“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono.” malcom x


Condivido pienamente il tono e i contenuti di questo articolo, come del resto ho scritto nei miei precedenti post, per cui lo riporto totalmente. Dal blog  “Pensare liberi

Roma 15 Ottobre – Il giorno della speculazione schizofrenica

16 ottobre 2011

Roma, 15 ott. – ‘Indignati’ in piazza in tutto il mondo, per la giornata internazionale della rabbia. Sono infatti 951 le città di 82 nazioni in cui i movimenti localli hanno risposto all’appello di United for Global Change rivolto “alle popolazioni del mondo affinché si sollevino il 15 ottobre” contro le misure economiche varate dai governi nazionali per fronteggiare la crisi economica e contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia. Tutti “uniti per un cambiamento globale”, come recita il titolo del sito internet del movimento internazionale.

Le premesse

Indignati: 90 arresti a New York

(ANSA) – NEW YORK, 16 OTTOBRE – Gli indignati a stelle e strisce hanno conquistato Times Square. Erano almeno 10.000, secondo gli organizzatori, le persone stipate nella piazza simbolo di New York per manifestare contro Wall Street. A monitorare la situazione per impedire lo scoppio di violenze c’era un cordone di agenti in assetto anti-sommossa e poliziotti a cavallo. Il bilancio parla di una novantina di persone arrestate e due poliziotti finiti in ospedale con ferite di lieve entità dopo la carica di alcuni manifestanti.

Da IL TEMPO.it “Gli indignados all’estero sono pacifici

Chi si aspettava una manifestazione totalmente pacifica possiamo dire che non l’ha avuta e forse non l’avrebbe potuta avere per mancanza di presupposti che analizzeremo insieme a voi lettori. I fatti dimostrano che c’è la voglia di ricominciare e anche fin troppa voglia! Ed è proprio su questa autentica voglia che il sistema ha lavorato.

Al netto degli atti di violenza contro privati (persone, auto e negozi…) sembrerebbe che la rabbia e l’indignazione si sia fatta sentire. Possiamo fare della retorica sulla pace e sulla non violenza, espressione massima dell’evoluzione umana, ma sottovaluteremmo i crimini che questo sistema compie da decenni contro il popolo ad un ritmo e ad una intensità crescenti, insostenibili e pericolosamente sottovalutati da politica, istituzioni e cittadini stessi.

Sono milioni gli italiani che da dentro le loro case vorrebbero “spaccare tutto” dalla rabbia che hanno, ma la schizofrenia delle nostre opinioni, diverse a seconda del contesto, creano quel miscuglio nel quale sguazzano i media e i poteri forti. Siamo dei “Gandhi” sul lavoro e a scuola, contemporaneamente siamo dei “Mazzini” in rete e allo stesso tempo dei “Robespierre”, pronti a tutto, tra le mura di casa. Non è facile scrivere sull’accaduto, soprattutto perchè non è facile decidere a quale delle tre personalità rivolgersi. L’importante è attenersi ai fatti e non è cosa scontata.

E’ chiaro, per chi lo vuol vedere, che a Roma, come in altre città del mondo, in piazza si sono ritrovate tre categorie di manifestanti: quelli legittimamente pacifici, quelli legittimamente incazzati neri e purtroppo molti infiltrati, alcuni dei quali appartenenti ai servizi segreti e alla polizia come da protocollo ed altri ancora indiscutibilmente violenti. A questi si sono uniti gli uomini delle forze dell’ordine in versione antisommossa, tanto cari ai nostri amici concittadini NO TAV (protagonisti anche ieri a Roma e a quali vanno i nostri particolari saluti… Semplicemente fantastici!)

Strumentalizzazioni? Complotti contro i popoli? Era tutto calcolato e premeditato oltre che strumentalizzato? La storia ci insegna che da questo punto di vista il mondo non è mai stato diverso da così e sicuramente dietro questi eventi c’è la mano invisibile del sistema, ma la rabbia, l’indignazione e la voglia di cambiare si sono rivelate autentiche! 

“Brutti” ricordi dagli anni ’60, ma il sistema non teme perchè è proprio da quell’esperienza che ha imparato come fare a non cadere più sotto il “ricatto” della volontà popolare.

