samba pa ti


Gironzolando su youtube cercando ispirazione per la mia attività di blogdj mi è tornata in mente samba pa ti, il pezzo di carlos santana.

     

Beh… ho pensato che tutti i ricordi che mi rievoca questa canzone non possono essere riassunti in una frase.

Quante ore passate a suonarla, dallo spartito, nel quale avevo scoperto con sgomento che il pezzo più bello, l’assolo, era definito “improvvisazione” e non era segnato. Ma tanto a malapena allora riuscivo a fare la parte iniziale, quindi poco male..

Una canzone unificante a livello generazionale, piaceva a me che avevo 12 anni ed ero già fissato con l’hard rock e piaceva a mia madre.

Una canzone che si poteva fare con gli amici, due chitarre e i bongos e metteva tutti in silenzio, a pensare, o forse, già allora a ricordare.

Si perchè era la canzone delle feste, dei balli a casa da ragazzini, quando si spegneva la luce. Quando c’erano i lenti e con le note di santana ti ci perdevi.

A samba pa ti è legato un ricordo vivissimo. Era l’estate di boh… ma non avevo la macchina, quindici anni credo… ero in tenda su un lago, c’era la discoteca dall’altra parte e noi non sapevamo come andarci.

Prendemmo in prestito la barchetta del padre di un amico. Una vera bagnarola di due metri con un motorino da 4 hp. Ci acchittammo per la disco e salimmo in barca, le scarpe legate al collo, i pantaloni tirati su al ginocchio. Traversammo il lago in un’oretta o forse più. Dall’altra parte non sapevamo dove sbarcare. Dovevamo lasciare la barca legata a qualche metro dalla riva per paura che la rubassero. Allora tre scesero portando i vestiti del quarto (io), questo legò la barca a venti metri dalla riva e poi a nuoto.

Quindi c’erano da fare 2 chilomentri per arrivare alla discoteca. Ovviamente orario pomeridiano. Due chilometri nei campi, strade bianche polverose. Due chilometri sotto il sole del pomeriggio di agosto. Ma alla fine arrivammo, per fortuna dentro era buio e le nostre scarpe impolverate non si vedevano, i risvolti dei pantaloni infangati nemmeno. Le mia mani puzzavano di benzina, io le sentivo. Speravo che non le sentissero anche gli altri. Ma mi sa tanto che di qualcosa puzzavamo. Perlomeno di sudore. Vabbè… ci mettemmo a ballare e dopo poco eravamo sudati uguale uguale agli altri.

Tentativi di rimorchio a raffica…. ma che… non andava. Giornata negativissima. Alcune ragazze che avevamo conosciuto ci avevano guardato strano quando avevamo detto che eravamo con la barca. Prima interessate dalla stranezza, poi perplesse (a dir poco) scoprendo i particolari.

Ormai avevamo quasi deciso di andar via quando mettono samba pa ti. Io ero in mezzo alla pista, dove avevo ballato i balli “svelti” che perlomeno avevano il vantaggio di poterli ballare fra maschi o anche da solo. Mettevano 4 lenti e 4 svelti.

Insomma, mettono samba pa ti e io me ne stavo tornando a bordo pista da vero sfigato quando una ragazza, una biondina, mi fa: balli?

Non faccio in tempo a dire si e nemmeno a considerare come una cosa del genere fosse possibile che mi si avvinghia addosso.

Avvinghia è la parola esatta. Appiccicata stretta! Lei stringeva e io stringevo ad un certo punto ero senza fiato. Non diceva una parola. Guancia contro guancia, sentivo il suo respiro nel collo, il suo odore, il calore del suo corpo addosso. Ricordo bene il caldo della sua guancia sulla mia e come mi stringeva.

Oddio… stavo diventando stupido. Ero in paradiso. Non potevo credere a quello che mi stava accadendo. E samba pa ti che avrei voluto non finisse mai, mai. Per tutto il tempo non dissi una parola, e nemmeno lei. Io non sapevo che dire, lei non so.

Alla fine del pezzo se ne va: occhi bassi, si stacca, dice ciao e scompare. E io rimango li imbambolato.  Non mi escono le parole di bocca. Non riesco nemmeno a dire aspetta, ferma… Niente. Aveva qualcosa di rosso addosso, capelli biondi lisci ma non sapevo che viso avesse. Si, mi ricordo al primo sguardo che era carina, ma per tutto il tempo della canzone non ci eravamo guardati in faccia, appiccicati com’eravamo.

Sparisce. Sparisce come un sogno.

E io lì a pensare. Potevo darle un bacio. Potevo chiederle come si chiama. Potevo fermarla. Niente. Sono rimasto così come uno scemo. Perchè non l’ho baciata, perchè? Magari se l’avessi baciata sarebbe rimasta. Non avevo avuto il coraggio. Magari se n’è andata perchè ha capito che ero un tonto, un imbranato.

