NOTAV – I numeri


I numeri contro le chiacchiere
Ho molto apprezzato un articolo che ha scritto Luca Mercalli per Il Fatto Quotidiano in cui ribadiva a una a una le ragioni del no al Tav, dati alla mano, dati scientifici, 140 pagine di osservazioni, l’Ing. Sandro Plano Presidente della Comunità Montana, il Prof. Angelo Tartaglia Politecnico di Torino, il Prof. Marco Ponti dell’università di Milano.

Questa è gente da ascoltare non Fassino, Matteoli, Chiamparino, Maroni che non sanno neanche di cosa stanno parlando, ma sanno benissimo gli interessi che ci sono dietro a questo cantiere, Mercalli parla di giornalisti insonorizzati, prega i colleghi di ritornare ai fatti, di misurarsi sui numeri, sui dati, smentiteli se potete, se riuscite prima di fare i turiferari e i cantori di un’operaccia del genere!


Marco Ponti lo conoscete, è stato intervistato anche dal blog di Grillo, Marco Ponti non è mica un zuzzurellone ambientalista, Marco Ponti è un esperto di opere pubbliche, per esempio al referendum sull’acqua pubblica lui era contrario, e lo ha scritto perché noi su Il Fatto Quotidiano diamo spazio anche a chi non la pensa come noi quando è autorevole, quando ha qualcosa da dire, quindi non stiamo parlando di un estremista, stiamo parlando di uno che mangia opere pubbliche da quando era giovane.

Sul Tav ha una posizione assolutamente chiara, perché? Perché dice che il gioco non vale la candela, non lo prende neanche in considerazione dal punto di vista dell’ambiente, lo prende in considerazione dal punto di vista dell’utilità, dell’interesse nazionale a spendere 20 o 30 miliardi di Euro a imbrattare una valle o più valli con un cantiere di 20 anni per fare una cosa che già oggi si sa che non serve a nulla! Era dubbio che servisse 30 anni fa, oggi certamente non serve a nulla e smonta i luoghi comuni dal punto di vista proprio strategico questo investimento appare difficilissimo da giustificare anche stando alle cifre ufficiali, ovviamente ottimistiche sia sui costi, sia sul traffico, smettiamo di chiamarlo con quella ridicola foglia di fico di alta capacità, di treni merci non ci viaggeranno mai come in Francia e in Spagna , ci dicono un luogo comune:

1) fa parte dei corridoi europei, è vero ma è ridicolo, questi corridoi prioritari sono cresciuti talmente di numero che oggi sono 30 e coprono fittamente tutta l’Europa, nessun paese o regione poteva essere scontentata di priorità non si può proprio più parlare, sono 30!


2) Crea sviluppo e occupazione, falso, per Euro pubblico speso le grandi opere occupano pochissima gente rispetto a quelle piccole, alle manutenzioni di cui c’è estremo bisogno, il cemento è una tecnologia matura, non è certo l’informatica o la microbiologia genetica.
3) perdiamo soldi europei, vero ma ridicolo, se va bene ma proprio bene, perdiamo 3 miliardi, anche se il finanziamento iniziale è 600 milioni, su 22 miliardi di costo, il resto ce lo mettiamo noi e si tratta di costi preventivi, in realtà risparmieremo 11 miliardi, la nostra quota, quella italiana a non costruirla, infatti pensate, avremo già 1/4 della manovra fatta rinunciando a questa porcheria, se si chiedesse agli utenti merce e passeggeri, tariffe che coprono parte dell’investimento, questi diventerebbero così alte che non ci passerebbe nessuno, merci e passeggeri pagano volentieri i costi di costruzione delle autostrade, ma in generale non ne vogliono sapere di pagare quelli dell’alta velocità , pagano al massimo i costi di esercizio.
4) altrimenti gli altri costruiscono un corridoio a nord delle Alpi e ci fregano, questa è pura fantascienza, qualcuno dovrebbe rispondere di queste frottole e poi si occupa degli aspetti tecnici, anche essi fantasiosi li definisce il Prof. Marco Ponti: il Tav sposterà un sacco di camion via dalla strada con grandi benefici ambientali, finora – dice – non è mai successo neanche in Francia, patria dell’alta velocità, i passeggeri ufficialmente previsti sulla nuova linea se e quando sarà in funzione, sono pochissimi, 16 treni al giorno su una capacità di 250 treni al giorno, ma paradossalmente anche se ci riuscisse le emissioni del cantiere sono tali che compenserebbero questi ipotetici risparmi per i prossimi 20 anni.