Caliamoci nel dettaglio

Abbiamo voluto tanto gli italiani in piazza; dall’estero sono mesi che ci gridano “dai, forza italiani, scendete in piazza, muovetevi anche voi!”. Bene gli italiani sono scesi nelle piazze con la loro tripla personalità appresso. Ma sia ben chiaro che la schizofrenia di cui parliamo non è di esclusiva italiana, ma tutta occidentale, è come dire globalizzata e rappresenta il minimo comun denominatore delle civiltà occidentali, nonchè il primo sintomo di quella che è indiscutibilmente frutto di una manipolazione di massa, di un unico upgrade. C’è ancora una parte libera dentro di noi, ma abbiamo il terrore di tirarla fuori e su questo terrore giocano i poteri forti. Ti hanno rovinato la vita? Vivi in una macchina? Tuo figlio si è suicidato? Qualcuno è morto o invalido a causa delle vaccinazioni? Sei vittima della camorra collusa con lo Stato? La giustizia è dalla parte delle mafie ma nessuno ne parla e ti fanno passare per psicolabile? Hai subito un TSO per aver espresso le tue idee? Hai scoperto che tua figlia si prostituisce all’università? Tuo marito imprenditore si è tolto la vita a causa delle persecuzioni di Stato da parte di Equitalia? Ti hanno pignorato la casa a seguito di mutui a tassi di usura? Una persona su tre si ammala di tumore e in alcune regioni del sud come la Basilicata si arriva a una persona su due? Ti pisciano in testa e ti dicono che piove?

Ora che fai, ti incazzi e bruci un cassonetto? ERESIA!!!

Non stiamo parlando delle auto date a fuoco, nè della violenza su persone, nè di altro fumo negli occhi, ma della rabbia di moltissimi manifestanti subito etichettati e buttati nell’apposito buco nero creato dal sistema. Quel buco nero chiamato “black bloc” formato da una parte di forze dell’ordine, dalla digos e da esperti nel settore; un buco nero che è li apposta, un cestino sul desktop, sapientemente già mezzo pieno, nel quale buttare i manifestanti incazzati e più facinorosi (con l’aggiunta di qualche esaltato che non manca mai) in modo che la rabbia di tutto il popolo venga etichettata BLACK BLOC. E i media sono già ben istruiti e imbambolati su dove puntare l’attenzione e su cosa basare il famigerato “taglio giornalistico”, lo zoom della notizia.

E’ interessante e a tratti divertente leggere tutte le teorie complottistiche, strategiche, psicosociologiche che oggi si leggono in rete e su molti giornali. La verità è che sta entrando piano piano nella nostra mente il concetto secondo il quale qualsiasi cosa facciano a te e alla tua vita, qualsiasi,  tu devi manifestare pacificamente e gioiosamente… il resto non sta bene, non si fa…

Il perchè di tutto questo è facile da immaginare. Il sistema negli anni ’60 e ’70 ha subito un duro colpo durante le famose lotte di classe. Manifestazioni non necessariamente violente, ma sicuramente molto movimentate, hanno portato il popolo ad ottenere innumerevoli privilegi: operai, medici e ingegneri con stipendi in alcuni casi equiparabili, operai contrattualmente e socialmente protetti, posti di privilegio e di potere completamente occupati da rivoluzionari dell’epoca (assurdo che oggi ci tocchi manifestare proprio contro di loro!), sempre semplici operai che con quindici anni di mutuo acquistavano due case, macchine, villeggiature, viaggi all’estero, cultura, benessere, tecnologia per tutti, computer dentro le case, scuola d’eccellenza per tutti e libri gratis, sanità e medicinali distribuiti gratuitamente a pioggia su richiesta del popolo sovrano e tutto questo dagli anni ’60 sino alla fine degli anni ’80!

Quelle manifestazioni congruamente aggressive (non violente) sono costate al sistema oltre un ventennio di benessere e privilegi per il popolo!

Oggi il messaggio che sta passando è che a fronte di ingiustizie enormemente più gravi e crudeli nei confronti di tutto il popolo, di uomini, donne, vecchi e bambini rispetto a quanto subito dai nostri “antenati”, bisogna manifestare non solo pacificamente, ma addirittura gioiosamente. Come se bastasse scendere in piazza a milioni con striscioni, suonare i tamburi e fare dei concerti per convincere dal giorno dopo i potenti di lobbies e caste a dire “La crisi la dobbiamo pagare noi. Da adesso solo privilegi per il popolo, mutuo sociale, reddito minimo e sovranità monetaria”.

Se non ci siamo riusciti il 15 ottobre a Roma è sicuramente perchè la manifestazione non è stata sufficientemente pacifica, calma e gioiosa! Viene da ridere e da piangere. Manca completamente il senso della realtà! E il bello è che, da quanto si legge in rete, questo sistema funziona a meraviglia e sembra oramai infallibile!

