pietà l’è morta


Mi rendo conto di avere sviluppato, ormai da tempo, una tale acrimonia
nei confronti di buona parte di questo paese, che oltre a non provare
la minima pietà quando muiono i nostri soldati all’estero (ribadisco il
concetto), quando capitano certe tragedie annunciate tipo quelle di
Messina, non me ne frega un cazzo.

Lo so. E’ una generalizzazione e come in tutte le generalizzazioni esistono ottime possibilità di sbagliarsi.
Ma
mi sono stancato di empatizzare per queste vittime che sono nella
grande maggioranza dei casi corresponsabili dei loro disastri.

Quando avviene, il disastro, vediamo che qualcuno paga duramente.
Ma
quelle stesse persone, con buona anzi ottima probabilità, non sono le
stesse che consapevolmente hanno compiuto catene di scelte, tali che le
hanno portate in quella situazione?

E’ incolpevole quello che ha
costruito sulle falde del vesuvio? che ha corrotto qualcuno per poterlo
fare? che ha votato tizio e caio sapendo che glielo avrebbe permesso?

Parlo del Vesuvio perchè è un’altra tragedia annunciata. Lo dico ora. Sperando ovviamente di non essere profeta di sventura.
Ma oggettivamente, sono incolpevoli quelli che hanno colonizzato le falde di un vulcano che si sa essere attivo?

E
questo discorso sui dissesti idrogeologici… ogni santa volta che
avvengono tragedie di questo tipo veniamo a sapere che avevano
costruito dove la logica e l’esperienza negavano assolutamente si
potesse costruire. Ma la "colpa" di chi è?
L’impresa? chi ha lottizzato? chi ha dato le autorizzazioni?
la colpa è di tutti. Ma anche e soprattutto di chi è andato ad abitarci.
Che non eri in grado di far funzionare il cervello? Non avevi scelta?
ABBIAMO SEMPRE, UNA SCELTA e se non preme a te la tua vita, e quella dei tuoi figli o delle persone che ami… a chi deve premere?


Perchè
se non sei ingrado di capire che stai foraggiando un sistema che ti
porterà con buone probabilità a crepare, beh peggio per te, maledetto
idiota.

E questo vale per le discariche di diossina a cielo
aperto, per i rifiuti  insabbiati, per le case costruite sul
fango, sulle rive dei fiumi, sotto prati dissestati, sulle rive di un mare avvelenato, distrutto dalla pesca a strascico e dai rifiuti tossici.

E’
incolpevole chi vota quella massa di delinquenti che abbiamo al governo
(e all’opposizione in buona parte) sperando in condoni edilizi, condoni
fiscali, indulti e quant’altro?  Sono decenni che produciamo questa classe dirigente, più attenti che ci permettano di fare i nostri porci comodi piuttosto che amministrino con rigore le cose di tutti.

Leggo su La Repubblica uno stralcio d’intervista:
Ma non ha paura del fiume che l’altra
sera ha investito anche la sua casa? "L’acqua non ci ha fatto mai
paura, quello che mi spaventa è la collina che è appoggiata proprio
sulla nostra palazzina, quella sì che potrebbe fare danno". E le sembra
normale costruire in una posizione così terribile, tra il torrente e la
collina che si appoggia alla sua casa? "Certo che è normale, io ho
sanato tutto, prima pagavo una percentuale più bassa dell’Ici ma con le
sanatorie ed i condoni ho regolarizzato tutto anche se adesso pago una
quota di Ici un po’ più alta"

Quanta imbecillità senza speranza può esistere in un sistema che è così
autoreferenziale da espungere da esso anche il buon senso più
elementare?

La casa è a posto perché legalmente è a posto. Punto.

E’ evidente, è lampante… che stiamo andando sempre di più verso disastri di tutti i tipi.
E mi rode immensamente sapere che da questa idiozia non c’è difesa, a certi livelli.
Ma perlomeno in quelle situazioni in cui dovresti guardarti i tuoi fottuti affari personalmente, allora no. Allora guardateli.
Non lo fai? Allora vaffanculo.

