soldi, ma si tratta anche di inconscio. Qualcosa di molto più complicato quindi di quanto non possa sembrare a prima vista. Un gesto fuori posto, qualche attimo di esitazione, e un storia che avrebbe potuto cominciare è irrimediabilmente sciupata: “Se lui tergiversa tiro immediatamente fuori la mia carta di credito per fargli capire che non voglio dovergli niente”, racconta Beatrice, 39 anni, agente di commercio a Milano, “ma per me è come se lui avesse fatto cilecca prima ancora di cominciare”. Riccardo, 50 anni portati benissimo, farmacista a Firenze, ritiene che l’eleganza imponga agli uomini di pagare comunque e alle donne di non accorgersene. “Se lei chiede di pagare la sua parte rovina la magia della serata”.

Il significato simbolico del denaro
Ma non tutti la pensano così. E allora si pone il dubbio: parlarne o non parlarne? Abbordare la questione del conto a rischio di affossare il desiderio? “Nel momento in cui lui ha detto: ‘Come ci regoliamo?’, tutta la magia della serata si è spenta. Non è una questione di soldi, ma un uomo che non prenda in mano la situazione per me non ha charme”, racconta Clara, 40 anni, medico a Parma. Ester, 28 anni, insegnante a Prato, lo ha visto far scivolare prontamente la fattura in tasca, giustificandosi: “È per il rimborso…”. “Stavo entrando a far parte del suo conto spese. Davvero romantico!”, commenta. Ettore, 35 anni, impiegato a Roma, racconta che al momento di pagare ha sempre paura di aver perso la carta di credito, anche se sa di avere sempre sul suo conto corrente il denaro necessario. “Se l’incontro ha una base sentimental sessuale e non amicale, al momento di pagare il conto il valore simbolico del denaro aumenta in modo considerevole", spiega Enrico De Sanctis, psicologo a Milano, “da parte dell’uomo è come dire: ti mostro quello che ho per sedurti, so come soddisfarti. Un tipico atteggiamento da corteggiamento in competizione con gli altri maschi. Mentre per le donne può rappresentare una risposta alla domanda ricorrente: quanto valgo?”.

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Come vi comportate?

A me piace fare l’uomo. Ovvero pagare, senza che questo significhi assolutamente nulla. Potrebbe anche essere che io stesso pensi che non ci sarà un altro incontro. Ma lo ritengo una forma di eleganza, una carineria. Specie se l’invito a cena è venuto da me.

Se lei vuole assolutamente dividere non mi offendo, in ogni caso.

Se lei fa il gesto lo capisco e lo apprezzo.

Se non lo fa per niente, il gesto, mi pare strano, perché ho una visione paritaria dei rapporti uomo donna.

Se lei vuole pagare, perchè mi ha invitato, apprezzo la sua decisione ma in quel momento mi sento leggermente a disagio. Però la cosa non influisce nel prosieguo dell’interazione.

E voi?

:-)))

 

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24 thoughts on “chi paga al ristorante?

  1. Se invito, pago… Pago soprattutto se scelgo il vino! Se sono invitato mi offro di sicuro a pagare, ma come te se proprio non posso ciò non cambia nulla. Trovo sia una galanteria, tutto lì… né forma di potere né pavoneggiamento… solo una gentilezza, comunque se mi accorgo che diventa un vizio… beh allora le cose cambiano un po’ ;-DAh ciao Buzz! Come va? Mio fratello è stato lì a Roma per la maratona, ne è venuto a casa felicissimo, è riuscito a finirla e a divertirsi!

