Appunti XIII


Ieri sentivo alla radio la notizia che la cosiddetta troika – Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea e Unione europea – chiede al premier greco Lucas Papademos nuove tasse, licenziamenti a tappeto e riduzione dei salari minimi.

La richiesta è destinata a diventare ancora più pressante dopo che  il rapporto deficit/pil è risultato essere del 9,6% contro il 9% previsto.

Basta fare una ricerca su google “crisi greca” per avere a disposizione molte testimonianze inquietanti. Ad esempio:

Come nella Bucarest degli Anni 90, nella Grecia sull’orlo del baratro sono aumentati sensibilmente i casi di abbandono di bambini per motivi economici. In un Paese nel quale, già nel 2010, l’Istituto greco di statistica aveva indicato in 3 milioni di abitanti (circa il 25% della popolazione), i cittadini sulla soglia di povertà, nel 2011 il dramma della famiglie rimaste prima senza lavoro e poi senza casa è esploso.
BAMBINI ABBANDONATI DALLE MADRI. Le cronache locali hanno iniziato a raccontare di giovani madri, spesso single, costrette a lasciare i loro bambini nei centri religiosi o in case famiglia di associazioni di volontariato, dopo che, per mesi, si erano malnutrite pur di non far mancare il cibo ai figli.
Le richieste di aiuto ai parroci, nell’ultimo anno, sono salite da poche decine ad alcune centinaia. Molte donne, dopo aver portato i bambini nei centri, non si fanno più vive per la vergogna di essere arrivate a tanto. (qui)

….. oppure , altro:  …

La crisi e’ arrivata a un punto tale che in Grecia si fa fatica a trovare anche una semplice aspirina. E c’e’ chi deve rinunciare a farmaci di base di cui non dovrebbe fare a meno. La situazione sta assumendo le sembianze di una tragedia greca, che ha un impatto su tutti gli aspetti della societa’. (continua qui)

Di articoli del genere ne arrivano in continuazione.

Ieri leggevo anche che la Grecia è il paese, dopo gli USA, che destina la più alta percentuale del proprio PIL alle spese per la difesa. Ben il 3% del PIL se ne va nell’acquisto di carri armati e quant’altro.

Con un esercito di 130mila uomini, la Grecia spende per la Difesa più di sette miliardi di euro, pari al 3% del Pil: nella Nato soltanto gli Stati Uniti spendono di più.

Il quotidiano Libero commenta così le spese della Difesa ellenica: “È una mangiatoia formidabile per l’industria militare della Germania che negli ultimi anni ne ha approfittato per piazzare negli arsenali greci 170 panzer Leopard dell’ultima generazione (valore 1,7 miliardi) e 223 cannoni semoventi corazzati del tipo M 109 dismessi dalla Bundeswehr”. Ottimi affari farebbero anche i cantieri Howaldtswerke di Kiel sul mar Baltico, con la vendita alla flotta greca di quattro sommergibili per quasi 3 miliardi di euro. (da qui)

Anche noi ci siamo impegnati a spendere 13 (15?…18? .. non si capisce) miliardi di euro per i cacciabombardieri F35 e per quest’anno il neo ministro della difesa ammiraglio Di Paola ha assicurato 1,4 miliardi solo per le missioni all’estero.

Oggi leggo che Monti sarebbe partito lancia in resta per difendere i sacrifici degli italiani (ottima propaganda sui giornali) chiedendo alla Germania di fare la sua parte per evitare che il paese cada preda del populismo antieuropeo. Poi leggo anche che dall’incontro con Merkel sembra aver ottenuto poco e niente (libero) Però Repubblica dice che Merkel riconosce gli sforzi straordinari degli italiani.  Da quello che hanno affermato però non sembra ci siano sostanziali novità.

Mi sorge il dubbio che gli argomenti di cui dovessero discutere fossero altri. Per esempio l’abolizione della Golden Share, meccanismo con cui il governo può impedire la scalata ad aziende di interesse strategico quotate in borsa.

Infatti, i recenti crolli borsistici hanno portato il valore di molte aziende ben al di sotto del loro stesso patrimonio immobiliare.  Finmeccanica, Enel, Snam, Telecom, Eni… potrebbero essere prese per un tozzo di pane. E se pensiamo che il sistema bancario tedesco gode attualmente di un vero e proprio shock di liquidità, possiamo immaginare chi potrebbero essere i compratori.

L’Europa, Germania, Francia… (che hanno peraltro meccanismi di protezione simili) pretendono l’abolizione della Golden Share in tempi brevissimi.

Qualcosa mi dice che dei sacrifici degli italiani alla Merkel, non gliene frega niente. Come non le frega di quelli ben più drammatici dei greci.  Ho il sospetto che il loro interesse sia ben altro.

 

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One thought on “Appunti XIII

  1. E’ da ieri che queste cose che riporti della Grecia mi girano in testa, mi fanno soffrire, preoccupare e però anche incazzare.
    Possibile che si sia impotenti?

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