La corda prima o poi si spezza…


Sono andato alla manifestazione di Roma. All’una circa ero nella zona della stazione, vicino a piazza esedra. C’era un sacco di gente.

La mia idea era di farmi un giro, guardare che gente c’era, sentire cosa si diceva. Insomma respirare un po’ l’aria che tira. Non pensavo accadesse niente. Volevo andare con mia figlia, che poi era raffreddata e ha preferito stare a casa.

Giù per via nazionale, a cercare una pizzeria a taglio per mangiarci qualcosa. C’era polizia ma sembravano rilassati e tranquilli. Il sole caldo dell’ottobre romano aiutava molto in questo senso.

Compriamo qualcosa e poi camminiamo per via Milano, ritroviamo il corteo a via Cavour. Attraversiamo per raggiungerlo un paio di blocchi della celere, ma anche lì sono tranquilli.

Ci fermiamo a santa maria maggiore e guardiamo sfilare il corteo. Stiamo più di un’ora. C’è tantissima gente.Tanta che molti passano per le vie adiacenti, da quanto via cavour è piena.

Sono le 14 a S.M.Maggiore. Il corteo sfila da un'ora e c'è tantissima gente dietro

Il corteo dovrebbe scendere per via cavour, girare a sinistra su via dei fori imperiali, al colosseo, e quindi risalire per arrivare a via labicana e sbucare in piazza san giovanni.

Quando ci stanchiamo di veder sfilare il corteo, appunto dopo un’ora, tagliamo verso via merulana dove attraversiamo ancora le file della celere – e già lì sembravano un pelo più nervosi – tagliamo il corteo e per via della scala santa arriviamo in piazza san giovanni.

Ci troviamo una panchina al sole mentre arriva la testa del corteo. Manca poco alle  15,30. Per un’ora la piazza continua a riempirsi. Poi arriva voce di scontri da qualche parte, di macchine incendiate. Sembra impossibile. La piazza è quasi piena e sentiamo che la coda de corteo ancora non parte da piazza esedra.

E’ veramente tanta, tanta, tanta gente. C’è di tutto.

Alle 14,30 in via Labicana è tutto tranquillo, la testa del corteo è quasi in piazza

Quando a san giovanni la vogliono sparare grossa parlano sempre di un milione di persone. Ma un milione di persone se conti i metri quadri della piazza, non ci stanno. Al massimo, se è piena piena, possono essere 100.000.

Io piazza san giovanni piena l’ho vista…e stavolta era quasi piena, ma ancora mancava più del doppio della gente. Non lo so. Ma penso che 2/300.000 persone alla manifestazione ci fossero.


Alle 15.05 la piazza è quasi piena, ma c'è gente che cinque km prima deve ancora partire da piazza Esedra

Purtroppo sarà impossibile contarle.

Cosa è accaduto? Non lo so.

Ad un certo punto ho visto i blindati caricare direttamente la gente che affollava la piazza. Venivano da dove veniva il corteo, quindi è chiaro che il corteo si era spezzato. Infatti sento un’amica che è ancora al colosseo.

In tanti anni non ho mai visto, né mai ho avuto notizia, di una carica direttamente dentro piazza san giovanni.

Io sono proprio sotto la chiesa, e lì è un cul de sac. Non mi va di restarci, non sono venuto lì per scontrarmi con la polizia, e nemmeno di farmi chiudere a respirare lacrimogeni. Quindi attendo fra un carosello di blindati con idranti e l’altro e mi sfilo dalla piazza. Me ne vado verso la macchina, che ho lasciato lontano.

………..

Non lo so. Da un lato penso che anche 300-500.000 persone non avrebbero cambiato proprio niente. Anche Draghi da la sua solidarietà ai giovani e dice che li capisce.  Fra un po’ anche Berlusconi lo dice. Tutti loro ad allisciare… basta che continui a stare buono. Te lo mettono nel culo e ti dicono eh lo so che fa male…

Ma la gente è incazzata. La gente si è rotta il cazzo.

Non c’è nessun blac bloc. Sono ragazzi che si sono rotti i coglioni. E se vi sfasciano tutto, li capisco.

State attenti, perchè la corda la state tirando troppo e da troppo tempo…

E mi fanno ridere, ma di una risata amara. Di quelle che piegano la bocca in una smorfia schifata e finiscono con un bel vaffanculo.

