Liberalizzazioni


Si fa un bel parlare di liberalizzazioni, in questi giorni. La diatriba si concentra su farmacisti e tassisti.

Francamente io non conosco nel dettaglio la situazione di queste due categorie, quindi non ho una posizione pro o contro. Anzi direi, sostanzialmente, che non ritengo l’argomento essenziale nella mia esistenza.

Mi meraviglia altresì che il governo salvaitalia lo ritenga invece centrale nelle misure per la crescita, esposta la questione in questi termini. Ma è chiaro che la questione non è in questi termini.

Già nella lettera diktat BCE una delle COSE DA FARE era avviare ulteriormente il processo di liberalizzazioni. Che il problema dei tassisti e dei farmacisti fosse arrivato fino a Bruxelles?

C’è da dubitarne. Evidentemente questo è vero e proprio fumo negli occhi che serve a coprire altre operazioni che andranno sotto il manto delle liberalizzazioni.

Avevo già postato un documento, tempo fa, in cui si dimostrava quanto segue:

1 – le liberalizzazioni portano ad un aumento dei prezzi;

2 – le liberalizzazioni portano alla distruzione di posti di lavoro ed all’abbassamento degli stipendi dei lavoratori e dei fatturati delle piccole imprese;

3 – la liberalizzazione-privatizzazione dell’impresa pubblica nel periodo 1992-2000 non è stata conseguenza dell’inefficienza economica;

4 – i processi di liberalizzazione-privatizzazione non hanno minimamente migliorato la capacità produttiva italiana;

5 – le liberalizzazioni favoriscono i concentramenti di capitale in poche ricchissime mani;

6 – il rendimento finanziario delle aziende privatizzate è stato peggiore rispetto alla generalità del mercato finanziario italiano.

Quindi tutto il contrario di quanto affermato dai liberalizzatori: ovvero diminuire i prezzi, rilanciare la crescita.

Perché è così importante per gli uomini della BCE e i loro confratelli del governo Monti rimettere mano a questo processo, avviato in grande stile da Prodi negli anni 90?

Perché le liberalizzazioni si sono dimostrate la porta di ingresso ai processi di ristrettissima concentrazione privatistica di ciò che prima era pubblico o comunque diffuso e parcellizzato tra una vastissima pluralità di imprenditori.

E nel pacchetto liberalizzazioni, insieme al fumo negli occhi – taxi+farmacie+benzinai* entreranno – vogliamo scommettere? – ben altri piccoli, poco significanti per il grande pubblico, articoletti che permetteranno ben altre apparecchiature di tavole.

*benzinai

il governo interverrà per agevolare l’abbassamento del prezzo della benzina

in pratica… il governo, per agevolare l’abbassamento del prezzo della benzina, non interverrà su quel circa 37% che è di competenza delle aziende petrolifere, e nemmeno su quel 60% di accise e Iva, bensì, coraggiosamente, su quel 3% dei gestori.

Infatti a Cortina, con i SUV, ne sono stati fermati a decine, durante il blitz dell’agenzia delle Entrate, di benzinai. Una categoria privilegiata, che si arricchisce a spese dei cittadini.

Ecco. A me questo sembra del tutto indicativo della enorme presa per il culo che vanno ammannendoci ogni giorno, senza vergogna, e senza che nessuno dei cortigiani dei media faccia loro notare che sarebbe da prenderli a calci nel culo, quantomeno per la sfrontatezza.

Per come sarà presentata la cosa, tassisti, farmacisti e benzinai saranno coloro che si oppongono alla crescita, da additare al pubblico ludibrio in un paese allo stremo. Fra queste categorie forse i farmacisti sono abbastanza benestanti, ma certo tassisti e benzinai quando va bene tireranno su un dignitoso stipendio, a costo di un lavoro pesante e snervante. Però quando cercheranno di difendere quel poco che hanno, saranno indicati come i nemici degli italiani.

Si parlerà solo di questo. Nel frattempo faranno qualche giochetto ben più importante su Energia, Acqua e chissà che altro.

Che è quello che interessa alla consorteria attorno a cui ruotano BCE e Governo.

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5 thoughts on “Liberalizzazioni

    • Mi limito ai taxisti: li ricordo mobilitati dai fascisti, pochi anni fa.
      E per il resto, queste e altre corporazioni, non è che mi stiano troppo simpatiche.
      Ciò non toglie che sul grosso del problema, in fatto di liberalizzazioni, tu abbia secondo me ragione. Lo avevi anche previsto: ricordi gli articoli in prima pagina di Repubblica?

