La voce del padrone


Come scrivevo ieri, quello di Papandreu era un bluff. Il referendum in Grecia non ci sarà.

Si è consumato a Cannes qualcosa che ricorda in qualche modo la nefasta conferenza di Monaco del 1938, in cui Germania, Italia, Francia, Inghilterra si accordarono, a scapito della democrazia Cecoslovacca, relativamente ad argomenti che riguardavano i cecoslovacchi. Non invitati alla conferenza.

L’accordo firmato il 29 settembre sanciva il passaggio del territorio dei Sudeti alla Germania, a partire dal 10 ottobre successivo. Questa cessione doveva costare alla Cecoslovacchia la perdita di una superficie di oltre 25.000 km², di una regione ricca di risorse minerarie e di vitale importanza militare, in quanto unico baluardo naturale nei confronti di un’eventuale invasione tedesca. La soluzione era incredibile, dato che l’intera infrastruttura tecnica dello stato (strade, rete elettrica, ferrovie, ecc.), percorreva trasversalmente tutto il paese ignorando completamente qualsiasi barriera linguistica: i Sudeti ed i Cechi avevano passato interi secoli sotto lo stesso tetto, senza che tra loro si fossero sovrapposte frontiere politiche.

In questi ultimi decenni ci siamo abituati alle esportazioni di democrazia tramite missili, aerei da combattimento, truppe d’occupazione.  Ma sempre, dall’altra parte, c’erano dittature, stati fondamentalisti, regimi.

In questo caso invece abbiamo un paese democratico in cui si fa strada l’ipotesi di sottoporre al giudizio del popolo sovrano delle decisioni che appaiono di importanza fondamentale per il futuro del popolo stesso e dei paesi stranieri che glielo impediscono, attraverso minacce e/o ricatti.

Di una cosa dobbiamo essere grati a Papandreu, che lo abbia fatto per cinico calcolo politico o per vigliaccheria, o stupidità, poco importa: ha mostrato i padroni, nudi, in tutta la loro protervia.

E i padroni, non sono i due politicanti sarkozy e merkel, presi nei loro calcoli di grandeur populista nei confronti dei loro elettori, di fronte ai quali continuano comunque a perdere voti. E non è nemmeno la grande speranza nera degli illusi, mr. obama. Questi sono i gendarmi.  Quelli a cui questi rendono conto sono le grandi banche criminali, le grandi imprese sovranazionali.

I gendarmi si fanno garanti dei loro interessi e dei loro investimenti, con tutti i mezzi.

La logica è quella per cui gli interessi dell’industria e della finanza nazionale sono gli interessi del paese. E detta così non fa una piega. Ma fuori da ogni controllo, nel liberismo sfrenato di questa epoca, gli interessi dell’industria e della finanza non coincidono più con gli interessi dei paesi. Sono diventati entità a parte, al di sopra degli Stati, e influenzano, o meglio, governano, le azioni degli Stati.

L’internazionalismo proletario fu teorizzato, dagli agit prop marxisti leninisti come possibile e necessario, ma nella storia non si è mai verficato, se non in forma idealistica e poco significativa. Il globalismo capitalista non è stato teorizzato, ma è una realtà e governa il mondo. Controlla i politici che governano i paesi che comandano al mondo. Con le buone o con le cattive.

Ma ormai queste cose stanno per diventare luoghi comuni. Il loro potere è talmente avanti da fregarsene anche del disvelamento.

Saranno contenti i nostri “pseudo sinistri”, tipo la Spinelli di cui commentavo l’articolo l’altro ieri, così accecati dalla loro impotenza antiberlusconiana da non capire di star applaudendo la morte della democrazia e della sovranità popolare.

L’italia intanto è di fatto commissariata dagli ispettore del FMI.

Nel contempo, nel segno del disprezzo delle inevitabili proteste che verranno, sono le prove generali del divieto a manifestare, come ieri a Roma. E l’inserimento, fra le misure straordinarie ed essenziali per la salvezza del paese, decise l’altra sera dal Consiglio dei Ministri, del cantiere TAV come area di interesse strategico nazionale, con un anno di carcere per chiunque penetri, non autorizzato, al suo interno.

