un mondo che cambia


Spesso non ci rendiamo conto appieno di quanto internet abbia cambiato profondamente il tessuto sociale in cui siamo immersi.
Solo dieci anni fa, quando internet già esisteva ma la modalità di connessione assolutamente preponderante era la dial-up a pagamento alcune cose oggi normali erano impensabili.

Io lavoro con la rete dal 1997, ovvero sono tredici anni.
Sono tanti. Il cambiamento indotto nella mia vita è stato graduale e spesso mi viene da dare per scontate cose che invece non lo erano proprio per niente.

Eppure prima vivevo senza internet.

Voglio dire: non è che senza internet sopravvivessi e basta. Avevo una buona qualità della vita (anzi forse migliore, ma non per colpa di internet).

A volte penso a come sarebbe difficile oggi riabituarmi a farne a meno. Cerco di scomporre la mia vita nella sua quotidianeità per capire come dovrei riorganizzarmi. In genere penso che forse non sarebbe così traumatico. Alcune cose mi mancherebbero: per esempio la facilità con cui è possibile reperire in tempo reale informazioni su tutto.
Anche le relazioni sociali probabilmente ne risentirebbero non poco. E altro.

Oggi leggevo per esempio questo articolo
http://smargiassi-michele.blogautore.re … del-pixel/
sulla proprietà intellettuale, sul copyright, sulla problematica inerente la professionalità dei fotografi e delle loro opere.

Bisognerà che ci rendiamo conto tutti, operatori dei media che siamo, di quanto è drammaticamente mutato il contesto della condivisione dei contenuti culturali da quando c’è Internet. Lavorare, e reagire, con gli schemi ereditati dall’era Gutenberg non può bastare. Mettersi in viaggio con un codice della strada scritto al tempo delle diligenze non solo non ci servirà a guidare sull’autostrada, ma ci esporrà a incidenti mortali.

Ma è solo una frase… in realtà tutto l’articolo è molto interessante
perché fa riflettere su come una professione, quella del fotografo, sia stata radicalmente messa in discussione dall’accoppiata fotocamera digitale sul telefonino – internet.

Lavori che nascono e lavori che muoiono. Lavori che si fanno in modo totalmente diverso da prima. Il tutto in modo talmente veloce che se non sei veloce a ricondizionarti sei fuori.

Ecco: il telefonino, che nasce poco prima (perlomeno qui in italia) nel 90 ai mondiali si cominciavano a vedere i Vips con i primi telefonini, che tanto ini non erano: alcuni erano vere e proprie valigette.
Ma in poco tempo erano alla portata di tutti: nel 97 ricordo che in montagna facevamo paragoni sulla rete TACS e quella GSM che stava nascendo. Io avevo un telefonino Tacs e mio cugino uno Gsm.

Anche il telefonino ha cambiato il nostro modo di vivere, ma non come internet ovviamente.
Però insieme… accidenti.

Mia figlia è nata nel 95. A volte cerco di immaginare come possa vedere lei la cosa.

Cerco anche di mettermi nei panni di mio nonno: la rivoluzione delle auto, le strade, il benessere diffuso.

In quelli di mio padre: la plastica, la televisione.

Mi rendo conto che ogni generazione, negli ultimi cento anni o poco più ha avuto i suoi traumi. Anche se è difficile da capire quali cambiamenti siano stati più radicali.

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3 thoughts on “un mondo che cambia

  1. cambiamenti radicali? senz’altro avere un figlio – anzi due, nel mio caso! ? 😀
    a parte tutto anche i nonnetti fanno presto ad abituarsi alle nuove tecnologie. stamattina in ospedale, dove sono andata per un esame, c’erano due anziani seduti accanto a me, entrambi con cellulare a seguito. la signora, visibilmente più ” tosta ” scriveva un messaggino! credo che gli sconvolti siamo noi a pensare che possono esserlo loro! 😀
    ( fai la pubblicità ad amazon?!? )
    non so se ci credi, ad ogni modo buon natale rob!

  2. no non ci credo… ma dato che il ciclone natale ogni anno passa per tutti un “buon natale” ci sta sempre bene… se non altro per uscirne indenni.

    grazie e ricambio.
    🙂

  3. ah… dimenticavo, amazon.
    in questo momento di lancio sta facendo prezzi eccezionali.
    ho già fatto diversi acquisti, se c’è disponibilità in due giorni consegnano con spedizione gratuita.
    insomma è un buon “consiglio per gli acquisti”.
    😉

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