bufale e pantere


Un post dell’amica Virginia, sulle Bufale e come nascono, mi ha fatto venire in mente un … chiamiamolo esperimento ….che feci anni fa, al lavoro.

Più che altro fu uno scherzaccio di notevole cattivo gusto :-))) ma vestendolo della dignità scientifica di esperimento sociologico, la mia coscienza rimase integra, come non l’avessi mai usata.

Come tutti sanno, in Italia, in modo ricorrente, appare una pantera. Se è la stessa che da anni imperversa nelle campagne pugliesi piuttosto che nel beneventano, nelle periferie romane, in quelle torinesi o nei boschi dell’umbria, fotografata, ripresa, raccontata, che ha lasciato segni di unghioni e impronte, che ha ammazzato pecore e quant’altro… non si sa. Probabilmente non lo si saprà mai, perchè comunque non è mai stata catturata, né viva, né morta.

Correva l’anno non mi ricordo quale, e la pantera era nelle periferie romane. Se ne parlava parecchio.

Senonché avevo che lavorava con me, uno zio noto per essere piuttosto chiacchierone e approssimativo (ed è un eufemismo) nelle sue argomentazioni.

Una mattina che un elicottero della polizia girava insistentemente a bassa quota, sopra la zona dove sono i nostri uffici, ebbi l’idea di buttare là… per vedere l’effetto che fa… un paio di frasette.

“dice che cercano la pantera…” “dice che l’hanno vista in zona … sembra che ha ammazzato il cane di marietta…”

Ora in queste due frasi (ed è questo che ne fa esperimento scientifico e non già mero scherzo) ci sono due elementi fondamentali:

il “dice” che lascia intendere che la voce arrivi da qualche parte

e il “cane di marietta ammazzato” che introduce un elemento tragico che catalizza l’attenzione su di sé in modo da far passare in secondo piano l’indagare sulla provenienza del “dice”.

Peraltro “il cane di marietta” un botolo fastidioso come la Marietta, una vecchia acida che si aggirava nei parcheggi protestando per un’infinità di cose, oltre a rendere giustamente truculenta la cosa, metteva chi ascoltava la cosa in uno stato di malcelata soddisfazione visto che quel cane era un vero rompicoglioni.

“Ma come? dove…” disse mio zio.

“Maa non so… lo stavano a dire… boh… sai come sono ste cose…” e me ne andai assumendo l’aria di quello che ci crede poco.

Tempo un’ora, entra in ufficio un rappresentante e mi dice: ho saputo che avete la polizia in zona per via della pantera.

E io: “ah si? non so niente…”

E lui: “si, dice che ha ammazzato un cane e una pecora. L’hanno vista diverse persone e ci sono le impronte.”

Io, sempre scettico: “ah ma chi lo ha detto?”

“Eh… lo stavano a dire giù al bar. L’hanno vista. Ora la polizia sta interrogando la padrona del cane.”

Dopo un po’ torna mio zio e dice che al ne stavano parlando anche da xxxxxx (esercizio commerciale a 3 km di distanza dove lui andava ad acquistarecose che occorrono per il nostro lavoro) e che quindi la cosa era confermata.

Casualità volle che Marietta, interrogata sull’evento: “a Mariè, la pantera t’ha magnato er cane?” e non vedendo attorno il botolo, e prendendo la domanda per un’affermazione, iniziasse a piangere e a dar di strepiti, confermando la cosa, giacchè rincoglionita com’era non è che nessuno si prendesse la briga di mettere ordine nelle sue lamentazioni.

Qualcuno non si sa perchè, un po’ per le voci, un pò magari vedendo un’ombra o chissà cosa… chiamò la polizia. Che arrivò con grande strepito di sirene.

