Mea culpa, Céline. Sulla natura umana.


Nel 50° anniversario della morte di Celine, un piccolo tributo, pensando, come Ceronetti che sia stato ingiusto e ridicolo, cancellarlo dalle celebrazioni del 2011.

Le ultime pagine del Mea Culpa, una spietata analisi sui limiti della natura umana.

…..

La superiorità pratica delle grandi religioni cristiane è che non indoravano la pillola, loro.

Non cercavano di stordire, non andavano a caccia dell’elettore, non sentivano il bisogno di piacere, non stavano a sculare. Tiravano su l’Uomo dalla culla e gli dicevano d’autorità come stavano le cose. Gliele cantavano nude e crude: «Tu, informe putricola, non sarai mai che fango… Merda e basta, fin dalla nascita… Hai capito?  E’ l’evidenza in sé, il principio di ogni cosa! Eppure, forse… forse… guardando proprio da vicino… hai ancora una piccola possibilità di farti un po’ perdonare d’essere così incredibilmente immondo, così escrementizio… Bisogna fare buon viso a tutte le pene, prove, miserie e torture della tua breve o lunga esistenza. In perfetta umiltà… La vita, maledizione, non è che un’aspra prova! Non sprecare il fiato! Non complicarti le cose! Salvati l’anima, è già un bel fatto! Può darsi che alla fine del calvario, se sarai stato estremamente regolare, un eroe dello «zitto e mosca», schiatterai secondo i principi!… Ma non è sicuro… un pelo meno putrido al momento di crepare che a quello di nascere… e quando giacerai nella notte più respirabile che all’alba… Ma non montarti la capa! E’ tutto qui!… Sta’ in guardia! Non speculare su cose grandi! Per uno stronzo è il massimo! … »

Questo si che era un parlare! Veri Padri della Chiesa! Tipi che sapevano il fatto loro! che non si facevano illusioni!

La gran pretesa della felicità, ecco l’enorme impostura! Quella che complica tutta la vita! Che rende la gente così velenosa, canaglia, indigeribile. Niente felicità nell’esistenza, solo infelicità più o meno grosse, più o meno tardive, evidenti, segrete, differite, striscianti… «E con le persone felici che si fanno i migliori dannati».

Il principio del diavolo non fa una grinza. Aveva ragione come sempre, lui, di inchiodare l’Uomo alla materia. Non è che ci sia voluto molto. In un paio di secoli, pazzo d’orgoglio, dilatato dalla meccanica, è diventato impossibile.

E così lo vediamo oggi, stravolto, saturo, ubriaco d’alcol, di petrolio, diffidente, pretenzioso, universo col potere in secondi!

Sbarellato, smisurato, irrimediabile, montone e toro mischiati insieme, anche un po’ iena magari. Graziosissimo. Il minimo impraticabile buco del culo si vede Giove allo specchio.

Ecco il gran miracolo moderno. Una fatuità gigantesca, cosmica L’invidia tiene il pianeta rabbioso, tetanico, sopraffuso Succede senza scampo il contrario di quel che si voleva. Ogni creatore appena apre bocca si trova schiacciato dagli odi, macinato, vaporizzato. Il mondo intero si ritrova critico, vale a dire orribilmente mediocre. Critica collettiva, torva, leccaculesca, ottusa, schiava al cento per cento.

Abbassare l’Uomo alla materia è la legge segreta, nuova, implacabile… Quando si mischiano a caso due sangui, uno povero, l’altro ricco, non si arricchisce mai il primo, s’impoverisce sempre il secondo… Tutto quanto aiuta a fuorviare la massa abbrutita è benvenuto. Quando i trucchi non bastano più, quando il sistema salta in aria, allora mano al manganello! alla mitragliatrice! a tutta la confetteria!… Si tira fuori tutto l’arsenale, al momento giusto! con il bell’ottimismo delle Risoluzioni estreme! Massacri a miriadi, non c’è guerra dal Diluvio in poi che non abbia avuto per musica l’Ottimismo… Tutti gli assassini vedono rosa nel futuro, fa parte del mestiere. Così sia.

La miseria, uno si immagina che gli uomini ne abbiano fin sopra i capelli una volta per tutte, schiacciati come sono, ma la miseria è il meno nella Storia del mondo moderno! Il peggior orgoglio negativo, vuota fatuità, l’invidia, la smania di dominare, ossessionano, accaparrano, recludono tutti quei furboni in manicomio, l’enorme Lazzaretto di domani, la Quarantena socialista.

