libero arbitrio?


http://www.corriere.it/salute/11_maggio_26/sesso-incerto-bimbo-di-pasqua_a780be24-8795-11e0-8601-a1952c3da2ae.shtml

Storm, il bambino che sceglierà
se essere maschio o femmina

Nessuno conosce il sesso del piccolo: potrà decidere il suo orientamento senza essere condizionato da norme sociali

(..) Storm non deve sapere di essere maschio o femmina e deve essere tenuto all’oscuro quanto più è possibile del significato dei propri organi genitali, in modo che cresca libero o libera di scegliere, senza alcuna griglia mentale. E l’unico modo di regalare questa libertà totale a Storm per i suoi genitori è quello di non rivelare il suo sesso a nessuno, fatta eccezione per le due ostetriche e un vecchio amico di famiglia. Finché il segreto tiene, Storm vivrà come più gli/le garba, senza curarsi di frignare come una femminuccia se è maschio o di giocare con il fucile se è femmina, perché nessuno inculcherà al bimbo/a un modello comportamentale.

(…) secondo la mamma e il papà di Storm si tratta di una sfida possibile e di un omaggio al libero arbitrio.

Secondo me invece si tratta di due genitori egocentrici, viziati da ideologismo, che fanno esperimenti sulla pelle di un bambino.

Ricordo le parole di Gibran, nel “Il Profeta” sui figli:

E una donna che aveva al petto un bambino disse: Parlaci dei Figli.
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.
Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
E benché stiano con voi non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore ma non i vostri pensieri,
Perché essi hanno i propri pensieri.
Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,
Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.
Potete sforzarvi d’essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.
Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere;
Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l’arco che sta saldo.

E’ indubbio che il contesto in cui si cresce influenzi ciò che siamo. Ma appunto, essendo esseri sociali, ciò è inevitabile.

Non ci si può sottrarre alla realtà. Non si può costruire una sorta di bolla protettiva che sarà necessariamente a doppio senso.  Occorre relazionarsi ad essa e anche differenziarsi da essa, e tuttavia è necessario interagirci.

E’ una visione grossolana e piuttosto ingenua, quella di questi due genitori che ritengono che la questione relativa ai caratteri sessuali di un individuo sia così semplice da affrontare.

Ciò ovviamente, ammesso e non concesso che essi riescano nel loro intento. Io personalmente non lo credo, ma parliamone come se ciò fosse possibile. Escludiamo anche che esistano dietro questa scelta altri motivi, meno nobili, come farsi pubblicità o trarne lucro. E’ possibile, ma tralasciamo la questione. In fondo il quesito è interessante.

E’ lecito fare esperimenti su un altro essere umano, sia pure il proprio figlio?

Ovviamente no. Non si ha diritto di apportare disagio all’esistenza di questo bambino. Se la questione fosse posta in diverso modo, la Legge non esita a sottrare il minore ai genitori. Quando per esempio rifiutano le cure in osservanza a qualche norma della religione da essi professata.

In questo caso la questione non è così evidente e quindi è difficile dire.

Però è certo che quello che loro stanno facendo è proprio il contrario di “non interferire”.

Infatti essi non possono in alcun modo assicurare al proprio figlio che le condizioni in cui lo porranno artificialmente nel primo periodo della sua vita saranno quelle che incontrerà quando egli dovrà relazionarsi con altre situazioni di scambio relazionale quali scuola, amicizie, eccetera.

Invece quindi di prodigarsi per fare si che possa godere di pari opportunità rispetto ai suoi coetanei, lo pongono in una condizione di unicità e di diversità, per il loro “esperimento”.

Ora la questione non è come quella di genitori vegan che nutrono il figlio, bene o male, secondo i dettami delle loro convinzioni. Eventuali danni provocati sono immediatamente visibili e prima che sia troppo tardi si potrà correre ai ripari.  E’ peggio anche di quelli che vivono in comunità particolari, ideologiche o religiose, che spesso costruiscono dei disadattati, rispetto al mondo esterno, ma perlomeno crescono in una comunità di uguali.