  2. eh ha anche trovato una giornata perfetta. soleggiata ma fresca. non a caso hanno fatto un’ottima prestazione, i primi.ciao 🙂

  3. E’ un sacco di tempo che nessuno mi invita al ristorante…!! :-))Ma ripensando ora a quando succedeva, mi rendo conto che a seconda dell’ospite decidevo come comportarmi. Quindi all’ uomo che non aveva problemi economici lasciavo pagare senza fare una piega, ma solo se era più "grande" di me..se era più "giovane" insistevo per pagare alla "romana". Alcune volte ho invitato e pagato la cena, per il gusto di ribaltare la situazione fin nei passaggi classici del "vieni a bere qualcosa su da me"…e gratificare la parte "maschile" che è in me. Ma quando quello che poi è diventato mio marito…al momento del conto mi ha detto: – "…scusa…puoi pagare tu, ho dimenticato il portafogli…" – avrei dovuto capire che era meglio cambiar aria. Ma l’amore si sà è cieco…e pure spilorcio alle volte.Buona giornata…

  4. Credo che sia giusto il tuo pensiero….Da donnina non mi sono mai posta il problema…. offrivano e io per carineria facevo il gesto di avvicinare la mano alla borsa e puntualmente la mia mano veniva presa, rimessa sul tavolo e accarezzato.Credo che questo sia un gesto intimo e segno di delicatezza infinita… non credo di aver visto quel gesto come "pago io perché sono uomo, sto’ segnando il territorio e fra poco…. cara farfallina…vedi che tela di ragno ti preparo"!Quando esco con le amiche, al contrario, sono la prima ad offrirsi a pagare… o per lo meno a "fare il gesto"…. ma fa parte di me, della mia persona… e non credo che lo vedano come segno d spocchiosità….Bello questo post….. finalmente spaziamo i nostri orizzonti… oggi io ho messo un post… sull’orgasmo. Entro da te e leggo questo piacevole racconto…Sarà la primavera?…..Buon pomeriggio e un abbraccio…Paola

  5. odio questi studi… odio essere spiata e catalogata… odio essere solo statistica! ma dove è finita la singolarità dell’individuo?? cosa vorrebbe essere questo testo? un invito a sospettare di chi ti offre una cena, ce poi ti chieda qualcosa in cambio, o uno sprone a far cadere i luoghi comuni sulla galanteria maschile?un invito è un invito, e tale deve rimanere, non trovarci mille significati che magari con la persona in questione non hanno nulla a che vedere, e se l’invito proviene da una donna, che il conto tocchi a lei non mi pare un evento tale da far crollare magie o certezze. Una cena con un amico di comune accordo va suddivisa e non per soddisfare l’emancipazione femminile, ma perchè è corretto così. senza parole… veramente…

  6. ma…signora d.s. 🙂 io penso che i comportamenti umani, tutti, sia che ne siamo consapevoli e ci guardiamo (noi stessi) sorridendo … oppure che ci comandino compulsivamente, alla fine sono assoggettabili a regole ben precise, biologiche e culturali.esiste insomma un’etologia umana. e segnali precisi che ci mandiamo gli uni con gli altri che ci fanno riconoscere come appartenenti alla stessa tribù (sottogruppo culturale) oppure no.secondo me sono invece molto interessanti. e divertenti.

  7. divertenti e interessanti forse, ma oggi si tende troppo ad cercare degli stereotipi, e questi studi, secondo me, ne sono in parte responsabili. Mi spiego: è come lanciare dei messaggi agli ‘indecisi’ per corroborare la tesi, ad esempio, che pagare la cena ad una signora equivalga ad un messaggio implicito e noto e questo è falso. Mi piacerebbe si lasciasse anche spazio alla casualità o meglio all’istintività e all’attrattiva individuale che possono indubbiamente fare di una semplice cena un incontro di anime e corpi… non affidiamoci a questi giochi mentali, che sono meri esercizi per chi li pratica!Ripeto, sono sì divertenti per il modo in cui sono stati condotti, ma non vorrei che portassero proprio a quell’omologazione su stereotipi e modelli precostituiti che oggi già dilaga ed i cui risultati sono sotto i nostri occhi nei più svariati campi.