Sempre a proposito del mancato senso della realtà è immancabile il “tormentone Islanda”. Un’isola composta da un numero di abitanti pari alla metà della popolazione di Genova, dove si conoscono tutti per nome e cognome, dove basta un gruppo su Facebook di appena 100.000 persone per raccogliere il 100% della popolazione adulta e votante; L’Islanda che per molti versi è sempre stata fuori dai giochi dell’Europa e degli USA e il cui unico grande problema era rappresentato da un debito nei confronti di banche (istituti bancari, non la BCE) rispettivamente Inglesi e Olandesi. Il micro-sistema Islanda non ha nulla a che vedere con il malefico titano che tiene noi occidentali in ostaggio. Eppure qualcuno riesce a sommare pere con mele e a vederne il risultato. Come se nel ’68 le popolazioni occidentali avessero preteso “di fare” come sulle isole Galápagos. Siamo a “Elio e le storie tese”.

Schizofrenie

Carlo Giuliani era un black bloc? Certo che no. Era un violento? Durante il G8 a Genova lo è stato. Meritava di essere ucciso? Certo che no!! Aveva ragione ad essere incazzato nero? Ma certo che si!! Ma la rabbia in queste circostanze viene abilmente usata contro di noi da parte di TV, giornali, istituzioni e poteri forti. Tutto calcolato. Se scateni la tua rabbia tutto il popolo viene etichettato e punito. NON SI FA! NO! CACCA! E l’opinione pubblica si riprogramma istantaneamente. Anche coloro che per mesi hanno predicato l’inutilità del pacifismo nei confronti di questo sistema oltre a dire che non è questo il tempo della pace e che il sistema è in guerra contro di noi e ci sta ammazzando in molti modi. Anche quelli che “qui ci vuole una grande rivoluzione, buttare giù il parlamento, fare irruzione…” ora sono stati ridotti al silenzio. Giusto o sbagliato che fosse questo era il loro pensiero e da sempre l’espressione libera di pensieri come questi hanno rappresentato l’origine nonchè lo svolgimento di tutte le più grandi rivoluzioni con i loro rispettivi rivoluzionari, tutt’ora idolatrati, ma schizofrenicamente.

  • “Finché la violenza di stato si chiamerà giustizia, la giustizia del popolo si chiamerà violenza.” Giuseppe Mazzini
  • “Quando il potere nega la libertà per riavere la libertà devi conquistare il potere.” Nelson Mandela
  • “Il guerrigliero è un riformatore sociale, il quale impugna le armi per rispondere all’irata protesta del popolo contro l’oppressore e lotta per cambiare il regime sociale colpevole di tenere i suoi fratelli inermi nell’ombra e nella miseria.” Ernesto Che Guevara

In medio oriente sono mesi che gli indignados mettono a ferro e fuoco intere città, venendo indicati come l’esempio da seguire, come il sogno da realizzare “COSA ASPETTIAMO A FARE ANCHE NOI COME LORO?!”. Gli scontri di Londra sono stati paragonati a vere e proprie guerriglie urbane. A wall street ci sono stati giorni di tensione peggiori rispetto a quello romano di eri. In Grecia immagini come quelle di ieri nella nostra capitale sono quasi all’ordine del giorno.

La differenza non è tra gli italiani e gli altri popoli, la differenza è tra l’Italia e gli altri paesi. Come disse Montanelli: “gli italiani sono una cosa e avranno un grande futuro, mentre l’Italia NO”. La differenza tra gli altri paesi e noi sta nel sistema, soprattutto nella stampa e nella TV di oggi che molti di noi si ostinano o si accomodano ancora a guardare e leggere.

I “giornali” di regime oggi recitano: “Gli indignados all’estero sono pacifici”… Prego?! Ovviamente avranno il seguito delle vittime mediatiche trasformate in pecoroni, i loro lettori, che sono tantissimi, altrimenti queste testate non esisterebbero.

Sulla giornata di eri si sentono quasi solo inesattezze e come al solito, come sempre, è l’esterofilia che domina… Qualsiasi cosa si faccia gli altri sono sempre migliori e noi abbiamo sempre da imparare da tutti…

<<Gli indignados all’estero sono pacifici.

