Pillola rossa o pillola blu?


Scrivo pochissimo in questo blog, da un po’ di tempo. Un senso di scoramento e di ineluttabile, e di parlare al vento. O che le parole si perdano fra miliardi di parole. Di inutilità.

Ogni tanto mi torna l’impulso a farlo. Non tanto forse perché qualcuno legga. Più, come dire, a futura memoria. Per avere fra qualche anno l’amara soddisfazione di poter dire: ecco, l’avevo detto.
Mi capita. Ne traggo perlomeno un po’ di autostima, quando il dubbio di aver preso la pillola sbagliata mi prende. Quella che ti fa vedere la realtà o quella che ti fa immaginare ciò che non esiste?

Siamo terra occupata. Un paese invaso.
Un governatorato: la regione Italia.

La classe politica, a livello di partiti tutta, con rare eccezioni individuali, è complice di quello che una volta si sarebbe chiamato esercito invasore. Complice per convenienza personale, per calcoli di bottega, per stupidità, perché sono piccoli meschini uomini avidi di potere.

Mai avrei pensato, nella mia vita, di poter arrivare un giorno a fare discorsi con toni nazionalistici.
Ma è diventata una questione di vita o di morte. Ci stanno depredando e lo faranno sempre di più. Ci porteranno via tutto quello che è possibile portare via.
Man mano che ognuno di noi arriva al limite se ne rende conto.
Siamo incamminati, buona parte di noi, verso il baratro. Molti sono già caduti, spinti da quelli dietro, inconsapevoli.
A nulla servono le grida di avvertimento o di aiuto, seppur disperate. Ognuno sembra essere inesorabilmente solo.
Ammaliata dalla martellante propaganda di regime la maggioranza continua a marciare compatta e inconsapevole. Come lemmings. Spingendo nel vuoto quelli più esposti.

Ci hanno detto che era colpa nostra, untermenschen italiani pigri e spendaccioni. Che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Che abbiamo votato una classe politica sprecona e inefficiente.
Che ci meritiamo i sacrifici. Che dobbiamo soffrire, stringere la cinghia, per star meglio poi.

Non è vero nulla.
O meglio, è certamente vero che abbiamo una classe dirigente inefficiente. Ma abbiamo anche un paese che lavora, o meglio lavorerebbe, se potesse. Che produce. E anche le spese inefficienti, sono comunque spese per qualcuno e reddito per qualcun altro. Oggi hanno fermato anche il volano della spesa pubblica.

Ci hanno detto che non siamo competitivi.
E non è vero. L’operaio italiano costa meno di quelli europei presi a modello, nonostante un cuneo fiscale altissimo. Già, perché l’operaio italiano (o l’impiegato) guadagna meno, molto meno degli altri europei.
Non guadagna abbastanza per permettersi di mantenere una famiglia. Questa è la realtà.
Bisogna lavorare in due, perché altrimenti… ma che ve le dico a fare queste cose… le sapete, meglio di me.

Stanno strozzando le famiglie, le imprese. I disoccupati aumentano. I cassa integrati pure. I precari sono sempre milioni.
I sottopagati anche. Un esercito di schiavi, stanno creando.

E hanno la faccia di venirci a dire che dobbiamo fare sacrifici!

Dobbiamo cacciarli via. TUTTI.
Dobbiamo riprenderci il paese. La nostra terra. Le nostre città. Le nostre case.

Da ventanni abbiamo un unico partito al potere. Diviso apparentemente in due, ma che persegue le stesse identiche politiche.
Detengono il potere economico, finanziario, politico, mediatico.

Operano ogni giorno con un vero e proprio lavaggio del cervello, continuo, martellante, con tutte le forme.

Nessuno dice quello che è ovvio: DOBBIAMO USCIRE DA QUESTA EUROPA CHE E’ UNA DITTATURA. DOBBIAMO USCIRE DALL’EURO.

I numeri?
Intanto quelli su come ci stanno fregando. Su come quello che stanno facendo non è risanare il paese. Bensì spingerlo nel baratro.