  8. boh non so.secondo me questi stereotipi esistono già. non sono indotti. sono proprio naturali.ogni nostro comportamento è frutto di condizionamento culturale, non esiste "casualità e istintività".quello "studio" non induce nulla, secondo me. semplicemente, in modo veloce e quindi necessariamente un po’ banale, ma comunque abbastanza completo, elenca una serie di riferimenti culturali che esistono e che inducono a determinati atteggiamenti.

  9. boh? più che una ricerca mi sembra un collage di dichiarazioni. comunque a me non è mai interessato, non ci ho mai letto nulla di particolare dietro all’offerta o meno di pagare. tendenzialmente io sono per dividere sempre. ma se qualcuno insiste per offrire, non sto certo ad insistere a mia volta. insomma, non mi piace seguire troppo i non detti e i "tra le righe", ancor meno insistere. se si vuole qualcosa, che lo si dica esplicitamente! e una cena è una cena. pagarla o meno non pregiudica certo il proseguio, e se l’altro la pensa così… pazienza.a dire il vero sono un po’ sorpresa da certe dichiarazioni che ho letto su quel sito. pensavo che certi modi di pensare fossero superati.

  10. eh ofelia, infatti per quello parlavo di "segnali precisi che ci mandiamo gli uni con gli altri che ci fanno riconoscere come appartenenti alla stessa tribù (sottogruppo culturale)" se io e te uscissimo a cena, proprio nella naturalezza con cui affronteremmo questo argomento riconosceremmo una similitudine, mentre se viceversa trovassimo evidenti differenze, intuiremmo l’esistenza di un sostrato culturale diverso.è un dato di fatto che nella società esistano molti tipi subculture. e non sono solo quelle evidentemente diverse, quando scriviamo di multiculturalità intendiamo in genere gli stranieri. ma non è affatto così. spesso tendiamo a dimenticarcene.

  11. a me piace fare l’uomo… :-))davvero, a parte gli scherzi, a me piace pagare o al massimo dividere….certo se mi viene offerta una cena o un pranzo da un uomo lo posso anche vedere come un atto di carineria e gentilezza nei miei confronti, ma nella stessa maniera…. se mi va di offrire un pranzo, una cena o una bevuta ad un uomo, questo mio piccolo gesto è un semplice, ma sentito, atto di gentilezza e carineria verso un uomo!

  12. una nota casa internazionale di cui non posso fare il nome mi sta importunando per commercializzare il mio famoso miscuglio comprendente anche i noti datteri dietetici. ma non posso cedere altrimenti tutti conoscerebbero il mio segreto per le performance arrampicatorie.così so boni tutti poi…

  13. ecco, io sono di quelle che rovinano la magia e pretendono di dividere il conto 😀 certo se poi bisogna proprio litigare allora mi tiro indietro, e mi offro di pagare io il prossimo giro. Il motivo per cui mi scoccia che l’ometto paghi il conto è che il fatto che lui si faccia carico della nostra cena sottende un concetto di non parità tra noi, mentre se uscissi con un amico/a sarebbe naturale dividere. Ecco, diciamo che dividere il conto riporta tutto su un piano amicale che non implica nulla e non dovrebbe imbarazzare nessuno…

  14. yo guarda che c’ho la foto di io, te, resting e rampik a sperlonga… 😀 chi ha pagato? mica me lo ricordo….

  15. aaahhahah 😀 non me lo ricordo, però son certa di due cose. La prima è che er fumo l’ha pagato Cla’ al Ten di A.G., la seconda è che, anche se nemmeno io ricordo,so per certo che nessuno dei quattro è moscio/a …è stato un bellissimo primo incontro a quattro ;-p

  16. oh Yo.. detta così pare chissà che abbiamo fatto … :-)))si precisa che abbiamo solo cenato eh:Pche la gente pensano male

  17. Certo certo, si scherzava, non ricordiamo nemmeno chi ha pagato il conto :-> si stava tra amici, e in quel caso è veramente brutto star a guardare il valore dei soldi, si fa a turno quando si può, no? ;-)Robi, mi spediresti la foto appena trovi due minuti? Che bel ricordo ho di quella trasferta…

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