Taxi. Alcuni dati.


I taxisti protestano. I media pompano l’opinione pubblica bovina a dargli addosso, a questi privilegiati.

Io mi limito a mettere due grafici:

Il costo dei taxi in europa:

 

Il prezzo della benzina (ma il grafico è del novembre 2011) attualmente suppongo che il IV posto dell’Italia

sia stato abbandonato, visto che un articolo del Sole24 Ore del 30 dicembre mette la benzina verde italiana come la più cara d’europa.

Non c’è un grafico dell stress da traffico, ma ho il sospetto che se ci fosse non andrebbe in proporzione ai prezzi, visto che ginevra e zurigo non mi sono sembrate, quando ci sono stato, città con un traffico stressante.

Per cui vorrei ribadire il concetto: se il prezzo dei taxi è piuttosto basso oggi in Italia, lo si deve molto probabilmente alla specificità del mercato così come è strutturato attualmente. La liberalizzazione porterà nel giro di poco ad un aumento notevole dei prezzi al pubblico. Checchè ne dicano.

Gli interessi in gioco sono altri. Ne ho scritto nei giorni scorsi.

Non ho un taxi, non ho parenti che hanno taxi.

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10 thoughts on “Taxi. Alcuni dati.

  1. Non ho un taxi, non ho parenti che hanno taxi.

    detto ciò, è facile prendersela con questa categoria, che pure avrà al suo interno delle mele marce, come tutte le categorie; vorrei vedere un governo che abbia il coraggio di prendersela con categorie decisamente più ricche, più potenti e più impenetrabili….tipo i notai, tanto per dire la prima che mi viene in mente

  2. beh roberto, neanch’io ho parenti tassisti, nè sono al corrente di questi mass media che starebbero pompando la collettività contro di loro

    so che i tassisti possono permettersi il lusso, e da tempo, a differenza di te, del sottoscritto e di mille altre categorie di lavoratori, di paralizzare il traffico cittadino, di bloccare un servizio pubblico, di smerdarci di fronte alle migliaia di turisti di una città come roma, senza pagarne alcuna conseguenza, anzi finendo sempre per averla vinta, e ciò solo per rivendicare interessi squisitamente personali e difendere la propria lobby, non certo per condurre battaglie politiche, di principio o di legalità. solo interesse.

    so che i tassisti per curare questi loro affari e difendere i propri interessi, ricattano da sempre i sindaci delle grandi città in cambio del loro voto “di categoria” e di quello dei loro familiari, estorcendo promesse poi regolarmente mantenute dai sindaci posti sotto il ricatto latente del blocco dei taxi e della paralisi del traffico e del servizio (e se alemanno è diventato sindaco per un pugno di voti, è grazie soprattutto ai tassisti di roma, venduti dimmerda)

    so che i tassisti fanno cartello imponendo tariffe che a te, buzz, sembreranno basse, ma che a me, dopo aver preso taxi a parigi, a copenaghen, a oslo, in argentina, in turchia, a delhi e in germania, appaiono infinitamente più alte e astronomicamente lontane da quei grafici comparativi di non si sa chi e fatti su quali basi

    so che nelle rarissime volte che ho cercato un taxi a roma, sono passate ore in modo direttamente proporzionale all’etica, all’organizzazione e alla serietà professionale di questi professionisti

    non conosco tassisti in grave difficoltà economica (certamente ve ne saranno alcuni, come in ogni categoria), così come non conosco notai nè farmacisti che sbarcano il lunario, conosco però un casino di amici, chi più chi meno in difficoltà, che se interrompono un servizio pubblico, dopo 5′ vengono denunciati o perdono il lavoro … probabilmente gli unici tassisti che versano veramente in difficoltà economica sono quelli che stamattina avevano bisogno di lavorare e per questo sono stati bloccati e aggrediti dai tassisti in sciopero al grido di “krumiri”

    • “nè sono al corrente di questi mass media che starebbero pompando la collettività contro di loro”

      l’home page di repubblica, ad esempio………..