Ma eravamo messi così male noi da giustificare il panico del 2011?
Presto! Presto! Subito “i tecnici” Presto! Presto!

Questo è il % del debito Totale su PIL al 2011 diviso come:

1) Il % del debito Pubblico,
2) Il % del debito delle imprese
3) Il % del debito delle famiglie
4) Il % del debito delle Istituzioni finanziarie
5) Il totale

Potete confrontare i vari Paesi.

Stavamo messi così male rispetto agli altri?
E allora perchè?

Aggiungo anche che dal 2000, entrata nell’EUR, al 2011:

A) Il debito delle famiglie è più che raddoppiato, da 22 a 45 (+105%)
B) Il debito delle imprese da 55 a 82 (+49%)
C) Il debito delle Istituzioni finanziarie da 51 a 76 (+49%)
D) Il debito Pubblico da 107 a 111 nonostante la crisi del 2008

Oggi questi dati sono molto peggiorati, in un solo anno di Monti.

*) Come ho detto altrove il Debito Pubblico detenuto da stranieri s’è ridotto, dal 46,8% al 27,8% + il 5,5% detenuto da BCE (di cui noi siamo azionisti).

*) Cos’è un debito pubblico? Un debito del popolo. Ma qualcuno ce l’avrà il credito corrispondente. Avrà i Titoli, i BTP, i BOT, i CCT.

*) Per 2/3 sono Italiani, famiglie, fondi, banche. Ora forse anche più di 2/3.

*) Sono soldi loro. Degli Italiani.

*) Per quale motivo non decidono loro, gli Italiani, che cosa fare, coi soldi loro?

*) Perchè decidono dei signori stranieri con i soldi degli Italiani quale politica fare?

*) Non ci vuole una laurea in economia, o in scienze Politiche, non ci vogliono discorsi complicati, non occorrono “dibattiti” complessi.

*) Basterebbe in TV anche uno solo onesto.
Basterebbe che scrivesse su un giornale anche uno solo onesto.
Quattro acche. Non cose difficili. Cose semplici.

*) L’aumento del debito pubblico per l’intero 2011 era stato di 53,9mld
In 10 mesi del 2012 di Governo Monti l’aumento del debito è di 109,9mld, più del doppio del 2011 intero, e mancano ancora 2 mesi da conteggiare.
Questo con l’austerity dei “sobri”.
Ma non è perchè sono stupidi, incapaci. Sono capacissimi, e svelti anche.

*) Dal primo quarto 2011 a oggi, in % su PIL siamo passati dal 111% al 128,5% che si stima sarà probabilmente quello con cui chiuderà il 2012.

*) E’ simile al percorso imposto alla Grecia, solo ritardato di un paio d’anni?
Non lo so, guardate voi, questa è la Grecia, debito su PIL:

*) E la crescita? Il PIL è caduto del 2,4% cioè sono 40mld in meno del 2011. Consumi, vendite al dettaglio, produzione, tutto a picco.
La disoccupazione giovanile è al 36%.
Dunque questa è la politica.
Ma non li vedono loro i risultati? Benissimo li vedono, anzi li prevedevano, e infatti per tempo approvano i provvedimenti in base a quello, in modo da legare poi le mani sempre più. Lo fanno per tempo.
Non sono stupidi, non sono incapaci, sono capacissimi. E svelti.

*) Se L’Italia esce dall’EUR, riprende ad esportare, e contemporaneamente fa un piano di investimenti pubblici e privati, ambiente, scuole, infrastrutture, servizi ecc.. fa riprendere tutti i settori. E i consumi. Subito.
In appena un anno l’Italia comincia a riprendersi.
Non servono sigle complicate, teorie monetarie complicate, spiegazioni difficili.

*) Mancano i soldi? E perchè, quando mai? Se finanzi un piano che ha un ritorno non mancano mai i soldi. Quando mai?

*) E’ “Nazionalismo”? Può darsi, se vi piace il termine, ma questa qui è una dittatura invece, dove però comanda uno straniero per procura, coi soldi tuoi e per l’interesse di gente sconosciuta, forse a N.Y., forse a Londra, che non ha nessun interesse particolare per la tua gente, per gli Italiani.
Vedete voi.

