Dalla padella alla brace?


A leggere i titoli di Repubblica, questa mattina, sembra che le sorti di Berlusconi siano ormai segnate.

La sua nemesi ha le fattezze di Gabriella Carlucci e il destino appare beffardo. Chi, infatti, meglio di un ex soubrettina televisiva, che in questi anni da onorevole si è distinta per una serie d’interventi di rara scemenza, poteva portare la bandiera dei topi che scappano?

Non avevano la dignità di vergognarsi prima, quando sparavano cazzate non appena potevano, e nel frattempo arraffavano a destra e a manca, e non l ‘avranno adesso, nello sport nazionale del voltagabbana.

Il grande, grandissimo, errore di Berlusconi, in questi anni, il suo vero limite, è stato circondarsi di queste mezze figure, questi cialtroni, questa gentucola. E’ stato il pensare che poteva fare tutto da solo, o quasi. La politica dell’apparenza, l’acchiappare voti di gente rincoglionita dalle sue tv, tramite personaggi insulsi come la Carlucci et similia, per poi centralizzare tutto nelle sue mani. Questa gente, ancor più della sua politica, ha reso sempre più insopportabile il berlusconismo.

Ma in fondo questa era la sua concezione della politica e delle istituzioni. Era uno che come Caligola avrebbe fatto senatore il suo cavallo, ritenendolo più utile e più degno di altri che occupavano quegli scranni. E ora non ci si può meravigliare se quei cavalli vadano a brucare dove l’erba sembra più verde.

A me, Berlusconi e le sue televisioni, la sua concezione del potere e della politica, il suo nonsenso dello stato, hanno sempre fatto ribrezzo. E tuttavia in questa epoca di nani, è impossibile non riconoscere la sua levatura, seppur da corsaro, la sua capacità di grande affabulatore, la spregiudicatezza levantina del mercante di uomini.

Ora che si sta giocando le sue ultime carte, spero non ceda. Spero che con un ultimo guizzo riesca a non passare la mano alla peggiore prospettiva di sempre: un governo fatto dagli imbelli della pseudo sinistra, i topi voltagabbana del pdl, i preti dell’udc. Un mucchio di esecutori degli ordini di quello che è ormai, con chiarezza, il centralismo autoritario europeo.

Il loro potere è immenso, speranze ce ne sono poche. Se pensiamo che il campione che ci aspetta potrebbe essere Mario Monti, advisor Goldman Sachs, (come Gianni Letta del resto, altro candidato)  European Chairman della Trilateral, membro del Gruppo Bilderberg… nel mentre in Grecia spazzato via il tremebondo Papandreu piazzano Lucas Papadimos, ex vice presidente della Bce, è facile rendersi conto che le truppe di occupazione della grande finanza internazionale dilagano.

In Italia il loro nemico, soccombente, è stato Berlusconi che, opponendovisi, ha reso doloroso il percorso di completa abdicazione alla sovranità nazionale portato avanti dal centrosinistra. Non perché Berlusconi sia il campione del popolo o della giustizia sociale, ma proprio per il suo limite-grandezza, il suo ego smisurato, che lo ha portato in rotta di collisione con i poteri forti, tenendo loro testa grazie al cospicuo potere finanziario, l’enorme potere mediatico, la sua abilità nel trattare gli uomini.

Il suo alleato d’elezione non poteva essere altri che la Lega, con le sue istanze localiste e protezioniste. Tutto il contrario del globalismo della libera circolazione delle merci e del denaro di cui la grande finanza internazionale ha bisogno.

Ma sembra che abbiano perso, infine.

Il mio auspicio sarebbe che riescano ad imporre le elezioni a breve, prima di abdicare. Anche se dall’altra parte tenderanno ad imporre un governo tecnico che spingerà decine di grossi rospi nella nostra gola.  Con la scusa della responsabilità nazionale ci faranno un culo così.