«Sta’ bene in guardia Popòl! Sei un fenomeno! Sei emancipato come pochi! Sei molto più libero, fa’ un po’ il confronto, dei servi della gleba sull’altra sponda! Nell’altra prigione! Coraggio, un’altra sbirciatina allo specchio! Un goccio per schiarirti le idee! Vota per il sottoscritto! Popòl sei una vittima del sistema! Ti riformerò l’Universo! Lascia perdere la tua natura! Sei tutto d’oro, te lo dico io! Smettila con i rimproveri! con le riflessioni! Stammi a sentire! Voglio la tua felicità, quella vera! Ti nomino imperatore, vuoi? Ti va bene? Ti nomino Papa e Domineddio! Tutto in una volta! Bum! Ci siamo! Fotografia!»

Laggiù dalla Finlandia a Bakù il miracolo è cosa fatta! Impossibile dire il contrario. Ah, gli fa mica bene a Prolèt tutto ‘sto vuoto intorno, all’improvviso. Non ci si è ancora abituato. E grande un cielo così tutto per noi! Bisogna affrettarsi a scoprire la quarta dimensione! La vera dimensione! Quella del sentimento fraterno, quella dell’identità altrui. Più nessuno da opprimere… Neanche uno sfruttatore da far fuori…

«Tutte le tue sofferenze saranno mie»… e più si comprime e si complica, più s’allontana dalla natura, più l’Uomo soffre, è evidente… Non può andare che di male in peggio per quest’aspetto, l’aspetto del sistema nervoso. Il Comunismo soprattutto, più ancora che le ricchezze vuol dire spartirsi le sofferenze. Ce ne sarà sempre, è fatale, è la legge biologica, il progresso non cambierà un bel niente, anzi, molte più sofferenze che gioie da spartirsi… E sempre, sempre di più… Il cuore, però, non è che ci stia. E’ difficile farlo decidere … Recalcitra… Si tira indietro… cerca scuse … Ha dei presentimenti… Automaticamente, è il caos! Un sistema comunista senza comunisti. Tanto peggio! Ma non deve trapelarne niente! Chi dice «bai» viene impiccato!…

A noi dunque le inverosimili scemenze! Accorrano in nostro aiuto i supposti cataclismi! I nemici rocamboleschi! Bisogna riempire i teatrini! Purché nessuno rovesci la baracca! Le coalizioni feroci! I complotti supercarogneschi! I processi apocalittici! Bisogna ritirar fuori un po’ di Demonio! Sempre lui, a un estremo come all’altro! Il capro di tutti i guai! Uno scherzo da niente, figuriamoci! Soffocare la dura verità: perché non si incolli agli «uomini nuovi»! Che sono tutti letame come prima!

Qui, ancora ancora ce la spassiamo! Siamo mica costretti a pretendere, noi!  Siamo ancora degli «oppressi»!  Possiamo mettere tutto il maleficio del Destino in conto ai bevitori di sangue! al cancro­Sfruttatore! E poi comportarci come delle puttane. Mai visto né conosciuto!… Ma quando non si ha più il diritto di distruggere? e nemmeno protestare si può più? La vita diventa insopportabile!…

Già Jules Renard lo scriveva: «Non basta essere felici, bisogna che gli altri non lo siano». Ah! E’ un gran brutto momento quando ci tocca prendere su di noi tutta la sofferenza, quella degli altri, degli sconosciuti, degli anonimi, e sgobbiamo per loro, solo per loro… Gliel’avevamo giurato a Prolèt che erano appunto gli «altri» a rappresentare tutta la rabbia, il fiele profondo di tutti i suoi guai! Ah, che fregatura! Che putridezza! Non trova più gli «altri»…

Eppure lo si ripone con ogni cura, il nuovo eletto della società rinnovata… Neanche a Pietro e Paolo, la famosa prigione, i sediziosi d’una volta erano così ben custoditi. Potevano pensare quello che volevano. Adesso è finita, completamente. Scrivere neanche pensarci, è chiaro! E’ protetto, Prolevic, si può ben dirlo, come nessun altro, dietro centomila fili spinati, il cocco del nuovo sistema! contro gli impuri d’oltre frontiera e anche contro i fetori del mondo avvizzito. E’ lui, Prolevic, a mantenere (con la propria miseria) la polizia più abbondante, più sospettosa, più carogna, più sadica del pianeta. Ah! mica lo lasciano solo! La vigilanza è impeccabile! Non c’è verso di rapirlo, Prolevic!… Eppure, si annoia!… Lo si capisce a occhio nudo! Si farebbe ammazzare pur di uscire! Pur di trasformarsi in «Exturista» per cambiare un pò. Col cavolo che tornerebbe indietro. Ecco una sfida che si può lanciare alle Autorità Sovietiche. Nessun pericolo che ci provino! Si può stare tranquilli! Non tenteranno! Ci resterebbe più nessuno, laggiù!

