Leggendo qui e là


Sui media girano come prime due notizie, o una o l’altra: la questione del fiscal cliff in america, per cui Obama ha addirittura interrotto la sua vacanza alle hawaiima perché, che non lo sapeva Obama di questa scadenza? che è sto fiscal cliff, un evento imprevisto? ovviamente no, ma ai media piace drammatizzare… – l’altra è la “salita in politica” di mariomonti. Questa mattina al giornale radio del sole24ore, che fa parte della schiera sparuta ma pesante degli entusiasti sostenitori del governatore della regione italia, si traeva supposizione che si andasse verso la lista unitaria dal fatto che in nottata l’account twitter del nominato avesse messo nella lista di quelli che segue, associazioni tipo amnesty international, emergency, per un totale di 17.
Che c’azzecca? Non ne ho la minima idea. Ma ogni occasione è buona per parlare di egli.
Dopodiché passavano a descrivere il baratro del fiscal cliff: se entro il 31 dicembre non si arriverà ad un accordo con i repubblicani, scatterranno tagli automatici della spesa e aumenterà il prelievo fiscale, con la conseguenza di bloccare la crescita e far ripiombare l’america in recessione.

Esattamente così l’hanno spiegata.

Allora… per quale motivo mariomonti che per un anno ha rappresentato il nostro fiscal cliff, tagliando la spesa a destra e manca e aumentando la tassazione in ogni sua forma, è buono e il fiscal cliff di obama è cattivo?

Dicono che se non trovassero un accordo per questo fiscal cliff, ogni famiglia americana dovrà sopportare un costo per il 2013 di 3500 $. Dicono. Se.
Invece è certo che ogni famiglia italiana dovrà sopportare un costo di 1500 €.
Oltre quelli che abbiamo già sopportato nel 2011 e nel 2012.

Non è dato saperlo.

Grillo intanto ha pubblicato la sua agenda. Vediamo:

1 – Legge anticorruzione
2 – Reddito di cittadinanza
3 – Abolizione dei contributi pubblici ai partiti (retroattivi da queste elezioni)
4 – Abolizione immediata dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali
5 – Introduzione del referendum propositivo e senza quorum
6 – Referendum sulla permanenza nell’euro
7 – Obbligatorietà della discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese
8 – Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti
9 – Elezione diretta dei candidati alla Camera o al Senato
10 – Istituzione di un politometro per la verifica di arricchimenti illeciti da parte della classe politica negli ultimi vent’anni
11 – Massimo di due mandati elettivi
12 – Legge sul conflitto di interesse
13 – Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa sul modello francese
14 – Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica con tagli alle Grandi Opere Inutili come la Tav
15 – Informatizzazione e semplificazione dello Stato
16 – Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza

1) sulla Legge anticorruzione si può non essere d’accordo? Certo, poi bisogna vedere come la si fa. Io per esempio credo che dovrebbe essere prevista per chi ha ruoli di responsabilità nella pubblica amministrazione e in qualche modo ne approfitta un’aggravante pesante nelle pene previste. Qualcosa tipo che raddoppi la pena e altri meccanismi emergenziali.

2) sul reddito di cittadinanza sono d’accordo. (se non sapete cos’è c’è wikipedia ) Sarebbe una misura utile a rimettere in moto l’economia. Ovviamente un provvedimento del genere porta con sé la domanda: dove prendere i soldi?
E la questione non è semplice, perché nella gabbia dell’euro in cui siamo, per una serie di regole arbitrarie che sono state poste, non è pensabile – come dice qualche commentatore oggi relativamente all’agenda monti – aumentare ulteriormente il debito e le politiche di austerità debbono continuare.
Ovviamente le politiche di austerità mal si conciliano con il reddito di cittadinanza. Quindi o questa proposta da per scontata una modifica profonda della visione economica dello stato, – e allora perché non metterla, spiegandola, ai primi punti del programma – oppure è demagogica. Pura chiacchera destinata a rimanere tale.

3) Sull’abolizione dei contributi pubblici sono d’accordo. C’era già stato un referendum e lo hanno aggirato.