    • Non vorrei caro Bruno che s’imputi ai tassisti di fare quello che anche altri DOVREBBERO fare e che non riescono a fare, o non hanno modo di fare.

      Penso a quei ferrovieri che da un mese sono appollaiati in cima ad una torre e che NESSUNO si incula di pezza. Perchè, loro, non possono fermare il traffico.
      Bene. Fanno bene, quelli che possono farlo, a farsi sentire. Ché a forza di NON farsi sentire nessuno conta più un cazzo, in questo paese.

      Quindi se i tassisti fanno quello che possono per difendere il loro lavoro, FANNO BENE. Cosa devono essere, alla fame, per avere il tuo beneplacito?
      Se non sono in difficoltà economica, lo saranno poi dopo. Ed è quello che vogliono evitare.

      Il grafico dei costi non l’ho compilato io, è del messaggero. E oslo non mi sembra sia un posto a poco prezzo, anzi il contrario. Poi se è falso me ne scuso, ma avrei dei dubbi.

      Sono basito dal pregiudizio e dai luoghi comuni che grondano dalle tue parole.

  3. Non so sei un Bruno che conosco o meno … 🙂 Ma ti rispondo con sincerità.

    1) La battaglia dei tassisti è corporativa e lobbistica come tutte quelle che ogni categoria porta avanti. Il mercato funziona così. Ergo se è uguale per tutti è prteestuoso contestare questa cosa ai soli tassisti. perché non allora i metalmeccanici? Le casalinghe? Non capisco perché nel mondo contemporaneo e post-ideologico ci sono ancora alcune categorie le cui battaglie sono considerate di civiltà e altre di interesse. Spogliate dei facili ideologismi ognuno si bate per il proprio interesse, quello del miglioramento della propria condizione di vita. Che nella società odierna significa più denaro.
    2) Bloccano le città? Quello è il loro strumento di lotta. Tu non so che lavoro fai ma andrai in piazza magari. Ti siderai sui gradini di una fabbrica, di un palazzo. E se invece sei isolato e non hai strumenti di lotta aggregata dovresti chiederti come ottenere i tuoi, non cercare di limitare quelli degli altri. Magari ce l’avessi io uno strumento come il blocco del traffico per le mie battaglie.
    3) I tassisti in difficoltà economica? Anche qui lo scrivevo giorni fa http://whitetraces.wordpress.com/2012/01/11/taxi-liberi-o-futuri-schiavi/ se sei onesto ci campi decentemente. Se non lo sei non vedo cosa c’entri la professione. Sei un disonesto come altri e per questo vai perseguito.

    I luogi comuni in genere aiutano il pesce grosso a mangiare quello piccolo. Io i taxi li ho presi in tutto il mondo. Da qualche parte ci ho pure vissuto un po’. E certo che se nel tuo elenco ci metti le capitali del terzo mondo mi viene da dire “grazie al cazzo” che costano meno 🙂

  4. Non che io abbia detto cose diverse, l’altro giorno. Ma… tanto per ribadire il concetto:
    ( da http://www.marcocedolin.blogspot.com/2012/01/liberammazziamo.html#more )
    ::::::::::

    Agli italiani viene raccontato sulle pagine dei giornali che grazie alla bonomia del grande usuraio (Stefano Benni avrebbe usato un altro termine assai più consono) i cittadini avranno più taxi e ad un costo più basso, troveranno più farmacie e potranno fare indigestione di farmaci a prezzo da discount, potranno andare a fare shopping la notte con la carta di debito dentro ad esercizi commerciali sempre aperti in trepidante attesa dei loro chip, saranno in grado di fare finalmente causa a tutto e tutti (compreso il vicino e la signora con il cane che sporca il marciapiedi) grazie ad uno stuolo di avvocati pronti a “bussare” all’ombrellone come vu cumprà, godranno finalmente dei saldi tutto l’anno, perché i commercianti impareranno a nutrirsi di aria fritta, sacrificando il proprio ricarico sull’altare di un’Italia che si modernizza e diventa bella e libera, come gli States.

