Appunti I


La cosa più difficile da scrivere quando voglio pubblicare un post è il titolo. A volte è evidente e viene da solo, ma più spesso tocca che ci pensi a lungo e poi comunque non sono soddisfatto. Per cui ho deciso di abolirli. Quando come in questo caso ci sono un po’ di cose che mi frullano in testa e di cui vorrei scrivere, non starò a scervellarmi troppo, il post lo chiamerò Appunti, magari seguito da un numero tipo Appunti IV o XXI che i numeri romani mi sono sempre piaciuti. Sono nato a Roma dopotutto e sono pure romanista. E ho anche studiato diritto romano.  E già da adesso aspetto di vedere cosa accadrà quando Appunti XXX richiamerà guglatori in cerca di racconti erotici.

Dunque, sentivo questa mattina alla radio che si avvicinano le rivelazioni sui sacrifici prossimi venturi. Lunedì Monti dovrebbe presentare la manovra. I sindacati dicono no relativamente alle pensioni, il pdl dice no relativamente alla patrimoniale e l’ici, il pd dice che non vorrebbe non si sa bene cosa, la confindustria dice che non è tempo di dire no. Insomma tutti mettono le mani avanti. C’è un po’ di curiosità, puramente accademica, su come sarà il modus operandi del governo.  Andrà per la sua strada, prendere o lasciare, e che si assumessero i partiti la responsabilità di non votare i provvedimenti e magari sfiduciarlo di fatto alla prima uscita col rischio di diventare seduta stante i capri espiatori dell’immediata aggressione dei mercati? Oppure, secondo le regole della normale politica, concerterà anzitempo i provvedimenti limando qui e là per far contenti tutti?

Io credo la prima. Innanzitutto perché far contenti tutti è impossibile, e in secondo luogo perché la leva che hanno in mano è talmente potente che nessuno si azzarderà a far altro che protestare e votare sì, comunque, per responsabilità e amor di patria.

Ovviamente parlano di equità. Ma l’equità in questo paese è impossibile, perché non è un paese strutturato per essere equo, meno che mai negli ultimi dieci anni, da quando il divario fra ricchi e poveri si è esacerbato e in mezzo si è fatto il vuoto.  Allora, a meno che non arrivi improvvisamente dalla luna un governo di ispirazione comunista che sequestri ai ricchi buona parte del loro patrimonio e lo trasformi in denaro sonante per la casse dello stato, è giocoforza che a pagare sia pure percentualmente saranno sempre gli stessi.

Ora però il problema, da quello che vedo tutti i giorni e sento dire in giro, è che siamo arrivati alla frutta.

Non so se ci avete fatto caso, ma la crisi non è arrivata per tutti i settori nello stesso momento e nello stesso modo.  Ci sono ambiti che ne hanno risentito immediatamente, altri, come in un domino, che sono stati toccati solo dopo che altre tessere erano cadute.  Il grande ammortizzatore di base sono state le famiglie. Il risparmio delle famiglie. Che ha messo una pezza al figlio disoccupato o precario, al credito dell’azienda di famiglia diventato inesigibile, al calo del volume di affari.  Altro ammortizzatore, sul piano locale, è stato il pubblico impiego: in zone dove gran parte dell’occupazione è fatta di impieghi statali, comunali, nelle scuole o nella sanità… insomma parlo di grandi città, il giro di soldi è diminuito meno che altrove. In città turistiche non bisogna sottovalutare l’apporto di valuta proveniente dall’estero.

Ma insomma… alcuni settori si sono fermati subito, altri hanno rallentato, a minore o maggiore velocità, ma ho la sensazione che quasi tutti si stiano fermando.

Parlando con amici che nel loro lavoro toccano realtà diverse mi rendo conto che la situazione scura che vedo da qui in certe zone è molto, molto peggio. Crolli verticali di fatturato. Stipendi non pagati da mesi, sia nel privato che nel pubblico. Esposizioni bancarie al limite e banche che chiedono di rientrare. Poco lavoro, e quel poco che potrebbe esserci spesso non viene nemmeno accettato perchè non ci sono soldi da anticipare e non hai la certezza di essere pagato.

Qaundo mai si è chiesto il pagamento contanti alla consegna ai Comuni? Beh lo si sta facendo. La parola d’ordine è: meglio non lavorare che rimetterci. Ma è ovvio che a non lavorare, puoi tirare avanti qualche mese… poi chi può fa ricorso alla cassa integrazione, chi non può, perché troppo piccoli… deve far rimanere a casa la gente.  Per sopravvivere ancora qualche mese.