I treni merci italiani con questa linea potranno correre sull’alta velocità francese, questo l’ha scritto qualche anno fa “Il Sole 24 ore” in prima pagina, dice: peccato che sulla rete di alta velocità francese e spagnola i treni merci non ci possono passare proprio, quelli che di ferrovie ne capiscono sanno che le merci che vanno in treno non sono interessate alla velocità, ma all’affidabilità e ai bassi costi, manco per le merci serve!

La linea attuale quando la crisi economica finirà sarà presto saturata dalla crescita del traffico, ma il traffico su quella direttrice era già in calo prima della crisi, anche sulle autostrade non solo sulla ferrovia, figuriamoci dopo, quando ci sarà la concorrenza della nuova linea del Sempione tramite la Svizzera, meglio stare comunque ai numeri ufficiali, oggi passano 3 milioni di tonnellate sulla linea esistente che recentemente rimodernata ne può portare 20 milioni, la linea già esistente; le previsioni ufficiali della crescita del traffico ferroviario risultano sovrastimate del 40% a livello internazionale, ma immaginiamo che ci sia davvero questa crescita vorticosa, se è così andranno molto prima in crisi le direttrici e le aree già congestionate adesso e quindi questo investimento rimarrebbe comunque a una priorità bassissima, soprattutto se i soldi sono scarsi, quelli pubblici, quelli privati non li caccia nessuno.

Si ricorda per concludere che il 75% del traffico, della congestione, dei costi per le imprese e per l’ambiente sono nelle aree metropolitane mica sulle lunghe distanze, quindi di cose più urgenti da fare ce ne sono davvero tantissime, se l’opera avesse qualche sensatezza i valligiani che protestano dovrebbero prendersi gli indennizzi e stare buoni per il maggiore interesse collettivo, ma in questo caso sembra proprio che abbiano ragione, qualche ragione almeno, certo se si buttano in questo modo i soldi pubblici per ragioni di visibilità politica e di lobby poco illuminate, la Grecia anche per questo verso non può che avvicinarsi, tuttavia sembra in vista un progetto ancora di dubbia priorità, ma più mirato al traffico merci, l’unico che c’è e molto meno costoso, forse a una canna sola, ma il punto politico non è questo, bisogna salvare la faccia, anzi le facce visto che l’incomprensibile appoggio bipartisan al progetto, tanto pagano i contribuenti e i cantieri intanto si inaugurano.

….
Vi voglio dare un altro aiuto, un altro dato, un altro contributo prendendo a prestito un altro bel lavoro che ha fatto Stefano Caselli su Il Fatto Quotidiano, cioè mettere insieme tutta una serie di interrogativi per dare loro risposta, cosa prevede il progetto di linea ferroviaria Alta velocità Torino – Lione, così sappiamo di cosa stiamo parlando, lo dico non per i valligiani che lo sanno benissimo, lo dico per tutti quelli che pontificano da fuori senza avere la più pallida idea di quello che si parla, di quello che si dice e ci farfugliano di sviluppo, di non perdere il treno dello sviluppo, il progetto è diviso in due tronconi, la tratta italiana per cui non esiste ancora neanche il tracciato definitivo e la tratta transnazionale italo – francese, quella italo – francese in base al progetto presentato nel 2010 prevede un tunnel di base a doppia canna lungo 57 chilometri sotto il massiccio dell’Ambin con scavi fino a 2000 metri di profondità con imbocco nella zona di Susa fino a Saint Jean de Maurienne in Francia, quali sono i preventivi e le previsioni di spesa? Per il tunnel di base il documento è un dossier presentato dall’Unione Europea nel 2007 che preventiva a gennaio 2006 un costo di 14 miliardi di Euro e per il 63%, cioè 9 miliardi è a carico nostro, dell’Italia, a questi poi vanno aggiunti 5 miliardi per la tratta italiana, mai i preventivi delle linee alta velocità già realizzati sono stati rispettati, Roma – Firenze è lievitata di 6 volte, Torino – Milano 5 volte rispetto ai preventivi, Firenze – Bologna di 4, quindi se tutto va bene, se anche lievitasse di 4, il minimo in Italia, questa roba non ci costerebbe 20/22 miliardi, ma 80.