      • E’ chiaro che essendo il PD uno degli sponsor principali di queste liberalizzazioni (da ventanni a questa parte) le categorie si rivolgano alla parte opposta, che in ogni caso ha vantaggio a dare loro un appoggio strumentale. Vanno da chi li ascolta.
        Io non è che sia contrario per principio. Vediamo caso per caso.
        Ma in primo luogo ho ormai pesanti dubbi sulle capacità autoregolatrici del mercato. Mi sembra che negli ultimi lustri al liberismo sia corrisposto un generale impoverimento delle condizioni di vita della stragrande maggioranza della popolazione a fronte di un arricchimento di pochi. E questo è un fatto.
        Statisticamente è provato che laddove si è liberalizzato i prezzi sono aumentati anziché diminuire.

        Ci vendono la liberalizzazione di un settore come un impulso al dinamismo dello stesso: più concorrenza = maggiori servizi a minor costo.
        Ma vediamo… i benzinai. Vogliono liberalizzare il settore in modo che il gestore di una pompa non sia più collegato ad una targa, ma possa scegliere che so… dall’AGIP prende il diesel e dalla Shell la benzina verde. Oppure per un anno è TOTAL ERG e l’anno dopo IP.
        Vogliono dar modo ai gestori di vendere anche altre cose, in modo da sganciarsi dal core business di vendita carburanti il che potrebbe portare ad un abbassamento del prezzo dello stesso.

        Allora… in primo luogo su un prezzo fatto al 60% di imposte che lo Stato intervenga, per favorire l’abbassamento dei prezzi, su quel 3% di pertinenza dei gestori …. beh ci vuole una faccia di bronzo incredibile. Almeno abbiano la dignità di tacere.
        Ma è pensabile che il singolo gestore possa avere potere di contrattazione con le grandi multinazionali del petrolio? Ridicolo.
        Queste troverebbero il modo per legarlo in ogni caso, se facesse loro comodo.
        Invece accadrà altro. Cioè che entreranno nel mercato grossi gruppi operanti su scala internazionale, che per questo avranno potere contrattuale. Già si vedono le prime pompe AUCHAN per esempio… che trasformeranno le stazioni di servizio in punti vendita di altri generi di prima necessità.
        Questi gruppi faranno cartello e il prezzo al consumo non si abbasserà proprio per niente. Anzi, spesso accade il contrario.
        La stragrande maggioranza delle pompe saranno assorbite da questi grandi gruppi o chiuderanno. Leggevo che qui in italia ci sono 25000 pompe. In francia 10000. In germani 15000. Inutile rimarcare che francia e germania sono più grandi e hanno più abitanti.
        In questi ed altri paesi le pompe di benzina sono gestite da McDonald, SevenEleven eccetera.

        Chiaramente le pompe spariranno laddove i costi/ricavi dell’economia di scala non permetteranno che il modello pompa sui generis operi in zone con poco traffico e/o abitanti con un solo operatore/gestore.

        Il modello è il supermercato aperto tutta la notte. Si andrà a far la spesa dal benzinaio.

        Si, potrà anche essere comodo. Ma avendo liberalizzato gli orari dei negozi, nulla toglie che potrebbero benissimo esserci negozi aperti anche la notte, laddove il mercato glielo consenta, ovviamente. Cioè dove vendono. Se no aperti non ci stanno.

        Lo stesso discorso vale per i taxi. Anche lì sono in attesa grandi gruppi.
        Basta verificare ciò che è accaduto negli Stati dove c’è stata liberalizzazione Irlanda, Olanda, Svezia. I prezzi sono notevolmente aumentati a fronte di un peggioramento del servizio.In Olanda le autorità stanno tentando con molta fatica di riportare il servizio come era prima.

        Che ci vuole per un gruppo che gestisce flotte auto a metterci dentro autisti. Ovvio che la tendenza base è verso lo schiavismo. Così come in ogni altro settore. Se oggi un tassista lavorando duramente si porta a casa uno stipendio, domani con lo stesso lavoro se ne porterà a casa la metà.

        Allora, perché la BCE e il governo Monti, che rispondono alle stesse logiche e padroni, ritengono così importanti ed essenziali le liberalizzazioni? Perché il governo, nella situazione di merda in cui versa il paese, ritiene di dare priorità a questo argomento?

        A) perché i grandi gruppi sovranazionali comandano. E quindi voglio entrare su questo mercato.
        B) perché fra questo ed altri mercati minori ci metteranno cose che riguardano acqua, energia. Poi sarà la volta delle privatizzazioni. Ovvero lo smembramento delle municipalizzate. E via con la festa della raccolta e smaltimento dei rifiuti. L’acqua e il resto.

  1. Belissimo l’articolo del Fatto 🙂 Ora lo condivido anche sul mio blog. Ho un amico che sta per prendersi la licenza indebitandosi per i prossimi 20 anni e usando parte dei soldi del padre. E questo perché è un’anno che dopo aver perso il lavoro non trova nulla per mettere insieme uno stipendio. immagina che bel servizietto gli farebbero.

  2. Pingback: Il gioco delle tre carte « Buzz&m

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