*) Ed è andata a spron battuto, spedita, rapida, questa gente.
Approvando leggi su leggi, pareggio di bilancio in Costituzione, MES, ERF, legge di stabilità….tutti svuotamenti e trasferimenti di Sovranità.
A pro di chi? Di N.Y. o di Londra? O di Francoforte?
E perchè devo assoggettarmi io? E per chi, se non sono un pazzo?

*) Non occorrono grandi discorsi. Solo cacciar via gli usurai Internazionali, il cui obiettivo è affamarti sempre di più e appropriarsi della tua libertà. Fine.

*) Non serve la Bocconi o “Giavazzi”. Serve non aver perso la bussola completamente e andare ancora dietro agli slogan o alla sx, alla dx, al centro….

*) Sono 20 anni che c’è un Partito Unico, diviso apparentemente in due, sx e dx, non l’avevate capito? Hanno governato metà per uno, non l’avevate notato? Controllate. Hanno fatto la stessa identica politica, sulle cose che contano, al di là dei proclami, non l’avevate osservato?

*) Va bene, pazienza, ora però lo avete visto dal 2011 o no?
Erano proprio insieme anche formalmente.
E anche chi comanda realmente lo avete visto finalmente o no?
Cosa dovevano fare più che spedire un proconsole da Bruxelles?

Cosa vi serve ancora che vi facciano?

tratto da: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=54867

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A Settembre nuovo massimo storico del debito pubblico, a 1.995 miliardi.
L’incremento del debito da inizio 2012 è di oltre 90 miliardi.

Per l’intero 2011 l’incremento era stato 54 mld.
Il debito pubblico procapite, al 31 dicembre 2011, è di 32.787 euro.
Dal 2000 il debito pubblico è aumentato di circa 695 miliardi di euro, cioè del 53,43%, il doppio circa rispetto all’inflazione che è stata nel periodo del 25,80%.


La stima corrente (consensus forecast) è che il debito/PIL a 2012 chiuderà sopra 128,5% su PIL
Qui una tabella dell’andamento. Il dato del 2012 è quello vecchio provvisorio delle stime governative.

Nonostante le dichiarazioni di tutti i componenti del Governo e dei media sui risultati ottenuti, l’evidenza dei numeri dice il contrario. Quando perciò viene detto che l’Italia deve proseguire su questa via si deve sapere che questa via ha soltanto peggiorato i conti pubblici, proprio il lato che intendeva migliorare. Al cittadino viene istillata l’idea che stia facendo grandi sacrifici e che li debba continuare, perché questi sono giustificati da risultati e quindi produrranno poi un’uscita dalla crisi, ma intanto la crisi si aggrava e il cittadino non ne vede mai la fine.

Dal lato della crescita invece l’OCSE stima (per il poco valore che ha) un 4% complessivo per i prossimi 10 anni, il che significa uno 0,4% annuo. Quindi una crescita pressochè nulla (5-6mld a fronte di un debito che sale di 13 mld solo in un trimestre).

I titoli di Stato a Settembre ammontavano a 1.672 miliardi.
Gli interessi passivi nei primi 9 mesi sono stati pari a 62 miliardi.
I tassi di interesse medi sono stati: BOT 1,52%, BTP 4,52%, CCT 3,52%.
Le riserve ufficiali a ottobre 2012 ammontavano a circa 144 miliardi di euro. 107 mld oro, 5,068mld riserve su FMI, 7,405 DSP (Diritti Speciali di Prelievo) 27.087 valuta estera.
Le riserve in oro, pari a 2.451,8 tonnellate, rappresentano il 72% delle riserve totali. L’Italia è dopo USA e GER il terzo Paese per riserve d’oro.
Tuttavia ai fini del debito queste rappresentano solo circa il 7% quindi non sono una soluzione per l’abbattimento, come proponeva ad esempio Prodi, ma nel contempo danneggerebbero molto lo stato patrimoniale di BdI.

