Chief Tecumseh


tecumseh

 

Tecumseh (Tecumthé secondo la pronuncia shawnee, Cometa Fiammeggiante o, secondo altri, Pantera Accovacciata) è considerato come il più grande statista indiano della storia dei nativi americani. Egli era nato nel 1768 nei pressi di Old Chillicothe, sul fiume Scioto: la madre apparteneva alla nazione creek, mentre il padre Puckeshinwau era un valoroso capo dei Kispoko, sottogruppo shawnee, che rimase ucciso nella battaglia di Point Pleasance. Tecumseh maturò conseguentemente fino da giovanissimo una fiera avversione contro l’invasore bianco del suo paese. Egli partecipò quindi alle guerre della fine del XVIII secolo contro i neonati Stati Uniti, e, insieme al fratello Tenskwatawa, il profeta del Wabash, egli maturò un vero e proprio progetto politico che prevedeva la creazione di una grande confederazione indiana che comprendesse tutte le tribù del Mid-West e del Sud Est e che, sfruttando le discordie tra ex-colonie e madrepatria inglese ed appoggiandosi per convenienza a quest’ultima, consentisse di addivenire alla creazione di un vero e proprio stato cuscinetto centrato nella regione del fiume Ohio. Fieramente nazionalista, Tecumseh era però tutt’altro che alieno dalla consapevolezza della necessità di modernizzazione e di sviluppo (ed anche di civilizzazione) del sistema tradizionale di vita degli indiani.

Campanilismi, inimicizie, abitudini consolidate, resero difficile l’azione di Tecumseh e del fratello Profeta, i quali riuscirono comunque a fondare una grande città indiana intertribale sul fiume Wabash alla confluenza con il fiume Tippecanoe, nell’attuale stato dell’Indiana. L’azione politica di Tecumseh trovò la ferma opposizione del generale Harrison, nominato governatore del Territorio Nordoccidentale, il quale ben comprendeva la portata delle idee e delle aspirazioni del leader shawnee. E fu proprio Harrison che, approfittando dell’assenza di Tecumseh in viaggio di propaganda nel Sud presso Creek, Choctaw e Chickasaw, riuscì ad attaccare e distruggere, nel novembre del 1811, Tippecanoe e con essa il sogno panindiano del suo avversario. Triste e disperato, Tecumseh raggiunse gli inglesi in Canada e combattè al loro fianco nella guerra del 1812, restando infine ucciso nella battaglia del fiume Thames il 5 ottobre del 1813, una battaglia caratterizzata dalla pusillanimità del comandante britannico, Henry Proctor e che solo la morte di Tecumseh riuscì in qualche maniera a nobilitare. Una morte che comunque poneva fine per sempre ad ogni resistenza indiana nei territori nordoccidentali.

 

" Vivi la tua vita in maniera tale che la paura della morte non possa mai entrare nel tuo cuore. Non attaccare nessuno per la sua religione; rispetta le idee degli altri, e chiedi che essi rispettino le tue. Ama la tua vita, migliora la tua vita, abbellisci le cose che essa ti da. Cerca di vivere a lungo e di avere come scopo quello di servire il tuo popolo. Prepara una nobile canzone di morte per il giorno in cui ti incamminerai verso la grande separazione. Rivolgi sempre una parola od un saluto quando incontri un amico, anche se straniero, in un posto solitario. Mostra rispetto per tutte le persone e non umiliarti davanti a nessuno. Quando ti svegli al mattino ringrazia per il cibo e per la gioia della vita. Se non trovi nessun motivo per ringraziare, la colpa giace solo in te stesso. Non abusare di niente e di nessuno, per farlo cambia le cose sagge in quelle sciocche e priva lo spirito delle sue visioni. Quando arriverà il tuo momento di morire, non essere come quelli i cui cuori sono pieni di paura, e quando arriverà il loro momento essi piangeranno e pregheranno per avere un ‘altro poco di tempo per vivere la loro vita in maniera diversa. Canta la tua canzone della morte e muori come un eroe che sta tornando alla casa."

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3 thoughts on “Chief Tecumseh

  1. Leggevo nei giorni scorsi : http://informazionescorretta.blogspot.com/2009/03/lettera-europe2020-al-g20-2-aprile-2009.htmlla lettera di LEAP/Europe2020 ai leader del G20, pubblicata sul Financial Times.Questo gruppo è noto per aver previsto con notevole anticipo negli ultimi anni quello che sta accadendo attualmente (che, ricordo, per quanto si tenda a edulcorare la situazione è in realtà una crisi che ha tutte le caratteristiche per essere definita epocale).E’ solo uno dei tanti documenti, forse uno di quelli con più autorevolezza, ma molte altre analisi sono concordi nell’individuare i segnali del crollo imminente e forse con conseguenze drammatiche, in un paese con in circolazione oltre duecentomilioni di armi da fuoco, degli USA. E’ di questi giorni la notizia che Pechino ha proposto la creazione di una valuta globale che sostituisca il dollaro come moneta di riserva internazionale e che il fondo monetario internazionale appoggi la proposta (proposta prevista e appoggiata dal Leap2002 peraltro).Insomma… un sacco di cose fanno pensare che stiamo vivendo un momento che la storia ricorderà come spartiacque, un prima: l’epoca del dominio usa sul mondo e un dopo: che non sappiamo.Anche se ancora l’avvenimento decisivo che segnerà una data non lo conosciamo.E allora mi viene da pensare ai nativi americani, a coloro che vivevano in quelle terre prima che l’uomo bianco se le prendesse e distruggesse la loro cultura. Chissà che penserebbe questo grande capo della nazione indiana, oggi, se potesse vedere quello che sta accadendo.

  2. E’ un popolo che mi ha sempre affascinato e provo per questo popolo un’enorme rispetto.Troppo in fretta gli uomini bianchi hanno messo a tacere la loro voce.Nella loro semplicità erano capaci di costruire e inventare grandi cose. Erano intelligentissimi e probabilmente davano fastidio, molto fastidio perchè amavano la natura e gli animali.Mi ha sempre stupito la naturalezza con cui si avvicinavano a Dio e la loro saggezza."La mia mano non è del colore della tua, ma se mi pungo uscirà sangue e sentirò dolore. Il sangue è dello stesso colore del tuo, Dio mi ha fatto e sono un uomo". "L’indiano e le altre creature che erano nate qui e che qui vivevano, avevano una madre comune: la terra. Egli era imparentato con tutto ciò che vive e riconosceva a tutte le creature gli stessi diritti come a se stesso. Quanto era legato alla terra, egli l’amava e l’ammirava". Orso in Piedi

  3. erano troppo avanti per uomini che cercavano solo di affrancarsi dalla loro realtà di colonia e quindi non potevano accettare di dividere il territorio con altri… penso che il massacro dei nativi avvenne solo per motivi economico logistici, nessuno a quei tempi si soffermò realmente o cercò di capire la loro cultura. Chi lo fece fu considerato un disertore…"Quando l’ultima fiamma sarà spenta, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce catturato, solo allora capirete che non si può mangiare denaro." Tatanka Yotanka (Toro Seduto)

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