Mi fanno ridere, e mi fanno anche un po’ pena, perché sono patetici grilli parlanti, buoni solo per aprire bocca e dare fiato:

Una volta mi facevano rabbia, oggi so che la maggior parte della gente è così, ed è esattamente per questo che la gente, e gli italiani in particolare, si fanno fare di tutto da chi ha un po’ di potere, tanto che poi se li guardi con gli occhi della storia ti chiedi come sia stato possibile che un potere da operetta, ridicolo e infingardo, abbia potuto soggiogare interi popoli per anni, e condurli in drammi inenarrabili. E quindi alla rabbia che mi faceva venire voglia di scuoterli, e di urlargli … SVEGLIA… si aggiunge la frustrazione e la consapevolezza che è così e non ci si può fare niente.

Sto parlando di tutti quelli che hanno passato gli ultimi mesi a inveire contro berlusconi, miniseri e ministri, banche e affini, proferendo le minacce più truculente venissero loro alla mente, coltivando odio e rabbia, aizzando se stessi e gli altri, e oggi che qualcuno ha tirato qualche sasso fanno gli schifati, si indignano, si dissociano, si distaccano, si distinguono, protestano si associano al coro di quelli che sono esattamente l’ALTRA PARTE, e dicono le stesse cose:

i blac bloc, i teppisti, i delinquenti, la feccia (come dice alemanno)…

Vi darò una notizia, cari signori pseudo alternativi e pseudo indignati.

I blac bloc NON ESISTONO.

I teppisti, i delinquenti, la feccia, sono solo ragazzi con meno di ventanni,  con la splendida rabbia e incoscienza che si può avere solo a ventanni, quando si ha tutto da perdere eppure sembra che non si possa perdere nulla.

So bene anche io che ieri forse era meglio che non accadesse nulla. Che forse era meglio contarsi, far sapere che si è tanti. Farlo sapere agli indecisi e agli incerti, che qualcosa oltre alla partitostercocrazia si sta muovendo ed esiste. Ma non puoi fare la polenta senza sporcare la pentola.

Non puoi dire che sei incazzato, e ne hai tutte le ragioni, e non pensare che qualcuno più incazzato o forse solo più incosciente di te passi dalle parole ai fatti.

Ieri ero in piazza, e ho ben visto che la stragrande maggioranza della gente era lì convinta che non sarebbe accaduto niente. Era una festa, e lo diventava sempre di più mentre scoprivi che si era veramente tanti. Ma in tutti, sono certo, c’era una domanda, amara, che aleggiava.

Quando saremo arrivati a piazza san giovanni, e scopriremo di essere tanti, tantissimi. Quando stasera ce ne andremo a casa, quando ascolteremo i telegiornali e ci vedremo ridimensionati, quando ascolteremo le parole dei politici che diranno le loro cazzate, quando scopriremo, per l’ennesima volta, che nulla è cambiato, che non gliene frega un cazzo se eravamo centomila o cinquecentomila, quando ci avranno ridotto come minimo a puro folklore… quando, in sostanza, come sempre, una volta di più, avremo la certezza di non contare nulla, e di non far paura a nessuno…

Beh qualche pazzo, di quindici anni, o diciotto, ha deciso di far sentire la sua voce amplificata dal rimbombo dei sampietrini. Ha deciso di vedere come bruciano le macchine dei ricchi. Ha deciso che si era stufato di non contare niente, mai niente, nessun giorno della settimana, su trecentosessantacinque giorni l’anno. Di non essere niente. Ha deciso di essere uno che spacca. Che fa paura ai potenti. Che li fa preoccupare.

Io li ho visti, passare mentre ero seduto a piazza santa maria maggiore. Un gruppo di ragazzini coi caschi.  L’ho detto a m. seduta vicino a me. Li hai visti?

Erano ragazzini e avevano le facce incazzate.

E io lo so che a quell’età pensi di avere il mondo in mano e pensi di poter fare le rivoluzioni. Non è quasi mai vero. Ma lo sai solo dopo. In quel momento sei solo confusamente incazzato. E sei disposto a tutto.

Certo. Non hanno intelligenza politica. Non hanno saggezza ed esperienza. Si buttano avanti senza pensare. Sono pazzi. Credono di sapere tutto e non sanno niente.  Ma ecco. Quei ragazzini sono la cattiva coscienza di quelli che sono indignati ma non hanno la forza di fare niente altro, perchè comunque hanno qualcosa da perdere. Quelli che non restano nelle piazze anche la notte. Quelli che non si accampano. Quelli che non si sdraiano in mezzo alla strada per bloccare il traffico e farsi portare via di peso dalla polizia. Quelli che stanno facendo la fine della rana bollita, giorno dopo giorno. Da anni.

