La TAV, una storia dimenticata, le speculazioni di questi giorni, le privatizzazioni, gli attacchi al governo…


Sono all’opera in questi giorni le stesse forze di ventanni fa. Ancora gli stessi attori. Con gli stessi scopi. Dietro la speculazione della finanza ci sono gli stessi interessi finanziari e politici. Quelli di cui parlo nel precedente articolo “i repubblichini“. Le speculazioni dei fantomatici “mercati” si sono magicamente placate non appena sono state inserite nel mazzo Finmeccanica, Enel, Eni… quel poco rimasto dell’industria nazionale, sfuggito a suo tempo alle fauci voraci degli squali di speculatori amici degli amici.

E’ bastato questo per far tacere la sedicente opposizione, ovvero gli esponenti dell’altra consorteria, il contraltare parlamentare dei repubblichini, i megafoni in italia della banca d’affari anglo-americana Goldman Sachs.

Mentre infuriavano i colpi delle speculazioni (e chissà quanti sono al mondo quelli in grado di manovrare nell’ombra enormi somme di denaro tali da giocare in quel modo con un paese?) Mr Prodi (ex consulente Goldman Sachs) fa risentire la sua voce: bisogna privatizzare. Gli fa eco Mario Draghi (ex Vicepresidente Goldman Sachs): la manovra non basta. Scalfari ex-voto dei Repubblichini lancia un pesante attacco a Tremonti con un editoriale. Si agita il nome del sostituto, Mario Monti (attualmente in Goldman Sachs), lanciato mesi fa da …Carlo De Benedetti, altro capo Repubblichino, come ottimo futuro Presidente del Consiglio del centrosinistra. Gianni Letta (già membro dell’Advisory Board di Goldman Sachs) va avanti nella sua opera di mediazione. Gli fa eco il nipote Enrico che con un’ intervista indica l’elenco delle privatizzazioni. Repubblica idem.

Sia chiaro: io non credo fidelisticamente che esista una sorta di Spectre. Quando cito la Goldman Sachs non penso a dei cattivi che si siedono attorno ad un tavolo e stendono piani per dominare il mondo. In parte perchè il mondo lo dominano già. Penso a meccanismi regolati da leggi di mercato, in cui o mangi o vieni mangiato e tendi a diventare sempre più grosso, perché più grosso sei e meno possibilità hanno gli altri di mangiarti. Penso a giochi di alleanze e di ricatti per perseguire questo scopo. Penso ad azioni e reazioni a catena consapevolmente e inconsapevolmente messe in moto. Sono forze che operano su scala planetaria. Uomini in grado di influenzare i destini di stati e governi. Sono scontri fra titani che giocano talmente alto che noi non riusciamo nemmeno a cogliere la portata reale dei loro movimenti. Ne vediamo le conseguenze e pensiamo dipenda da altro. Ricostruire è difficile, sicuramente si hanno grosse lacune, si ipotizza e si prendono cantonate. E tuttavia esistono fatti che parlano chiaro. A volte basta collegarli fra loro. Non si avranno forse prove che avrebbero valore in un’aula di giustizia, ma elementi di verità politica.

Comunque, i fatti sono fatti. Alcuni noti.

E così Tremonti obbedisce, rinforza la manovra, butta in pasto Finmeccanica, Enel, Eni e poi bastone sui pezzenti (si pagherà da lunedì il ticket di 10 euro per ogni ricetta) e carota per i ricchi (via la misura per gli ammortamenti, per la quale Marcegaglia si era immediatamenta lamentata). Draghi non è ancora soddisfatto, ma si calma. I mercati per ora si calmano.

La Grecia si avvicina. E non intendo il default. Intendo la politica di comprarsi interi stati da parte degli “investitori internazionali”.  La Grecia venderà le sue spiagge e le sue isole. Oltre che le sue industrie. Non servirà a nulla. Verrà spoliata. La stessa fine stiamo facendo noi.

E devo dire una cosa, dopo ventanni di antiberlusconismo viscerale da parte mia. Come per Craxi a suo tempo, ha pagato e sta pagando il tentativo, probabilmente compiuto per semplice ego personale, di elaborare una politica autonoma.

Ma tornerò su questo argomento.

