Non so che scrivere


Francamente, non so cosa scrivere.

Qualunque notizia provenga dal mondo della politica italiana più che indignare nausea.

Mi viene in mente, per spiegare la sensazione che provo, un’analogia. Avete presente quelle persone che alla sola vista di certi animali, perlopiù insetti,  esplodono in una reazione veemente quanto disordinata, che prendono a menare decine di colpi all’impazzata  allo scopo di escludere dal proprio mondo, la propria sfera vitale, casa, città, paese…  l’oggetto della loro furibonda attenzione? Che non si placano fin tanto che non lo vedono spiaccicato, non contemplando la loro mente alcun concetto di possibile convivenza, seppure a debita distanza, che mai penserebbero di concedere una possibilità di fuga per pietà, ma solo eventualmente  per lo schifo che ispira loro l’idea del crac della corazza chitinosa, dei viscidi succhi vedrastro giallognoli che imbrattano il pavimento.

Ecco, avete presente?

Questo è quello che mi verrebbe da fare quando leggo le notizie provenienti dalla maggior parte della nostra classe dirigente.

E leggendo le notizie provenienti dal resto del mondo, idem. La Libia per esempio. E’ talmente palese lo scenario completamente falso che ci viene propinato da non avere più nemmeno  soddisfazione nello svelare le loro trame, i loro reali obiettivi. Sono così evidenti. E soprattutto, è così inutile farlo.

Si ha la sensazione di avere a che fare con un potere assoluto, arrogante, che non ha nemmeno più la decenza di vergognarsi, di travisarsi. Così sicuro della propria intangibilità da poter fare a meno anche di bugie ben raccontate.

La verità è rivoluzionaria? Non mi sembra che questa frase abbia più alcun senso. Spazzata via da un relativismo indeterminista che nega la possibilità stessa che una verità esista.

Ci hanno insegnato dei valori: la democrazia, il diritto all’autodeterminazione dei popoli, l’eguaglianza degli uomini.  Siamo in viaggio su quel pullman che fa quelle fermate, ma il conducente va dove gli pare, se la ride sguaiatamente o non risponde proprio alle nostre rimostranze. Se ci fermiamo siamo perduti caro mio. Bisogna correre. Chi è sopra è sopra e chi non c’è peggio per loro. Anzi… siamo troppi. Meglio se qualcuno lo lasciamo a terra.

In un mondo affamato di risorse, di acqua, di energia, di cibo. Un mondo sovrappopolato. La lotta per l’esistenza, che è lotta per il mantenimento per i propri privilegi per alcuni e lotta per strapparli ed appropriarsene per altri, è sempre più feroce, evidente, senza esclusione di colpi.  In tutto questo la barca Italia ha a bordo una ciurma di incompetenti, farabutti, mascalzoni.

I primi obiettivi colpiti da aerei francesi al momento della delibera dell’onu “per proteggere i civili” sono state due raffinerie che avevano appena fatto un accordo venticinquennale per la fornitura di petrolio all’Italia.

In questa notizia si delinano i nostri tempi.

Che vuoi scrivere di più?

Ormai tutti parlano di crollo finanziario globale. Di crisi sistemica.

Tanto tuonò che piovve. Verrebbe da dire.

 

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2 thoughts on “Non so che scrivere

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