Io so io…


Tralascio le considerazioni sulla sensazione di rabbia provocata a livello epidermico dall’arroganza dimostrata in questi giorni, ulteriormente, da Mario Monti. “Io so io, voi nun sete un cazzo” qualcuno ha paragonato il suo argomentare alla famosa frase del Marchese del Grillo. E la logica sembra essere proprio quella. Non mi candido: ma se chi vince le elezioni mi chiederà di fare da premier, volendo seguire la strada maestra della mia agenda, sono disponibile.
Praticamente un essere superiore, un semidio, la reincarnazione della figura di un faraone che concederà la sua guida al paese.
Un po’ piccato, dato che si è reso conto, dai sondaggi, che se si fosse sporcato le mani dando il suo nome a una lista i consensi sarebbero stati roba buona per far ingolosire i piccoli numeri dei Mastella, dei Casini, ma non gli avrebbero consentito queste smargiassate che col suo aplomb britannico lascia cadere sugli interlocutori.
Meglio, molto meglio, restarsene fuori ad aspettare. Minacciando funeree conseguenze se non venisse seguita la sua linea ideale.

Non mi piace che Berlusconi stia dicendo cose sostanzialmente giuste. L’europa è Germanocentrica. Le norme, le regole, sono fatte da un bel po’ di tempo ad uso e consumo degli interessi tedeschi. Non è una questione di chissà quali complotti, è semplicemente che l’economie più forti hanno imposto le loro regole. E’ la legge di mercato: i più forte diventano sempre più forti e i più deboli sempre più deboli. Specie se tutti i contendenti sono chiusi in una gabbia, senza possibilità di cambiare in qualche modo le regole del gioco.
Non si azzarda ancora a dire che il problema è L’Europa, così come è stata concepita. Con una moneta a cambio fisso che economie a due velocità non erano in grado di sopportare e ora tenuta insieme a forza, con la distruzione delle economie più deboli a vantaggio delle forti, che letteralmente stanno cannibalizzando, le prime.
Sfiora solo il problema dell’uscita dall’Euro.

Non mi piace perché Berlusconi è quello che è. Ma in questo caso, ciò che dice non è populismo: sta usando temi estremamente reali in modo però strumentale. Perché il suo interesse non è quello di condurre una battaglia del genere contro la finanza internazionale, da cui uscirebbe personalmente con le ossa rotte.
Il suo interesse è contrattare posizioni di potere più convenienti per sé.

E in questo modo, questi temi, importantissimi, vengono sviliti. Vengono associati a Berlusconi. Un personaggio sfatto e ormai ampiamente sputtanato.

Purtroppo accade quello che avevo previsto: che tale battaglia sarebbe stata cavalcata da destra. Così come poi del resto sta accadendo in Grecia.
Per me la politica contro questa Europa, non è una battaglia nazionalistica. Tutt’altro.
E’ una battaglia contro una dittatura strisciante instaurata da una convergenza di interessi fra burocrazie e finanza. Dittatura che riguarda tutti i popoli europei, non solo quello italiano, ma anche tedesco, francese, spagnolo. Popoli verso cui sento lo stesso senso di solidarietà che sento verso quello di italiano.

E’ la battaglia contro il potere dei burocrati europei, e non contro il sogno di un’europa senza confini.
Contro la follia di una moneta unica che ci ha distrutto l’esistenza e che vogliono tenere in piedi a tutti i costi, drammaticamente, perché il crollo dell’euro vorrebbe dire il crollo di questa europa. E per loro, indietro non si torna.
Anche se la vita dei popoli europei, nei paesi ad economia più debole, tornerà indietro di cento anni, come qualità.

Non mi piace che la battaglia contro questa pazzia resti in mano alle destre nazionaliste, ai fascisti, agli xenofobi.
Ma a parte Grillo, che pure sulla questione dell’Euro non ha preso posizioni nette, limitandosi a dire che intende promuovere un referendum sulla questione (cosa importante, ovviamente, perché porterebbe a un dibattito pubblico sui perché sì e i perché no e magari qualche voce oltre i media di regime potrebbe anche a filtrare fino al grande pubblico) non c’è nessun altro che affronti la questione. Pochissimi, a livello di figure non considerate antagoniste o da centro sociale, hanno posto la questione. E quelli che lo hanno fatto hanno visto scomparire la loro voce da altri canali che non fossero quelli della rete, youtube e siti di controinformazione.

Staremo a vedere, come sempre, che più di quello poco possiamo fare.
Nel frattempo leggetevi questa perla dell’agenda Monti:

Lo scorso 14 dicembre il nostro ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, è volato a Washington ad incontrare il suo pari grado, Tim Geithner, e «investitori» finanziari non meglio identificati. Ad essi, secondo Il Corriere, Grilli ha spiegato il piano del governo Monti per ridurre un poco il debito pubblico, che Monti ha continuato a far salire rispetto al PIL, inarrestabile. Il calo del PIL (e non le tasse, secondo Grilli) ha fatto sì che esso si divaricasse dal debito: quello scende e, per forza, questo sale. La soluzione è aumentare il PIL «nominale», cioè quello reale più l’inflazione (che è al 2%, secondo loro), per far convergere le due entità.