A quel punto ovviamente la cosa era evidentemente vera agli occhi di tutti. E tutti ripetevano alla polizia ciò di cui erano assolutamente certi: la pantera era stata vista da molti, aveva attaccato e ucciso il cane di una vecchia, e ora (e lì le versioni divergevano) era:

a) chiusa nel garage di un certo Alvaro (ignoro come fosse nata tale versione, anche successivamente non riuscii a capirlo)

b) scappata per i campi con il cane in bocca che guaiva pietosamente (qui uno giurava che era stata vista)

c) ancora in zona perchè col cane non ci aveva mangiato niente (versione logica)

La polizia perlustrò la zona con i mitra in mano e con voce stentorea diceva alla gente di chiudersi in casa e/o sul lavoro e non girare per strada.

L’aria che tirava era da attacco aereo incombente. La gente bisbigliava e c’era chi si era armato di tutto quello che avrebbe potuto essere utile alla bisogna. Imperversavano discussioni su dove colpire la pantera. Se era meglio scappare in alto oppure no.

C’erano esimi conoscitori di pantere che discettavano sulle loro abitudini venatorie terrorizzando i più.

C’è sempre chi la sa più lunga degli altri.

Ovviamente Marietta che nel frattempo aveva ritrovato il botolo, che non si era mai mosso da casa, vedendo dalla finestra tutto quello strepito non aveva nessuna intenzione di uscire a dirimere la faccenda di cui peraltro era all’oscuro. Quindi poco dopo, non si sa come, iniziò a circolare la voce che la pantera avesse preso anche Marietta.

Dato che la polizia non la trovava!

A quel punto c’era veramente un clima da assediati. La gente sobbalzava ad ogni rumore. Io stesso iniziai a pensare che casualmente avessi scherzato su una cosa che in realtà potesse essere incredibilmente vera.

La cosa andò avanti ancora per qualche ora.

La polizia (che aveva trovato Marietta e compresa l’infondatezza della cosa nonché aperto il garage del tale Alvaro) se ne era andata.

Marietta e il suo botolo gironzolavano per strada. La gente le chiese: “Mariè ma la pantera? e er cane?”

“Ma quale pantera me sembrate tutti scemi… è pure venuta la polizia a famme prende un colpo”

Ma alla fine la gente si divise in diverse fazioni: quelli che pensavano che la polizia non avesse capito niente e che la pantera ci fosse e quelli che pensavano che era tutta una cazzata (fra questi c’erano quelli che identificarono in mio zio l’autore dello scherzo).

Io?

Ah io lo avevo sempre detto che ci credevo poco…

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4 thoughts on “bufale e pantere

  1. Sei tremendo Roberto, sei proprio tremendo!….. ;-)Buon inizio di settimana… P.S…. però che animale, la pantera!…

  2. La cosa divertente fu il modo in cui la voce si sparse. Quando mi raggiunse "ufficialmente" feci in modo di trovarmi insieme a delle persone in modo che avessi testimoni del mio cadere dalle nuvole. Infatti mi zio provò, nei giorni successivi a brontolare qualcosa sul fatto che prima di tutto ne aveva sentito parlare da me, ma lo convinsi che si sbagliava e quelli che erano presenti mi diedero manforte.Insomma lui stesso, che era stato (dopo di me) il primo propalatore della notizia, non sapeva più dove l’avesse sentita la prima volta, tanto che poi disse che ne parlavano al bar e lui aveva solo ripetuto quello che aveva sentito.Seriamente: questo fa il paio con quello che si sa bene che avviene in caso di testimonianze di eventi cui hanno assistito decine di testimoni: ognuno ha visto cose diverse. In buona fede crediamo di aver sentito o visto cose totalmente inesistenti.Questo nasce dalle capacità di completamento automatico del nostro cervello che tende a ricostruire con il "verosimile" laddove ci sono buchi nella trama del reale.Questo meccanismo lo conoscono bene anche gli esperti della informazione/disinformazione. Basta poco, un sussurro al momento giusto e per i canali giusti… e poi la notizia viaggia da sola. Diventando incontrollabile.

  3. penso a come si siano " divertiti " quelli della polizia, quel giorno!:-))è molto più interessante una evidente panzana che una nascosta verità, su questo non ci piove. e poi, vuoi mettere come è bello avere un attimo di notorietà?:-DD

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