Fuori dall’euro (II)


Come scrivevo giorni addietro nel post “fuori dall’euro” penso che la questione < fuori dall’europa – fuori dall’euro > diventerà centrale, nei prossimi 12-24 mesi.

Gli analisti (GEAB 56) prevedono l’esplosione del debito  federale americano nel secondo semestre 2011.  L’Euro sarà sempre di più uno strumento essenziale per qualsiasi tentativo di uscire dal “mondo del Dollaro”. Questo vorrà dire grossissime pressioni del centro verso la periferia. Ovvero di BCE e CE verso i paesi PIIGS (Portogallo-Italia-Irlanda-Grecia-Spagna).

La situazione Greca si sta evolvendo, la vediamo, in questi giorni. Le prospettive per l’Italia sono pesanti.

Dalla crisi degli ultimi due anni non solo non s’intravede una via d’uscita, ma ci sono tutti i presupposti per immaginare un netto peggioramento. Si parla che il debito pubblico italiano dovrebbe diminuire di un 20% annuo.

Ma come è pensabile ciò se da decenni non fa che aumentare? Come è pensabile se la crescita del PIL continua a presentarsi con percentuali vicine allo zero tali da far intravedere un vero e proprio periodo di depressione?

Per entrare nella grande fregatura dell’Euro Prodi & Co svendettero mezza Italia. E questo dovremo aspettarci, da eventuali possibili governi “di sinistra”:

-privatizzazioni ovvero svendita di tutto quello che è possibile vendere,

– tagli alla già limitata spesa pubblica,

– imposte sul patrimonio.

Questo aumenterà lo scontento nel paese, la rabbia, la disillusione.

Un eventuale movimento che propugni l’uscita dall’Euro e dalla Eurozone troverà facilmente (giustamente) riscontro.

Per questo non vorrei che tale tematica divenisse cavallo di battaglia di movimenti xenofobi e razzisti quali la Lega, che è attualmente il candidato naturale per queste parole d’ordine.

Mi fa piacere che se ne cominci a parlare a sinistra.

In questo articolo di Giorgio Cremaschi su Liberazione

 

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2 thoughts on “Fuori dall’euro (II)

  1. Siamo assolutamente in sintonia con quanto scrivi. Anche, ovviamente, con le tue conclusioni (“…Mi fa piacere che se ne cominci a parlare a sinistra”).
    Fondamentale che si continui. Invitiamo te e chi è interessato ad allargare la riflessione e possibilmente costruire iniziative su questa questione a scriverci a “info@rivistaindipendenza.org”.

    Saluti
    Luca

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