Intanto,  faccio girare questa storia di ventanni fa, tremendamente attuale.

tratto dal blog  Dalla parte del torto

Tra la fine del 1991 e l’inizio del 1992, nel giro di poco tempo i vertici della polizia e dei servizi segreti, e il giudice Falcone, gli uni all’insaputa degli altri, si recano ufficialmente dal Ministro dell’Interno Vincenzo Scotti per allarmarlo su notizie di un complotto internazionale tra la “lobby delle lobbies” internazionale, una parte della politica italiana, mafia e camorra nostrane, il cui obbiettivo è quello di svendere una fetta d’Italia “allo straniero”, e approfittare di alcuni enormi serbatoi di capitali, primo tra tutti quello destinato alla TAV (circa 140.000 miliardi di vecchie lire tra “diretto” e “indotto” solo per la tratta “da Roma in giù”).
Falcone ci arriva investigando sui collegamenti romani e internazionali della mafia siciliana, prevedendo anche possibili attentati per destabilizzare il paese.
Scotti prima in modo informale, poi, nel marzo 1992, anche “ufficialmente”, allerta tutte le prefetture su tale pericolo, con una famosa circolare.
Falcone avvisa Scotti che alla fine di maggio chiuderà il cerchio delle proprie indagini incontrando un collega moscovita, e che a quel punto sarà in grado anche di smascherare coloro che stavano disperatamente tentando di “toglierselo di torno”.
Ma pochissimi giorni prima dell’incontro, casualmente, salta in aria.
Passa una settimana e (…)  anche il nome di Bettino Craxi ora compare nella lista degli indagati …..
Le correnti di maggioranza di DC e PSI, che si erano opposte alla svendita dell’italietta, vengono spazzate via dai bananari milanesi (solo di toga…), mentre le rispettive “correnti di sinistra”, quelle del Trilateral Prodi e del Bilderberg Amato, guardacaso, ne escono perfettamente pulite….
Anzi, Amato diventa addirittura il presidente del consiglio, il giorno dopo le grandi banche della lobby delle lobbies abbassano ad orologeria il rating dei nostri titoli di stato, il Bilderberg Ciampi come presidente di Bankitalia svende le nostre riserve monetarie “per correre dietro al nulla”, usciamo dallo SME con la liretta che vale un 30% in meno di pochi giorni prima, e con i falchi esteri che si comprano le nostre migliori aziende nazionali per quattro lirette.

A quel punto i complottisti indicono le elezioni sicuri di stravincerle, essendo rimasti in giro solo loro….

Ma, contro ogni previsione, le vince colui che fino a pochi mesi prima era l’idolo dei comunisti e della CGIL per la propria lungimiranza imprenditoriale, perché “paga di più i suoi dipendenti”, e perché non ne ha mai licenziato uno che uno…..

Una delle prime azioni  del presidente del Consiglio, è quella di affidare la Commissione Antimafia a Ferdinando Imposimato, giudice plurieletto delle fila del PCI prima e PDS poi, il quale riprende tutti i dossier di Falcone, ossia quelli dei reparti speciali di polizia, carabineri e gdf, e scopre che da anni tutto è scritto…. Nero su bianco si trovano le aziende che partecipano alle scatole cinesi per i maggiori appalti e relativa catena di subappalti, e tutte fanno riferimento, alla fine della catena, a cooperative rosse o grandi gruppi, anche del nord, comunque dell’area della sinistra.
E per la “madre di tutte le truffe”, la TAV, da anni si sa che l’80-90% dei finanziamenti statali si perde lungo una serie di catene di subappalti precostruiti ben noti, e finisce a mafia, camorra e politica attraverso gli “accantonamenti” di tali società.
Imposimato risale la piramide, e scopre che il governicchio che doveva traghettare l’italietta alle elezioni, aveva in extremis bypassato, pochi minuti prima che entrasse in vigore, una nuova normativa europea che prevedeva che una consistente fetta dei maggiori appalti fosse messa in asta con partecipazione aperta ad imprese comunitarieIn modo che rimanesse tutto in casa.
Ma quale “casa”?
Chi aveva scelto le società alle quali affidare i lavori?
Breve indagine, e si scopre che tali imprese dovevano essere scelte dal presidente dell’IRI, che per queste doveva garantire nero su bianco.
Quelle scelte le effettuò un certo Romano Prodi presidente dell’IRI, da non confondere col Romano Prodi di Nomisma, alla quale venne pagata dall’IRI, ossia da tutti noi, una consulenza multimiliardaria per individuare i soggetti migliori per gli appalti.

