i conflitti di interesse…


Avevo scritto, agli inizi di marzo, della levata di scudi di Veronesi, messo a capo da Berlusconi dell’agenzia per la sicurezza nucleare, che asseriva l’assoluta sicurezza della scelta nucleare.

nucleare-altri-soldi-da-far-girare

Pochi giorni dopo c’è stato lo tsunami in giappone, il disastro di fukushima (ancora in pieno svolgimento) e su quello che nella strategia dei nuclearisti era l’inizio della campagna refendaria, appena partita con le interviste di Veronesi e Chicco Testa, è calato un velo di silenzio.

La strategia è stata rivista. Il governo ha abolito le norme che riaprivano la scelta nucleare in Italia con l’intento dichiarato di non far svolgere il referendum, per riproporle poi successivamente, contando sul fatto che l’opinione pubblica avrebbe nel frattempo dimenticato.

Ritorno sull’argomento per questa notizia:

Umberto Veronesi ha un notevole conflitto di interesse che lo riguarda.

Se andiamo a visitare gli sponsor della sua Fondazione nella pagina internet, alla lettera “S” c’è la Siram, del gruppo Dalkia. Nel sito della Dalkia (QUI) è ben spiegato l’azionariato: e così si scopre che Dalkia è per il il 66% di Veolia Environment e per il 34% diEdf, Electricitè de France(QUI), che gestisce il nucleare francese ed ora è già partner del nucleare italiano con Enel.

In altre parole, il 34% dei finanziamenti della Siram alla fondazione Veronesi provengono dall’Edf, la stessa che Veronesi in quanto presidente dell’Agenzia dovrebbe controllare.

A capo della Fondazione Veronesi c’è il figlio, Paolo. Eh già… Veronesi tiene famiglia.

Ma il meccanismo di farsi finanziare da quelli da controllare, oppure di farsi controllare da quelli che finanziamo, non è nuovo, per Veronesi.

Infatti, a suo tempo, si era sentito di rassicurare il popolo sulla non pericolosità, sotto il profilo delle emissioni cancerogene, degli inceneritori.

Enel, Acea e Veolia sono aziende che costruiscono inceneritori e sono sponsor della Fondazione Veronesi.

(ah… e lo sapete che Veolia è l’azienda francese che vorrebbe comprarsi gli acquedotti italiani?  se il referendum abrogativo non raggiungerà il quorum e/o le norme non saranno abrogate  chi è Veolia?  )

Veronesi è stato uno stimato, (potenza della comunicazione) benché inutile, ministro con un governo Amato. Un credibile politico-tecnico di sinistra. Un medico di chiara fama, anche se molti che hanno avuto a che fare con lui lo ricordano più come un barone con esose tariffe che per l’umanità e l’intelligenza professionale.

A me sembra soprattutto un abile uomo d’affari – suoi.

Siamo governati da una casta politica da spazzare via – tutta – da rinnovare completamente, mi riferisco a questo intreccio fra politica-impresa / politica-criminalità  / impresa-criminalità, in cui il conflitto d’interesse non è tale e non può essere combattuto, perchè talmente diffuso da essere convergenza d’interessi, per tutti, aldilà della casacca che sembrano portare.

Le differenze fra loro le giocano sulla fuffa, sulla demagogia. Sembrano scontrarsi su temi etici, la famiglia, l’eutanasia, le coppie di fatto, l’omofobia, la prostituzione e compagnia cantante… ma nel frattempo la macchina degli affari gira e olia indifferentemente a destra e a sinistra e al centro di sopra e di sotto.

Ci sarà pure qualcuno che non ci stà, fra loro. Un uomo onesto, un uomo probo. Ma il dubbio che esista un filtro, prima, tale da eliminare all’origine qualsivoglia candidatura che non giochi con le regole del gioco, ha senso averlo, no?

 

Poco dopo lo tsunami in giappone, che era poco dopo wikileaks,  uscì un articolo illuminante in proposito, nello specifico di come funzionano i nuclearisti italiani  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/allitalia-mazzette-sullatomo/2147155//1

Oggi la sinistra usa strumentalmente il referendum antinucleare contro Berlusconi, ma grazie a suoi uomini storici come l’ex ambientalista e ex presidente dell’Enel Chicco Testa, tiene le mani in pasta… dovesse sfuggire qualche prebenda?

La questione nucleare/energie alternative non può prescindere da questi fatti. Non può essere ridotta esclusivamente sul piano tecnico.

Deve sempre e comunque fare i conti sul fatto che a gestire il tutto sarebbe questa gente.

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One thought on “i conflitti di interesse…

  1. “Un medico di chiara fama, anche se molti che hanno avuto a che fare con lui lo ricordano più come un barone con esose tariffe che per l’umanità e l’intelligenza professionale.”

    e qui mi fermo, perchè di cose da dire su tale questione ce ne sono state tante, troppe;

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