Questa
italia di cialtroni, approfittatori, corruttori, conniventi, furbi del
quartierino poi pronti a piangere e pietire quando le cose gli vanno
male…  mi spiace, ma non riesco a provare solidarietà umana, non riesco a provare pietà.
Hanno gli amministratori che si meritano, i politici che si meritano, le città che si meritano.

Mi viene da dire: che cazzo volete?
Avete voluto la bicicletta? pedalate.

Tutti incolpevoli di questo scempio in cui stiamo precipitando?  Tutti diventano incolpevoli quando passano nel ruolo di vittime?
Eh no.

lLho scritto: "lo so è una generalizzazione e come in tutte le generalizzazioni esistono ottime possibilità di sbagliarsi"
Ma forte, sempre più forte, è la tentazione di sparare nel mucchio, consapevole che su tre almeno due se lo meritano.

Francamente mi sono rotto i coglioni di fare la cassandra e vedere che le cose "scritte sui muri" poi vanno come è logico che vadano.

E’ con sgomento che mi rendo conto di essere diventato immune ai processi empatici.
Faccio
un esempio banale: sto nel traffico e vedo sfrecciarmi accanto un testa
di minchia con uno scooterone, che rischia di venire addosso a me o altri vicino a
me.
Poi qualche centinaio di metri più avanti lo vedo per terra.
Passo e penso: vaffanculo. restaci. crepaci. non me ne frega un cazzo.

Si è duro eh. difficile da confessare. Ci hanno insegnato che certe cose non si dicono. Si reprimono. Ma così è.

Non vedo più l’uomo, le sue debolezze, il suo universo di affetti. Vedo un nemico.
Metto
in atto lo stesso processo che in guerra ti porta disumanizzare il
nemico, rendendolo oggetto, qualcosa che non ti riguarda, la cui sorte
non ti tange.

Guardo questo meccanismo che avviene dentro di me e penso che vivo in una società di nemici.

E’ normale?
Mi chiedo se sono solo io, indurito, che provo queste cose o se sono sentimenti comuni. E dove ci stanno portando.

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10 thoughts on “pietà l’è morta

  1. Concordo con l’analisi ma non del tutto con la reazione emotiva. Avevo notato in me uno spostamento interiore simile quando vivevo a Londra. L’altro aprioristicamente vissuto se non come nemico, comunque come qualcuno da cui guardarsi e nei cui confronti nella migliore delle ipotesi c’è solo indifferenza, più spesso fastidio. A meno che non finisse per entrare nella sfera privata di amici e conoscenti. Ma è un atteggiamento che non mi piace e che in me ho cercato di combattere. Quantomeno ora, di fronte agli episodi di cronaca che citi, o hai citato nelle ultime settimane, se pur resta il "giudizio" (ammettiamolo pure) nei confronti di scelte professionali, abitative, politiche, e così via, che possono essere alla base dell’evento, si affianca l’empatia per l’essere umano. Quasi sempre perlomeno. Non lo so se è più "normale" un atteggiamento piuttosto che un altro. E sono ben consapevole di come la mia educazione cattolica si faccia sentire anche ora, nonostante tutte le critiche e la distanza che posso aver maturato negli anni dal cattolicesimo.

  2. Forse sarà per la distanza emotiva che riesco a mantenere non guardando la tv (ma questo non è ciò che possa fare la differenza fra me e te), ma prendendo una notizia, nuda e cruda, e valutando l’evento e chi è coinvolto, non riesco a non fare la differenza fra chi effettivamente ha avuto tutte le possibilità di scegliere e chi invece no. Sarà che inizio a provare antipatia profonda per i miei connazionali, per buona parte di loro, tale che non può magicamente trasformarsi in empatia "solo" perché colpiti dalla malasorte. Mi viene da pensare: non vi conosco, non so niente di voi, ma so che statisticamente, i due terzi di voi (stima molto ottimista) mi stanno ampiamente sulle scatole, quindi… qualsiasi cosa vi sia accaduta… chi se ne frega.Non è "bello", me ne rendo conto. Ma è quello a cui sono indotto dal divario profondo che provo con buona parte del paese. Non è un’indicazione di modo, o un’affermazione di valore. Ne parlo come semplice osservazione sui miei sentimenti.