Quando Imposimato inizia a parlarne all’interno del proprio partito, puff….
Avvisi di garanzia napoletani, ribaltoni, congelamento della Commissione Antimafia, minacce personali da parte di Violante e Bargone, a quei tempi rappresentante/braccio destro di D’Alema.
Imposimato viene isolato e “congelato” dal proprio schieramento, gli viene ovviamente impedito di presentare la relazione della Commissione, troppo zeppa di nomi di sinistra e troppo vuota di berlusconiani, e quando la procura delle banane si inventa la famosa confessione di corruzione del Bar Mandara e si può quindi andare alle elezioni, Imposimato  è costretto ad abbandonare il proprio paese d’origine per le minacce, tutte denunciate (ma ancora senza alcun seguito) di mafia, camorra e PDS….. e gli elettori affezionati dell’ex senatore PDS vengono minacciati affinchè non lo votino…. Decine le denunce ancora pendenti, ma senza alcun seguito…
Trombato, Imposimato si presenta a sorpresa nello studio del nuovo presidente del consiglio, gli dà del mafioso con tanto di prove circostanziate, e se non interviene prontamente Andreatta con i sali, del Romano ce ne liberiamo con 12 anni di anticipo causa infarto da troppo pianto…….
A quel punto, ad Imposimato non resta che fare della propria Relazione della Commissione Antimafia un libro.

Per il quale ovviamente nessuno di coloro che è stato accusato pubblicamente di mafia, ha mai sporto querela in 12 anni…..”.

Dal blog di Ferdinando Imposimato:

“ (…) Una storia dimenticata

Queste vicende di De Magistris e Forleo evocano alla mia memoria la drammatica e dimenticata storia di un altro coraggioso magistrato, Giuseppa Geremia, che nel 1996 indagava sullo scandalo della Cirio Bertolli DeRica e sull’alta velocità: scandalo che denunciai inutilmente a Prodi ed alla Commissione antimafia nel 1996 dopo una inchiesta magistrale svolte dalla Criminalpol e dall’Arma dei Carabinieri su mia richiesta. Per quella inchiesta io fui sottoposto ad attacchi concentrici di destra, che chiese la mia rimozione come relatore, e di sinistra, che non mi difese. E fui isolato in Commissione e la mia relazione non venne mai discussa; e guarda caso la legislatura venne interrotta bruscamente dopo due anni senza che ce ne fosse alcuna ragione seria: ciò significa che la fine della legislatura fu dovuta alla volontà di evitare che io denunziassi in commissione antimafia i responsabili istituzionali dei fatti di collusione mafiosa negli appalti.

Nei rapporti della criminalpol emerse che sugli appalti per le grandi opere pubbliche avevano indagato Falcone e Borsellino e che questa poteva essere una causa della loro morte. La mia relazione non venne discussa : i vari Violante, Ayala, Bargone mi lasciarono solo e dissero che non c’erano prove di quello che affermavo. E poi venne definitivamente affossata dopo la mia sconfitta decisa dalla camorra dei casalesi interessata ai lavori dell’Alta velocità sulla tratta Napoli-Roma. Le mie residue speranze che giustizia fosse fatta dal PM Giuseppa Geremia andarono deluse.

Costei aveva scoperto, dai documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza, che “il garante dell’Alta Velocità, intrisa di imprese di mafia e camorra, era Romano Prodi, mentre Lorenzo Necci, per coinvolgere un poco tutti quelli che contavano, inventò un comitato nodi dell’Alta Velocità composto dalla senatrice Susanna Agnelli, dal prof Carlo Maria Querci dal dott Giuseppe De Rita e dall’architetto Renzo Piano: la spesa preventivata era di 9 miliardi di lire”. Ma il collegio dei revisori dei conti fece osservazioni che non ebbero risposte. Il 25 novembre, al termine di una inchiesta serrata fondata anche sulla perizia contabile di ben 13.000 pagine svolta dal prof Renato Castaldo, il PM Geremia, con l’avallo del Procuratore Coiro, chiese il rinvio a giudizio per abuso di ufficio dell’ex Presidente del Giudizio Romano Prodi, quale ex Presidente dell’IRI. Anche allora si tenne conto del momento in cui erano stati ipotizzati i fatti di corruzione e non la qualifica attuale del presidente del Consiglio. ed il rinvio a giudizio di Carlo Saverio Lamiranda, in quanto legale rappresentante della FISVI che aveva acquistato la Cirio senza avere una lira. Ed infatti Lamiranda sarebbe stato in seguito incriminato e condannato per bancarotta e frode comunitaria.