………..
Quale sarà il traffico merci reale sulla direttrice Italia – Francia? Le ragioni principali dell’opposizione alla Torino – Lione riguardano i dati del traffico merci, Ltf la società mista italo – francese incaricata di costruire calcola un volume di 20 milioni di tonnellate annue nel 2010, in realtà il traffico sulla linea già esistente oggi è stato di 2,4 milioni nel 2009, in calo costante dal 2004, quindi quella nuova deve portare un volume di 20 milioni di tonnellate annue, ok? Scusate, nel 2010 si calcola un volume di 20 milioni di tonnellate annue, ma in realtà sua linea esistente il traffico è stato di 2,5 milioni nel 2009 e non ha fatto che diminuire negli ultimi 7 anni, anche il traffico su gomma è in costante diminuzione da oltre 10 anni, nel 2009 il trasporto sotto il Fréjus è stato pari a 10 milioni di tonnellate, allora a cosa serve aumentare le potenzialità quando già l’attuale linea è sottoutilizzata, roba da matti!

Quanto è il traffico passeggeri tra Torino e Modane, sono in crescita o sono in calo, il traffico passeggeri è il secondo punto su cui si concentra il movimento No Tav, per sostenere l’inutilità dell’opera perché? Perché il dipartimento federale dei trasporti Svizzero sulla linea Torino – Modane su cui da anni viaggiano anche i Tgv francesi, calcolano che siano transitate nel 2009 750 mila persone, sapete quante erano 20 anni fa? Erano il doppio 1,5 milione, l’anno in cui i promotori del Tav prevedevano un incremento fino a 8 milioni e mezzo di passeggeri entro il 2002, 20 anni fa dicevano: aumenteranno a dismisura i passeggeri nei prossimi anni, in realtà si sono dimezzati in 20 anni i passeggeri sulla Torino – Modane, c’è bisogno di un’altra roba visto che non solo le merci stanno diminuendo ma anche i passeggeri stanno diminuendo?

Quanto è utilizzata la linea storica ferroviaria internazionale del Fréjus, il trattato italo – francese firmato a Torino nel gennaio 2001 prevede l’entrata in servizio della nuova linea di alta velocità alla data di saturazione delle opere esistenti, la Valle di Susa già ospita una linea ferroviaria internazionale che è quella del Fréjus, il cui binario in salita è stato completato solo nel 1984, mentre la galleria del Fréjus risale al 1870 , negli ultimi 3 anni la tratta alpina della storica linea è stata utilizzata per meno di 1/4 della sua capacità, com’è andato l’esperimento dell’autostrada ferroviaria per trasferire le merci su rotaia? Secondo i sostenitori del Tav, questo Tav Torino – Lione permetterà di trasferire su rotaia buona parte del traffico su gomma, meno tir e meno auto, più treno, ecologia, per ora l’unico esperimento è stato quello dell’autostrada ferroviaria alpina avviato nel 2003 sull’attuale linea, nonostante l’impegno e i finanziamenti europei, 12 milioni all’anno attualmente sospesi, l’esperimento si è rivelato un fallimento perché ha assorbito in media solo il 2% del traffico su strada, non è vero che si trasferisce, in parte perché il fabbisogno è in calo, non in aumento e non farà che calare nei prossimi anni.
Quanto e di quale tipo sarà l’impatto ambientale della costruzione del Tav? Secondo le stime i cantieri del Tav Torino – Lione durerebbero non meno di due decenni, il tunnel di base comporterebbe lo smaltimento di circa 18 milioni di metri cubi di materiale da scavo che sono anche inquinanti perché ovviamente contengono anche sostanze tossiche, sostanze a volte radioattive, sostanze da trattare in maniera particolare, non sono pietre normali, ci vorranno per trasportarle via in 20 anni, questi 18 milioni di metri cubi di materiale da scavo 1 milione di viaggi in tir, avete presente la Valle di Susa? Un milione di viaggi di tir per portare via questa roba che viene asportata negli scavi, le montagne della Valle di Susa sono notoriamente ricche di rocce amiantifere e di uranio senza contare le ricadute dello scavo sul sistema idrogeologico come già è accaduto nel Mugello dove ci sono frane, falde acquifere essiccate, disastri ambientali che pagheremo nelle prossime generazioni, le stiamo già pagando, in più escono amianto e materiali radioattivi, un milione di viaggi per portare via il tutto.