In questo caso, ogni cambiamento apportato non sarà visibile che a lungo termine, e il bambino sarà comunque portatore di una unicità molto pesante.

Non si tratta, come fosse un’appartenenza ad una religione, di scegliere quando si è in grado di farlo consapevolmente.

Le differenzazioni sessuali esistono biologicamente, non sono solo una mera questione sociale.

E tuttavia, proprio nell’interazione con gli altri nel periodo critico dell’infanzia si formano degli schemi comportamentali che sono in ogni caso dei punti di riferimento.  E gli altri sono in primo luogo i genitori.

Privare questo bambino di questi modelli per una propria convinzione ideologica è riprorevole.  Più che un omaggio al libero arbitrio mi sembra un sacrificio sull’altare delle ideologie.

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10 thoughts on “libero arbitrio?

  1. D’accordo con te su tutta la linea, Robbè.
    Libero arbitrio? No: puttanata galattica. Alla stessa stregua di quei coglioni che non volevano festeggiare il Natale per non offendere la sensibilità dei musulmani. Gli imbecilli sono capaci di rendere una farsa anche un principio sacrosanto, e riescono a farlo con uno zelo così ottuso da fare il gioco dei detrattori di tale principio. Li facessero su sé stessi i loro esperimenti del cazzo, ma andate a fare in culo.

    p.s. mi piace la nuova veste grafica 😉

    • mi ha dirottato qui buzz
      visto che di la s’è presa la piega che state, appunto, commentando

      io che posizione avrei preso, scusa Giggio???

      il mio articolo ed il mio figata era *chiaramente* ironico 🙂

      poi la piega che ha preso, pricipessina etc.etc… l’ho mica postata io, eh 😀

      quello che ho scritto riguardo a quello, principessina, sogni etc.etc è quello che penso

      il resto lo han scritto gli altri
      ma tantè

      ;o)

      • oh topoc:-)
        ti ho mandato l’email quando ho visto che avevi scritto sul forum in quanto anche io quasi contemporaneamente avevo postato sul blog lo stesso articolo del corriere.
        coincidenza 🙂 si vede che sei sensibile al tema… ultimanente..:-P

        Io, come dicevo sopra, non penso sia giusto imporre la propria ideologia ai figli con dei comportamenti ad esclusione.
        Purtroppo viviamo in una società che magari non condividiamo, ma siamo su una barca e anche se non condividiamo la direzione in cui viaggia, non possiamo farci nulla, se non esprimere il proprio dissenso e cercare, per quanto possibile, di farle mutare direzione.

        Noi nel tempo abbiamo elaborato sia il dissenso, che gli strumenti di mediazione, con gli Altri.
        Non è una mera questione di libertà individuale, ma proprio nel senso di arricchimento della cognitività che si deve permettere al figlio il maggior numero possibile di alternative.
        Poi non starà alle nostre parole, ma al nostro esempio concreto, alla nostra vita, alla serenità che dimostreremo di aver raggiunto… a far si che quella che noi pensiamo sia la strada più giusta venga scelta anche da loro.

        Indottrinarli secondo i nostri dettami per me è sbagliato. Preferisco il relativismo, piuttosto che l’assolutismo.

      • oh, topoc… quando uno sta facendo altro e guarda le cose di sfuggita prende delle cantonate. Mi sembrava così strano che tu fossi positivamente incuriosito da questa minchiata… scusami se ho pensato che potesse essere così: quando leggo certe cose mi va il sangue al cervello e non capisco più un cazzo. 🙂

  2. concordo…

    che demenziale troiata. credo che spesso il benessere dia alla testa e faccia perdere “il senso della terra”, dello stare coi piedi per terra.

    il buon senso, è perso

  3. secondo me quelle che ci son rimaste peggio sono le nonne, che non sanno di che colore regalare le tutine 😉

    fare del proprio figlio un esperimento mi pare una pessima idea, è importante – come dice buzz – permettere al proprio figlio/a il maggior numero di alternative… poi sarà lui/lei a scegliere.

  4. eh si… Gibran ha detto tutto :)!

    grazie per l’inboccaallupo ;)! ormai manca poco (basta che ci credo :D!)

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