Da noi potrebbe divertirsi, Prolevíc! C’è ancora qualche piccolo svago, qualche graziosa scappatella clandestina, del piacere insomma! Persino lo sfruttato al seicento per cento ha ancora le sue distrazioni!… Come gli piace schizzar fuori dal lavoro in uno smoking nuovo fiammante (a nolo), fare la parte del whiskymilionario! Concedersi un buon cinema! E’ borghese fino al midollo! Ha il gusto dei falsi valori. E’ scimmia. E’ corrotto… E’ fannullone nell’anima… Non gli piace che la roba cara! 0, in mancanza, quella che gli sembra tale! Venera la forza. Disprezza il debole. E’ spaccone, è fatuo! Sostiene sempre il farabutto. Visuale innanzitutto, le cose bisogna che si vedano! Va verso il neon come le mosche. Non può farci niente. E’ tutto un lustrino. Si ferma giusto a due passi da ciò che potrebbe renderlo felice, addolcirlo. Soffre, si mutila, sanguina, crepa e non impara niente. Gli manca il senso organico. Ne rifugge, lo teme, rende la vita sempre più aspra. Si precipita verso la morte a grandi colpi di materia, non gli basta mai… Il più astuto, il più crudele, quello che a questo gioco ci guadagna, in definitiva ha solo qualche arma di più in mano, per uccidere ancora di più, e uccidersi. E così senza limite, senza fine, il gioco è fatto!… Puntato! Vinto!…

Laggiù, l’Uomo si fa scorpacciate di cetrioli. E’ battuto su tutta la linea, guarda passare il Commissario sulla sua Packard non proprio fiammante… Lavora come alla naia, alla naia per tutta la vita… Anche la strada deve mica abusarne! Li conosciamo i suoi trucchetti! Lo si caccia di gran rabbia!… Soltanto l’avvenire è suo! Come qui, preciso identico… «Domani si fa la barba gratis»… Com’è che non ti va bene, Sempronietto? Ma è l’istinto che non funziona più! E’ semplicissimo! In fondo, pensiamoci bene, che bisogno c’era d’aspettare tanto per dividersi le ricchezze? Si sarebbe potuto spartirsele fin dai tempi agricoli, proprio al debutto degli umani… Perché tante smancerie, allora? Le formiche mica hanno le fabbriche, non è mai stato un impedimento… «Tutti per tutti»… E’ il loro motto!

Capitale! Capitale! Non è più il caso di ruggire, sei tu tutto intero, Prolèt! dalla fessura di Rolando al boccone del prete… Sei solo, Popol!!  Più nessuno che ti opprima! Come mai, allora, si ricomincia con le porcate?… Ma perché tornano su spontaneamente dalla tua natura infernale, non farti illusioni né cattivo sangue, sponte sua. Si ricomincia.

Perché il bell’ingegnere guadagna 7000 rubli al mese? Parlo di laggiù in Russia, e la donna delle pulizie solo 50? Magia! Magia! E’ che siamo tutti letame! Là come qui! Perché una scarpa costa già 900 franchi? e una risuolatura decisamente precaria (visto coi miei occhi) sugli 80?… E gli ospedali?… Questo a parte le meraviglie del Cremlino, e le camere per l’«Inturismo». Le altre, francamente, sono sordide! Vivono appena al dieci per cento di un bilancio normale. Tutta la Russia vive al dieci per cento del bilancio normale, tranne la Polizia, la Propaganda, l’Esercito…

Tutto questo è ancora l’ingiustizia rimessa su sotto un altro nome, ancora più terribile dell’antica, molto più anonima, calafatata, perfezionata, intrattabile, bardata d’una miriade di poliziotti estremamente esperti in sevizie. Oh! per fornirci ragioni del canagliesco buco, della gigantesca fraudolenza, non è che faccia difetto la dialettica!… I Russi, a chiacchiere, son secondi a nessuno! Ma resta la confessione non possibile, la pillola non ingoiabile: che l’Uomo è la peggiore delle genie… che è lui stesso a fabbricarsi la propria tortura in qualsiasi condizione, come la sifilide la sua tabe… E questa la vera meccanica, il fondo del sistema!… Bisognerebbe far fuori gli adulatori, sono loro il grande oppio del popolo…

L’Uomo è umano pressappoco quanto la gallina vola. Lei, se si prende un colpo duro nel didietro, se un’auto la fa piroettare, va su fino al tetto, è vero, ma . ripiomba subito nella melma, a ribeccare lo sterco. E la sua natura, la sua ambizione. Per noi, nella società, è esattamente lo stesso . Non si smette d’essere totalmente letame che sotto il colpo d’una catastrofe. Quando tutto più o meno s’aggiusta, la natura si rimette al galoppo. Anche per questo, una Rivoluzione bisogna giudicarla vent’anni dopo.