Dopo, più esperto della vita, ho pensato che chissà, forse voleva far ingelosire qualcuno. Ha trovato me davanti e mi ha usato a quello scopo. Vai a sapere che passa per la testa di una ragazzina…

Ma insomma l’ho persa. Colmo della sfiga fu che nessuno dei miei amici mi aveva visto ballare con lei e quando raccontai mi presero per un cazzaro.

Uscimmo che erano le 20 passate, arrivammo al lago che era buio. Uno (non io stavolta) si spogliò e andò a prendere la barca. E per tutto il viaggio di ritorno tremava di freddo.

Ricordo il lago di notte, e la mancanza di punti di riferimento verso cui dirigersi sulla riva. Ma bene o male arrivammo alla nostra spiaggia.

E io sognavo la ragazza di samba pa ti. Ero innamorato.

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16 thoughts on “samba pa ti

  1. io non dico che non si possa incominciare ad innamorarsi nel virtuale… ho detto che l’esperienza mi porta a dire che, quando questo avviene, quando senti dei segnali in questo senso, se posso porto la cosa nel reale e verifico; se non posso portarla nel reale, metto un freno.

  2. Che meraviglia…Santana…la sua chitarra magica…il tuo innamoramento "VIRTUALE"…e le follie dei 15 anni (come quella di attraversare in barca un lago di notte).Incredibile evocazione di ricordi e sensazioni sopite nella memoria!! Buona settimana.

  3. ahoooooo!!! Ah belloooooo!Che figata, Samba Pa ti, che mi sto ascoltando allegramente da Londra ( l’ufficio ha chiamato e me tocca sta settimana de London Undreground).Io del primo amore ricordo pure nome e cognome…ma devo dire, col senno di poi, non era proprio il mio uomo ideale.Abbracci e Abbaci e Annamoramose.

  4. Il primo amore … credo fosse una ragazza con una gran massa di capelli ricci che suonava la chitarra e si chiamava Luisa. Conosciuta in campeggio, poi a roma mi facevo interminabili transumanze con la vespa da centocelle al nuovo salario per andare ad incontrarla. Ma non ci fu niente. Io ero innamorato di lei (ricordo che la colonna sonora era "più ci penso e più mi viene voglia di lei" di gianni bella (ahimè, mi vergogno molto)) ma lei non mi filava e di me s’innamorò la sua amica, che però a me non piaceva. Però stavamo interminabili ore al telefono: io a parlare di luisa e lei per parlare con me. A quell’età ero un brutto anattrocolo e le ragazze non mi filavano nemmeno di striscio. Poi verso i diciotto improvvisamente divenni "bello"… con mia grande sopresa divenni conteso anche da quelle più grandi. per abituarmici mi ci sono voluti anni.:-D

  5. samba pa ti… il mio primo amore, il mio primo ragazzo tentava di suonarla., lui… preferivo ascoltarla alla radio:-)))

  6. il mio primo amore si chiamava Andrea per baciarsitrovammo la scusa di un festino a casa sua …..facemmo il gioco della bottiglia e c’èra la canzone del tempo delle mele…ironia …..il bacio me lo dette il suo amico e non certo un bacetto di tutto rispetto ….ma con un metro di lingua che mi schifò…però dopo ho rimediato facendomi consolare da lui…..sti ricordi belli però arigrazie Robi

  7. Però mi rendo conto di avere un sacco di primi amori.Quello che lei non lo sapeva; quello che lei lo sapeva e non mi filava; quello che quando quasi ci speravo zac si è messa con un altro; quella del primo bacio (che non coincide col primo amore); quella del primo petting spinto… e quella del primo sesso "completo" che poi è stata anche quella del primo amore pesante. Qui bisogna fare chiarezza con i "primi". (e pure i secondi e i contorni)

  8. ma vedi un po’ lo sfacciato!e hai anche l’ardire di asserire che , povero, le ammiratrici non esistono!!!

  9. …la vespa..quello davvero è il primo amore…!!io ce l’ho ancora.. vespa 50 con sotto il motore del 125 adesso essendo d’epoca l’ho iscritta al vespaclub e ci troviamo con tutti i vespisti ai vesparadunii nostri iter preferiti sono le nostre colline toscane è bellissimo quando siamo tutti insieme sulla strada ,vedi la gente che ti guarda stupita incredula da quante vespe vecchie ci sono ancora, vecchie ma tenute come gioielli,alcune accessoriate all’eccesso ..IO dico(tamarrate) sosta in paesini sperduti…ma con tavole inbandite li ad apettarci..e dopo festaaaaaa..!!!Vino a gò gò e vaiiiii…

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