Sull’educazione dei figli


I genitori occidentali possono imparare molto dalle società tribali sull’educazione dei figli: i risultati parlano da soli.

C’è bisogno di picchiare i propri figli per disciplinarli? La questione è stata a lungo dibattuta senza raggiungere un accordo. Abbiamo avuto l’opportunità di risolverla attraverso un esperimento di manipolazione controllata: abbiamo assegnato le 47 contee d’Inghilterra in modo casuale ad uno tra due insiemi: uno di 14 Paesi in cui ai genitori è severamente vietato picchiare i figli; l’altro di 23 Paesi in cui hanno l’ordine di disciplinare i propri bambini picchiandoli. Trent’anni dopo, gli psicologi hanno potuto misurare in quale dei due insiemi di Paesi i giovani adulti fossero più creativi, fiduciosi di sé, rispettosi della legge, benestanti e felici.

Un tale esperimento di manipolazione potrebbe essere considerato irrealizzabile, illegale ed immorale. Tuttavia, esperimenti simili sono stati effettuati migliaia di volte, sebbene non in condizioni talmente ben definite. Ci sono grandi differenze tra le pratiche di allevamento della prole tra le migliaia di società umane del mondo, specialmente tra quelle società tribali tradizionali e su piccola scala. Queste società sopravvivono ancora oggi al di là del controllo del governo in Nuova Guinea ed in Amazzonia e molti usi persistono in alcune zone rurali di Paesi con un governo centrale.

Le società tradizionali sono molto più varie rispetto alle moderne società industriali o occidentalizzate. Alcune si oppongono maggiormente al picchiare i propri figli, altre invece sono più inclini anche più di qualsiasi altra società occidentalizzata. Le società tradizionali costituiscono degli esperimenti naturali in tema di allevamento dei bambini che si sono portati avanti per millenni. Mettendo a confronto i risultati di questi esperimenti naturali, apprendiamo gli effetti di schemi alternativi di crescita dei bambini che al giorno d’oggi non potrebbero mai essere testati attraverso la manipolazione controllata.

Degli esempi a noi familiari di certi esperimenti naturali sono quelli usati per identificare gli effetti della nostra dieta e del nostro stile di vita sulla nostra salute. Per esempio, perché la maggior parte dei fisici crede che assumere molto sale tenda a causare un aumento della pressione e anche infarto? La quantità di sale assunta varia tra una società e l’altra, da soli 50 mg al giorno per gli indiani yanomamo del Brasile ai 27 grammi al giorno nel nord del Giappone, il Paese degli infarti. Le società che consumano meno sale si rivelano quelle con la pressione più bassa, mentre quelle che ne consumano di più segnalano pressione alta. In questo caso è stato possibile, legale e morale usare degli esperimenti manipolativi (lievi) per confermare questa conclusione: all’assunzione di poco o molto sale per una settimana, i livelli di pressione del sangue scendono e salgono rispettivamente.

Per quanto riguarda gli esperimenti naturali sul picchiare o meno i bambini, tale pratica non è usata nella maggior parte delle società basate sulla caccia o sull’agricoltura. All’estremo opposto, nelle piccole società basate sull’allevamento si tende a picchiare severamente i bambini, perché un figlio negligente che lascia il cancello di un recinto aperto potrebbe lasciare che parte del prezioso bestiame scappi.

Le piccole società in cui i bambini non vengono picchiati si distinguono in media dalle moderne società occidentalizzate per almeno altri sette motivi in termini di allevamento dei figli. Portano in braccio i bambini in verticale e con lo sguardo rivolto in avanti, in modo che possano vedere dove vengono portati: non trasportano i bambini orizzontalmente come nelle nostre carrozzine, né con lo sguardo rivolto all’indietro come nella maggior parte dei nostri marsupi. Rispondono quasi immediatamente al pianto del bambino; non lasciano che un bambino pianga per 10 minuti filati per “imparare a controllarsi”. La responsabilità per un bambino del gruppo è condivisa non solo dai genitori, ma anche tra tutti gli adulti del gruppo. Sin dall’infanzia, ai figli è concessa molta più libertà di scelta di quanto facciano i genitori micro-imprenditoriali occidentali. I bambini vengono tenuti in braccio in maniera più costante (che sia dai genitori, un altro adulto o un bambino più grande) e non lasciati in una culla. I bambini dormono nello stesso letto dei genitori: probabilmente nessun bambino nella storia dell’uomo è stato mai lasciato a piangersi l’anima per farlo dormire nella sua culla o nella sua stanza prima di 10.000 anni fa. Inoltre, le madri allattano i loro figli per diversi anni.