Quello che faranno è aumentare le tasse, diminuire i salari reali, rendere più facili i licenziamenti, alzare l’età pensionabile, tagliare la sanità, la scuola, la ricerca. I nostri soldi non andranno allo Stato, per far ripartire l’economia, ma alle banche, per non farle fallire. Il paese s’impoverirà, entrerà in una recessione senza precedenti.

Come lo hanno fatto, lo stanno facendo e lo faranno ai greci.

La medicina che vogliono farci ingoiare è fatta esattamente dagli stessi ingrendienti che ci hanno condotto qui.

Auspico elezioni in cui emergano quelle che loro chiamano le forze dell’antipolitica,  quelle che li hanno presi in contropiede con i referendum.

Ma ci credo poco.

Sono curioso di vedere cosa farà la Lega. Bossi ci ha abituato in questi decenni a una duttilità pragmatica in cui l’unica vera tesi programmatica è stata “il fine giustifica i mezzi”.  Alla fine, oltre ad un certo potere personale dei vari uomini posti qui e là, non sembra che siano riusciti a portare troppo fieno in cascina. Quale sarà la sua strategia ora? Impugnerà le bandiere antieuropee e anti euro?

Insomma… sono al paradosso. Per come si stanno mettendo le cose, sono costretto a sposare in pieno il contenuto di questo articolo di Paolo Barnard.  Scrivo sono costretto non perché non stimi Paolo Barnard, ma per quello che scrive, che mai avrei pensato di poter condividere:

Presidente Berlusconi, per il bene dell’Italia, NON SI DIMETTA.

Annunci

14 thoughts on “Dalla padella alla brace?

  1. e se lo spread sale ancora e sforiamo il 7% ???

    oppure l’8% ???

    temo che allo stato attuale qualunque opzione sia tardiva e/o inopportuna, temo che siamo arrivati in fondo a un vicolo cieco

    • Sì, torna tutto o quasi: quel quasi che non torna è Berlusconi. A lui non mi appello manco per un cazzo! Non gli riconosco alcuna abilità che non sia quella del gangster. Senza per questo non riconoscere tutti i guai in cui incorreremmo cadendo dalla padella nella brace, cioè nell’attuale centrosinistra.
      Manca un programma alternativo e siamo messi proprio male.
      Non so a chi rivolgermi tranne che al tuo blog, cazzo cazzo cazzo!

  2. non dimentichiamoci che Berlu è entrato in politica per i suoi porci comodi mica per il bene dell’italia. Spero si vada ad elezioni al piu presto, nonostante questa pessima legge elettorale. Sia mai che tra i movimenti dell’ attuale antipolitica non emerga qualcuno o qualcosa.

  3. Ma è chiaro che mica sto rivalutando berlusconi … solo che tenendo conto dell’alternativa … spero che riesca a trattare abbastanza da andare ad elezioni… e che da queste esca qualcosa. E’ una speranza veramente minima, prima che ci mettano addosso una pietra tombale.

  4. Non definirei “errore” l’essersi contornato da persone inutili, perché le sue decisioni sono il riflesso di ciò che egli è. L’errore è stata nella scelta.. e in tante, troppe scelte.. le sue scelte, in quanto presidente del consiglio, sono la base della politica italiana. Ergo è sbagliata la politica di Berlusconi, incentrata sul vuoto, sulla superficialità, sull’ego.

    Nel caso specifico, se non ha saputo fare scelte giuste – scegliendo persone – non doveva essere in una posizione nella quale poteva permettersi di fare scelte di un certo tipo.

    E sull’articolo di Paolo Barnard, per quanto più completo e informato dei soliti articoletti “è tutta colpa dei comunisti”, ha lo stesso valore di quegli stessi articoli. E’ un concorso di colpe, volendo è colpa del governo italiano in toto, non di una o dell’altra parte politica.

