ma si… meglio l’elite…


In che modo la finanza prende decisioni politiche che influenzano i mercati e quindi la politica?

Nel rapporto settimanale Bce sulla “situazione contabile dell’eurosistema” diffuso martedì 15 novembre segnala che nella settimana chiusa l’11 novembre l’acquisto di titoli di Stato di paesi europei in difficoltà è ammontato a 3,8 miliardi di euro.

E’ una delle cifre settimanali più basse impegnate dalla Bce dall’inizio dell’agosto scorso, quando scoppiarono le tensioni sul debito pubblico italiano e spagnolo. La settimana precedente, che si era chiusa al 4 novembre, aveva fatto registrare riacquisti Bce per 9,5 miliardi di euro, cifra quasi tripla della settimana più drammatica per il governo uscente.

Quei 3,8 miliardi per altro sono stati impegnati in gran parte con interventi Bce nelle giornate del 10 e dell’11 novembre, dopo che Mario Monti era già stato nominato senatore a vita e ormai candidato premier.

Eppure il grande attacco ai titoli di Stato italiani è avvenuto con Berlusconi ancora non dimissionario, nelle giornate del 7 e dell’ 8 novembre, quando lo spread è salito ben oltre quota 500.

Che qualcuno in Europa, qualcuno che controlla la BCE, abbia deciso di dare la spallata finale a Berlusconi, mentre un’accorta e capillare campagna sui media portava sulla cresta dell’onda Mario Monti, è evidente aldilà di ogni dubbio.

Ora abbiamo in tempi record un nuovo governo, per l’analisi del quale mi rifaccio a questo post su appello al popolo:

di Stefano D’Andrea

La crisi della Repubblica e’ entrata in una fase nuova, cupa e drammatica. L’Italia ha ormai un governo anti-italiano: filo-tedesco, filo statunitense, filo-sionista, globalista, europeista, liberista e confindustriale.

Il Governo Italiano fa ribrezzo. E’ il peggiore che si potesse pensare. Ed’ e’ una punizione meritata per il popolo italiano, che ora sara’ chiamato a riscattarsi o a subire le pene del popolo greco.

Infatti, il Governo Monti-Napolitano proporra’ per l’Italia la cura greca, con il folle obiettivo antropologico di trasformare gli italiani in qualche cosa di intermedio tra i tedeschi e gli statunitensi. Il capo della setta di fanatici che ha preso il potere lo ha dichiarato: la situazione greca e’ la prova provata che l’euro e’ stata una grande idea. E’ quella la strada che occorre intraprendere: la strada greca, costi quel che costi (1).

Siedono al Governo: ex rappresentanti presso la NATO, presso Israele e presso l’Unione europea; banchieri; docenti di universita’ private – quella cattolica e quella confindustriale -: un senior fellow dell’Istituto (ultra-liberista) Bruno Leoni; editorialisti e consulenti del sole 24 ore.

Vediamo chi sono, selezionando soltanto quelle informazioni che assumono rilevanza ai nostri occhi

Presidente del Consiglio, Mario Monti, docente presso l’universita’ privata Bocconi e a lungo Commissario europeo, per il mercato interno prima, e per la concorrenza poi.

Ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata: ex Consigliere Politico presso la Rappresentanza d’Italia presso la NATO, ex ambasciatore d’Italia in Israele dal 2002 al 2004

Ministro della Difesa, Giampaolo di Paola: ammiraglio presso la NATO durante la guerra di aggressione alla LIbia. E’ colui che ha dichiarato che a Sirte i patrioti libici combattevano come “bestie feroci” (2).

Ministro dello Sviluppo e delle inrastrutture, Corrado Passera: banchiere.

Ministro della Giustizia, Paola Severino: docente nell’Universita’ privata confindustriale LUISS di Roma

Ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi: docente nell’Universita’ privata Cattolica di Milano’

Ministro della pubblica istruzione, Francesco Profumo, ingegnere, gia’ membro del consiglio di amministrazione di Unicredit Private Bank; membro del consiglio di amministrazione di Telecom Italia s.p.a.; consulente del Sole 24 ore, quotidiano della confindustria.

Ministro del Lavoro e della pari opportunita, Elsa Fornero: vice presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo ed editorialista de Il sole 24 ore

Ministro della salute, Renato Balduzzi: professore presso l’Universita’ privata Cattolica del Sacro Cuore.

Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini: senior fellow dell’Istituto Bruno Leoni

Ministro dell,Agricoltura, Mario Catania: dirigente del ministero delle politiche agricole e forestali; ha curato per anni i rapporti con l’Unione europea nella fase di formazione e attuazione della normativa comunitaria.