Come fare? Tranquilli, ha detto Grilli ai finanzieri esteri: «Il continuo aumento della disoccupazione spinge chi cerca un posto ad accettare compensi sempre minori pur di lavorare, ridando così un po’ di competitività di prezzo alle imprese». Le imprese italiane potranno dunque «ridurre i costi del lavoro» (Il Tesoro e la via anti-debito).

Ecco dunque il progetto di «rilancio» e «crescita» di Monti (e di Bersani poi, per cui Monti è «un punto di non ritorno»): nessuna liberazione delle imprese dallo strangolamento della burocrazia pletorica inadempiente, nessun taglio ai «costi della politica»; niente blocco degli statali e dei loro stipendi, già il 15% superiori a quelli privati; niente fiscalità che non sia persecutrice di chi produce, nessun taglio agli statali di lusso con stipendi miliardari. Quello che vuol ridurre, il governo, sono i salari privati, ossia di quelli che producono, non dei parassiti. Mettendo in competizione gli occupati con i disoccupati, costretti ad «accettare compensi sempre minori».

tratto da http://www.rischiocalcolato.it/2012/12/mario-monti-weimar-reloaded-maurizio-blondet.html

Questa è una delle strade maestre della ricetta Monti. Visto che il cambio dell’euro fisso non ci consente di svalutare per ridare competitività alle imprese, si comprimono i salari, la qual cosa ha anche il benefico effetto di aumentare la mobilità, in quanto la gente pur di lavorare è disposta a spostarsi lungo l’asse della penisola a seconda delle necessità, senza troppe pretese e per il tempo necessario.

Abbiamo la rara fortuna, purtroppo, di poter vedere applicate le teorie dell’agenda Monti, come uno sguardo sul futuro, dando un’occhiata in Grecia.
Chiaramente i media non ne parlano. Qualche accenno fugace quando ci sono manifestazioni o scontri di piazza. Tanto per segnalare i facinorosi, neofascisti, o reduci comunisti, ultrasindacalisti che protestano contro le misure dei governi, imposte dall’europa, ahimè necessarie, punto.

Avevo già postato alcuni giorni fa un articolo https://vocialvento.wordpress.com/2012/12/20/quello-che-succede-veramente-in-grecia/
ora aggiungo questo:

Vivere sull’isola di Samo con le misure d’austerità

Coloro che hanno letto la mia rubrica Samos Diary sull’austerità nel corso dell’ultimo anno sapranno senz’altro che ho posto l’accento di recente sull’atmosfera di recessione che aleggia sull’isola ora che l’austerità e il disastro economico si abbattono sul benessere degli isolani.
È estremamente difficoltoso prendere atto di tutto ciò che scaturisce da questo clima: lo stress, l’ansia e lo shock vero e proprio quando le occasioni e il benessere di una vita si volatilizzano, quando i posti di lavoro scompaiono, quando le entrate economiche si riducono enormemente o addirittura svaniscono nel nulla, quando i prezzi dei beni di prima necessità e le nuove tasse punitive e regressive aumentano in maniera spropositata.

Chiunque, con un briciolo d’umanità, sebbene abbia la sicurezza di un reddito ragionevole, come nel mio caso, non sarà mai in grado di rimanere estraneo al dolore e alla sofferenza che lo circonda. Tutti i miei amici e vicini stanno attraversando un periodo di stenti. È letteralmente straziante osservare questa catastrofe che si svolge davanti ai miei occhi: famiglie sfasciate poiché un numero continuamente maggiore di ragazzi e, in particolare, uomini di mezza età lasciano i propri cari in cerca di lavoro e denaro. Nel corso dell’ultimo mese, ho assistito alla partenza per il Congo di quattro uomini che offrono la propria manodopera per la costruzione di un nuovo aeroporto. Ultimamente si parla moltissimo delle opportunità lavorative in Sud Africa, dato che i greci si rendono conto che le destinazioni tradizionali, quali l’Europa e gli Stati Uniti, non assicurano più il tanto agognato lavoro salariato.

Sono sempre più numerose le piccole imprese che sono riuscite a resistere a cinque anni di declino economico e che adesso stanno fallendo ad una velocità esorbitante. Lo scorso weekend, Stelios, un commercialista di Ambelos, mi ha raccontato che soltanto durante l’ultimo mese ha chiuso i libri contabili di nove imprese (sulle 160 di cui si occupa) dichiarandone così il fallimento. Secondo il commercialista, questa cifra è destinata a salire nei prossimi mesi. La situazione non è più rosea nel settore pubblico: gli ultimi “accordi” con la troika, infatti, implicano il licenziamento di migliaia d’insegnanti, dottori e lavoratori comunali. Giannis, un insegnante qualificato con tre lauree (!), ieri, mi ha detto che non ha assolutamente nessuna speranza di trovare lavoro come insegnante, specialmente se il governo è intenzionato a far chiudere i battenti delle scuole dei paesini costringendo gli studenti a spostarsi in scuole situate nelle città principali dell’isola.

