Il fighettismo


Uno dei motivi per cui la gente, il popolo, il ceto medio o giù di lì, come vi piace chiamarlo, in questi ultimi anni ha in buona parte abbandonato la sinistra per votare Berlusconi o non votare proprio è quell’insieme di comportamenti, proposte politiche, visione del mondo che può essere identificato nel fighettismo di sinistra.

Il fighettismo di sinistra è in superficie, in apparire, principalmente fuffa.  Sotto invece, per ingenuità beota o astuto calcolo, è affarismo mascherato.

Il fighettismo di sinistra laddove la gente ha un problema concreto, reale, fatto di necessità immediate cui occorre dare una risposta e impegnarsi concretamente, si presenta con vuote parole d’ordine che toccano i massimi sistemi, molto attente al politicamente corretto. Se si guarda la catena degli interlocutori istituzionali, spesso si scopre che gli alleati o gli amici degli amici, sono la controparte. Se si scava, ci si informa aldilà delle apparenze, si viene a sapere che il più delle volte, il problema è originato proprio da uomini e  comitati d’affari legati a doppio filo con uomini della sinistra, ad alti livelli.

Il fighettismo di sinistra nel frattempo conduce le sue battaglie, per carità sacrosante sotto certi punti di vista: la parità sessuale, i diritti dei gay, il diritto a staccare la spina, l’accoglienza, la multiculturalità…  alcuni temi etici indubbiamente importanti, e che sono anche essenziali per tracciare una riga netta fra… ma fra chi? anche qui non si capisce bene, perché gli alleati naturali su alcuni temi, i cattolici, sono anche i nemici naturali su altri. E anche qui quindi il fighettismo di sinistra si risolve in un nulla di fatto, in inanità, inconcludenza.

Il fighetto di sinistra quindi è immobile, al centro di una storia che turbina attorno a lui. Non sa dove andare.

Quando nasce un contenzioso locale, o sui temi etici, individuale,  le sue radici storiche vorrebbero che lui si ponesse a fianco della gente. Ma non sa cosa dire loro. Perché i potentati economici ed etici sono suoi alleati. E così balbetta, biascica, si mostra in tutta la sua drammatica inutilità.

Nel tempo, fighetti di sinistra sono rimasti solo gli stupidi. I furbi si sono messi ad arraffare esattamente come gli altri. Anzi, hanno anche acquistato un certo orgoglio ed escono allo scoperto, senza vergogna contro la gente, anzi  con alterigia da parvenu sono più realisti del re.

Sui temi etici i pupazzoni di plastica alla rutelli sono ormai a destra del vaticano, sui temi internazionali non faccio nomi per evitare vilipendi sono più filo atlantici degli americani, altro che ai tempi di bettino… sui temi sociali i pd sono più questurini che i vecchi democristiani, sugli affari sono lì a sgomitare e arraffare, con le loro banche, aziende o cooperative, però non rinunciano a fare la morale e buttarsi addosso bandiere.

Sono così confusi ideologicamente che vanno però ormai in ordine sparso. Ogni tanto però è possibile riconoscere una di quelle proposte doc da fighetti di sinistra, quelle che hanno reso invisa questa parte politica a buona parte della popolazione, quelle che viene voglia di mettergli le mani al collo.

Legambiente per esempio, è una tipica associazione che viene considerata di sinistra. Di quelle alleate con la sinistra in molti consigli comunali.

Prendiamo ad esempio questa proposta, fatta insieme all’Aci: il bollo auto proporzionale al tasso di inquinamento.

“Il carico fiscale e gli oneri gravanti sugli autoveicoli – ha aggiunto Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente – possono essere utilizzati come leva per rendere comportamenti più sostenibili da parte degli automobilisti e potrebbero facilitare l’introduzione di nuove tecnologie in grado di ridurre i consumi di carburante e le emissioni ambientali degli autoveicoli.

A prima vista viene da pensare ad una bella sensibilità ambientale. E’ giusto, no? Più inquini e più paghi. Pensi subito ai SUV, agli imbecilli con gli Hummer…

ma… aspetta un momento: ragioniamo!

Le macchine che più inquinano, non sono quelle più grosse, sono quelle più vecchie. E’ un trucchetto che usano da un bel po’  questo di cercare di costringerti a cambiare macchina ogni tre anni per adeguarti alle normative euro2 euro 3 euro 4 ecc ecc.

Ma ci pensate a quanto inquina una macchina nuova, nel senso complessivo di costruzione di una macchina nuova e rottamazione della vecchia?

Dice bene Debora Billi qui:

Gli ambientalisti che concepiscono queste proposte non sanno che un’auto nuova, magari “a basse emissioni”, appena uscita dall’autosalone ha già consumato tanto petrolio quanto ne consumerà per il resto della sua vita. Lo scrivevo qui, tanti anni fa:

Forse non tutti sanno che un’auto appena uscita dalla fabbrica ha già consumato tanto petrolio quanto ne consumerà per il resto della sua vita sulle strade. Petrolio servito per estrarre le materie prime necessarie, trasportarle in fabbrica, produrre le plastiche e le vernici, alimentare la catena di montaggio, trasportare le auto dai rivenditori. Tanto petrolio quanto ne metterà, in seguito, il proprietario nel serbatoio.

