la realtà o l’immaginazione


Chi conosce il funzionamento di quel "coso" attraverso cui io ho scritto e lui mi sta leggendo – il computer – sa che ci sono diversi livelli di gestione del flusso dei dati.
C’è un basso livello che è il linguaggio macchina e poi via via a livelli sempre più alti fino al programma che stai usando in questo momento, un browser tipo explorer o firefox o safari… che ti permette di interagire con la macchina.

Ovviamente, quello che vediamo sullo schermo, è solo l’aspetto più user friendly possibile di quello che avviene nella macchina.
Il semplice pigiare un tasto nella tastiera provoca una serie di passaggi di ordini da cui ritorna, praticamente con un ritardo inavvertibile ai nostri sensi, la formazione di un carattere sullo schermo, formato in un quadratino di pixels accesi o spenti.
E così via.

Sono pochi quelli che sanno esattamente, in ogni istante, quello che avviene in un computer.
Molti conoscono semplicemente l’interfaccia grafica del programma che stanno usando. Alcuni vanno un po’ più in profondità ma sono pochi.

E così lo stesso quando andiamo in auto. Una serie di servomeccanismi con cui ci interfacciamo e ci permettono di spostarsi velocemente (se non c’è traffico) e che possiamo usare senza avere cognizione di quello che avviene: spingo la frizione e posso cambiare marcia.
Cosa c’è dietro può anche rimanere un mistero. L’importante è che la marcia cambi senza fare rumoracci.

La nostra vita è così su quasi tutto.
Pigiamo un interruttore e si accende la luce, il forno, il televisore, la radio…
Praticamente tutta la nostra vita si basa sulla delega ad altrui capacità e conoscenza.

L’effetto della divisione del lavoro ha permesso la specializzazione assoluta.
L’ingegnere civile sa costruire un grattacielo, ma deve portare l’automobile dal meccanico, il quale deve chiamare il tecnico della lavatrice, il quale considera arabo il linguaggio del commercialista il quale attende con ansia le parole misteriose del medico il quale non ha idea di dove passino i tubi nella sua casa…

Tutto ciò si traduce in mancanza assoluta di controllo sulla nostra esistenza.
Siamo costretti a fidarci uno dell’altro in un patto di mutua assistenza basato sulla convenienza reciproca.

Il problema arriva quando qualcuno bara.
Quando in questo meccanismo qualcuno gioca sporco, il gioco diventa incontrollabile.
Allora, semplicemente, dobbiamo prendere atto di essere completamente nelle mani di qualcuno che può gestirci a suo piacimento.

Ho spesso questa sensazione quando per qualche motivo vengono fuori notizie di basso livello (intendendo basso livello nella logica dei linguaggi informatici) e ci si può rendere conto di come l’opinione pubblica possa essere manovrata in maniera estremamente raffinata, anche in apparente contraddizione nei fini immediati.

DI ERREQU
da http://www.edicola.biz/2009/11/27/climategate/

Colpo di scena metereologico! Ignoti hackers hanno rubato un archivio di emails di scienziati impegnati della diffusione della tesi del riscaldamento globale causato da attività umane, e le hanno rese pubbliche. Sorpresa: in privato gli scienziati non condividevano le loro opinioni pubbliche, e discutevano come tacitare gli scienziati che dissidevano sull’argomento….

E’ uno scandalo di proporzioni notevoli quello che sta montando nel vero teatro moderno dell’informazione – Internet – e di cui hanno iniziato ad occuparsi alcuni (pochi) grandi media, alcuni seriamente, altri cercando di insabbiare (vedi i vari video in calce all’articolo). Migliaia di email private sono state rese pubbliche, nelle quali importanti scienziati che pubblicamente sostengono a spada tratta la tesi del riscaldamento globale causato dall’uomo, tradiscono in privato opinioni ben diverse, e si confidano di falsare i dati per rafforzare le loro teorie. Non si tratta di scienziati qualunque. Sono scienziati della università della East Anglia Climate Research Unit (CRU), riconosciuta come una delle istituzioni in prima linea nel mondo nella scienza della metereologia e dello studio del riscaldamento globale antropogenico. Insomma, si tratta dei vate che ci illuminano sulle catastrofi climatiche che inevitabilmente ci attenderebbero, e ai quali abbiamo sempre creduto perché dopotutto di chi ci si dovrebbe fidare, se non degli scienziati più autorevoli al mondo nella loro materia?

Peccato che dalla lettura delle loro email private adesso si evinca che pur di sostenere la loro tesi essi siano giunti a falsare i dati, una bestemmia scientifica in grado di discreditare completamente e per sempre qualsiasi scienziato. E si tratta scienziati di spicco, finanziati (fra l’altro) anche dal Dipartimento Statunitense dell’Energia (nonostante l’istituto faccia capo a Londra), e fortemente implicati nel IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). L’istituto ormai sputtanato si difende dalle accuse, sostenendo che la tempistica dell’attacco sia finalizzata a screditare la imminente conferenza di Copenhagen sul tema. Può essere, ma la sostanza delle emails non cambia. Qualcosa puzza, e di sicuro abbiamo la dimostrazione che non ci si può fidare neppure dei più rispettati scienziati, anzi soprattutto dei più rispettati scienziati, poiché rispetto e denaro vanno solitamente a braccetto, e a decidere quale tesi scientifica debba venire “dimostrata” dagli scienziati “rispettati” è ormai quasi sempre il committente, colui che paga, come le “spiegazioni scientifiche” ufficiali sui motivi dei crolli delle torri dell’11 settembre ha già ampiamente dimostrato.

