oscurate, oscuratemi


Non credo che quella
di tirare i souvenir in faccia a berlusconi sia la svolta politica
dell’opposizione; che Massimo Tartaglia sia un’avanguardia;  che questa sia la strada da percorrere.

Non credo nemmeno che sia un "pazzo" come lo hanno dipinto.
Penso
sia una persona come tanti che ha superato, in quel preciso momento, il
livello di guardia sotto al quale si controllano le proprie azioni.
Ma sono molti, in Italia, ad essere esasperati dall’arroganza di Silvio Berlusconi e dei suoi compari di merenda.
Sono in molti stufi di sentire parlare solo ed esclusivamente la politica di leggi a personam, mentre il paese sta andando in rovina, la scuola scompare, la sanità fa schifo, le industrie licenziano.
Sono in molti a sentirsi frustrati da un’opposizione inesistente, incapace di incidere, imbelle e priva di inizaitive.

E così può capitare che a qualcuno si rompa qualcosa dentro e, come nella canzone famosa, apprendiamo che "un pazzo si è lanciato contro al treno…"

Ma, in ogni caso, è un gesto di un singolo.
un gesto isolato.

Assume una valenza politica a posteriori, dato che l’oggetto della sua rabbia è Silvio Berlusconi.
ma non è un gesto "politico" è un gesto di disagio sociale che assume rilevanza politica.
Sono due cose diverse.

E’
un po’, considerando il gesto a se stante, come se Berlusconi avesse
avuto un incidente, come se gli fosse caduta una pigna in testa, come
se un fulmine lo avesse colto mentre sproloquiava sul palco.
Di questo evento del fato, io personalmente gioisco, perchè l’uomo Berlusconi non mi ispira alcuna solidarietà, alcuna simpatia.
Come
nel guardare le foto di piazzale Loreto, con i gerarchi fascisti appesi a testa in giù, l’empito immediato di pietà
umana mi si spegne, di fronte alla razionalità che mi ricorda di chi
sono quei corpi.

E così guardo Berlusconi e penso che finalmente qualcuno gli ha dato quello che si meritava. Ti sta bene, brutto figlio di puttana. Ma la cosa finisce lì. Come allo stadio si esulta per un gol. Finisce nella soddisfazione di poter dire: ma si, ti meriti questo e altro.

Ma
questa affermazione, che esprime anch’essa disagio sociale, disagio per
impotenza politica, disagio per la sensazione di frustrazione e la
rabbia che ne deriva, sono ben consapevole che non può avere rilevanza
di indicazione politica.

Capisco (probabilmente) la persona che
ha fatto quel gesto. Se dovesse essere necessario parteciperò
volentieri ad una colletta per la sua difesa. Ma certo non è un leader
politico e trovo ridicola e penosa, l’idea che qualcuno possa pensarlo
tale, nella vuotezza del panorama politico dell’opposizione. Così come ridicolo, ma non mi sorprende, è la strumentalizzazione che ne stanno facendo sui media. Come se Massimo Tartaglia fosse stato investito direttamente dal comitato direttivo di quell’organismo definito "i nemici di berlusconi" fatto di giudici, poteri oscuri, angloamericani, comunisti.

Dopodiché
prendendo atto di questo "evento", segnando la mia soddisfazione per il
fato che sotto forma di duomo di milano ha colpito l’esimio mafioso e piduista,
sto a guardare quello che succede.

Ma quello che succede non
dipenderà dall’evento in sé che comunque è avvenuto e non ha la minima
importanza che qualcuno gioisca o meno su facebook o qui. Dipenderà dal
contesto politico in cui è avvenuto.

Pensare che siccome è stato
ferito gli facciano passare delle leggi a personam, o che si fermino le
inchieste, o che prenda più voti da chi non lo ha mai votato, è
ingenuo, secondo me.
La macchina mediatica al suo servizio è potente, potentissima, ma l’osso è stato rosicchiato fino in fondo.
Ieri era arrivato a Storace e alla Santanché, una destra che oltre ad essere fascista è anche antiberlusconiana di natura.
Un colpo evidente per rosicchiare consensi alla base di Fini, ma segno anche che il nano pelato (e sdentato) sta raschiando il fondo del barile.

Insomma:
è inutile chiedersi se questo gesto è meglio o peggio. Non ha senso.
Non è un gesto politico. Non è un’indicazione politica.
E’ un evento. Tutto qua.

Sta esacerbando gli animi, ma è normale.

La situazione del paese è abbastanza drammatica. Forse qualcuno se ne rende conto solo adesso, ma lo è ben oltre il semplice volo di una statuetta.

Per una volta sono d’accordo con Di Pietro: chi semina vento raccoglie tempesta.
E non è finita Silvio. Non è finita.

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3 thoughts on “oscurate, oscuratemi

  1. verissime le tue parole…e mi aspetto qualcosa di molto peggio…purtoppo…me lo sento nelle ossa :-(…..siamo "tutti" esasperati e la mia paura è che,prima o poi,a "tutti" si romperà qualcosa dentro :-(Buona giornata Roberto.

  2. Condivido allo stesso modo….anche se io "nelle ossa mi sento che il molto peggio"…riguarda nello specifico il Berlusca. Ho l’impressione che i suoi "compagni" gli si stiano lentamente allontanando…e già lo vedo…solo sul suo "predellino" ad arringare le folle…quelle si fedeli… ma meno "oceaniche" di quel che sogna. La strumentalizzazione insensata e irritante a cui si assiste in queste prime ore, lascerà il posto al generoso "perdono" che il Premier concederà…bontà sua…al "pazzo" attentatore, appena le sue condizioni di salute glielo permetteranno. Ci scommettiamo che lo andrà a trovare in carcere e abbracciandolo in presenza di decine di telecamere…gli darà la sua "assoluzione" dopo il baciamano di rito?? Anche questa è politica nel nostro paese…anche questo è spettacolo! E se non lo so LUI…chi lo deve sapere!!

  3. Vedremo il proseguo. Perché non finisce qui, è nell’aria, come la neve che sta per arrivare…Io sto povero cristo lo conosco… abita nel paese dove sono cresciuta, coetanei, stesso oratorio, probabilmente stessa scuola…i genitori sono distrutti, mio padre conosce il suo….lui aveva in mano la statuina…. un gesto brutto, da non fare. Ma il resto è ancora tutto da scrivere…purtroppo.

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