Non stiamo facendo niente. Mentre ci stanno rubando la vita. Non sto parlando di fare improbabili rivoluzioni. Sto parlando di fare scelte radicali, di essere conseguenti, di mettere in atto metodi di protesta civile, anche individuale oltre che collettiva. E invece sono quattro gatti quelli che provano a far qualcosa,  perché anche gli indignati nostrani tengono famiglia, e la partita o l’uscitina la sera con gli amici.  E quando sono operai che hanno perso il posto di lavoro e fanno casino, o sono quelli della valsusa che si vedono occupato militarmente il loro territorio… allora si prendono le bastonate e se provano, semplicemente provano, a difendersi… allora diventano teppisti, blac bloc, delinquenti.

Allora, cari signori, non fate a gara oggi a dire che non avete niente a che fare con  questi ragazzi. Perché sono quello che voi dovreste essere, se aveste le palle. Le palle con in più la vostra intelligenza, la vostra esperienza adulta. Il vostro saper mediare ma anche trovare modo di incidere.

Non per fare quindi quello che fanno loro. Magari fare cose più da adulti, più incisive, più intelligenti, anche non violente, perché sul piano della violenza di questo tipo siamo necessariamente sempre perdenti, ma altrettanto radicali e dure.

Ma non dal comodo rifugio dei vostri desktop e/o portatili, commentando qui e là sui vari siti web che frequentate. Sporcatevi le mani.

Andate in piazza con quelli della valsusa e scoprite che significa provare ad opporsi sul serio.  Invece di elucubrare teorie politiche profonde e cervellotiche quanto inani e del tutto simili in termini di onanismo mentale a quelle che da 30 anni hanno portato la sinistra italiana a non esistere più.

E invece oggi fate a gara a fare gli schifati, con le stesse parole degli alemanno, dei cicchitto, degli alfano e dei maroni.

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9 thoughts on “La corda prima o poi si spezza…

  1. Avendone io bruciate a suo tempo ben più di quattro, parlo delle macchine dei ricchi, non posso che trovarmi d’accordo.
    Però penso anche altro. Che la non violenza infine sia impossibile. E il mio rammarico è che siano stati quei mille soltanto a fare casino, con una loro “fuga in avanti” che presta il fianco all’opportunismo politico o al perbenismo piccoloborghese, mentre se fossero stati tutti e trecentomila i manifestanti ad assaltare i palazzi del potere…

  2. Penso che una cosa del genere sia impossibile, così dal nulla. La gente non si improvvisa guerrigliera dall’oggi al domani. Bisogna che una ben dura realtà ce li abbia costretti, perché ognuno decida di rischiare la propria incolumità, la propria sicurezza, o anche la propria vita.
    Quegli scontri sabato non avrebbero dovuto esserci, sarebbe stato molto meglio che non ci fossero stati.
    Era importante contarsi.

    Oltre quelli che erano in piazza, ed erano tanti, c’erano tanti occhi di italiani che guardavano verso quella piazza, tentati di esserci anche loro, per una volta nella vita magari.

    Ho sempre sentito sparate del tipo “a piazza san giovanni un milione di persone. un milione e mezzo di persone” che è una stratosferica cazzata. Piazza san giovanni sono circa 15.000 metri quadrati. (basta divertirsi un po’ con google maps) con la parte adiacente alla chiesa sono altri 20/25.000. Quanta gente può stare in un metro quadro? Stretti accalcati 4 direi, nelle zone più tranquille 1. Facciamo una media di 2 persone al metro quadro.
    Significa che quando è piena, la piazza, può contenere circa 80.000 persone.

    Sabato, ho le foto, alle 15.10 la piazza era piena per metà, ma ero al telefono con amici che ancora erano al punto di partenza della manifestazione, e 5 lm di strada del corteo erano pieni e la gente riempiva sciamando – famiglie intere con passeggini, ragazzi in bicicletta – le strade adiacenti.

    Io penso, realisticamente, che nel corteo e intorno ad esso girassero circa 150-200.000 persone. Vere. Non cifre gonfiate che magari sarebbero arrivate a cifre iperboliche. Ma di manifestazioni ne ho viste tante. E questa era grossa.

    Beh penso che quella piazza gremita avrebbe fatto paura. Era da farla vedere in tutto il mondo. Ma in italia soprattutto.

    E vedere i blindati con gli idranti caricare la piazza, dove c’erano famiglie con i ragazzini, i passeggini, vicino a me c’era un gruppo di suore, tanto per dire… è stato brutto. Per me che sono di roma piazza san giovanni è un luogo storico della protesta, è un luogo della gente di sinistra.
    L’ho vista profanata. Ho visto un segno dei tempi.

