la lancetta del tempo scrive


Leggo su Repubblica questo articolo

Beatrice, giallo nel calcio
“Ucciso da troppi raggi X”

La vedova del calciatore della Fiorentina, morto di leucemia nel 1987 a 39 anni, fa causa a tecnico e medici. Nel ’76 lo bombardarono per tre mesi di radiazioni per curare una pubalgia.

L’articolo è interessante. Mette in evidenza come il doping nel calcio sia sempre esistito e anche in maniera pesante.

D’altro canto, checché possano dirne i vari addetti ai lavori, figuriamoci se in un ambito in cui girano tanti soldi (lo sport in cui in assoluto ne girano di più) è pensabile che non si ricorra a tutti i trucchi possibili e immaginabili per vincere.

Sicuramente per il tipo di attività atletica specifica, il doping nel calcio non è lo stesso del ciclismo o del sollevamento pesi. E’ differenziato per ruoli e periodi.  Ma su una cosa si può essere certi: segna lo stato dell’arte ai massimi livelli.

Ma non è del doping che volevo parlare.  La cosa che più mi colpisce dell’articolo è che per fatti avvenuti nel 1976 (la terapia radiologica) che ebbero esito fatale nel 1987,  si faccia causa nel 2010.

D’altro canto, sempre su Repubblica, si da notizia dell’assoluzione per tutti al processo per la strage di Piazza della Loggia a Brescia del 1974. Anche qui non entro nel merito giudiziale: la verità politica, su quella come su altre stragi, è stata scritta da tempo.

Strage di piazza della Loggia
dopo 36 anni tutti assolti i 5 imputati

Mi chiedo che senso abbia la giustizia 30-40 anni dopo. Se ancora di giustizia si possa parlare. Se nel mondo di oggi che cambia a velocità pazzesca l’accertamento della verità non spetti ormai agli storici, più che ai giudici.

Qualunque siano le considerazioni che se ne possano trarre, da questi processi tardivi, quello che resta è solo amarezza.

(il titolo del post è tratto da un verso di Omar Khayyam)

La lancetta del tempo scrive, e dopo aver scritto ritorna a scrivere, implacabile.

Non una sola riga essa cancellerà, nonostante la tua pena o il tuo brio.

Non una sola parola, nonostante le tue lacrime.

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3 thoughts on “la lancetta del tempo scrive

  1. non conoscevo questi versi, molto belli!
    inizio a pensare che la lentezza dei processi sia un marchio di fabbrica italiano a cui qualcuno è indisolubilmente legato perché in alcuni casi fa comodo.
    colpa di giudici? no degli avvocati?del “sistema”?… io ancora non l’ho capito, forse tra qualche anno saprò rispondere

  2. Molti anni fa lessi un libro. Non ricordo il titolo, aveva molte pagine, era una storia di alcune famiglie, in una piccola cittadina dell’est Usa nelle prime decadi dell’800. Amori, drammi, vita quotidiana, tradimenti e antichi rancori, speranze e delusioni. Insomma un classico “feuilleton”…
    ho quasi tutto dimenticato di quel libro, tranne che uno dei protagonisti era un medico e che c’era un’isola.
    Unici, questi versi attribuiti nel libro a Khayyam mi sono rimasti impressi perfettamente.
    Non li ho più trovati da nessuna parte.
    Ma con khayyam la traduzione non è mai letteraria.
    Questo libro era ovviamente tradotto dall’inglese, forse due libere traduzioni hanno modificato non poco i versi originali al punto da renderli irriconoscibili.
    Non so.

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