Nel frattempo il governo presieduto da Prodi approvò, con l’appoggio del Ministro della Giustizia suo difensore, una nuova legge che modificava in senso restrittivo l’abuso in atti di ufficio; ed il Presidente Prodi venne assolto perché il fatto non sussiste; ma la legge era ad personam. Ma non é finita qui.

Lo scandalo sulla TAV e Nomisma di Prodi.

L’inchiesta sulla Cirio era appena cominciata che la dottoressa Geremia subì – sarà lei stessa a raccontarmelo – insulti telefonici, minacce, chiamate silenziose ed intimidazioni ad opera di ignoti. Esattamente come é accaduto a Luigi De Magistris e a Clementina Forleo. Nel frattempo la Geremia ridà slancio alla inchiesta sull’Alta Velocità con dentro l’affare Nomisma che, secondo i magistrati di La Spezia, era stato insabbiato dal PM Giorgio Castellucci. Le minacce e gli insulti si intensificano: Geremia ha paura, ma non per sé ma per l’anziana madre con cui vive da sola. Gli ignoti vigliacchi intensificano le minacce e gli insulti. Il movente si cela- lei intuisce- in quella inchiesta scottante che toccava santuari intoccabili. La Geremia era ancora più preoccupata perché il suo telefono era noto solo ad alcuni delle istituzioni. Ella decide di denunziare la tortura cui é sottoposta al commissariato di Polizia di Piazzale Clodio. Informa il procuratore della Repubblica Michele Coiro che le dà solidarietà ed avallo. Ma una tempesta si addensa sulla testa di Coiro: il CSM lo accusa di avere rapporti con il giudice Squillante, come se il rapporto istituzionale tra Procuratore Capo e Capo dei giudici delle indagini preliminari fosse vietato dalla legge e non necessario. Sta di fatto che dopo avere raccolto lo sfogo della Geremia, Coiro é costretto a lasciare la Procura di Roma. Da segnalare che Coiro era un esponente di magistratura democratica. E viene relegato alla direzione degli uffici di detenzione e pena. Egli é stato avvertito dal Ministro della Giustizia che se non se ne andrà , sarà sottoposto ad azione disciplinare. Poco dopo Coiro morì di crepacuore. “ La sua morte – mi confidò la Geremia – é stata un duro colpo per me. Mi ha sempre lasciato libertà di azione nella inchiesta sulla Cirio. Non glielo hanno perdonato. Lo hanno costretto a lasciare la Procura di Roma sette mesi prima che andasse in pensione”.
Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, alla udienza preliminare del 15 gennaio 1997 , il Gip Eduardo Landi decide di non decidere. E invia la decisione alla udienza del 28 febbraio 1997. Perché? Semplice! La Geremia, preoccupata dalle minacce che potevano travolgere l’anziana madre sola in casa , decide di chiedere il trasferimento in Sardegna, ma vorrebbe concludere l’inchiesta sulla Cirio: ma non le sarà consentito.

La motivazione della sentenza assolutoria di Prodi, anziché essere depositata nel termine di legge del 23 gennaio 1998, giunge sul tavolo della Geremia il 9 febbraio 1998, due giorni dopo che la stessa Geremia era stata trasferita alla Procura Generale di Cagliari. E così ella non aveva potuto presentare impugnazione- così mi disse- contro l’assoluzione di Prodi.
E sullo scandalo calò un silenzio tombale, rotto solo dalla mia denunzia nel libro Corruzione ad Alta Velocità”.

….

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5 thoughts on “La TAV, una storia dimenticata, le speculazioni di questi giorni, le privatizzazioni, gli attacchi al governo…

  1. Minchia, che schifo! Mo’ ci penso su, ma intanto sono sconsolato perché questi misfatti mi appaiono talmente gravi e “alti” che passano a troppa distanza dalle nostre semplici teste.
    Siamo condizionati, forse impotenti pur con tale controinformazione, da quel sentimento popolare che ancora crede all’attuale centro-sinistra.

    • Ferdinando Imposimato è un uomo che mi è parso degno di fiducia, quando anni addietro ebbi modo di conoscerlo. La gente cambia, negli anni, ma riconosco la stessa ironia, lo stesso eloquio, la stessa intelligenza. Ora capisco perché fosse praticamente scomparso dalle scene.

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