L’andar Per Monti…


Sembra proprio che il Governatore della regione Italia voglia sporcarsi le mani. Quasi. Forse.
Senza candidarsi, essendo già senatore a vita. Ma ha aggregato attorno a sé, oltre Montezemolo e i suoi imprenditori – tutta gente che quando si tratta di ciucciare soldi dallo Stato le sanno tutte – quelli che non saprebbero che altro fare: Casini, Fini, Rutelli, gli sbandati moderati del PDL tipo Frattini e Pisanu, che tutti insieme prenderebbero percentuali nell’ordine di poche unità, ma con una lista (unica o frazionata, si vedrà) “Per Monti” sperano di contare qualcosa nel prossimo parlamento.
L’importante è che: “È prevista anche una sorta di “clausola anti-Brunetta” in base alla quale gli esponenti del “Nuovo centro” dovranno impegnarsi a non attaccare i paesi europei (a cominciare dalla Germania), difendere l’euro e tutelare l’Ue.”

Avranno i loro sondaggi, certo. Ed è abbastanza evidente che pensino di mettere all’angolo Berlusconi e costringerlo a ritirarsi dalla contesa elettorale.
Il caimano infatti conta sempre una sua lista, seppur ristretta negli ultimi tempi, di affezionati elettori. E poi ha sempre una potenza di fuoco mediatica impressionante. E può, se non vincere, perlomeno dare fastidio.

D’altro canto, il partito mediatico “pro-monti” Repubblica in testa, seguita da tutti i grandi gruppi, nonché televisioni, sarebbe divisa – per modo di dire visto che poi è sempre la stessa zuppa – fra Bersani e Monti. Con Berlusconi a fare da terzo incomodo?

Non credo.
Se Monti accetta di impegnare il suo nome, invece di ritirarsi a fare il Cincinnato, è perché c’è un disegno che prevede l’uscita di scena di Berlusconi.
D’altro canto, se un anno fa è stato buttato fuori dal governo del paese, pur godendo ancora di una maggioranza piuttosto solida, anche se comprata, in parlamento, è perché chi ha messo Monti aveva argomenti tali da indurre il Napoleone de noantri di ritirarsi all’Elba.
E tali argomenti restano tutti validi.
Berlusconi lo sa perfettamente. Il suo agitare battaglie anti euro, anti europa, condite dalle solite promesse di abolizione di tasse inique, è un bluff.
Non può vincere le elezioni, ma s’impegna per contrattare un prezzo di uscita più alto possibile.
E’ un commerciante, in primo luogo.

Se invece dovesse restare sarebbe ben strano. Qualcosa che si è rotto. Certamente a Monti non conviene impegnarsi in una situazione che per la divisione risultante nell’area centrodestra vorrebbe dire trovarsi a contare percentuali da partitino. Come si presenterebbe fra qualche mese alla corsa per il quirinale avendo preso una manciata di voti alle elezioni politiche, con un netto rifiuto da parte degli elettori del suo nome?
Quindi se Monti s’impegna vuol dire che sa per certo che Berlusconi si tirerà indietro.
Staremo a vedere. Per ora sembra che si impegni. Ma forse è solo guerriglia psicologica a colpi di disinformazione.
Ben difficilmente, credo, con la presenza concorrente di Berlusconi, le liste “Per Monti” potrebbero contare su quella percentuale vicina al 20% che consentirebbe loro di essere determinanti perlomeno in Senato e puntare così ad un governo continuista.

Nel frattempo Bersani resta a guardare. Si sentiva già la presidenza del consiglio in mano e guarda che gli vanno a combinare.
Oltretutto, dopo aver improntato un programma che vede nella continuità con Monti il suo leit motiv, si troverebbe ad avere dall’altra parte della barricata – nel gioco-farsa delle elezioni – proprio Monti.

Messi da parte i programmi di politica economica che sono uguali. Quelli sulle tasse e la caccia agli evasori, male supremo del paese, che sono uguali. Quelli di politica sociale, che sono uguali (vedi ILVA). Cosa resta su cui confrontarsi amabilmente?

Beh ci saranno alcuni temi etici tipo coppie di fatto, coppie gay, adozioni, matrimoni, persino eutanasia, ma dopo. Perché inimicarsi il vaticano sotto elezioni non è cosa.

Il PD..
Se gli viene a mancare il muro su cui da ventanni si appoggia, intorno al quale ha costruito l’unica sua essenza – l’antiberlusconismo – cosa gli resta per fare politica? Nulla. Il vuoto totale.
O meglio: gli restano le teorie su cui Monti è campione riconosciuto. E dovranno fargli campagna elettorale contro.
Che imbarazzo. Ne vedremo, di salti mortali…

Il più grande tifoso di Berlusconi in questo momento è il povero Bersani.
Intanto parla con Monti, cercando di convincerlo a starsene buonino, con la promessa della presidenza della Repubblica.
Ma Monti sembra intenzionato a candidarsi “contro la principale forza che lo sostiene” (cit. D’Alema).

“Noi – gli aveva detto il leader pd l’altro ieri – siamo obbligati a parlarci. Per il presente e per il futuro”. Nella stessa occasione ha fatto notare come i ruoli possano essere complementari. “Tu rassicuri i mercati e Bruxelles, io posso garantire sul piano sociale i sindacati”.

da qui

E così avremo un PD che per ora è primo partito. Un centro “per monti” che rastrellerà quanti voti? Dipende se c’è Berlusconi o meno. intorno al 20% senza Berlusca, poco sopra il 10% con. Secondo me.
E poi delle opposizioni di destra e di sinistra, divise, perché ovviamente diverse.
Non hanno nulla in comune M5S, Lega e destra se non l’opposizione alle politiche Montiane.