«Io sono! tu sei! noi siamo dei distruttori, degli impostori, dei sudicioni!». Non si diranno mai, queste cose. Mai! Mai! Eppure la vera Rivoluzione sarebbe proprio quella delle Confessioni, la gran purificazione!

Ma i Soviet cadono nel vizio, loro, negli artifici ballistici. Conoscono troppo bene tutti i trucchi. Si perdono nella propaganda. Cercano di farcire la merda, di servirla al caramello. E questa l’infezione del sistema.

Ah! l’hanno ben sostituito, il padrone! Le sue violenze, le sue scempiaggini, le sue furbizie, tutte le sue puttanerie pubblicitarie! La sanno vender bene la loro roba! C’è mica voluto tanto! I nuovi sfruttatori son già lì sul podío!… Guardateli, i nuovi apostoli… Tutti pancia e a cantare!… Bella Rivolta! Magnifica Battaglia! Misero bottino! Avari contro invidiosi! Era tutta qui, dunque, la gran contesa!

Di soppiatto han preparato nuove scene… Neo‑capoccia, neo‑Cremlino, neo‑sgualdrine, neo‑lenin, neo‑gesù! All’inizio eran sinceri!… Adesso, hanno capito tutti quanti! (Quelli che non capiscono: al muro.) Non sono mica colpevoli, ma sottomessi… Non fossero loro, sarebbero degli altri… L’esperienza gli è servita… Stanno sulle difensive come non mai… L’anima, adesso, è la «tessera»…‑‑‑Perduta! Più niente!… Le conoscono bene, loro, tutte le manie, tutte le debolezze del perfido Prolèt… Che si sfianchi! Che sfili! Che soffra! Che faccia il duro!… la spia! E’ la sua natura!… Non può farci niente!… Il proletario? in cella! Leggi il mio giornale! Leggi i miei sproloqui, precisamente quelli! Quelli e non altri! Addenta la polpa dei miei discorsi! E soprattutto non t’allontanare d’un passo, carogna! 0 ti taglio la testa! Non merita che questo, niente di diverso!… La gabbia!… Se uno va a chiamare i poliziotti, sa bene cosa l’aspetta!… E non è ancora finita! Si farà chissà cosa pur di non apparire responsabili! Si tapperanno tutte le uscite. Si diventerà «totalitari»! Con gli ebrei, senza gli ebrei. Non ha importanza!… L’Essenziale è ammazzare!… Quanti ne son finiti, sul rogo, di piccoli ostinati credenti, durante le epoche oscure?… E in pasto ai leoni?… E nelle galere?… E inquisiti fino al midollo? Per la Concezione di Maria? per tre versetti del Testamento? Si posson più contare! I motivi? Facoltativi!… Non vale neanche la pena che ci siano!… I tempi son mica tanto cambiati per questo aspetto! Non è che siamo diventati più difficili! Possiamo tranquillamente crepare tutti per qualche accidente che non esiste! Un Comunismo in mutria!… Non ha importanza, davvero, al punto in cui siamo!… Ma morire per un’idea di cui non capisco niente!… Si è puri anche senza saperlo, comunque!… A pensarci bene, che sia questa la Speranza? E l’avvenire estetico, anche! Le guerre, non si saprà più il perché!… Sempre più formidabili! Che non lasceranno tranquillo più nessuno!… che ci creperanno tutti… tutti diventeranno eroi sul campo… e polvere perdipiù!… Si sbarazzerà la Terra.  Siam mai serviti a niente… Repulisti per mezzo dell’Idea…

Annunci

3 thoughts on “Mea culpa, Céline. Sulla natura umana.

    • a volte viene da pensare che ne avrebbe da dire céline, sui nostri tempi.
      ma poi penso che abbia già detto tutto, quello che c’era da dire.
      grazie a te per il commento.

  1. Cavolo, questo m’interessa! Sono proprio in questi giorni a metà lettura, coinvolgentissima, del “Viaggio al termine della notte”.
    Ma adesso devo scappare. Mi leggo il post stasera.
    E comunque, fin d’ora: quale profondità umana, che stile, nell’opera di Céline!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...