Continua la crescita dello stock di Titoli, come è logico dovendo finanziare un debito sempre crescente.
La media dei tassi si è alzata, come è noto, e cioè il servizio del debito è più costoso.
Anche questo non depone a favore delle scelte. I mercati cioè continuano a richiedere un premio al rischio e dato che si basano sulle attese non sono rimasti per nulla impressionati dai risultati conseguiti dal Governo.
Va detto che sia i fondamentali dell’economia, sia lo stato e la dinamica dei conti pubblici, al tempo della “catastrofe” imminente del 2011 e dell’impennata degli spread non solo non erano minimamente paragonabili a quelli odierni ma anzi erano discreti.

Qui una tabella che indica il debito in scadenza per il 2013 e 2014 che verrà rinnovato. Non comprende ovviamente il nuovo debito che eventualmente verrà a formarsi e che anch’esso va finanziato.

Questa invece è una tabella (2011) che illustra il debito totale, cioè quello pubblico, quello delle famiglie, delle industrie e delle Istituzioni finanziarie.


Blu= Government, verde= Non financial, Rosso = Famiglie, giallo = Financial
Parecchi studi concordano che un livello consigliabile per il debito totale riguardo a una sostenibilità di lungo termine sia intorno al 180%. Questo significa solo una cosa: che la soluzione, la via maestra, è il taglio dei debiti tramite una ristrutturazione promossa a livello sovranazionale.
Qualsiasi altra via è un prendere tempo ed aggravare la situazione.

Le uscite di capitali dall’Italia dalle banche italiane da giugno 2011 a giugno 2012 sono state pari a 235 miliardi (15% del Pil 2011), per due terzi verso i Paesi core Europei.

Sempre da giugno 2011 a giugno 2012 la quota di Titoli di Stato italiani detenuti da soggetti stranieri si è ridotta dal 46,8% al 27,8%, a cui va aggiunto un 5,5% detenuto dall’Eurosistema nell’ambito del Securities Markets Programme.

Abbiamo dunque una imponente fuga di capitali da un lato e una riduzione del debito detenuto da stranieri dall’altra.
In parte (5,5%, circa 90mld) i titoli stranieri sono stati rilevati dalla BCE, sul mercato secondario (Securities Markets Programme) per sostenere le quotazioni.
Un’altra parte deriva da larghi acquisti delle banche italiane, a fronte dei finanziamenti della BCE all’1% (LTRO Long Term Refinancing Operation). Le banche hanno aumentato infatti dal 13,2% al 20,6% (circa 120 mld). (Le banche sono moralmente spinte a detenere una certa quota di debito pubblico del Paese in cui operano).
Infine le famiglie italiane che hanno aumentato l’1% (16mld) direttamente, ma per una quota ben maggiore attraverso fondi comuni.
Questa riduzione del debito estero è probabilmente se non certamente conseguente al disegno di rendere il debito di ciascun paese dipendente dai propri cittadini in modo che le eventuali ristrutturazioni, o default parziali, o altri provedimenti saranno esclusivamente a carico loro.

Le ultime note brevi riguardano PIL, inflazione e disoccupazione.
Qui una tabella del PIL con le varie previsioni.

Nel terzo trimestre il Pil è sceso dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,4% rispetto al 3° trimestre del 2011.
Rispetto alle previsioni del Governo e dell’FMI (di parte) un risultato quindi disastroso.
Il Fondo Monetario Internazionale ha poi corretto a Ottobre indicando un -2,30% del Pil, un deficit/Pil del 2,81% e un debito/Pil al 126,32%.
Tutti i conti danno quindi un quadro molto precario, testimoniano non solo dell’inutilità ma della dannosità delle politiche di austerity, che non solo hanno penalizzato come previsto la crescita, ma sul fronte della stessa tenuta dei conti appaiono aver mancato l’obiettivo, ed anzi la tendenza è come si vede a un aumento ancor più veloce del debito nonostante i sacrifici imposti. E’ quindi altamente probabile che l’Italia sarà costretta a
chiedere “l’aiuto” dell’Europa, come previsto e pianificato, se mi si consente.
E’ evidente in ogni caso che il peggioramento dei conti comporterà ulteriori manovre e oltre alla possibile vendita del patrimonio immobiliare dello Stato (sui 350-400 mld) passerà per provvedimenti straordinari come un’imposta patrimoniale o un prelievo sui conti correnti.