    E con tutto ciò, pur pensando che sia stata una cazzata, capisco quei ragazzi incazzati. Non mi voglio distinguere dalla loro rabbia. Perché di violenza ogni giorno ne subiscono e ne subiamo tutti. Ogni volta che apriamo un giornale o leggiamo una notizia delle porcate (e non mi riferisco a quelle sul letto) che fanno i maiali al potere.

  3. ecco appunto, a tirare troppo si sfascia ogni cosa e noi, per generazione, di roba che si sfascaiva ne abbiamo vista! ( e se ci pensi non era peggio di così ) mi sembra che sia arrivato di nuovo il tempo di alzare la voce

  4. Pingback: La corda prima o poi si spezza… « Buzz&m

  5. Caspita….

    Guardavo proprio ora per esempio – l’home page del fatto Q. – tutto è incentrato, ….la rete si muove per smascherare i violenti…..la rete identifica il B.B…….. video postati su youtube….. ecc ecc…

    Sembra che siano loro i nemici nr 1. Per carità, chi era presente “pacificamente” avrà ragione ad incavolarsi un poco, se per colpa loro si è pigliato lacrimogeni o mazzate, che poi anche sul comportamento di della polizia si potrebbe ampiamente discutere, o su come – chi comanda – ha deciso di gestire la cosa è perchè…..cosa voleva ottenere.

    Però…. si parla solo di questo, mentre dei NEMICI dalle camicie intonse, non se ne parla più; delle ragioni della manifestazione, e del perchè la gente è incazzata.

    Io da non presente, dovrei starmene zitto, perchè ero a farmi i fatti miei, al supermercato, al cinema, in falesia o in montagna…… e molti di quelli che oggi sento “indignati” per ciò, dovrebbero starsene zitti …… siamo tutti allenatori da poltrona…. capaci di giudicare solo dopo il telegiornale.

    Personalmente, questi incazzati, non è che li giustifico appieno, perchè sfasciare gratuaitamente non porta da nessuna parte, ma personalmente sarei il primo che vorrebbe prendere la cricca e tirargli una manica di calci nel sedere e lo continuerò a dire, perchè devranno avere una punizione esemplare prima o poi (ovviamente se fosse per me).

    Però, quello che vedo oggi e che chi comanda stia ottenendo ciò che vuole, scarsa visibilità alle ragioni della manifestazione, spostare l’obbiettivo su nuovi cattivi, scarsa visibilità alla grandezza della manifestazione anche all’ esetero, perchè erano tanti, forse più che in altri posti, oltrettutto non hanno permesso alla massa di radunarsi in un sito per far vedere che c’erano, e ……tutto questo mix, scoraggerà ed impauirirà la gente per prossime manifestazioni.

    ce l’hanno ancora, forse, messo in quel posto.

    • Non lo so. Ma la questione è molto semplice: non esiste alcuna possibilità di centralizzazione. Quindi è inutile stare a disquisire su quello che sarebbe stato meglio fosse avvenuto.
      Fosse per me ci sarebbe da andare in milioni di persone in piazza e bloccare tutte le città, seduti per terra, in silenzio.
      Ma le cose non vanno mai, per nessuno, o quasi, come si vorrebbe che vadano. Ammesso che si abbia poi l’intelligenza politica e la conoscenza profonda della realtà per immaginari scenari realistici.

      Io non credo che esista qualcuno che riesca a mobilitare le centinaia di persone che c’erano sabato a fare scontri. Però in un clima del genere è facilissimo per qualcuno fa muovere 4-5 persone che compiono un atto specifico in grado di far alzare la tensione.

      Sabato ero seduto su una panchina in piazza a san giovanni. Istintivamente mi sono guardato attorno, se c’erano contenitori tipo cestini di rifiuti, scatole abbandonate o cose del genere. Per un attimo ho pensato che in altri tempi qualcuno avrebbe potuto metterci una bomba. Perchè fa comodo che si alzi la tensione.

      A chi? a chi ha potere. Chi può muovere le fila con più facilità, in situazione torbide che in acque tranquille.
      Come sempre.

      E quando ho visto i blindati fare caroselli in piazza ho pensato: oggi non hanno necessità di bombe, possono agire scopertamente, usando le stesse forze di polizia.

      Ma questo contrasta con l’impressione che avevo avuto attraversando le fila dei poliziotti, parlando con loro (chiedendo dove passare e altre cose, non di politica). Li avevo visti tranquilli, rilassati.

      Quindi ho ricevuto segnali contrastanti, dalla situazione. Segnali ambigui.
      Da una parte mi aspettavo il casino perché a qualcuno fa comodo. Dall’altra non sembrava ce ne fosse sentore. E invece c’è stato. Ma quelli che ho visto sono ragazzi. Non prezzolati teppisti.