    In realtà, scrostando le evanescenti illusioni sostenute da tanto bettolare, l’operazione liberalizzazioni viene portata avanti con l’unico scopo di eliminare definitivamente i tassisti, i benzinai, i commercianti, i farmacisti (titolari di farmacia) gli avvocati indipendenti ed alcune altre categorie.

    Le grandi compagnie (facenti capo a banche e multinazionali) gestiranno il mercato dei taxi, più ricco di mezzi ma con al volante dipendenti precari con paghe da fame, facendo si che laddove sbarcavano il lunario migliaia di famiglie sostenute da un lavoratore imprenditore, sopravviveranno sotto la soglia di povertà migliaia di poveracci costretti ad un lavoro indecente, saltuario e mal pagato.

    Le farmacie passeranno progressivamente dalle mani d’imprenditori facoltosi che avevano investito un discreto capitale nell’impresa, a quelle dei colossi dell’industria farmaceutica e della grande distribuzione, che non mantengono famiglie (tranne le poche che compongono i gruppi di potere) ma fondi d’investimento anonimi quanto può esserlo un alieno.

    I pochi negozi ancora in piedi chiuderanno i battenti, non potendo competere in termini di costi con la grande distribuzione che aspetta trepidante di fagocitarli e magari riciclarne i titolari sotto forma di precari part time.

    I benzinai termineranno di essere titolari (o semi titolari visto che la situazione attuale già non è idilliaca) del loro esercizio e nel migliore dei casi potranno aspirare ad un ruolo di dipendente precario delle grandi compagnie petrolifere, presso la pompa che gestivano da parecchi decenni e che una volta consentiva loro di mantenere la famiglia.
    Gli avvocati diventeranno dipendenti (agiati?!) di grandi studi modello americano che fattureranno cifre astronomiche a beneficio del gotha che ben conosciamo.

    E gli italiani? Si ritroveranno sempre più poveri e sempre più americani, ma vuoi mettere l’ebbrezza di fare shopping sotto le stelle e viaggiare in taxi quando vuoi? Sempre che il mestiere che ti permetteva di accedere al desco due volte al giorno non fosse il commerciante, il tassista o il benzinaio (farmacisti ed avvocati il lunario lo sbarcheranno lo stesso), in questo caso nada, è il progresso, bellezza!

    :::::::::

    Che poi io non sarei contrario a rivedere le questioni relative a quelle che sono delle vere e proprie corporazioni. Però si dovrebbe intervenire in un modo che faccia salva la piccola imprenditoria. Invece in queste “liberalizzazioni” vedo solo ed esclusivamente l’apertura ai grandi gruppi finanziari. Quello che accade in questi casi, ormai dovremmo averlo capito: sono ventanni che assistiamo a questo meccanismo in molti altri settori. Guardo ad esempio la moria dei piccoli negozi sotto casa divorati dalla grande distribuzione. Con tutte le conseguenze più nefaste sulla vivibilità di quartieri che sono ormai solo dei dormitoi. Mi basta per essere contrario.

  5. Mi è piacuto molto l’articolo, ma vedo sopra che le opinioni sono già state sviscerate.
    Posso perà fare un elogio al “Non ho un taxi, non ho parenti che hanno taxi.”
    Chiusura straordinaria di un bell’articolo. ( include le appendici dei post precedenti). Magari tutti i polici potessero fare altrettanto quando ci sono di mezzi interessi.

  6. Allora, vado in ordine disordinato :

    sull’ultima tua considerazione, buzz, concordo. le liberalizzazioni sinora hanno prodotto qui da noi risultati esattamente opposti al loro scopo auspicato, determinando quasi sempre solo maggiori spese anzichè risparmi per i consumatori finali e per gli intermediari delle filiere interessate. Andrebbe poi visto se magari per motivi anche legati ad altri fattori.

