il biotestamento non sarà vincolante


Non solo resta l’obbligo di alimentazione e idratazione forzata per i pazienti a fine vita, anche a mezzo intervento chirurgico, ma anche, il biotestamento, il cui valore è stato portato da 5 a 3 anni, non sarà vincolante.

In pratica è come se dicessero che è inutile, di non perderci nemmeno tempo a scriverlo.

Infatti praticamente quello che tu ci scrivi vale se stai a supportarlo finché sei sveglio. Dopodiché le tue volontà, pure scritte, o indicate ai tuoi famigliari, non contano più niente. Decide il medico.

Questa a casa mia si chiama "presa per il culo".

Mi sento di condividere Ferrero di Rifondazione "E’ un governo che ricorda Pinochet. Liberisti in economia, clerico-fascisti sui diritti civili".

Per quanto mi riguarda, ho scritto qui cosa ne penso.

Ora voglio aggiungere una riflessione, non mia, ma che condivido, di segno diverso.

I paladini della vita hanno mai riflettuto su quella non umana?
Nelle scorse settimane si è sentito dire di tutto intorno alla vicenda di Eluana Englaro, sulla quale sarebbe forse dovuto calare un civile silenzio. La conseguente proposta di legge sul ‘testamento biologico’ in discussione al Senato in questi giorni, se approvata, ci riporterà – come afferma Umberto Veronesi – indietro di un secolo.

Le gerarchie vaticane hanno accusato di omicidio Beppino Englaro (e sono state querelate insieme a tutti i singoli che si sono espressi in questo modo); Radio Maria ha affermato esplicitamente che «si stava accoppando una disabile» e Papa Ratzinger ha scritto che «la vita va difesa anche se debolissima». Eugenia Roccella – sottosegretaria al Welfare del governo italiano – ha definito Eluana «diversamente viva» con un fuorviante riferimento ai "diversamente abili" che Luisella Battaglia, del Comitato Nazionale di Bioetica, non ha mancato di denunciare in diversi articoli.

Il Presidente del Consiglio si è spinto oltre arrivando ad affermare che, nello stato in cui era, Eluana avrebbe potuto persino concepire un figlio. 

Ciò che occorrerebbe è saper distinguere tra vita biografica e vita biologica e chiedersi, prima di tutto, che tipo di vita avesse Eluana e che tipo di vita sia quella che la Chiesa cattolica vuole difendere sempre e comunque.

Storicamente la Chiesa cattolica ha sostenuto guerre e crociate mentre oggi si erge a paladina della difesa dei feti «dal concepimento in avanti» in quanto ritiene sacra e inviolabile ogni vita umana. Non però quella di tutti gli umani, ma solo di quelli buoni a suscitare la "pietà" popolare in un particolare momento storico, per determinati scopi politici.

Sul fronte della vita non umana, la Chiesa è sempre stata in prima linea nel sostenere la distinzione ontologica e morale tra uomini e animali (ai quali fino a poco tempo fa erano accomunati, donne, neri e amerindi) e il libero sterminio senza riserve e senza rimorsi per ogni forma di vita non umana, abolendo il mattatoio sacrificale solo per ragioni di contrasto con le religioni ‘pagane’ precedenti.

La teologia cattolica non si è mai voluta pronunciare contro tali stermini di massa (Andrew Linzey, Teologia Animale: i diritti animali nella prospettiva teologica , 1998).

Ogni cardinale salito al soglio pontificio non ha mancato di benedire cacciatori, toreri, sperimentatori su animali (vivisettori), circensi e allevatori (queste ultime due categorie sono state accolte e benedette da Papa Ratzinger di recente).
Niente di nuovo, diranno in molti: «la Chiesa difende la vita umana, non quella non umana».

Eppure, se si riflette laicamente, la vita biologica e psichica dei primati rinchiusi nei laboratori per la sperimentazione, come la vita di centinaia di milioni di bovini, equini, ovini, suini e persino uccelli mandati quotidianamente al macello in ogni nostra città, è qualitativamente migliore e quantitativamente maggiore – sotto il profilo del vissuto – della vita di un umano in stato comatoso senza speranza di ripresa.

La qualità e l’esperienza di vita di ogni soggetto senziente animale adulto e sano sono certamente maggiori di quelle della povera Eluana. In altre parole: se limitiamo l’influenza di ciò che crediamo essere inerente alla vita e alla coscienza soggettiva umana e ci affidiamo ai dati scientifici, anche comparati, non potremmo non notare la grande sperequazione che esiste tra il nostro modo di trattare miliardi di soggetti animali e di "salvaguardare" un corpo umano privo di qualsiasi attività cognitiva e senziente (secondo le conoscenze mediche attuali e secondo il parere di tutti coloro che hanno visto Eluana in stato vegetativo permanente).

Questo dovrebbe farci riflettere su quanto iniqua sia la richiesta di salvare a ogni costo una non-vita di fronte alla quotidiana universale mattanza specista di cui siamo tutti corresponsabili.

Inoltre, non dovremmo mancare di cogliere lo spunto per riflettere intorno alla questione dell’eutanasia – d’altra parte già permessa o comunque praticata in molti Paesi del mondo – che permettiamo per i nostri animali compagni ma non per noi stessi. Cioè, concediamo che un animale – ritenuto ontologicamente e moralmente inferiore a noi – possa non soffrire pene inutili (quando sappiamo che non vi è possibilità di ripresa) ma non vogliamo concederci questa possibilità, per ragioni che – appunto – a chi non professa la credenza cristiano-cattolica possono sembrare estranee alla logica, la quale dovrebbe essere l’elemento che caratterizza il modo di agire umano.

Alessandro Arrigoni (filosofo e zooantropologo)
Fonte: http://www.liberazione.it/

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2 thoughts on “il biotestamento non sarà vincolante

  1. Condivido il tuo pensiero e sono colta da profonda tristezza pensando sia un bel modo per "lavarsene le mani".Giustificati da una forte cultura cattolica ma del tutto indifferenti al dramma reale delle persone che potrebbero venir coinvolte, la classe politica avrebbe deciso in questo modo di non assumersi la responsabilità, lasciando probabilmente la "libera scelta" al privato e alle singole coscienze. Sono infatti convinta esistano persone che hanno in passato preso la "terribile" decisione di "staccare la spina" ad una persona amata per non vederla soffrire, e se la proposta di legge dovesse essere confermata, continueranno ad essercene, l’importante è che non si sappia, che siano sole e senza l’appoggio della società civile…anche se comincio a dubitare della "civiltà" della nostra società, mentre sulla laicità del nostro Stato ormai non mi faccio più illusioni.

  2. se dovessi trovarmi nelle condizioni di dover dipendere dal giudizio di un medico, ti assicuro che troverei il modo di non arrivarci neppure a quella che tu chiami presa per il c… e che tale è!

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