E moltissime astensioni. A maggior ragione perché avremo la sensazione che il voto proprio non cambierà nulla. Soldi sprecati in una rappresentazione inutile.

L’ipotesi che gli italiani si sveglino e votino in massa fuori da queste logiche inciuciatorie è fuori discussione, purtroppo.

Il M5S, l’unica compagine che pur con molti aspetti migliorabili, rappresenta realmente il nuovo e la speranza non è in grado di reggere il continuo fuoco di sbarramento delle corazzate mediatiche. Crescerà, certo. Prenderà i voti di quella parte del paese che fino all’ultimo cerca di resistere e di sperare, ma non basta. Andranno in parlamento, faranno la loro opposizione, ma nulla potranno di fronte allo schieramento compatto di Montiani moderati e Montiani … come chiamarli? Montiani di sinistra, no.

“sinistra” è una parola che ha un senso. quando pensi a “sinistra” ricordi persone e politiche che oggi nulla hanno a che vedere con questa gente che si ritrova nel PD.
“montiani democratici” ? boh… no nemmeno…. democratico non definisce abbastanza…
E già. E’ difficile definirli. Transitoriamente mi viene da chiamarli “Montiani Bersaniani”.

Dicevo: nulla potranno di fronte allo schieramento compatto di Montiani Moderati e Montiani Bersaniani, celebreranno il rito folle dell’intangibilità dell’Euro, si piegheranno alla necessaria, visto il crollo del PIL e l’aumento del debito, “perdita di sovranità nazionale”, (ufficialmente, perché ufficiosamente l’abbiamo persa da un pezzo).
Avremo così un governo, come dicevo, continuista. Un inedito mix di bersaniani e di centristi, montezemolati civili e tecnici.

Impeterriti continueranno ad applicare l’agenda Monti. Una politica recessiva fatta di tagli, manovre aggiuntive, pressione fiscale alle stelle, disoccupazione, precarizzazione.

Saranno altri anni di spoliazione, impoverimento.

Sono pessimista, scusate. Chi può se ne vada da questo paese.
Dopo il 21, ovviamente, che hai visto mai…

Nel frattempo il paese reale continua a stare sempre peggio. Fra promesse di tagli
http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/tagli_sanita_roma_piano_bondi/notizie/238885.shtml
nuove tasse, http://www.ilmessaggero.it/fisco/arriva_tares_nuova_tassa_su_rifiuti_e_servizi/casa-543.shtml
ieri sono stati diffusi questi dati:

Il 58% delle imprese italiane ha chiesto un prestito per pagare le tasse, ovvero contrae un nuovo debito, per poter far fronte agli adempimenti fiscali oppure, come rivela una indagine di Ispo-Confartigianato, è costretto a chiedere una rateizzazione del debito ed una dilazione dei pagamenti. Le aziende coinvolte sono circa 615 mila, mentre 40 mila sono gli imprenditori che, per mancanza di liquidità, non saranno in grado di pagare le tasse. Per alcune imprese, invece, si parla del 26 % circa, l’aumentata pressione fiscale ha causato ritardi di pagamento per alcune imposte. Il quadro. davvero allarmante, viene spiegato con la aumentata pressione fiscale sulle aziende, già toccate dalla crisi economica e quindi non in grado di sostenere la ulteriore pressione fiscale che, in questo ultimo anno, è aumentata del 22,6 % per oltre un milione di aziende, ovvero il 74 % del totale delle aziende italiane. La pressione fiscale aumentata ha privato di liquidità le aziende che già erano sofferenti. Una fiscalità che non solo è più pesante, dice l’indagine, ma è anche ulteriormente appesantita dalle complessità burocratiche e che ha causato, per almeno il 33 % degli imprenditori italiani di piccole e medie imprese, un ritardo anche nel pagamento dei fornitori, ritardo che ovviamente ha causato una spirale discendente.

Nel frattempo però: gli istituti bancari toccheranno quota 4 miliardi quest’anno per poi arrivare a 6,5 miliardi nei successivi dodici mesi. Totale: 10,5 miliardi di utili in appena due anni.

Annunci

2 thoughts on “L’andar Per Monti…

  1. Come commentare? Che sono diventato pessimista anch’io e che non so se andrò a votare. Grillo non mi convince ancora, a parte lui di persona è il concetto “dell’uomo solo al comando” di cui diffido. Hai comunque ragione sulla guerra mediatica che gli hanno scagliato contro: la tipa emiliana del M5S, quella del punto G, è di continuo in televisione a sparlare del suo ex movimento, con la soddisfazione malcelata dei conduttori in area PD che la invitano apposta. Ecco, questo mi fa incazzare non poco…

    • Il programma del M5S lo trovo pieno di cose condivisibili, ma siamo a livello di principi ispiratori. Mi piacerebbe che nel movimento ci fossero persone in grado, ognuna nel loro campo, di andare un pochino più a fondo che non la semplice enunciazione di parole d’ordine. Altrimenti si rischia il populismo e la demagogia.
      E’ vero che in italia funziona più della serietà (berlusconi docet) ma chi vuole approfondimenti dovrebbe poterli trovare.

      Se esistesse questo, mi starebbe bene anche un Grillo testa d’ariete come comunicatore. Mi starebbe bene anche se andasse in qualche programma televisivo a cantargliele, perché è un animale da palcoscenico, forse anche più di berlusconi.

      Non c’è e me ne dispiace. Sull’Euro ad esempio vorrei sentire una posizione chiara. Per me l’uscita dall’Euro è un programma fondamentale. E lo è tanto più viene presentata come al primo posto nell’ordine di priorità.

      Comunque, attualmente, pur col dubbio, il M5S è l’unico che andrei a votare. Perché se per il M5S ho dei dubbi, per gli altri ho solo certezze.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...