Il riscaldamento globale ad opera dell’uomo è quindi solo una bufala, un mito creato ad arte finalizzato a bloccare lo sviluppo del terzo mondo e la salvaguardia delle risorse residue (quelle sì, in esaurimento), nonchè un pretesto per l’inizio dell’introduzione di un sistema di tassazione globale e transnazionale (a partire dalla cosiddetta “carbon tax”), prodromo dell’avvento di un governo mondiale? Non balzerei a conclusioni affrettate, ma neppure lo escluderei in partenza. La lezione da trarne è che in assenza di dati certi lo scetticismo va esercitato a 360° e sospendere il giudizio fino a quando non se ne sappia di più. Ma saperne di più in questo caso è reso difficile dal fatto che come abbiamo visto non puoi credere neppure ai dati presentati dai più autorevoli scienziati.

Nelle emails incriminate si discute anche su come emarginare, isolare e censurare gli scienziati scettici rispetto alla tesi del riscaldamento globale. E’ curioso che a smascherare la disonestà intellettuale di tali scienziati non siano stati i servizi segreti di alcun paese, bensì dei semplici hacker, che hanno poi reso disponibili i files su un server russo. E’ probabilmente la prima volta che un hacker riesce dove tutti i giornalisti e servizi segreti del mondo falliscono – scoprire una verità importante e ben celata e rivelarla al pubblico. Questa primizia è intensamente surreale, poiché l’hacker è tipicamente un’entità anonima, una presenza veggente, ma invisibile, nel Villaggio Globale. Dobbiamo quindi abituarci all’idea dell’hacker come il superdio dell’informazione, un Robin Hood Ontologico che ruba le informazioni ai ricchi delle stesse per distribuirle ai net-peones, gli ignoranti globalvillici, cioè noi? Ad Elio e le Storie Tese l’ardua sentenza (chi altri rimane, quando non si può più credere a scienziati e telegiornali? E anche dei posteri mi sa che c’è poco da fidarsi…)

Ovviamente: chi è in grado di dire se ciò è verosimile o non lo è?
Chi è in grado di affermare che gli studi sono veri, che i dati degli studi sono veri, che le email sono vere o false?

Veramente l’uomo comune (e come abbiamo visto anche qualcuno con altissima specializzazione è comunque uomo comune relativamente ad altri aspetti della sua esistenza) non può districarsi nell’intrico mostruoso di connessioni che sono il cuore del villaggio globale.

Come meravigliarsi allora del senso di insicurezza, di inquietudine, di paura che avvolge le nostre esistenze?

Abbiamo avuto per alcuni secoli l’entusiasmo della razionalità scientifica che ci ha fatto credere in una nostra evoluzione intellettuale irreversibile, lontana dalla superstizione e dall’ignoranza.
L’età dei lumi, l’abbiamo chiamata, convinti che la scienza avrebbe potuto spiegare tutto, prima o poi.
Guardavamo con condiscendenza i nostri antenati che adoravano il muoversi del sole, il fulmine, il tuono, fenomeni magici per loro inspiegabili e soprannaturali.

Siamo tornati a stare peggio di loro.

Oggi nulla di quello che ci circonda è certo. Nulla è sotto il nostro controllo. Anche le cose più banali.

E’ veramente l’ora di prendere atto che l’illusione illuminista è tramontata.
E, con essa, l’ingenuo portato delle filosofie positiviste.

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6 thoughts on “la realtà o l’immaginazione

  1. Quella del controllo è sempre stata un’illusione. Non credo che quello che dici valga solo per il mondo di oggi. Ad ogni buon conto la scienza ha abbandonato questa illusione già a inizio ‘900 Ma nella vita in genere ci basta arrivare ad una sua ragionevole approssimazione (del controllo, della padronanza di qualcosa, della conoscenza) per ritagliarci abitudini e ruoli confortevoli Ma è la solita dicotomia: vorremmo conoscere tutto e tutto controllare, ma poi, sai che noia 🙂

  2. Non penso di star cosi peggio dei miei antenati, per lo meno so che un eclisse di sole non è la reazione adirata di una DIVINITA’ a cui ho mancato di rispetto …anche se, devo confessare che nelle notti stellate, guardando in cielo, non riesco a convincermi completamente, di non essere sotto una gigantesca… "volta" di cartapesta… :-))

  3. immagino che un qualche fondamento debba esserci alla base di quelle mail, se ora come ora la temperatura di buona parte del globo presenta delle " bizzarre " anomalie!proprio ieri, quando ho sentito la notizia in tivù, si metteva in evidenza che in russia di questi tempi c’erano dieci gradi, così come qui in puglia! che si giochi sporco, a seconda del campanile di appartenenza, mi sembra evidente. il fatto è che, come hai detto tu, tutto ci sfugge e non possiamo farci nulla. se l’illusione illuminista è tramontata, dobbiamo ritornare all’animismo?

  4. Per fortuna ci sono persone come te che in rete diffondono questi scritti.Di più cosa possiamo fare? Vedo tanto buio. Secondo me ci può salvare solo la razza aliena…. pensa se arrivassero sulla terra persone pacifiche, che sanno la nostra lingua, sono preparate e in grado di far funzionare alla perfezione questo nostro pianeta. Pensa a questi cagasotto di uomini illustri, politici e presidenti…. se la darebbero a gambe… si rifarebbero i connotati…si, si… non è male come teoria…. SOLO LA RAZZA ALIENA CI PUO’ SALVARE….P.S. Roberto, non devi aver messo la spunta per far apparire il tuo guestbook quando posti qualche canzone, perché nelle pagine delle novità non compare… cosicchè se metti una canzone nessuno la vede… ;-(Buon venerdi… ti abbraccio

  5. ciao, buon fine settimana :)..l’aggiornamento del guestbook ha la spunta. non so perchè non compare. boh.

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