Fuori dall’Euro


Se a Pontida vigesse la stessa legge che vige in val di Susa, e che lì ha portato alle incriminazioni a raffica per “istigazione alla rivolta” qualche ministro in camicia verde, fra cui quello dell’interno, avrebbero ricevuto oggi degli avvisi di garanzia.  Invece al biascicare di Bossi che lancia finti ultimatum al governo, fa riscontro solo qualche voce del PD, delusi che l’ennesima mano tesa alla lega sia stata rifiutata.

La base della Lega, a parte il folklore di imbecilli con corna da vichingo e ampolle in mano, ha connotati fortemente antigovernativi. Eppure sono al governo da anni, anche non disdegnando la secessione.  L’essere di governo è sempre stato visto da questa stessa base come manovra strumentale. Alleati di Berlusconi turandosi il naso. Per arrivare il più possibile vicino ai loro obiettivi.

I commentatori di varia razza notano il cul de sac in cui si trova la dirigenza della Lega, legati allo scomodo alleato che pure li ha portati al potere, impossibilitati ad ottenere qualcosa di più concreto per le loro rivendicazioni storiche.

Il “partito di lotta e di governo” non funziona. E’ stato ampiamente dimostrato. Nel tempo la strategia mostra la corda e questa si logora, fino a spezzarsi.

Chi fa i conti, nella politica, solo con le parole che si dicono, autoreferenziali e ciechi a tutto ciò che al di fuori del loro piccolo mondo, vede questa crisi della Lega e si rallegra.

In realtà la Lega ha sempre agitato tematiche populiste poco realizzabili. E’ sempre stato un movimento che esprimeva malcontento, con proposte più che praticabili direi catartiche, nel loro demagogico populismo. Una specie di valvola di sfogo per l’incazzatura, buona appunto come sfogo, ma con possibilità di intervenire a livello strutturale sulle cause di quel malcontento praticamente inesistenti, con i loro programmi.

Eppure vanno preparandosi delle condizioni politico economiche molto favorevoli a movimenti come la Lega. Il cui alleato potrebbe non essere Berlusconi, in futuro, ma le cui parole d’ordine troveranno in tempi brevi un terreno eccezionalmente favorevole in cui germogliare.

Perchè la Comunità Europea ha variato un piano per cui gli stati entro cinque anni dovrebbero aver azzerato il loro debito pubblico. E questo per l’italia sarà possibile solo a prezzo di una crisi sociale a cui confronto quella di questi ultimi due anni ci sembrerà una passeggiata di salute.

Si parla di una manovra aggiuntiva di 40 mld di euro l’anno. Il che vorrà dire tagli micidiali allo stato sociale, senza se e senza ma. Ospedali, scuole, infrastrutture. Una drastica riduzione che aumenterà, la Storia insegna, la guerra fra poveri. Quindi le politiche xenofobe e razziste. E l’intolleranza verso il governo centrale visto solo come una continua imposizione di tasse, senza ritorno.

Chiunque governerà dopo Berluscane si troverà questa pillola da far digerire agli italiani, che, è prevedibile, si incazzeranno prima di tutto contro chi governa. E poi contro l’Euro e l’Europa.

Io penso da tempo, che sia il caso di valutare attentamente l’ipotesi di uscire dall’Euro e dall’Europa. E penso anche che qualcuno prima o poi inizierà ad agitare questo vessillo e temo l’ipotesi che il candidato naturale per farlo sarà la Lega.

Vorrei che invece tale ipotesi cominciasse ad essere pensata a sinistra. Non parlo di PD, ovviamente, i cui uomini sono legati a triplo filo all’affarismo europeizzante. Ma nel calderone che ha dato una certa spinta innovativa alla politica italiana con le ultime elezioni e i referendum

Spezzare il tabù Euro/Europa, che è stato un cavallo di battaglia della sinistra, sarà difficile. Ma è arrivato il momento di dire “ci siamo sbagliati”. Non per rivangare sentimenti nazionalisti, tutt’altro.

Perchè questo europeismo non ha nulla a che vedere con gli ideali dei padri fondatori, come Alterio Spinelli. Se è vero che ha favorito la libera circolazione delle merci e dei cittadini è anche vero che dopo il Trattato di Lisbona abbiamo un governo di tecnocrati non eletti, più o meno intangibili per i singoli stati membri, la cui ispirazione politica principale sembra essere sostanzialmente quella del potere finanziario-bancario e nulla più.

—-

 

Edit:

questo ottimo articolo spiega nel dettagli la situazione e le possibili vie d’uscita. Mi fa piacere che se ne cominci a parlare, a sinistra.

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6 thoughts on “Fuori dall’Euro

  1. PARLO DA PERSONA IGNORANTE IN MATERIA DI ECONOMIA:

    ma, ammesso che si decida di uscire dall’euro, questa operazione sarebbe meno onerosa di quello che ci aspetta, se rimanessimo nel sistema euro ???

    ce la potremmo cavare con un minore esborso di denaro e minori problemi di stabilità sociale ???

  2. Siamo nel campo delle ipotesi fantascientifiche, in questo momento.
    In realtà nessun esemplare di quella congerie di personaggi che siede attualmente in parlamento, o che ci siederebbe se si votasse domani, con questa legge (ma, sospetto, con quella che faranno comunque) avrebbe le palle per percorrere tale strada.

    Una tale scelta sarebbe determinata da altre, a livello politico, e ne causerebbe altre ancora. Insomma non ha senso valutarla così come se tutto il resto restasse come è adesso.
    Certamente io non ne sono capace. Dubito che ci sia qualcuno in grado di formulare ipotesi realistiche. Perché i signori che decidono le sorti del mondo sono per il liberismo più sfenato nei mercati e nel sociale, e però sono perfettamente in grado di manovrare per far fallire ciò che non gli aggrada.

    E’ chiaro che sarebbe una scelta di rottura. Vorrebbe dire, ad esempio, tornare alla sovranità sulla propria moneta. Toglierla alla banca centrale europea, ma anche alla banca d’italia.

    Io non lo so, quello che potrebbe portare. Non vado oltre l’individuazione di un problema e dico: pensiamoci…. valutiamo… sfatiamo questo tabù.
    Non lasciamo alla destra più xenofoba e razzista un’arma potentissima per il prossimo periodo politico.

    • certo, intanto ritengo ancora una volta FONDAMENTALE cercare di capire, nei limiti del proprio possibile, quello che sta succedendo; magari parlandone come stiamo facendo noi, o parlarne con persone che, in materia, hanno maggiori conoscenze di noi e sono capaci di spiegarcele in maniera comprensibile, per non – addetti;

      poi ovviamente si tratta di consolidare tali conoscenze, per poter opporre “alla destra più xenofoba e razzista” validi argomenti per controbatterli su questo terreno;

      sul terreno del loro razzismo e della loro xenofobia, non mi vengono in mente soluzioni “pacifiche”, da opporre, e quelle che mi vengono in mente non le posso scrivere così come le penso, potremmo passare dei guai, e sinceramente, almeno per il momento, non mi va.

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