Il tasso annuo di inflazione è pari al 2,8%, per l’intero 2012 sale al 3%.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo, a base 100 nel 2005, è pari a 119,2, +2,7 punti rispetto alla lettura di 116,5 di luglio. Ciò significa che in 7 anni il potere di acquisto è diminuito di quasi il 20% vale a dire che una persona compra con lo stesso denaro il 20% in meno dei beni che comprava nel 2005.

La disoccupazione, ultimo dato aggiornato questo, sta all’11,1%, ma bisognerebbe aggiungere circa un 2,3% dovuto a oltre un miliardo e cento circa di ore di Cassa Integrazione che qui significano, anche in ragione del trend economico, disoccupazione, e non quindi una misura temporanea.
Il tasso di disoccupazione fra i giovani tra i 15 e 24 anni è 35,1% (dati vecchi, di Settembre).

Un’ ultima notazione riguarda il credito che s’è ridotto costantemente. La politica avviata ha anche l’effetto di incanalare maggiori risorse di liquidità delle banche verso l’acquisto di debito pubblico e questo comporterà probabilmente che la dinamica di rifinanziamento dello stesso debito, che come si è visto è anche in crescita, sottrarrà ulteriori risorse all’economia reale alimentando quindi e aggravando la spirale già in corso.

P.S. Aggiornamento: Il debito pubblico italiano raggiunge il suo livello più alto nella storia, superando per la prima volta il tetto dei 2.000 miliardi e attestandosi a 2.014,7 miliardi dai 1.995,1 di Settembre. Lo rende noto il supplemento “Finanza pubblica” al bollettino statistico della Banca d’Italia.

mincuo
11.12.2012
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=11229

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2 thoughts on “Pillola rossa o pillola blu?

  1. Ciao Buzz…sempre un piacere, se si può dire, leggere queste considerazioni-condensate….l’unica cosa che mi atterrisce è che son le stesse cose che dice la Lega per “imbonire” i suoi elettori, condendo le verità con altre scorciatoie…che abbiano ragione loro???
    Marco

  2. Un paio di anni fa, forse qualcosa di più, iniziai a mettere in discussione l’euro.
    Ci arrivai intuitivamente, solo dopo ho trovato conforto nel lavoro di persone che analizzavano la questione avendo dimestichezza con i fondamentali dell’economia, suffragati da dati e dalla conoscenza della storia. Ma una cosa mi era chiara fin dal primo momento, lo sdraiarsi della sinistra sulle posizioni europeiste/€urocentriche, con la conseguenza di lasciare spazio, intere praterie da correre, alle varie destre o al localismo della lega.
    E’ inevitabile, purtroppo, dato che la sinistra si è fatta vessillifera delle politiche di dominazione europea, che la questione possa diventare cavallo di battaglia di berlusconi (fino ad un certo punto perché ha sempre troppo da perdere per andare fino in fondo, infatti si fece cacciare da palazzo chigi, un anno fa), della lega e di destre ancora più estreme.

    D’altro canto, se c’è un’occupazione, le cose sono due, o stai con loro o stai contro di loro. Non è che conti molto se sei di destra o di sinistra. Prima di tutto bisogna riprendere la nostra autodeterminazione, che abbiamo perso.
    Poi si potrà anche vedere se la “ricostruzione” potrà essere improntata da politiche sociali di sinistra o di destra. Ammesso che si riesca ancora a definire con chiarezza la differenza.

    Ma oggi il problema mettersi in testa che non esiste destra e sinistra nel partito unico. E’ solo apparenza.
    Quelli ti dicono che i gay li fanno sposare, gli altri no. Ma per il resto ti fanno il culo nello stesso modo. Amen.

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