Perché lasciare la gente a casa vuole dire due cose:

a) mettere in mezzo una strada una famiglia. un dramma. una tragedia per persone di 40-50 anni.

b) che comunque l’azienda non risolve il problema, perché si ritrova che la maggior parte dei costi fissi restano invariati, i debiti pregressi accumulati aumentano per gli interessi, (specie se con lo Stato, ché fra sanzioni e interessi usurari ci si ritrova che 10000 euro di debito diventano 25/30000 nell’arco di pochi mesi) e a meno di improvvisi colpi di coda dell’economia, si chiude lo stesso, poco dopo.

E tutti questi soldi in meno sono soldi che non arrivano ai commercianti, non arrivano allo Stato, non girano.

Ecco. Io penso che un’ulteriore stretta sia micidiale per molti. Troppi. E non possiamo assolutamente permettercelo, perché la reazione a catena è già iniziata, ma sta accelerando e l’effetto valanga è alle porte.

Un’altra cosa che sentivo questa mattina è la questione dell’Iran. Si ritirano gli ambasciatori, si parla sempre con più insistenza di attacco.

Non è il caso di addentrarmi in disquisizioni etiche sul diritto all’autodeterminazione dei popoli e sul diritto di altri popoli di difendersi. La questione non è così semplice. Da un lato è giusto che gli Iraniani facciano quello che vogliono. Perché loro no e americani, inglesi, francesi, eccetera… si?  Ma, d’altro canto, sapendo come sarebbe andata a finire, non avremmo dovuto fermare Hitler, quando negli anni 30 si preparava evidentemente alla guerra?

Vabbè. Lasciamo stare. Il problema non può essere risolto solo con l’etica e con affermazioni di principio. E’ ovviamente politico e strategico nello scacchiere internazionale. E in questo senso, la soluzione perfetta non esiste. Esiste la meno peggiore possibile. E ognuno ha la sua idea, ovviamente, di meno peggiore.

Per noi sicuramente qualsiasi problema con l’Iran è un grosso problema. Perché compriamo da loro il 13% del nostro petrolio.

Ora immaginate, nei prossimi mesi, l’effetto che potrebbe avere sulla nostra economia in recessione, non solo un aumento generalizzato dei prezzi di petrolio sul piano internazionale, ma anche, un taglio netto delle nostre importazioni.

Non è che ce ne accorgiamo solo quando andiamo a fare rifornimento! La nostra civiltà dipende, strettamente, dall’energia che ricaviamo dal petrolio.  Tutto aumenta di prezzo, quando aumenta il petrolio.

.

Gli inglesi nel frattempo hanno iniziato a scioperare.  Noi, che stiamo messi peggio di loro, ancora no.

Però, hanno scoperto il gene che permette a certe persone di dormire 4 ore per notte e stare benissimo.  Io li ho sempre invidiati. Hanno un vantaggio enorme sul resto del mondo. L’articolo cita Churchill, Napoleone… io mi ricordo sicuramente Gianni Agnelli, Papa Giovanni XXIII, Pirandello, Thomas Edison, Andreotti…

Ma è un po’ una costante, quando leggi la biografia di persone famose, che prima o poi arrivi la frase, dorme pochissimo 3-4 ore per notte gli bastano. Oziosamente c’è da chiedersi se viene prima l’uovo o la gallina. Cioè se sono dormo così poco perchè hanno un sacco di cose da fare oppure se sono famose perché fanno un sacco di cose e le fanno perché vivono mezza vita in più degli altri.

Beh io penso che certo, se uno zappa l’orto, e dorme 4 ore per notte, avrò sicuramente più patate nella sua dispensa. Ma non è detto che il mondo se ne accorga. Se uno invece si trova per meriti e casualità al posto giusto, e ha pure sto vantaggio… beh è chiaro che di fatto lo sfrutta.

Io ho lavorato, un periodo, gomito a gomito con uno così. Vi assicuro che era snervante. Andavamo a dormire all’una dopo aver lavorato fino a tardi. Mi svegliavo alle 7/8  e lo trovavo che stava lavorando dalle 5, aveva già fatto tutto quello che avevamo deciso la sera e anche di più.

Uno dice… beh… cavoli suoi… lavora di più. Peggio per lui. Ma non è così. Perchè alla fine chi fa è quello che prende le decisioni, spesso. Naturalmente.  Di fatto, nel tempo, sopraffà chi ha intorno. Ti fa lavorare sempre in affanno, se vuoi sentirti alla pari. E alla lunga è impossibile. Credetemi.

Ora che hanno scoperto questo gene magari troveranno il modo per manipolarlo e farci dormire meno. Io lo farei. Ho sempre pensato che il sonno, benché piacevole quando sei stanco, sia una gran perdita di tempo.

Magari potrebbe tornare utile. In quelle 3-4 ore guadagnate, potrei fare spinning, avendo attaccato alla spinbike una dinamo, così da scaldare casa. Che tanto questo è quello che ci aspetta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...