Il dolce dell’arrampicatore


L’arrampicata sportiva è un’attività all’aria aperta in cui per parecchie ore alterni momenti di stasi a momenti faticosi. Stare sotto la parete (o cercare di restarci su) per 6-7 ore è la norma e durante questo periodo in genere si ha bisogno di mangiare qualcosa.

Ognuno risolve il problema come meglio crede, aldilà di quelli che dovrebbero essere i dettami dell’alimentazione sportiva.

C’è chi non tocca nulla e mangia solo andandosene via. Chi si affida a degli snack leggeri, tipo barrette energetiche. Chi si fa dei beveroni di zuccheri a veloce e lenta assimilazione. Chi ad un certo punto tira fuori il classico panino.

Io tendo a non usare cibi grassi, come ad esempio un panino col formaggio, se non mentre sto tornando alla macchina. E allora una birretta ce l’aggiungo anche volentieri.

Per molto tempo ho usato le barrette di cereali come snack, ma ultimamente mi hanno un po’ stufato, pur comprandone di diverso tipo e sapore.

Allora mi sono messo in testa di farmele per conto mio.

E’ venuto fuori un dolce che di volta in volta ho modificato fino a che è diventato un qualcosa che mi pare veramente buono. All’inizio non usavo lievito e il risultato era una sorta di pizza che poi tagliavo a strisce similbarretta, un po’ gommosa. Ora non saprei definire bene a quale dolce assomigli.

Il risulato finale è una pizza soffice, altra circa 3 centimetri, pesante ma consistente al punto da non sfragolarsi se tagliata in strisce lunghe una decina di centimetri e larghe 3-4.

Metto la ricetta perché secondo me è veramente buono, digeribile e sano (compatibilmente col fatto che gli ingredienti vengano comprati in supermercato, ovviamente).

Non contiene grassi (burro, olio, uova) se non quelli propri della frutta secca, che comunque sono acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, ricchi di sostanze benefiche per l’organismo. (leggere qui e qui a tal proposito), contiene fibre, proteine vegetali e carboidrati a veloce  (miele) e lenta (amidi) assimilazione.

E’ quindi un ottimo snack (che si vada ad arrampicare o meno). Io me ne porto dietro un pezzo anche al lavoro e noto che non solo è gustoso, ma è anche ben digeribile, pur impegnando lo stomaco abbastanza da diminuire il senso di fame.

Non vi fate spaventare dalla lista degli ingredienti. Sono tutte cose che compro in un supermercato LIDL in comode bustine da 100 gr e che utilizzo mediamente per tre volte.

300 gr di farina integrale
300 gr di miele
150 gr di marmellata di mirtilli
200 gr di ricotta oppure uno yogurt
200 cc di latte
100 gr di uva sultanina
50 gr di cocco essiccato e grattugiato
50 gr di cioccolata fondente a pezzetti
30 gr di noci (circa 5 gherigli)
30 gr di pinoli
30 gr di nocciole
30 gr di mandorle “sliced”
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale

45′ in forno a 160 °C (teglia imburrata)

Mischio tutto quanto insieme in una terrina. Diventa una pappa collosa e violacea che andrà spalmata con un cucchiaio in una teglia, io uso una lasagnera ma… insomma… una normale teglia per dolci andrà bene. Non preoccupatevi per il colore violaceo dovuto ai mirtilli: una volta cotta avrà un bel colore dorato scuro come ogni dolce che si rispetti.

Penso che gli ingredienti base siano miele farina latte yogurt/ricotta uvetta, se non vi piace la sensazione del cocco secco grattugiato che rimane fra i denti… non mettetecelo. Se preferite le mandorle intere anzichè sliced (sono mandorle a fettine, io preferisco usare queste perché praticamente spariscono, nel dolce) mettetecele intere. Pinoli, noci, nocciole… hanno una personalità che la mandorla non ha. Quando le incontri le riconosci e ti cambia il gusto del boccone con molta soddisfazione, ma se preferite i pinoli alle noci, o viceversa… beh fate voi.

I pezzetti di cioccolata fondente … lo stesso. Io trovo che ci stia bene, ogni tanto, trovare il pezzetto di cioccolata. Magari lo incontri vicino alla nocciola e ti sembra un bacio… magari vicino alla noce, in un accostamento piuttosto inedito.