  3. Settimana scorsa venivo via da quei posti… ero a circa 50 km. ritornavo a casa dopo otto giorni di pioggia, tempo brutto e impossibilità di fare mare e vedere le eolie… che tanto avrei voluto vedere.Beh… è stata una strage annunciata anche questa. Per due giorni la messina-catania all’altezza di taormina è stata chiusa per interruzione… grossi massi erano caduti dalla montagna, frane…. dislivelli… causati dalla pioggia… e vi faccio presente che la pioggia non era ne forte ne insistente…. ho visto di peggio qui da me al nord. Sono rimasta impressionata da quei massi, erano enormi, ed erano li…. che ostruivano la strada e molto altro….e pensavo…. ma le persone che abitano proprio dietro a dove sto’ passando io, sanno dove vivono?… sanno i rischi che corrono?perchè, pur di umili condizioni… ma pur sempre dignitose, sono scesi a compromessi e sono andata a vivere proprio vicino al letto di un fiume o ai piedi di una montagna… rovinata dall’abusivismo edilizio?E perché il sindaco di messina che è inquisito da 6 anni e dopo sei anni è in attesa di una sentenza è ancora sindaco di messina e ancora in grado di firmare concessioni probabilmente non in regola?…. queste leggi italiane fanno acqua da tutte le parti, sono le prime a fare "acqua".Però…. il ponte sullo stretto si farà…. eccome se si farà!…. quello è di importanza mondiale!…. quello darà prestigio a questo nostro paese malato. Fa nulla se nell’entroterra siciliano ci sono paesi che rimangono senza acqua per giorni e giorni e le ferrovie sono ancora del 1900… con i sedili in legno e il treno che fa ciuf… ciuf……allora… oggi parliamo di omertà….. questa è strage di omertà….e mi sto’ indurendo anch’io e anche parecchio…. potrei strarmene zitta, in fondo abito al nord, sono in una grande città, sono più tutelata, ho una casa nuova e pago fior fior di euro per la spazzatura, Milano galleggia sull’acqua, questo si è sempre saputo, ma almeno le case non sprofondano nel fango.Questo non toglie che mi inchino profondamente verso chi ha perso persone care… e chiedo scusa se posso sembrare cinica… ma cavolo… settimana scorsa ero là….. la pioggia c’era…. le montagne rovinate e l’abusivismo era proprio davanti ai miei occhi!Buon pomeriggio… Roberto!

  4. Beh no..se il livello è quello del "io ora pago l’ici alta e quindi va tutto bene.." mi puo’ venir tristezza er l’ignoranza che ‘è quanto per cio’ che è successo..che poi sono case che vengono vendute a un quarto del prezzo e che dento i finisca povera gente e un altro conto…un altra storia..

  5. Io dico che quando esiste un paese martoriato da ogni sorta di calamità, sia essa di malaffare o idrogeologica o di cattiva amministrazione o di gestione criminale del territorio, i semplici, gli ignoranti, la povera gente, non eistono più.Esistono i conniventi.Esistono coloro che non pensavano di essere fregati da qualcun altro semplicemnte perchè erano troppo occupati a fregare, loro, qualcun altro, nel loro settore.Esistono quelli che in questo sistema ci si trovano a loro agio, ci stanno bene, gli piace, perchè questo sistema gli ha permesso di tirare a campare… lo hanno accettato, sono inseriti, ne hanno tratto tutto quello che ne potevano trarre.L’italia sta andando in malora.E’ un paese di miserabili che hanno avuto, stanno avendo e avranno, sempre di più, quello che si meritano.