Ma questi bambini come possono riuscire a raggiungere le strutture scolastiche se, prima di tutto, l’isola non dispone praticamente di nessun mezzo di trasporto e se, seconda di poi, i prezzi della benzina sono così alle stelle che i loro genitori non hanno modo di sostenere i costi giornalieri del trasporto? Le conseguenze sociali di una politica di questo tipo non sono neanche prese in considerazione dall’ordine del giorno dello Stato. Per gli insegnanti abbastanza “fortunati” che hanno potuto tenersi stretto il proprio lavoro, il governo ha ben pensato non solo di decurtare loro gli stipendi (adesso uno stipendio iniziale per un nuovo insegnante è di circa 600 euro al mese) ma sostiene inoltre che è previsto che lavorino nelle scuole per un totale di 40 ore alla settimana, senza tenere in considerazione la preparazione delle lezioni, le valutazioni, e cosi via.

La situazione infelice, almeno a Samo, è stata aggravata dall’assenza di varie forme di resistenza e solidarietà di sopravvivenza, manifestatesi invece nelle città principali quali Atene, Salonicco e Patrasso. La disperazione e la rabbia provate a Samo sono rimaste all’interno dei nuclei familiari e abitativi: tale chiusura, come ha spiegato il sociologo Panagiotis Sotiris, può fomentare il cannibalismo sociale e l’ascesa del partito neofascista Alba Dorata. Il sociologo ha scritto:

«È risaputo che i movimenti fascisti sono sempre alimentati dalla disperazione e dall’insicurezza, e specialmente dalla frustrazione individuale. A meno che le varie sfere sociali non riacquistino una sorta di fiducia collettiva nell’abilità che hanno di cambiare le proprie vite attraverso la lotta, la battaglia collettiva e la solidarietà, non ci si può aspettare altro che un’ascesa continua dei fascisti. La semplice promessa dell’instaurazione di un governo di sinistra non può far nascere una fiducia collettiva. Se non dimostriamo che la lotta collettiva può assicurare che ogni singola famiglia possa disporre di elettricità, che l’assistenza sanitaria sia accessibile a tutti, che nessun bambino resti sprovvisto di un pasto alla mensa scolastica, se non dimostriamo che tale solidarietà tra i greci e i lavoratori immigrati è il modo migliore per rendere i quartieri più sicuri, allora Alba Dorata, con tutti i suoi atti di “solidarietà solo per i greci”, continuerà a fare proseliti. Alba Dorata sta cercando di porre le basi per la propria egemonia reazionaria tra le fasce delle classi subalterne; la sinistra non ha il lusso di poter semplicemente attendere che l’occasione di ascesa al governo le cada tra le mani come un “frutto maturo” da cogliere.»

Fonte: The Greek Left and the Rise of the Neo-Fascist Golden Dawn (N.d.T.: La sinistra greca e l’ascesa del partito neofascista Alba Dorata): http://www.socialistproject.ca/bullet/731.php#continue.

Link: http://www.globalresearch.ca/living-with-austerity-depression-hangs-over-greek-islands-economy/5314959
10.12.2012

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di ELISA BERTELLI

Buon Natale.

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3 thoughts on “Io so io…

  1. sarà, ma io vedo gran fermento…la situazione è così pesante che non sarà possibile raccontare ulteriori panzane sperando che la gente abbocchi ancora…
    Auguri Buzz di un buon 2013

    • Molta gente non abboccherà, però, purtroppo, sarà divisa. Fra astensioni, fra M5S e destra, con berlusconi e non.
      Dall’altra parte anche se sulla carta sono divers,i i filomontiani sono uniti, Pd e centro, per amore del potere in realtà e perché “l’europa lo vuole” in apparenza si sdraieranno pedissequamente sull’agenda monti.
      Incuranti delle condizioni del paese reale, compatti governeranno rappresentando in realtà non più del 30% del corpo elettorale nel suo complesso.
      E questo paese scivolerà sempre di più nella recessione e nella povertà per sempre più ampie fasce di popolazione.

      Buon 2013.
      Sperando ci porti una forza politica che riesca ad aggregare attorno a sé una maggioranza e che ci faccia uscire dall’euro.

      • Temo che “qui” quella forza politica ci sia già… noniostante abbia perso la faccia con gran parte dei suoi elettori, adesso il vecchio slogan “son tutti uguali” sta tornando forte, supportato da “meglio sia uno dei nostri”…porca puttana aggiungo io…però insisto a dire che le ultime “cure” hanno avuto un effetto dirompente anche su molti che votavano PD a prescindere…un PD che sposa le cure di Monti dopo che ha ridotto la gente al lumicino…più di qualcuno non gliela farà passare liscia… speriamo bene…

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