4) Idem sull’abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali. Da un certo punto di vista è un’istituto che ha un senso in una democrazia. Ma oggi è troppo un buco nero. Chi ha qualcosa da dire si trasferisse su internet, se non gliela fa a restare sul mercato.

5) Istituzione del referendum propositivo e senza quorum. D’accordo. Così come sono d’accordo sul:
6) Referendum sulla permanenza nell’euro e sul:
7) Obbligatorietà della discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese. Non si può non essere d’accordo.

8) Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti. Questa la vedo poco fattibile. E’ una questione culturale e i giornalisti italiani sono allevati da generazioni per essere al soldo dei partiti (o dei potenti in genere). Se una sola rete televisiva senza pubblicità significa che poi si limita a programmi culturali di intrattenimento leggero, educativi eccetera, pure pure… ma appena inizia a dare informazioni… uhm… l’indipendenza la vedo difficile.
Quindi è una proposta un po’ demagogica.

9) Elezione diretta dei candidati alla Camera o al Senato. Che significa, che i partiti non debbono nominare alcun loro candidato? Non lo so. Penso che una quota parte debba rimanere.

10) Questo “politometro” boh. Bisogna vedere come lo si congegna. Che le finanze degli amministratori pubblici dovrebbero essere trasparenti (ma anche dei loro famigliari, evidentemente) sono d’accordo.

11) Massimo ue mandati elettivi. Anche questa bisogna vedere come la si congegna. In linea di massima d’accordo. Ma non credo che sia questo il problema. Un parlamentare professionista, a vita, mi potrebbe anche stare bene, sempre che fosse una persona onesta e capace. L’esperienza potrebbe essere un di più e non una particolarità negativa.

12) legge sul conflitto di interessi. Si certo. Ma gli ultimi anni hanno dimostrato che è un problema superato. Il conflitto di interessi con l’europa ad esempio dove lo si iscrive?

13) Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa. D’accordissimo, ma come? Non può essere disgiunto da un taglio radicale del prelievo fiscale e del costo del lavoro, agendo sul cuneo fiscale e non sul reddito del dipendente, che anzi deve guadagnare di più. Quindi una visione diversa dell’economia come dicevo al punto 2)

14) Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica con tagli alle Grandi Opere Inutili come la Tav
Assolutamente d’accordo. Insieme ad un controllo radicale sulla spesa sanitaria.

15) Informatizzazione e semplificazione dello Stato. Discorso lunghissimo. La semplificazine dello stato è il massimo risultato di una democrazia. Più i cittadini non capiscono nulla delle leggi e più è facile per i pochi che ci si barcamenano aggirarle e usarle e loro utile. Tutto dovrebbe essere molto più semplice e chiaro. L’informatizzazione non risolve. Il problema è semplificare.
Ad esempio: in tema di mercato del lavoro. Perché devono esistere decine e decine di contratti diversi? Se esistesse un contratto di lavoro per chi fa lavori pesanti e usuranti, a prescindere che sia boscaiolo, edile o metalmeccanico, o un contratto per chi fa amministrativa, che sia dipendente pubblico o privato, in qualsiasi comparto merceologico…e così via… non sarebbe molto più semplice per tutti?

16) Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza. Francamente questo è simpatico, ma nulla di più. Il problema dell’accesso alla rete, nel senso dell’accesso all’informazione, è un problema culturale, non informatico. La gente in massima parte non ha gli strumenti culturali necessari per informarsi. La rete la usa per altro.

Insomma… per un verso è interessante, questa agenda-programma. Ma per altro verso trovo che eviti di impegnarsi sui temi essenziali. Non ho ancora letto, proveniente da M5S, una presa di posizione ufficiale sull’europa e l’euro.
Si certo, il fatto che si parli di referendum sull’euro è già qualcosa. Ma che ne pensa il movimento su questo tema. Dove sono le teste pensanti cui fa riferimento?

Non una parola insomma sull’impostazione economica. Non una parola sulla concezione dello stato relativamente al mercato.
Eppure appare evidente ormai da un po’ che siano questi, i temi al centro della discussione.

Lasciare alla destra, a berlusconi, queste keywords, mi pare poco lungimirante.

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