      Ma forse c’è anche qualche struttura un po’ più organizzata in mezzo. Niente di che. Non voglio dire che dietro ci sia chissà cosa. Però ora la situazione è peggiorata.
      La polizia è scazzata. Gli tagliano i mezzi, sono costretti a fare colletta per la benzina delle autopattuglie. Sono a un passo dal comprendere le ragioni di chi protesta. Ed esacerbare gli animi certo fa comodo a chi vuole una polizia in cui l’incazzatura per insulti presi e colleghi malmenati sostituisce uno spirito di patria e di corpo che i politici sono i prima ad insozzare.

      Non lo so… avrei preferito che non fosse accaduto niente, anche se ora che è accaduto non posso dire che questi siano calati dall’alto, come marziani. E’ la realtà quotidiana, che produce incazzatura e l’incazzatura prima o poi produce violenza.

  6. Pingback: Caccia al Back Bloc « Tracce Bianche

  7. Vediamo chi sn questi assaltatori, se figli di operai o di povera gente, se figli di papà annoiati ( come lo furono molti 68ini ) o semplicemente dementi assetati di violenza o ancora peggio di delinquentelli pagati da qualcuno…( ma quest’ultima è un’ipotesi remota…).
    I primi un pò li giustifico, ma avrebbero dovuto prendersela cn i luoghi di potere e nn cn le auto della povera gente.
    Aggiungo che se si comportano così è perchè in Italia le forze di polizia glielo permettono,
    perchè se ne fanno fuori uno subito gli intitolano una piazza…
    Cmq se sn genuini questi black-blocks, allora sn dei coraggiosi-incoscienti, perchè nn si rendono conto del pericolo ke corrono ad affrontare lo stato, l’unico vero….

    • Tutto può essere. Non è che siano più molto chiare, come lo erano un tempo, le classi sociali. Certo è che la politica, quella vera, quella che dovrebbe dare l’esempio e dare anche speranza, quella… non esiste più. E dove non c’è speranza, può esserci il suo contrario, la disperazione. Ammettiamo che siano ragazzi, pieni di idee per cambiare il mondo come si hanno a ventanni, che si vedono chiusa davanti ogni strada, da una politica che sembra il teatro dei burattini, da istituzioni che vengono messe in ridicolo ogni giorno da chi dovrebbe rappresentarle, da ministri indagati per mafia, da senatori pluricondannati in appello sempre per mafia, da un presidente del consiglio che…
      da una sanità che ti salvi se sei fortunato o raccomandato,
      da una scuola che è un enorme parcheggio, prima della disoccupazione e del precariato…
      aggiungici sopra un mondo di adulti rincoglioniti dalla televisione, incapace di essere modello per nessuno, ché, anzi… questa società e questa politica è loro espressione.

      Ma a te non viene una rabbia sorda, una rabbia che spaccheresti tutto?
      Non lo fai perché sei adulto, perchè sai che non serve a niente, ti tieni la tua frustrazione o te ne fai una ragione, ti chiudi nel tuo mondo, nelle cose belle che hai attorno. Nella famiglia, nelle passioni. Ma a ventanni questo non ti riesce. A ventanni questo ti sembra una resa.

      Ed è giusto che sia così.

      Si, sono incoscienti. Autodistruttivi prima ancora che distruttivi. Possono essere oggettivamente strumentalizzati, usati. Ecco che i demagoghi, per far bella figura cavalcando l’onda di indignazione, propongono leggi speciali che non servono a niente (e che non faranno, perché è pessima cosa fare leggi sotto l’onda di emozione popolare e in italia per fortuna ancora qualcuno che ha la testa sulle spalle c’è, anche se pochi). Ecco che prendono la palla al balzo e vietano i cortei a Roma.

      Ma il problema è che non appena si cerca di far qualcosa che dia veramente fastidio, che non sia la pagliacciata in piazza, ecco che mandano la polizia e a quel punto devi sparire. E se non sparisci ti prendi le bastonate. E se ti metti una mascherina per non respirare lacrimogeni ti mettono in galera. In tutti le democrazie del mondo è ammissibile la disobbedienza civile. Qui si prendono subito manganellate e cariche. Se poi la seconda volta invece di prenderle e basta cerchi anche di difenderti diventi immediatamente un teppista, un black bloc, un delinquente… anche se in mezzo ci sono adulti, donne, ragazzi (vedi valsusa).

      Il confine fra la giusta e ferma protesta pacifica e quella violenta non sei tu a farlo. Sono loro.

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