Il grido di protesta ha contagiato il mondo. Da Londra a Tokyo, da Parigi a Berlino passando per Bruxelles e Sydney gli «indignados» hanno chiamato a raccolta studenti, precari, disoccupati, pensionati. Tutti «uniti per un cambiamento globale» come recita il titolo del sito internet internazionale del movimento di protesta partito da Madrid esattamente sei mesi fa. E così lo sfogo contro lo strapotere della finanza e la disoccupazione dilagante si è allargato a macchia d’olio e, proprio quando in Francia si riunivano i ministri delle Finanze del G20, migliaia di persone in olte 80 Paesi sono scese in piazza per manifestate pacificamente (solo a Roma la marcia è sfociata nella guerriglia urbana). Ecco quello che è accaduto nel mondo:

LONDRA Centinaia di «indignados», tra cui il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, si sono riuniti nel cuore della City non lontano dalla London Stock Exchange. Assange, scortato da alcune guardie del corpo e accolto da urla di giubilo, ha arringato la folla: «Una delle ragioni per cui sosteniamo quanto sta accadendo è perché il sistema della banche a Londra è il collettore del denaro sporco». Qualche momento di tensione quando alcuni manifestanti hanno tentato di entrare a Paternoster Square, la sede della borsa londinese. Sono stati fronteggiati da polizia a cavallo.
BERLINO 10mila persone hanno marciato mostrando cartelli contro il capitalismo. Alcuni si sono scontrati con la polizia dopo aver provato ad arrivare al Parlamento.
FRANCOFORTE Circa 8mila persone hanno assediato la sede della Banca Centrale Europea, l’Eurotower: giovani, pensionati e famiglie con bambini, issavano cartelli che incitano a «Rompere con la dittatura del capitalimo» e a «Non svendere la democrazia alla Bce».
BRUXELLES Anche le istituzioni europee si sono ritrovate nel mirino delle proteste. In migliaia hanno sfilato toccando la piazza della Borsa, la Commissione, il Consiglio europeo e il Parlamento Ue. Sugli striscioni gli slogan, «per un Europa solidale» e ammonire che «il denaro uccide»; ma la marcia si è svolta in un’atmosfera gioiosa e senza alcun incidente.
ZURIGO Gli indignados scendono in piazza anche in Svizzera sotto lo slogan «Salvate la gente non le banche». Un centinaio di persone si sono riunite oggi nella Paradeplatz di Zurigo con lo slogan «Salvate la gente non le banche!».
PARIGI Centinaia di manifestanti si sono radunati nella capitale francese al grido «Siamo indignati, indignati, indignati, Parigi ribellati!». I dimostranti si sono radunati in diversi punti della città prima di convergere in centro per un’assemblea popolare.
NEW YORK «Le banche sono salve, noi no». Il popolo anti-Wall Street ha marciato compatto davanti alle sedi di Chase Bank vicine a Liberty Plaza per urlare la propria rabbia verso gli squali della finanza e il buco nero che ha inghiottito i loro risparmi. Sono oltre mille, portano striscioni, megafoni e tamburi e urlano «Vergogna», e ancora «Bloomberg dove sei? Vieni a marciare con noi».
AUSTRALIA A Sydney circa duemila persone, compresi rappresentanti degli aborigeni, partiti comunisti e organizzazioni sindacali, protestano fuori dalla banca centrale.
GIAPPONE A centinaia in marcia a Tokyo dove la rabbia dei manifestanti si era mescolata agli slogan anti-nucleare, in ricordo dell’incidente di Fukushima.
TAIWAN Circa un centinaio di persone si sono raccolte al grattacielo Taipei 101, sede della Borsa, cantando «Noi siamo il 99% di Taiwan».>>

LONDRA Centinaia di «indignados»… si sarebbe gridato “al flop” per l’Italia!
AUSTRALIA A Sydney circa duemila persone… si sarebbe gridato “al flop” per l’Italia!
GIAPPONE A centinaia in marcia a Tokyo… si sarebbe gridato “al flop” per l’Italia!
TAIWAN Circa un centinaio di persone… si sarebbe gridato “al flop” per l’Italia!
Noi come li leggiamo questi dati?

Sicuramente qualche bandiera rossa e qualche sindacato di troppo che non hanno certo rappresentato nè il male nè il bene della manifestazione, come qualche giornalista locale poco sveglio tanto da riferire che Roma è stata messa a ferro e fuoco tra detonazioni, fiamme, lacrimogeni, sangue, arresti e fumo a causa della protesta dei giovani contro la riforma scolastica (in questo video al minuto 3:15) … Stavolta non faremo nomi di TV e giornali, solo ci sentiamo di raccomandare, come sempre, di starne alla larga e di auto informarci.

INDIGNADOS: DRAGHI, SCONTRI A ROMA “UN GRAN PECCATO” … Ma non ci dica!

“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono.” Malcom X

Ricordiamoci che i concittadini che “stanno messi peggio” sono proprio quelli che credono di non essere manipolati. Nessuno di noi è immune dalla manipolazione di massa, neppure gli addetti ai lavori.

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