Ancora sulla manifestazione


Di Pietro vorrebbe introdurre il fermo preventivo.  Da cui si può ben intuire quali valori informino  l’italia che prefigura con la sua formazione politica.

Durante il fascismo in Italia il confino comune era sostanzialmente presentato come una misura di prevenzione, e non di punizione, per un reato.

Era più grave dell’ammonizione (la quale comportava solo l’obbligo di rendere conto, anche quotidianamente, della propria presenza alle autorità di pubblica sicurezza, ma non l’allontanamento dalla propria città), ma meno grave di una condanna al carcere, dato che permetteva al condannato di conservare, sia pure nei limiti di spazio prestabiliti, e con alcune limitazioni, la libertà personale.

Scopo dichiarato del confino era appunto prevenire l’esecuzione di reati da parte di persone ritenute “predisposte”, o “sospette”, ma che non avessero ancora compiuto veri e propri atti punibili attraverso il carcere vero e proprio.

Più praticamente, Di Pietro ritiene auspicabile che prima di manifestazioni e cortei, la polizia arresti per un 24-48 ore coloro che si suppone potrebbero compiere reati, tenendoli in camere di sicurezza.

Dal che mi congratulo con me stesso per non avermi mai sfiorato, nemmeno nei momenti di scoramento peggiore, l’idea di dare il mio voto a questo individuo.

D’altro canto, la vicinanza prima ancora che ideologica, oserei dire caratteriale, con la pseudosinistra fighetta, quella degli Iphone indignati, si esplica nella nobile corsa alla delazione , al rinnegare, all’estraniare, al gridare dagli all’infiltrato.

Certo la manifestazione non è andata come avrebbe voluto repubblica:  un bel corteo come tutti gli altri degli ultimi decenni, tipo sagra della porchetta in beata gioiosità.

E come avrebbero voluto molti degli indignati lettori di repubblica, che non si erano ancora nemmeno rimessi dai tragici giorni  del “grazie steve” e ora si ritrovano a battersi il petto per l’occasione sprecata, a sentirsi defraudati. Ma di cosa?
In quel corteo sabato in piazza c’era sicuramente tanta gente, il cui unico denominatore comune era ed è una diffusa stanchezza, più o meno consapevole, di questa classe politica abietta. Per il resto ci sono tali e tante differenze da farne una galassia caotica e ondivaga, che è stata capace di aggregarsi, ultimamente, solo sulla questione dei beni comuni, per i referendum, ovvero su un no, che è già tanto, ma nemmeno lontanamente su una pur vaga idea di società alternativa. Una galassia di diversità tali che anche l’indignazione molto incazzata e concreta di qualcuno ha pieno diritto di cittadinanza.
Non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello che questo rituale vuoto della sagra del manifestante non sta portando assolutamente a niente e che la cricca di delinquenti che ci governa – o che si oppone, in quel teatro dei burattini in cui hanno trasformato le istituzioni – se ne frega totalmente dei girotondi e le bandiere!

Magari bisognerebbe iniziare a pensare che se qualcuno è indignato, c’è anche gente che è incazzata. Molto incazzata. Perchè si sente defraudata da tutto.
E sono dei ruvidi ragazzacci che magari ritengono di non aver nulla da perdere, anche se poi da perdere abbiamo tutti qualcosa, magari la libertà, se non la vita, con la splendida e a volte tragica incoscienza dei ventanni.

E forse, anzi senza forse, sicuramente, spaccare vetrine alle agenzie interinali serve a niente, ma se non si hanno sbocchi, se la politica non da speranza, se le parole sono solo un vuoto a perdere … allora che qualcuno prenda in mano cubetti di porfido sarà sempre più inevitabile.

La crisi che stiamo attraversando, a livello globale, è sistemica. E l’italia ci aggiunge di suo anche una classe politica cialtrona, criminale, ladra, abietta: degno specchio di buona parte della nazione. E con questo non intendo solo chi ha votato Berlusconi.

Le cose andranno sempre peggio, e purtroppo, la storia ci insegna che in epoche come questa, affiora il peggio (e il meglio) dell’animo umano. Quello che è certo è che le normali categorie di giudizio pian piano non avranno più senso. Bisognerà rivedere molti concetti di giusto/sbagliato. E prima lo si fa, meglio è.

Probabilmente, quando si comincerà (se mai lo si farà) a non prendere più in considerazione i media tutti, cartacei, online o televisivi. Quando si inizierà a boicottare il consumo – perchè solo questo siamo: consumatori –  a bloccare la circolazione delle merci e a non avvalerci dei servizi inessenziali. Quando la smetteremo di intasare i centri commerciali, come tanti rimbambiti.

Allora probabilmente questa rabbia che fa prendere i sanpietrini in mano a qualcuno, troverà una canalizzazione. E diventerà costruttiva, invece che tragicamente autodistruttiva. La voglia di cambiamento diventerà speranza, anziché frustrazione.

Fino a quel momento, chi distrugge vetrine lo fa a suo rischio e pericolo, e certo non apporta alcun nocumento agli altri, che con il loro sfilare contano meno di zero. Magari turba il loro autocompiacersi. O come si adombra da qualche parte, rovina meschini calcoli personali

Come è stato ampiamente dimostrato da miriadi di dimostrazioni contro berlusconi del tutto ininfluenti, repliche infinite di ritualità antiche, retaggio di quando le masse facevano paura ai governanti, epoca di guerre fredde, di partiti rappresentanze locali di blocchi ideologici mondiali aggressivi e ben armati. Ormai puro simulacro, in quest’epoca in cui non c’è argine al dilagare di un unico potere: quello del capitale.

L’unico movimento da cui prendere esempio, per concretezza di obiettivo, chiarezza di intenti e irriducibilità, flessibile e intelligente, nel perseguirli, resta il movimento NoTav che infatti non perde tempo a dissociarsi e guarda avanti.

Annunci

5 thoughts on “Ancora sulla manifestazione

  1. Di Pietro si avvicina sempre di più alla normalizzazione. Non so se è un bene, o un peccato… Forse, considerando le sue ultime affermazioni, è meglio che riconosca anche lui la sua standardizzazione. Anche lui è colpevole come tutta la classe politica senza distinguo a cui appartiene.

    • Premesso che preferisco un reazionario onesto ad un progressista disonesto, credo che sulla natura ultralegalitaria e lo spirito da questurino di Di Pietro non ci sia mai stato dubbio. Triste semmai è il fatto che in questi anni la sua sia stata una delle poche voci a rappresentare lo schifo che pervade qualche milione di italiani.

  2. e pure ..le garanzie patrimoniali su chi organizza manifestazioni…….
    E leggi simili a quelle applicate nelle manifestazioni sportive….. paragonare chi si mena per una partita di calcio a chi difende la propria terra (vedasi TAV)… non è troppo corretto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...