  6. Però: esistono anche coloro che provano a tenere gli occhi aperti e, per quanto difficile, essere diversi. Minoranza, va da séIn fondo è per questo che si scrivono interventi come i tuoi di questi giorni, no? Non credo sia solo per sfogarsi. Mantanersi vigili è un processo che non finisce mai. Ci si aiuta, parlando, scrivendo, ad osservare con occhi diversi ciò che magari sulle prime abbiamo guardato senza vedere. Non credo che TUTTI siano miserabili. Il punto è farsi venire in mente modi di scuotere più persone dal torpore mediatico e dall’abitudine all’illegalità (molto più difficile il secondo punto che il primo, direi)

  7. @…credo che Laura abbia frainteso le mie parole o forse non mi sono spiegata bene. Se è così mi scuso. Ma Roberto, con il suo commento, penso abbia capito.Buona giornata…

  8. No ovviamente non credo che tutto il paese sia fatto da miserabili. Io non mi ci sento. Conosco molti che non lo sono affatto.Vedo però la miserabilità, la stupidità gretta, l’ignavia, governare questo paese nelle grandi e nelle piccole scelte. Non credo possano esistere mondi perfetti, ma un po’ di giustizia vorrei vederla. Vorrei vedere più gente che la cerca. Cosa fare io non lo so. Continuare ad indignarmi e parlare a quelli che riesco a raggiungere è il minimo e insieme il massimo che io possa fare. Oltre, OVVIAMENTE, non abdicare a scelte disoneste (perchè così fan tutti) nel mio lavoro e nella mia vita.

  9. C’è una strana aria, ieri sera avevo persone a cena e abbiamo parlato di questo. Sul tardi, riordinando la cucina ho acceso la tv piccola e subito quello che ai miei occhi è apparso era un rimbalzamento continuo da una rete all’altra (commerciale e di stato) sulla questione Alfano… chi era indignato, chi sorrideva, chi minacciava, chi come diciamooolo… era seduto pacifico sulla sedia e ci scherzava su. Mah…. c’è un malessere diffuso, non si capisce più nulla e come se non bastasse ogni due o tre mesi si aggiunge un alluvione o un terremoto… e diciamo che ci sono anche miserabili che se ne approfittano della parola "crisi" per aggirare gli ostacoli e starsene in panciolle…Penso che sia giusto parlarne…. se ci tolgono anche questo allora veramente siamo messi male. Se potessimo avere la bacchetta magica o la lampada di aladino… o essere degli sciamani…. mah….

  10. Concordo pienamente anche in quanto professionalmente coinvolto..spesso andando in giro, osservo, osservo soprattutto le abitazioni, dove e come sono costruite…e spesso mi rendo conto di come ci si vada a ficcare in situazioni che prima o poi faranno pentire della scelta. ma ancora più spesso, penso di chi è la colpa?di chi realizza, o di chi non controlla?Vivo in un piccolo comune, dove conosco bene chi è preposto al controllo, conosco la sua etica e come lavora (ho lavorato a studio con lui per 5 anni). Ebbene ha un controllo , non dico totale, ma quasi della sua area di competenza, foto satelòlitari, vigili urbani che girano con macchine fotografiche, sa, e si accorge anche se uno realizza una staccionata..è vero il comune è piccolo, ma ciò dimostra che a volte le persone giuste hanno la capacità e la volontà di fare le cose giuste. Non sono le alluvioni, i terremoti , i vulcan, la natura, la terra sono miliardi di anni che esiste e si modifica attraverso le manifestazioni, che noi definiamo catastrofi, ma è l’uomo che ha perso la capacità di osservare il territorio in cui vive e ha del tutto dimenticato l’antica saggezza del vivere il territorio. come si faceva tempo fa, come facevano gli indiani, o gli aborigeni..si adattavano al territorio e con inteligenza ne sfruttavano le risorse. Anche noi europei lo abbiamo fatto, ma ne abbiamo perso la memoria.A volte basta osservare dove sono realizzate le abitazioni, per rendersi conto, di dove ci si sta ficcando. gli antichi romani, erano dei maestri nel costruire ( e noi oggi costruiamo come ci hanno tramandato lror) solo che ci siamo dimenticati di dove costruire, a volte guardare indietro fa bene al nostro futuro. in tutti i campi.Stefano.

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