    Non coltivo pregiudizi sui tassisti. Osservo semplicemente come “lottano” ormai da tempo. Potrò perciò dire cazzate, ed è possibile, ignoro invece se siano o meno luoghi comuni perchè non me ne fotte di meno di cosa dicano gli altri al riguardo, mi pare piuttosto che negli interventi da un mesetto in qua regni ormai un unico, enorme e inamovibile luogo comune che viene infilato anche nel caffè che ci beviamo la mattina, e cioè “le oscure manovre dei grandi gruppi finanziari”. Indubbiamente ve ne sono, come da sempre, ma magari qualche problematica tipicamente nostrana si potrebbe anche isolare ogni tanto da questi contesti internazionali.

    Ovvio che ogni singolo e ogni categoria lotti per migliorare la propria condizione, concordo, ma ci sono “forme di lotta”, più e meno cruente, poi esiste anche l’anarchia assoluta, e questo ce lo insegna la storia delle lotte sindacali e operaie di ogni epoca e di ogni classe sociale.
    Ora i tassisti (che di loro si parla) devono averlo eccome, cari buzz e tengri, il mio beneplacito (mio di cittadino) su come lottare, perchè questi signori svolgono un SERVIZIO PUBBLICO nello stesso paese in cui io verso tasse e imposte, come loro.

    se perciò su questo, tu tengri, al riguardo mi dici :
    “magari ce l’avessi io uno strumento di lotta aggregata come il blocco del traffico per coltivare i miei interessi”
    ti rispondo beh, manco per il cazzo, perchè detto così il tuo discorso equivarrebbe a legittimare il custode di una diga nell’aprire a sorpresa i boccaporti se non gli aumentano il salario, un controllore di volo o un casellante a lasciare il posto di controllo senza preavviso …. perchè mutatis mutandis (anche se le conseguenze dell’interruzione di servizio sono molto meno gravi) è esattamente questa la “forma di lotta aggregata”, senza controllo, che i tassisti conducono da qlc anno a questa parte, e quel che è + grave è che questa politica del “fanno bene”, che voi perorate, lede soprattutto le altre categorie che lottano con strumenti democratici, perchè qui i tassisti stanno dicendo:
    “caro stato, cari politici, cari amministratori locali, non rompete il cazzo a noi perchè sennò paralizziamo tutto e a sorpresa, quando e come vogliamo”… il seguito del discorso però, che i tassisti non fanno, ve lo faccio io, ed è :
    “andate perciò a rompere il cazzo alle altre categorie e ai singoli che non hanno o non possono adottare queste nostre forme di lotta” (che non si chiama lotta ma estorsione)

    Ecco perchè, buzz e tengri, i tassisti non fanno bene un cazzo a fare come fanno, perchè devono poter lottare per le loro ragioni, certamente ne hanno tutto il diritto, ma negli stessi binari e con le stesse forme con cui lotta un controllore di volo, o il personale di un ospedale o un macchinista ferroviere (che possono anche loro bloccare il paese, ma con gli strumenti di lotta previsti e non svegliandosi la mattina minacciando incidenti ferroviari o aerei o chiusure di un pronto soccorso ogni volta che gli rode il culo)

    Se per voi è giusto che i tassisti paralizzino a sorpresa quel pubblico servizio che è oggetto stesso della loro attività, e se ne servano trasformandolo in leva di ricatto per loro rivendicazioni (giuste o sbagliate) al di fuori di ogni forma di regola sindacale o democratica, beh io invece non sono contento un cazzo. ne di ciò, nè che questi facciano in questo modo un bel dispetto a mario monti o ai poteri oscuri del creato, mi incazzo piuttosto perchè quei sacrifici che vengono loro abbonati, io statale, io ferroviere, io ospedaliero, dovrò pagarli anche per loro (oltre ai miei) e con gli interessi

    E questa è l’anticamera della guerra civile, è lotta tra poveri, e non perchè lo scrive repubblica o telese sul fatto, ma perchè la gente inizia a rompersi il cazzo non solo più dello Stato o del Governo che lo salassa, ma anche e soprattutto di dover pagare anche per il lavoratore che gli vive a fianco ma che magari non viene intaccato affatto da alcun sacrificio.

