indignatevi


Le classifiche settimanali dei libri più venduti mettono unanimemente al secondo posto questo libro di poche pagine e di piccolo formato, dal titolo esplicativo: Indignatevi!

L’autore è Stephane Hessel.

ebreo francese attivo nella Resistenza, arrestato, torturato, evaso dai campi di sterminio e rocambolescamente sfuggito al patibolo, dopo la guerra è diventato diplomatico ed ha contribuito alla stesura della “Dichiarazione universale dei Diritti Umani”, testo dichiarativo e non giuridico ma tuttavia fondamentale per la presa di coscienza dei propri diritti inalienabili da parte di milioni di uomini sottoposti a sfruttamento, discriminazione, oppressione sull’intero pianeta. Oggi, a 93 anni, con spirito combattivo si rivolge ai giovani del suo paese, ma non solo a loro, esortandoli ad uscire dall’indifferenza, il peggiore dei mali, e a cercare, e non sarà difficile trovarne, motivi di vera indignazione: ci sono situazioni concrete, dice Hessel, il trattamento riservato agli immigrati, ai sans papier, ai rom, ai palestinesi nella striscia di Gaza, ai poveri del mondo sempre più poveri, che devono spingere ad intraprendere una risoluta azione civile.

I motivi di indignazione non scarseggiano: in questo mondo, dice Hessel, ci sono cose insopportabili. Al primo posto, la natura del sistema economico che è responsabile dell’attuale devastante crisi. La dittatura internazionale dei mercati internazionali costituisce, secondo lui, una minaccia per la pace e la democrazia. Mai, afferma, il potere del denaro fu tanto smisurato, tanto insolente e tanto egoista, e mai prima d’ora i fedeli servitori del Signor Denaro si situarono così in alto nelle massime sfere dello Stato.

Al secondo posto, Hessel denuncia il divario crescente tra quelli che non hanno quasi niente e quelli che possiedono quasi tutto: mai era stata così profonda la breccia tra i più poveri ed i più ricchi; né tanto sfacciato la foga nello schiacciare il prossimo e l’avidità per il denaro. Con ragionevolezza, suggerisce due semplici proposte: che l’interesse generale s’imponga sugli interessi particolari, e che una giusta ripartizione della ricchezza, creata dai lavoratori, abbia la priorità sugli egoismi del potere del denaro.

In tema di politica internazionale, Hessel afferma che la sua “principale indignazione” è il conflitto israelo-palestinese. Raccomanda che si legga l’indagine di Richard Goldstone del settembre di 2009 su Gaza (3) nella quale – questo giudice sudafricano, ebreo, che perfino si dichiara sionista – accusa l’esercito israeliano. Racconta della sua recente visita a Gaza – una prigione a cielo aperto per un milione e mezzo di palestinesi. Un’esperienza che lo spaventa e lo agita. Anche se non per questo rinnega la non-violenza. Al contrario, riafferma che “il terrorismo è inaccettabile”, non solo per ragioni etiche, ma anche perché, all’essere un’espressione della disperazione, non risulta efficace alla sua propria causa dato che non permette di ottenere i risultati che la speranza può eventualmente garantire. ( dal sito comedonchisciotte che riprende un sito spagnolo)

In Italia il libro vende. Nonostante non abbia avuto una buona accoglienza dai media…

non a caso citando Hessel:

“Continuiamo ad invocare una vera e propria insurrezione pacifica contro i mass media, che ai nostri giovani come unico orizzonte propongono il consumismo di massa, il disprezzo dei più deboli e della cultura, l’amnesia generalizzata e la competizione ad oltranza di tutti contro tutti”.

Bisogna considerare che i media italiani, Republica e Corriere della Sera in primis, sono dominati dalla lobby filoisraeliana, e Hessel ha il torto di aver incluso Gaza e la politica israeliana fra le cose di cui indignarsi (leggi questa intervista) e allora abbiamo questo tipo di critiche:

Habemus indignationem. L’ultranovantenne Stéphane Hessel era ospite di Fabio Fazio per il lancio promozionale del suo libello: Indignatevi!. Con tutto il rispetto per l’età, mai sentito uno così noioso, prevedibile e ideologicamente intransigente… Stéphane, deportato nel campo di concentramento di Buchenwald, ha poi sposato la causa palestinese e aderito alla campagna per il boicottaggio dei prodotti israeliani. Il suo concetto di democrazia è a senso unico, con un contorno di banalità e luoghi comuni. Naturalmente, come gli ha fatto notare con simpatia un Nanni Moretti in gran forma, tutti gli ospiti di Fazio sono straordinari, fanno venire la pelle d’oca, si ergono a miti, sono gli unici capaci di cambiare la tv e il mondo. Nella duplice veste di cinefilo e psicoanalista, Nanni Moretti avrebbe potuto aiutarci a spiegare l’inspiegabile successo di Indignatevi!. In qualche modo lo ha fatto, parlando del suo film come elogio della fragilità, della debolezza, del dubbio. Stéphane, invece, il triangolo no, non l’aveva considerato. Aldo Grasso 19 aprile 2011