Che tipo di adulti ne risulteranno? Molti scienziati hanno registrato le loro osservazioni. Ho inoltre sentito l’opinione di molti bambini di genitori occidentali che sono cresciuti in Africa o in Nuova Guinea (ad esempio, figli di missionari) e che sono tornati in Europa o negli Stati Uniti da adolescenti. Sia gli scienziati che i figli degli occidentali, hanno visioni simili. I bambini delle società tradizionali trascorrono meno tempo a piangere rispetto a quelli occidentali. Lo sviluppo delle abilità sociali nei bambini delle società tradizionali è, secondo i nostri standard, precoce. Le parole “curioso”, “sicuro di sé”, “emotivamente sicuro”, “creativo” e “fantasioso” continuano ad saltare fuori dalle descrizioni degli occidentali delle popolazioni tradizionali. Rispetto a noi, passano molto più tempo a parlare e a giocare insieme faccia a faccia, e molto meno tempo a “divertirsi” passivamente guardando qualcosa e non perdono tempo comunicando indirettamente via e-mail, messaggi o telefono. La loro adolescenza non è tormentata dalla ribellione o dalle crisi di identità.

Queste sono qualità che ammiriamo e che ci piacerebbe vedere nei nostri bambini, ma li scoraggiamo perché gli diciamo continuamente cosa fare, lasciandogli poca scelta; li giudichiamo di continuo, li picchiamo, razioniamo il nostro tempo e il contatto con loro; li lasciamo soli ed insicuri per lunghi periodi.

Non sto dicendo che sarebbe facile per noi adottare tutte quelle pratiche di crescita tradizionali, anche se siamo convinti del loro valore. Per molti di noi, potrebbe essere difficile conciliare alcune di queste pratiche tradizionali con le aspettative della vita moderna, come ad esempio l’allattamento prolungato. Altre pratiche potrebbero essere difficili da adottare per quei genitori i cui vicini crescono i lori figli in maniera diversa. Tuttavia, molte pratiche tradizionali sono molto facili da adottare per le singole coppie. Possiamo portare in braccio nostro figlio in verticale e con lo sguardo rivolto alla strada, senza curarci di come gli altri genitori facciano con i propri bambini. Anche se i vostri vicini picchiano i loro figli, non è detto che dobbiate farlo anche voi.

Secondo gli standard tradizionali, molte delle pratiche moderne nell’allevare i figli sono bizzarre. Le pratiche tradizionali sono il prodotto di centinaia di migliaia di anni di esperimenti naturali, in migliaia di società.
Se vogliamo, possiamo imparare molto da questi esperimenti naturali.

Jared Diamond
Fonte: http://www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2013/jan/11/traditional-family-values-without-smacking?INTCMP=SRCH
11.01.2013

Traduzione per http://www.Comedonchisciotte.org a cura di ROBERTA PAPALEO

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4 thoughts on “Sull’educazione dei figli

  1. Molto interessante come sempre il pezzo di J. Diamond. Trovo particolarmente illuminante lo spunto sul fatto che le società in cui si picchiano di più i figli siano quelle basate sull’allevamento del bestiame. Non avevo mai pensato alla correlazione e proporzione fra negligenza e potenzialità di danno per la famiglia.

    Sul piano pratico, quello che ho imparato io come genitore è, molto banalmente, che non si può a lungo *recitare* un metodo educativo. Le pressioni cui siamo sottoposti nella quotidianeità condizionano, ovviamente, il nostro comportamento con i figli.
    Una massima di cui imparai ad apprezzare il valore è: “non si può insegnare ciò che non si sa, e nemmeno ciò che si sa, ma solo ciò che si è”.

    E così, se sei stanco o infelice, è molto difficile essere un buon genitore. Se soffri la tua relazione di coppia, è difficile che non “passi” a tuo figlio il “tema” che nella vita l’amore è sofferenza. Se soffri il lavoro, è difficile che tuo figlio lo ami. Se arrivi stanco e trascuri la casa, aspettando che lo faccia qualcun altro al posto tuo (ad esempio la collaboratrice domestica) sarà difficile pretendere da tuo figlio ordine nella sua stanza e, successivamente, nella sua casa…
    eccetera.

    Per cui inevitabilmente, anche sapere queste cose sull’educazione dei figli, anche leggendosi manuali e saggistica sull’argomento, non ci mette al riparo dall’avere figli infelici.

    Una cosa che ho notato, nel tempo, la strana contraddizione di aver conosciuto figli di genitori psicologi che sembravano mediamente più bisognosi di cure psicologiche (eufemismo) della media delle persone adulte.
    A che serve sapere “come” se poi di te passa al figlio la tua infelicità, la tua frustrazione, la tua rabbia, la tua sofferenza, la tua ambizione, la tua arroganza… ?

    Ricette non ne ho. Forse, mi verrebbe da dire banalmente, un figlio felice lo fa un genitore felice. Ma non lo so. Non veniamo addestrati al mestiere di genitori e, forse, hai solo verso la fine della vita, vedendo la vita che ha fatto tuo figlio, se hai questa fortuna, la possibilità di capire se in fondo sei stato un buon genitore oppure no. Ma a quel punto è tardi per imparare.

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