Non considerano che la bella invenzione di Euro 5, Euro 6 e così via, lungi dall’essere un provvedimento “ecologico” è consumismo forzato, che impone di gettare in discarica, ogni 5 anni, milioni di tonnellate di metalli, plastica, schiume resi inutilizzabili per legge e che resteranno a distruggere l’ambiente molto più di un po’ di CO2. Stimolo alle “nuove tecnologie” lo chiamano, ma per adottarle dobbiamo buttare e ricomprare.

Allora pensate un momento a chi ha la macchine più vecchie. I pensionati per esempio, che le usano da ventanni per fare pochissimi chilometri, reietti della società dei consumi. Il loro motore inquina di più sarà anche vero, ma loro magari in 20 anni hanno fatto 80.000 km.

Ebbene loro dovrebbero pagare di più del proprietario di una macchina nuova, euro 5, che quei chilometri li fa in un anno.

Vi pare giustizia sociale questa? E vi pare logica la cosa?

Chi consuma più risorse, chi inquina di più, chi tiene la macchina parcheggiata e la usa per andarci a fare la spesa ogni 2-3 giorni  – pur con motori di vecchia generazione che consumano e sporcano più di quelli recenti – o chi ci fa decine di migliaia di chilometri l’anno?

In realtà, anche se impopolare, a voler intervenire su questa tassa in senso ambientalista, si dovrebbe proprio penalizzare progressivamente il chilometraggio.
La tassa di circolazione dovrebbe essere integrata nel prezzo del carburante, tutti i tipi di carburante, in proporzione.

Eh… un altro pò, direte voi…
si certo. Però pensateci bene.: più vai in giro e più consumi risorse, più emetti inquinanti. Che tu lo faccia per divertimento o per lavoro cambia poco.

Converrebbe sempre utilizzare macchine con motori a basso consumo, perché si risparmierebbe, e risparmierebbe di più ovviamente chi la utilizza di più. Ma quello che la usa pochissimo risparmierebbe moltissimo.

Secondo me questo è uno dei principi FONDAMENTALI che dovrebbero ispirare un’azione di governo, quante più risorse comuni consumi tanto più paghi. Senza che questo possa poi tradursi nella supina accettazione principio opposto,  che peraltro già informa il vivere comune: pago e faccio quello che mi pare.

E’ un principio che serve a scoraggiare il consumo di risorse che diventano sempre più preziose, in primo luogo. E poi mi sembra essenziale, che una tassa risponda a criteri di proporzionalità. Perché oggi, a parità di autovettura, colui che fa centomila chilometri l’anno paga quanto quello che ne fa diecimila?

Ma chi glielo dice alla lobby degli autotrasportatori? e a quella dei tassisti?

si certo… immediatamente ci sarebbero dei correttivi… potrebbero aumentare le detrazioni fiscali per determinate categorie. Aldilà del potere delle lobby, che potrebbero snaturare completamente lo spirito della legge, sarebbe comunque giusto trovare dei sistemi che permettano delle congrue detrazioni fiscali, per determinate categorie. Magari con riduzione delle aliquote nel tempo di tot anni, qualora si volesse scoraggiare il trasporto su gomma a favore di quello su rotaia, attualmente diasastrato. Eccetera…

Insomma, politici, che cazzo ci state a fare? Sarete pure in grado di avere delle fottute statistiche incrociate in tutti i modi possibili di tutti gli utilizzatori dei vari mezzi di trasporto!

Possibile che non sappiate far altro che partorire un’idea di merda come quella sopra della splendida accoppiata Aci-Legambiente?

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2 thoughts on “Il fighettismo

  1. Una delle tanti distorsioni del capitalismo è il considerare e “tutelare” le persone in quanto consumatori e non più in quanto cittadini.

    E poi… non vogliamo considerare il fatto che spesso uno la macchina nuova non la compra perché non ha soldi a sufficienza? Ormai anche pagarla a rate la macchina è un lusso. Altro che superbollo per chi inquina.

    • Si certo. E’ chiaro che (in generale) se uno si tiene una macchina che fa dieci km con un litro, anche se ci fa 500 km al mese, e quindi gli costa 80 euro quando con una da 20 km al litro gliene costerebbe 40 … senza contare i molto più alti costi di manutenzione… (oltre che estetica e comodità) è perchè non ha soldi per comprarsela, non certo per coscienza ecologica.

      Io ho una macchina di dieci anni. Mediamente ci ho fatto oltre 30.000 km l’anno. Finché va me la tengo. Non me ne frega niente delle loro continue campagne di rottamazione.

      Ho assistito in questi ultimi 20 anni circa al passaggio dell’economia in cui le cose si riparano a quella in cui le cose si buttano e si cambiano. Prima quelle rotte, che non conveniva riparare. Poi addirittura di quelle vecchie, che avrebbero potuto rompersi. Per non parlare di quelle funzionanti ma ormai non più abbastanza rutilanti e trendy, quindi da sostituire, per nuovi modelli pieni di stronzate.

      Mi ricordo un paio di anni fa in cui nella pubblicità per vendere una macchina da 20.000 euro si faceva riferimento in particolare, come fosse la cosa più importante, al lettore mp3.
      Mi chiedevo se la pubblicità fosse di un idiota sconfortante, oppure se alla fine in qualche modo funzionasse, ché veramente, nel processo decisionale che portava a scegliere una macchina anzichè un’altra ci fosse la considerazione che quella avesse l’mp3, un aggeggio da 10 euro.

      Purtroppo penso di si. Penso che in qualche modo incidesse. E questo la dice lunga su come le nostre menti siano condizionate dalla logica dell’inutile, del superfluo, dello specchietto per le allodole.

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