    @ tengri, non mi pare che copenaghen, germania o oslo (mettici pure bruxelles, ecc.) siano paesi del terzo mondo … 40 euro roma-fiumicino non sono paragonabili a nessun viaggio dall’aeroporto alla capitale, a parità di euro/km e soprattutto se paragonati al costo della vita in quei paesi rispetto al nostro

    buon we a tutti

    • vado all’indietro:
      sui costi) Oh bruno… quel grafico che ho postato parla chiaro eh. Mi sa che quando tu, come altri, sei in vacanza non è che stai molto a guardare quello che spendi per un taxi. Non è che quel grafico lo hanno fatto dei tassisti, e se c’è indicato che Oslo costa più del doppio di Milano o Roma non credo siano dati inventati. E’ un dato di fatto che la benzina (diesel) costano a livelli massimi in Europa e questo incide sui costi, ovviamente. Ma guarda caso i taxi in italia NON costano proporzionalmente. Quindi cosa ne deduci? Io che il sistema che abbiamo alla fine funziona abbastanza.

      sui gruppi finanziari) Sono pronto a scommettere che entro un paio di anni i prezzi saranno aumentati del 20% almeno, e che la maggior parte dei servizi taxi sarà in mano ad aziende che fanno capo a grandi gruppi, che un tassista a quel punto guadagnerà di meno di quello che guadagna ora (che comunque non arricchisce ma permette semplicemente di vivere dignitosamente, il che è già un LUSSO, d’accordo, visto che non molte categorie sociali oggi, anche occupate, possono permetterselo), che il servizio non sarà migliorato.
      ma di vincere questo tipo di scommesse, ormai da anni a questa parte, mi sono francamente rotto il cazzo.

      sulle forme di lotta) E’ un cazzo di dato di fatto che le forme di lotta “tradizionali” non contino più assolutamente NIENTE. E’ un cazzo di dato di fatto che ti puoi anche dare fuoco ma non ti si incula nessuno. Se provi a manifestare pacificamente magari esercitando resistenza passiva ti rompono il culo e passi pure per violento o blacbloc se solo ti metti una fottuta mascherina in faccia per non respirare la merda che ti buttano addosso!
      E tu vieni a parlarmi di autoregolamentazione?

      Qui il problema è esattamente l’opposto!
      Qui il problema e trovare forme di lotta che incidano quanto quelle di queste categorie nevralgiche, per questo, e non per altro privilegiate.

      Ripeto che fanno assolutamente bene a scioperare con le forme che possono. Lo sciopero è usare l’unica arma in mano ad un lavoratore: rifiutarsi di lavorare. E’ un suo cazzo di diritto. Non mette in pericolo nessuno. Prendi un autobus, il motorino, il treno o la macchina se devi andare da qualche parte.

      E se domani contestualmente scioperassero tassisti, ferrovieri, autisti, casellanti e si bloccasse tutto. Beh vorrà dire che la gente ne ha le palle strapiene.

      Certo, la solidarietà verso chi non incide minimamente sulla nostra vita è più facile. Basta commiserare e/o indignarsi un tot al chilo, tanto che ce ne frega. Basta distrarsi un attimo e ce ne dimentichiamo.
      Però non appena la cosa ci tocca un pò cambiano le cose. Allora gli scioperi diventano dei fastidi. Chi sciopera ci rompe i coglioni e auspichiamo una regolamentazione.

      PERCHE’ TUTTO FLUISCA COME DEVE.

      Solo che porca la puttana le cose non vanno affatto come dovrebbero.
      E sarebbe ora (anche se non avverrà mai e ne sono convinto) che la gente se ne renda conto.

      Per cui, da parte mia, visto che sono convinto che alla società civile non verrà fuori niente di buono da questo tipo di liberalizzazioni, ben venga chi ci si oppone, con tutti i mezzi.

      Che la democrazia, non so se te ne sei reso conto. E’ morta. Se è mai stata viva.

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