Io, ad esempio, mi indigno anche per l’esecuzione di Osama Bin Laden in un paese sovrano, in spregio ad ogni norma del diritto internazionale:

Siamo in presenza di uno stravolgimento radicale del diritto internazionale, che è divenuto risibile per come viene applicato dalla comunità internazionale. È chiaro che gli Stati Uniti usano le Nazioni Unite e il suo Consiglio di sicurezza come una copertura. Aggrediscono, usano armi potentissime, fanno stragi di decine e centinaia di migliaia di persone come in Iraq e poi ottengono dal Consiglio di sicurezza una accettazione di fatto della realtà. L’Onu serve a questo, a giustificare post factum crimini gravissimi. Ci sono tre crimini in atto, a carico di Obama: la guerra in Afghanistan, che continua con strage di innocenti senza nessuna fondazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni unite. La guerra contro la Libia, altra violazione della Carta Onu che al comma sette articolo 2 vieta qualsiasi intervento all’interno di tensioni di carattere di guerra civile di altro stato. E ora siamo in presenza di un’altra gravissima violazione, perché un gruppo di militari altamente specializzati sono stati incaricati di fare strage e di assassinare una persona in uno Stato terzo, il Pakistan. Una gravissima violazione del diritto internazionale e del diritto alla vita delle persone non motivata da motivi particolari. Perché che quella persona fosse bin Laden non è sicuro e d’altra parte la cerimonia di cui si parla su portaerei e poi la scomparsa in mare del cadavere dell’ucciso sono procedure vergognose sul piano del diritto e dell’esistenza delle persone….  continua su  Intervista al filosofo del diritto Danilo Zolo da Peace Reporter

E quanto i media (i politici, di ogni risma, lo sappiamo già… ) siano asserviti supinamente alle veline del potere lo vediamo continuamente.  Solo negli ultimi giorni:  da quante voci si siano poste dei dubbi, relativamente alla guerra umanitaria in libia, al tentato assassinio di Gheddafi sfociato nella morte di suo figlio e tre bambini suoi nipoti, da quanti dubbi siano stati espressi per l’esecuzione di un uomo, e di chi aveva attorno,  senza processo, occultandone il cadavere.

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2 thoughts on “indignatevi

  1. quando si dice la combinazione, ma anche no…

    ho appena regalato questo libro alla mia compagna, e ne ho consigliato l’acquisto ad un comune amico nostro, biemme;

    per completare il quadro, aggiungo che ho appena finito di leggere il libro intitolato “i professionisti del potere”,

    lo so, direte voi, sono cose note, e io non discuto;

    ma fa una notevole impressione leggere, riportate in bell’ordine, la descrizione del sistema di vero potere nel nostro paese; non è la mera decrizione a colpire, ma la sistematicità, la capillarità e la rete di controlli e relazioni esistente tra potere politico, potere economico, potere finanziario e grande editoria.

    se le cose stessero così, anche solo al 50 %, saremmo tuttti fregati…senza apparente rimedio.

  2. Le cose stanno esattamente così. Purtroppo. Completamente così, e non al 50%.
    Non c’è una supermente che controlla tutto, anche se esistono uomini che hanno maggiore potere di altri e che si potrebbero definire vicini ai vertici della piramide. Il tessuto del potere è una trama fitta di scambi e reciproca convenienza, gerarchie e piccoli/grandi ricatti, concorrenza e selezione naturale.
    E’ una elite a trasmissione ereditaria in cui c’è poco ricambio, che tende a mantenere lo stato di cose presenti o a modificarlo solo il minimo indispensabile e comunque sotto forti spinte.

    Si potrebbe dire che siamo fregati da quando nasciamo, se non intendiamo giocare secondo le loro regole.

    Esiste solo la speranza che l’indignazione si trasformi in qualcosa che ora come ora è francamente imprevedibile e senza precedenti.
    Non eliminerebbe il potere, ma garantirebbe un certo periodo di rinnovamento e di instabilità dello stesso. Oggi come oggi la situazione è bloccata senza possibilità di soluzione dall’interno.

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