 

Ma poi ti guardi attorno e  (da dagospia che riprende un articolo de “il foglio” su altro argomento)

Un paese surreale, l’aggettivo è scontato ma non c’è altro modo per definirlo, ed è quasi certamente la sua fortuna. Dimentico, immaturo, vanitoso, esibizionista e sboccato: spintona per vedere al cinema Biggio e Francesco Mandelli, “Soliti idioti” in maschera di silicone e coprolalia continuativa, che scambiano la Jaguar per un’autoambulanza allo scopo di viaggiare sulla corsia d’emergenza e lasciare gli altri automobilisti in coda, ed è ancora l’Italia del “Sorpasso” ma dopo vent’anni di film di Vanzina presi a modello comportamentale e di seratone al Billionaire.

Un paio di sabati fa, girando per la capitale e intervistando signore autonome e coppie, il Financial Times si domandava come fosse possibile che una nazione non lontanissima da un pericolo di default continuasse ad affollare i ristoranti e a spendere in prodotti Hi-tech e calzature di tendenza: vuol dire non aver capito che, avendo raggiunto il benessere da una generazione dopo un millennio di servaggio, non abbiamo alcuna intenzione di mollare la presa, anche a costo di accendere ipoteche e di chiedere finanziamenti su ogni singolo elettrodomestico, vedi la famigliola che, accolta in studio da Myrta Merlino la scorsa domenica, tentava di spiegare come avesse potuto cambiare l’auto, la televisione al plasma e una serie di altri gadget contando su un solo stipendio di 1.200 euro al mese.

Gli anni Ottanta sono finiti da vent’anni, ma siamo tuttora in credito di vacanze a Cortina e alle Maldive, di gite a New York, di consolazione e di autoaffermazione e di un seguito entusiasta e sventolante palme al nostro passaggio…

mentre leggi di gente che perde il lavoro e dorme in macchina e pensi che siano solo le prime avvisaglie, perché effettivamente qualcosa di molto sbagliato, non solo nella classe politica del paese, ma nella testa di molti italiani proprio, deve esserci.

I guasti del berlusconismo? No io francamente non credo. Berlusconi ha sublimato questo spirito. Ha fatto i soldi dando alla gente quello che la gente voleva. Ha innalzato il cattivo gusto e la mediocrità a costume, l’etica ultraflessibile a modus vivendi. Ha portato in alto i cuori di chi aveva dubbi: sì, si può essere scaltri al posto di intelligenti, abili al posto di preparati, furbi che basta che non ti becchino (e se ti beccano nega)  al posto di onesti, ipocriti al posto di leali… è stato esempio di questo modello vincente.

Berlusconi sta finendo, ma gli italiani che ti sorpassano sulla corsia di emergenza no.

E fosse solo questo, il problema. Fosse solo l’educazione civica quella che manca in questo paese. Fosse solo il rispetto dei beni comuni e degli altri, quello che manca. C’è la cultura del privilegio, primo fra tutti quello famigliare, quello che ha creato generazioni di studenti a vita, più o meno precari, che vivono coadiuvati dalla famiglia per tutta o quasi la loro esistenza. C’è una pletora di lavori socialmente del tutto inutili, ottimamente renumerati,  inventati per far occupare gente, che fungono da salasso per il pubblico e il privato.

E tutto ciò, ogni giorno in cui vedi degli esempi, capisci che non può durare. Ti meravigli anzi che ancora durasse. Pensi che tutto è così fittamente intrecciato che non esiste legge in grado di modificare la realtà, che occorra una ramazza divina, che spazzi via tutto per poi ricominciare da capo.

Ma questo, lo sappiamo, sono le guerre. E le guerre non sono cose da desiderare.

Eppure è la storia che insegna che gli eventi maturano e diventano inevitabili, ineludibili. Le linee di tendenza, viste da dopo, sono evidenti. Ma sono evidenti anche se ci sei dentro, solo che spesso non vediamo quello che non vorremmo vedere. Ma non è cosa dietro l’angolo ancora. Prima altre cose dovranno accadere.

Intanto, a breve, non è possibile altro che un brusco ricollocamento di molte delle aspirazioni degli italiani negli ultimi 50 anni.  Per molti sarà traumatico rendersene conto all’improvviso, con tutte le implicazioni possibili.

Ha buon gioco chiunque venga, un governo imposto con un golpe finanziario, visto che non è epoca per colpi di stato militari, a dire che così non era possibile andare avanti altrimenti. Ed è evidente che una qualsiasi elite, che curi i suoi o altrui interessi, è meglio del potere al popolo, perchè questo altro non è che somma di egoismi animali.

 

 

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