Voltiamo pagina


Mi pare verosimile pensare che uno di questi giorni leggeremo la notizia delle dimissioni di Berlusconi. Probabilmente per un nobile motivo, tipo “in un momento difficile per l’italia l’accanimento mediatico e dei magistrati nei miei confronti danneggia tutto il paese… ” e via così.  Si farà quindi un bel governo di unità nazionale, un governo del presidente, o come lo chiameranno. La fantasia per prenderci per il sedere non gli manca.

Buona parte degli italiani esulteranno. Ma sarà un esultare amaro, perché non sarà l’Italia degli onesti ad aver vinto, ma quella dei disonesti ad andare allo sfacelo,  perché incapaci, uno per uno,  di gestire altro che i loro egoistici e privatissimi sporchi interessi.

Un’accozzaglia di farabutti, mascalzoni, cialtroni, mignotte, geneticamente e culturalmente programmati per fregare il prossimo, anche il sodale di malaffare. E così incapaci di minima decenza da inseguirsi l’un l’altro in una gara alla luce del sole a chi la faceva più sporca, a chi arraffava di più, chi la sparava più grossa.

Ci lasciano un paese economicamente e culturalmente disastrato, dove già ora i servizi pubblici e le infrastrutture funzionano sempre meno. E un paio, per ora, di manovrine da 130 miliardi complessivi.

130 miliardi di euro significa che da qui ai prossimi due anni dovremo pagare, tutti i 61 milioni di italiani, dal neonato all’anziano pensionato, il disoccupato e il precario, lo studente e il malato… ognuno circa 2.130 €. Il che vuol dire che la famiglia media composta di 4 persone ne pagherà 8.520 €

E già sappiamo che questi 130 miliardi promessi non sono serviti a nulla. Che altri, il governo di unità nazionale prossimo venturo ce ne farà pagare.

Questo governo che verrà sarà quello di Napolitano, di Draghi, di Monti… magari verrà richiamato il salvatore della patria, moderno Cincinnato, Prodi. Sarà il governo della BCE, di Trichet. Il governo delle banche, che opererà, come già sta facendo dietro le quinte, per i propri interessi, verrà in prima fila, non essendo più abbastanza garantito da un Berlusconi ormai sfinito troppo preso dai suoi problemi personali.

Peggio di Berlusconi, che oltre a pensare agli interessi suoi e dei suoi accoliti quando ha fatto qualcosa lo ha fatto sotto la spinta di questi poteri finanziari, obbligato da Bce e Fmi, sarà difficile fare. Ma questi che verranno ci riusciranno.

Il problema è che il collasso finanziario non riguarda solo il nostro paese, o gli altri, cosiddetti Piigs (portogallo, italia, irlanda, grecia, spagna) di economia debole. Riguarda il mondo intero. E gli anelli deboli della catena non è che semplicemente saltano per primi, ma vengono cannibalizzati dai più forti.

Non è una questione di Stati. Ma di poteri finanziari sovranazionali. I cosiddetti mercati fanno semplicemente il loro sporco lavoro. Un’economia improntata al liberismo più totale risponde alle spietate leggi naturali: l’animale debole viene attaccato e mangiato dai predatori.  E anche gli stessi predatori possono diventare preda di predatori più grossi o più scaltri però.

E la politica, a livello globale, ha permesso ai predatori di crescere troppo, disordinatamente, al punto che ormai sono incontrollabili.

Il governo delle banche è il governo dei predatori consorziati, né più né meno.

La soluzione politica necessita di una classe politica totalmente nuova, che spezzi questo corto circuito, porti l’italia fuori dall’euro, ricontratti il debito.  Altrimenti, prima di arrivare comunque a questo punto, ci toglieranno tutto. Il salasso sui risparmi aumenterà, i salari diminuiranno, i disoccupati aumenteranno, i servizi pubblici peggioreranno, le infrastrutture andranno in malora. Venderanno le aziende che ancora funzionano e liquideranno le riserve auree. Non servirà a niente. Abbiamo l’esempio della Grecia davanti, che ci precede di qualche mese.

Per contro abbiamo l’esempio positivo dell’Islanda, o dell’Argentina in tempi meno recenti.  Uscire dall’euro, accettare il default e rinegoziare il debito. Questa è l’unica strada. Ma necessita di una classe politica in grado di dare una svolta.  Classe politica che oggi non esiste. Quelli che saranno chiamati a risolvere il problema sono gli stessi che lo hanno causato.

Una classe politica nuova necessità di una consapevolezza nuova nel paese.

Ho scritto quest’articolo prima di ascoltare questa intervista a Giorgio Cremaschi, della FIOM. Sono completamente d’accordo con lui, e non è la prima volta e su svariati argomenti.

Sulle ragioni per cui uscire dall’euro ho già scritto molte volte, anche abbastanza tempo fa quando non ne parlava nessuno. Sull’attualità mi rifaccio a questa intervista, in cui vengono esposte con chiarezza e proprietà di linguaggio.

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2 thoughts on “Voltiamo pagina

    • cionondimeno resta l’unica auspicabile.

      che poi quello che sarà in realtà è il governissimo (delle banche) con successive elezioni (quando avranno ripreso il controllo dei media e quindi della propaganda di regime) cui il 50% schifato non voterà per mancanza di alternativa e si eleggeranno di nuovo loro, con un regime sempre di più di polizia a bloccare ogni tipo di scontro sociale, è più che probabile.

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