Ho provato ad aggiungere il grano cotto, quello che si usa per la pastiera napoletana. Il dolce viene buono, ma appesantito, difficile da gestire (si sfragola un po’).

Ho provato senza la bustina di lievito vanigliato, ma resta un po’ gommoso.

Ho provato con lo zucchero di canna al posto di metà miele. E’ simile… ma tendo a preferire il miele come alimento rispetto ad uno zucchero che è comunque raffinato con metodo industriale.

La marmellata di mirtilli… non la si percepisce, mangiando il dolce. C’è ovviamente come zucchero e si trovano dei pezzettini che non si riconoscono bene, ma se lo sai… riconosci come mirtilli. Da un colore più scuro a cottura ultimata. Rende complessivamente più soffice senza togliere consistenza.

Se provate la mia ricetta fatemi sapere… io intanto… mangio 🙂

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11 thoughts on “Il dolce dell’arrampicatore

  1. me la stampo e la provo;

    per curiosità, in alternativa ai mirtilli hai provato dell’altro ???

    (non mi piacciono i mirtilli, gusto personale eh…)

  2. Interessante, proverò la ricetta.
    Anche io tendo a mangiare molto poco “durante”, ma a volte mi sono reso conto che è un errore. In giornate in cui bruci parecchio (basta un po’ di freddo per bruciare più del solito) nutrirsi diventa quasi obbligatorio per non ritrovarsi con le pile scariche. La crisi da fame è la cosa più tremenda che possa capitare ad uno sportivo, arrivato a quel punto non c’è niente che possa aiutarti a riprenderti in fretta.

  3. Beh bummi, questo dolce certo non l’avrei consumato correndo, ma in arrampicata fa il suo sporco lavoro, perché si digerisce abbastanza bene. Io di stomaco sono abbastanza delicato e se non ne risento io … penso possa andare bene per molti, se non per tutti. Penso sia perché è senza burro e/o uova.

    Silvio, ti assicuro che i mirtilli non li senti per niente in quanto tali. In realtà penso ci si possa mettere qualsiasi tipo di marmellata, meglio se la frutta ha una certa consistenza in modo da cambiare il sapore dei vari bocconi quando la incontri (come per noci, nocciole, cioccolata…)

    Penso si possa anche non mettere la marmellata aggiungendo del miele o dello zucchero di canna e magari dei pezzi di frutta secca quali prugne…

  4. Madonna santa che bomba calorica e io che pensavo di essere avanti con le mie cialde di fruttasecca (fichi,cachi,prugne,albicocche,noci,nocciole,mandorle,miele rigorosamente autoprodotti) tritate e poi ricompattate per pressione tra due cialde tipo particola 🙂
    Però questa la voglio provare anche io, il problema poi sarà non mangiarla tutta insieme.
    Ciao e buona…arrampi-mangiata 🙂

  5. mon dieu!!! mi ci vogliono due cime di lavaredo e sei crode rosse per digerirla!!! 😀
    a parte gli scherzi ci provo a farla e poi ti dico.

  6. toh! l’angolo dolce :)!
    Proverò sicuramente la tua ricetta e tornerò a recensire.
    Anche io sono una sportiva e per fare il pieno di energia consumo le barrette ai cereali che mi faccio in casa, se ti interessa ti do la ricetta.

    • ultimamente ho trovato delle barrette da eurospin (ma con altro incarto anche in altre catene) che mi piacciono molto. solo cereali, senza frutta secca.
      però dimmi dimmi… non si sa mai sparissero dalla circolazione e dovessi farmele da solo.

      • Versione base: per 250 gr ca. di cereali misti (io uso avena, riso soffiato e corn flakes di mais, ma ovviamente la scelta è libera secondo i propri gusti) aggiungo un albume e 2 cucchiai di miele liquido. Stendo il tutto in una pirofila foderata di carta forno, livello con una spatola fino ad ottenere l’altezza di 1 cm ca. Forno preriscaldato a 170° per 20-25 min. Una volta intiepidite, tagli nella grandezza che preferisci.

        Versione ricca: cereali c/s, mix di frutta oleosa (in parte spezzettata grossolanamente, in parte intera), pezzetti di cioccolato, cocco, frutta secca (uvetta, fichi, datteri,…), albume e miele come nella versione base.

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