La neve …


Fateci caso: negli ultimi anni, ogni volta che c’è un evento meteorologico appena al di sopra della normalità, la situazione diventa drammatica. E a me sembra che ciò accada con una frequenza sempre maggiore. Sicuramente maggiore di qualche tempo fa.

Sfiga?

Questo è un paese dall’orografia complessa, indubbiamente. Alluvioni, frane, smottamenti ci sono sempre stati e presumo ci saranno sempre, senza dar per questo la colpa a mutamenti climatici, al Nino, alla Nina, al buco dell’azoto

C’è qualche altra cosa. Deve essere avvenuto qualcosa, negli ultimi lustri, che oltre a cambiare il tessuto sociale del paese, ha inciso profondamente anche nel funzionamento della macchina dello Stato.

Che non funziona.

Sia chiaro: io non sono di quelli che pretendono l’efficenza di Stoccolma o Oslo nelle città italiane dove nevica in questo modo una volta ogni 20 anni.

Però a distanza di una settimana ci sono ancora paesi isolati. Migliaia di utenze non alimentate. I treni non funzionano che in parte.

Sui giornali è infuriata la bufera delle polemiche fra Aledanno e la Protezione Civile, ma nel frattempo di molti paesi alle porte di Roma o in Abruzzo, o in Ciociaria, o in Irpinia, in Molise… non si parla. Ogni tanto qualche voce che raggiunge i media nazionali, qualche grido d’aiuto, dimostra che siamo ancora in piena emergenza. Ma se ne sa poco o nulla.

Se cerchi qualcosa come una mappa dei paesi isolati, non trovi niente. Sui giornali se ne parla genericamente, ma è chiaro che non esiste un’autorità – lo Stato – che coordini i soccorsi e che fornisca informazioni. Niente di niente.

Come mai?

Nell’acquiescenza bovina dei partiti di questo scorcio della nostra storia politica, nessuno che chieda conto al Governo di fare il punto della situazione. Monti in partenza per gli USA si è limitato ad avvertire che venerdì nevicherà di nuovo.

Il fatto che intere comunità siano più o meno abbandonate a se stesse è ormai considerato assolutamente normale. Che i piccoli comuni debbano pagare con i loro inesistenti fondi le squadre di spalatori dell’esercito viene raccontato come una bizzarria ma poi velocemente digerita. Così è: fatevene una ragione.

Viviamo un’epoca in cui l’inammissibile viene fatto accettare come la normalità.

L’esercito italiano è pagato dagli italiani, con le loro tasse. Ma se interviene aiutando gli italiani, questi devono pagare.

Non ne sono certo, ma ho idea che il seme di questa assurdità sia contenuta in qualcosa che nasce qui .

Però ieri, è trapelata la notizia, relegata nelle pagine interne di qualche giornale, dell’acquisto dei primi 3 F35 Lightning al costo unitario di 80 milioni di dollari.

Lo Stato ha fatto, negli ultimi ventanni, dei passi indietro da gigante. La parola d’ordine è stata privatizzare.  La parola liberismo ha avuto valenza altamente positiva, forse per la sua radice che l’assimila alla parola libertà. Per contro la parola statalismo e le sue declinazioni è diventata un insulto.

E’ molto difficile per un non addetto ai lavori ricostruire l’iter legislativo che in questi due decenni ha lentamente ma inesorabilmente smantellato la macchina dello Stato. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. In modo drammatico non appena la situazione esce dalla normalità.

E’ un paese in sfacelo, quello che emerge da questi quadri emergenziali, con uno Stato che è sempre più solo vessatorio, esattoriale.

Lo Stato italiano sembra funzionare egregiamente solo quando gli devi dei soldi.

La neve di questi giorni ha messo tristemente in evidenza, ancora una volta, questa realtà.

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4 thoughts on “La neve …

  1. La neve è sempre bella rende persino un parcheggio poetico, detto ciò:ora è tutto privatizzato o delocalizzato e quindi Terna o chi per esso deve garantire l’efficenza della rete elettrica, la Telecom deve garantire la rete telefonica, l’Anas e/o le Regioni e/o le Province la pulizia delle strade statali,regionali, provinciali, i comuni la rete comunale, le aziende del gas, dell’acqua le loro reti, la Protezione Civile coordina gli aiuti e gli interventi con i suoi mezzi e i suoi uomini, la Difesa deve fare dell’altro … sarebbe il caso di tornare ad un servizio civile obbligatorio ? Forse

    Ma anni or sono mio padre faceva l’operaio della Sip prima di passare negli uffici, ogni inverno lui e un suo collega si facevano km a seguire le linee che collegavano i paesi dell’entroterra ligure alla civiltà e spesso dopo giorni era i primi “aiuti” che alcune frazioni vedevano dopo le nevicate, ma una volta c’era lo Stato, c’era la Naia, non c’erano state le privatizzazioni …eppure anche allora i paesi rimanevano isolati, saltavano le condutture, non c’era luce per giorni

    Secondo me siam cambiati noi, troppo abituati ad avere la soluzione “immediata”…troppo abituati al buttare via una cosa che si è rotta senza pensare che si potrebbe aggiustare… spesso siamo noi (e parlo dell’intera mia generazione) che non sappiamo cosa fare, come piantare un chiodo, scavare una buca o fare una prolunga , siamo noi che deleghiamo ad altri questi “lavori” …

    Un saluto

    • Sono d’accordo con le tue riflessioni. E’ vero quello che dici, molto dipende anche da noi. Però è un fatto che si persegua la logica dell’utilità più che quella del servizio. E’ il motivo per cui scuole e servizi sanitari spariscono dai piccoli centri.

      Le reti di servizi sono state privatizzate: che si parli di gas, di energia elettrica, di telefonia… è un rimbalzarsi continuo di competenze, fra chi gestisce “l’ultimo chilometro” e chi le infrastrutture a monte.

      In questi ultimi lustri è invalsa la convinzione che privatizzare volesse dire risparmio e maggiore efficenza. E i risultati li vediamo.

  2. Buzz…
    Monti…il Governo…io spesso ho la sensazione ovattata di questo Governo, semplicemente perchè non li ho votati io (per cui sarei portato ad approvare) nè li ha votato un avversario politico, per cui sarei portato a criticarlo…
    sono lì, gente strana, sconosciuta, per la quale non mi appassiono affatto…
    Se il vecchio governo o il precedente ancora avesse lasciato i paesi isolati in mezzo alla neve, ci sarebbe state manifestazioni, l’opposizione avrebbe gridato all’inettitudine del ministro di turno…
    invece è tutto molto “diluito” quasi impercettibile…
    quasi un oblio…
    e mi spiace assai per tutti quelli che in questi mommenti son lì a battere i denti dal freddo…

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