un paese di puffi


Forse fra qualche anno, magari un paio di generazioni, uno storico interessato a questo periodo della storia italiana, spulciando non so quale documentazione, facendosela trasferire direttamente in una qualche configurazione neuronale, o fra un colpo di tosse e l’altro, rovistando fra fogli di carta che si sgretolano, o cercando di leggere in vecchi hard disk di sopravvissuti pc le cache dei browser, non so… dipende da quanti saremo allora, se il mondo sarà diventato una megalopoli in grado di nutrire i cento miliardi di persone che ci vivono, oppure una landa devastata, con poche e scollegate zone in cui è ancora possibile una seppur difficile sopravvivenza, questo topo di biblioteca del futuro, considerando le cose da lontano, dirà a qualcuno,  probabilmente poco interessato, che la più grande colpa di quel particolare personaggio chiamato Berlusconi, fu quella di accentrare l’attenzione di tutti, nel bene e nel male, su di lui, permettendo così ad amici e nemici di fare i loro porci comodi e condurre così il paese verso il disfacimento politico.

Perchè parliamoci chiaro. Ogni volta che , sia pure per un momento, togliamo di mezzo quel macigno che ingombra l’orizzonte, le figure che in secondo piano appaiono poco delineate assumono rilievo, luci – poche – ed ombre – molte.

Per esempio: sicché esiste Berlusconi siamo stati costretti a volte a guardare a Napolitano come un baluardo della Costituzione. Un faro della democrazia.

E vi rendete conto che costui, come presidente della repubblica, è stato quello che senza battere ciglio ha portato questo paese che “ripudia la guerra” ad una guerra di aggressione? che è quello che storce il naso per la riduzione delle spese militari (che invece gli rimane indifferente, ai tagli per la riduzione delle spese per la sanità…) che è quello che parla di eversione, a caldo, senza nemmeno poter avere sufficiente informazione sui fatti, per le manifestazioni della gente in val di susa?

E parlo solo del presente.

La colpa è di Berlusconi, certo.  Se oggi abbiamo questo presidente Napolitano come baluardo democratico, con chi possiamo prendercela se non con lui?

Se non avevamo da pensare a Berlusconi, ci saremmo incazzati con Napolitano. Giusto? E con il giornale che sembra esistere solo per dar addosso a Berlusconi, ed è di proprietà di quel nemico di Berlusconi che non è molto diverso da lui, forse meno abile ma non meno spregiudicato. E che comunque è votato ad altri padroni, quelli a cui Berlusconi a volte si è permesso di andare contro e che non gliel’hanno perdonata.

E la colpa è di Berlusconi, se abbiamo avuto Prodi e D’alema. Anche loro incatenati a quei poteri. Che sono stati quelli che hanno iniziato le privatizzazioni, “per portarci in europa”. Oltre che in guerra nei Balcani.

E’ stato un po’ naif, certo. Il bunga bunga, le barzellette, le battute da caserma. Una visione del mondo pecoreccia e molto provinciale.  Ma che gli altri pensate siano diversi?

Magari non mi vedo un Fassino a fare il bunga bunga. Saranno altre le sue passioni. Magari il monopoli… con le banche, le assicurazioni.

Ma è normale no? per uno che viene dai corridoi delle sezioni e non dalle aziende, mettere le mani sulle aziende deve essere il massimo della libidine, mica scopare una troia.  E per un ex comunista poter mandare gli aerei a bombardare?  altro che l’harem da sultano.

Ognuno desidera ciò che non ha avuto.

E allora dopo tanti anni, riesco a vedere gli altri, i comunisti, quelli che stanno in quel partito che è quello che rimane di quello che si chiamava partito comunista, con gli occhi di quelli che hanno votato Berlusconi.  E mi accorgo che fanno veramente pena.

Infatti in questi anni nemmeno ad essere avversari degni sono riusciti. Sono veramente piccoli personaggi. In alto in questo paese solo perché il paese produce persone veramente piccole.

Un paese di puffi, moralmente parlando, nel senso di statura morale. Con leader adeguati.

 

 

 

 

 

 

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