Le balle sui corridoi europei
E’ vero che con la costruzione del Tav aumenteranno i posti di lavoro, ne abbiamo già parlato a proposito di quello che dice Ponti, secondo il fronte sì Tav la creazione di posti di lavoro giustificherebbe l’avvio dei lavori, il progetto della tratta italiana, della parte comune italo – francese presentato nel 2010 prevede un’occupazione di mille unità lavorative su una durata media di 7 anni, secondo gli oppositori non esiste alcuna garanzia di assunzioni di manodopera e in ogni caso mille si possono impiegare molto meglio a fare opere di manutenzione che sono quelle che migliorano veramente la qualità della vita delle persone e dell’ambiente, onde evitare dissesti idrogeologici e disastri ambientali.

C’è un’unica categoria che è peggio di quelli che commettono violenze con le proprie mani e sono quelli che mandano gli altri a commettere le violenze al posto loro perché loro sono violenti, nella testa e nella loro politica ma non hanno neanche il coraggio di andare a esercitarla con le loro mani la violenza e quindi si nascondono dietro a altri mandandoli a manganellare gente che vuole, per la stragrande maggioranza, semplicemente vivere tranquille e non essere deturpata, distrutta, devastata, avvelenata da un cantiere che, fino a che non ci dimostreranno il contrario, è totalmente inutile e molto dannoso e forse se e quando avremo speso quei 20, 30, 40, 50, 60, 70, 80 miliardi per completarlo, dalla Grecia arriverà notizia che i greci temono di fare la fine dell’Italia, buona settimana, passate parola!

Marco Travaglio http://www.beppegrillo.it/2011/07/tav_giornali_black_col_cervello_in_bloc/index.html#*p1*

Annunci

3 thoughts on “NOTAV – I numeri

  1. Non è la prima volta che il maggiore partito dell’opposizione, adesso chiamatosi PD, si dà un gran da fare per apparire come il primo della classe nella difesa degli interessi borghesi, statali o capitalistici che dir si voglia.
    Un tempo si diceva che così “disarmava i lavoratori”.
    Oggi, comunque sia, è la più grande fonte di scoraggiamento…

    • l’effetto sarà anche quello, ma il loro scopo è molto più prosaico.
      mantenere il culo sulla sedia e attivi gli ingranaggi della macchina del potere, che una volta in funzione non si può fermare. è tutto collegato, non puoi modificarla solo in parte.

  2. Da moderatamente contrario …
    E’ interessante , alcune precisazioni, il traffico della TAV il suo flusso non è quello ITA-FRA ma Oceano Atlantico- Siberia… infatti i terminali saranno Portogallo e Russia…
    Ecco visto in questa ottica la Tav potrebbe aver una qualche giustificazione in più

    Cmq meglio 1000 articoli così di Travaglio che i deliri di Freda o altro …

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...