    • Si, certo. E’ chiaro che lui non può essere diverso da quello che è. La sua visione della politica è “cesarista” e autoritaria, da padrone di azienda. Le sue “qualità”, nel senso delle cose che sa far bene, hanno sempre avuto poco a che fare con la politica, nel senso più ampio del termine.
      Relativamente all’articolo di Barnard, è un lungo capo d’imputazione per quelli che oggi cercano di accreditarsi come salvatori della patria.
      Non lo sono, come non lo erano negli anni 90.

      Io invece spero che il suo ego smodato lo porti a scontrarsi di brutto con la supercricca autoritaria che attualmente può essere identificata con “bruxelles” ma che è effettivamente controllata dall’elite della grande finanza e delle aziende sovranazionali.

      Spero che riesca a trattare per delle elezioni a breve e spero che in queste nasca qualcosa che sorprenda anche la sicumera del partito di goldman sachs.

      Non ci credo veramente eh…
      ma della speranza il conto non viene a chiederlo nessuno.

  5. … e preparare archi e cerbottane? tanto le forze dell’ “ordine” non han nemmeno più la benzina per i carri armati…
    sono sarcastico, ovvio, ma qui ci giochiamo quel poco che ci resta… di libertá, soprattutto.
    uscire dai labirinti della politica per delega, diventare attori della decrescita… tanto la finanza internazionale anche se occupa tutti i posti chiave non può far altro che ritardare la sua fine, scavandosi una fossa più profonda e la caduta finale sará ancora peggiore…

    • [*risolto il refuso.]

      Non lo so. Sono tempi strani. Non mi sento vicino a nessuna parte politica, in questo momento. Preferisco però che si vada ad elezioni prima possibile, perché suppongo che un governo di transizione, da qui e fine legislatura, farà in tempo con il beneplacito di tutti, a fotterci in tutti i modi possibili e immaginabili.

      Al momento attuale è Berlusconi e la Lega, che vogliono andare ad elezioni. Quindi, per quello che vale, (less than zero) li appoggerei, strumentalmente. Domani, chissà?

  6. unendomi al commento sgomento di luca v.

    colgo piacevole occasione per rimarcare come l’appello di barnard abbia sortito effetto opposto in men che non si dica, riuscendo in ciò in cui tutti avevano fallito

    non è mica che questo barnard può per caso farne subito un altro, tipo :

    “Presidente Berlusconi, per il bene dell’Italia, NON FINISCA IN GALERA”

    chissà, magari così funziona!

    p.s. : giusto una domandina per il dissidente barnard e questo consesso di luminari mondiali di macroeconomia operanti sotto guida ammericana, autori del piano marshall argentino, e che ora implorano berlusconi quale salvatore del mondo dei Giusti ergendo l’italia a ultimo baluardo contro il golpe finanziario mondiale, la fame nel mondo, la caduta degli asteroidi, ecc. : “””Dove cazzo si sarebbe trovata oggi l’italia (correggo, l’italietta di questo pseudogoverno fondato sul denaro sporco di sindona & c. ereditato dal cialtrone di arcore, la cui unica vera abilità è stata riciclarlo in paradisi fiscali e al momento opportuno, in nome del nuovo che avanzava), laddove non avessimo adottato l’euro dieci anni or sono ? ””” … che non ci chiamiamo norvegia, nè ieri abbiamo scoperto il petrolio a largo di torvaianica…

    • Beh Bruno, nemmeno l’argentina è la norvegia. E nemmeno ha trovato il petrolio. Eppure non sta messa male per niente.
      Non si può dire ovviamente dove sarebbe stata l’italia senza euro. Manca la controprova, sono solo ipotesi. Si può fantasticare quanto si vuole, in peggio o in meglio.

      Certo che … per quanto mi riguarda, e per tutti quelli che conosco, dall’euro ho visto arrivare solo cose negative.

  7. Pingback: Bersani, il vaso di coccio. | Buzz&m

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...