Ho iniziato ricordando la conferenza di monaco. Finisco ricordando le parole di Churchill alla camera dei comuni, quando Chamberlain tornò in patria, acclamato come facitore di pace.

Vorrei che una vocina le sussurrasse nell’orecchio di Papandreu, questa mattina.

« Regno Unito e Francia dovevano scegliere tra la guerra ed il disonore. Hanno scelto il disonore. Avranno la guerra. »
Annunci

5 thoughts on “La voce del padrone

  1. beh… la “morte” del potere politico della democrazia, ma in generale del potere politico, ormai è chiarissimo; ma lo dovrebbe essere sempre stato, è una cosa che guardando all’indietro sembra inevitabile e impossibile da controllare.

    • Il Diritto altro non è che una convenzione. Storicamente, quando il rispetto delle convenzioni viene meno, quanto più è arrogante e smaccato è l’atto, tanto più è vicino il momento in cui si cessa di ricorrere al Diritto come mezzo di risoluzione delle controversie e parlano le armi.
      In questo caso, il diritto dei greci all’autodeterminazione è stato calpestato.
      Non è un buon segno.

  2. Pingback: La voce del padrone- Rivistaeuropea

  3. Ma mi domando: com’è che quanti hanno coscientemente rinunciato alla propria dignità, votando in parlamento soltanto poco tempo fa di credere che Ruby fosse la nipote di Mubarak, adesso, proprio in questi giorni, si smarcano alla chetichella e faranno probabilmente cadere presto il governo?
    Ossia, questi poteri forti, soprattutto finanziari, che si stanno sempre più imponendo con i loro schiavetti politici e con i ricatti economici, che hanno cioè le loro armi (senza virgolette), quando occorre loro, di convincimento, hanno fatto allora apposta a lasciare su quel fantoccio di Berlusconi?
    Non è che gli servisse? Magari per arraffarsi infine l’intero bottino.

    • Beh Luca… quanti punti ha perso la borsa negli ultimi mesi? Quanto valgono in meno le aziende italiane?
      Un bel vantaggio quando inizierà la grande (s)vendita delle aziende pubbliche, no?

      Ma la realtà è che il sistema di potere che controlla questi meccanismi, non è centralizzato. Non c’è una intelligence che dirige le operazioni.

      E’ una sorta di legge della giungla. Un gioco in cui chi vince è compromesso quanto chi perde, in cui non puoi smettere di giocare, perché gli altri giocatori non vogliono: faresti crollare il sistema su cui si basa il gioco. E meno di tutti lo vuole quel giocatore che prenderebbe il tuo posto, quello che nel branco è il ruolo dell’animale malato, la vittima sacrificale.

      Ai “mercati” intesi come entità non autocosciente ma che pure agisce, vista dal di fuori, con un fine e uno scopo, esattamente come un virus del resto, va benissimo una situazione di sofferenza come questa. Nelle fluttuazioni dei picchi di borsa, nell’arco di poche ore, si possono guadagnare o perdere milioni. O miliardi. In quel contesto, ogni operatore, grande o piccolo, persegue i suoi interessi, e certamente per nessuno di loro la stabilità del sistema italia è una priorità. Anzi, tutt’altro.

      E’ per questo che la cura messa a punto da questi signori è una colossale mistificazione, un’enorme e clamoroso falso.
      “medice, cura te ipsum” verrebbe da dire.

      E’ un film dell’orrore: sono vampiri che tengono prigioniera una vittima di cui si nutrono, gli impediscono di fuggire, la obbligano a restare in vita, la curano quel minimo necessario per evitare che muoia anzitempo, per continuare a cibarsene fino a che non rimarrà di essa più nulla.
      Hai presente? invece di ucciderla e mangiarla, gli segano un braccio. Lo cauterizzano. Lo curano. Mangiano il braccio. Poi una gamba. Tengono in vita la vittima il più possibile: una riserva di carne fresca. Più tardi morirà meglio è.
      Questo è quello che stanno facendo con la grecia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...