E’ una cosa bellissima


Cè una teoria affascinante, chiamata della risonanza morfica, sviluppata dal biologo inglese Rupert Sheldrake, secondo la quale se un sistema autorganizzato – gli atomi, le molecole, i cristalli, le cellule, le piante, e società animali – sviluppa alcune proprietà strutturali, organiche, comportamentali o psicologiche, queste vengono automaticamente acquisite da altri sistemi autorganizzati simili o da altri membri della stessa specie.

Così, se una parte di un popolo raggiunge un certo livello di conoscenza o consapevolezza spirituale in una massa critica, questa stessa consapevolezza si estenderebbe per risonanza morfica ad altri individui.

E’ una teoria che implica peraltro una concezione fondamentale dell’esistenza: “ogni trasformazione individuale comporta una modificazione del sistema e chi si trova all’interno di questo sistema viene inevitabilmente coinvolto. Cominciamo quindi a trasformare noi stessi. Questo è il massimo che possiamo fare. La trasformazione personale è l’arma più potente che si possa usare per modificare l’umanità e l’intero pianeta”.

Scrivevo venerdi scorso, di ritorno da Piazza San Giovanni a Roma:E ci credo, che abbiano paura

Molti ancora non capiscono: parlano, scrivono di Grillo. Grillo qua, Grillo là. Non della gente, per cui Grillo è solo un tramite.  Il tam tam dei media su Grillo, ossessivo, insistente, inoculante, pervasivo. Molti pensano, e non si accorgono di pensare i pensieri di altri. Come lo ha trovato, tanta gente che non va nella rete? Perché era lì?

E’ qualche altra cosa quello che ha tirato la gente in piazza e che domani la porterà a votare M5S.

E’ un’onda. Un fremito. Un’energia. Un urlo silenzioso. Ve ne dovete andare.

Ci pensavo stanotte, mentre non riuscivo ad addormentarmi per l’adrenalina. La rete, il web, il passaparola. Tutto ciò è stato importante, ma c’è di più.

Molti mi hanno scritto questo periodo, Grazie a te ho cambiato idea, mi hai fatto riflettere, voterò 5 stelle. Ma lo so, lo sento, ognuno di noi è stato un tramite. Lo stesso Beppe Grillo con le sue doti eccezionali di comunicatore, è stato un tramite. Una sponda.

In realtà è qualche altra cosa.

Sabato mattina parlavo al telefono con mia madre. Aveva saputo della mia simpatia per il M5S solo perché ci eravamo sentiti al telefono da San Giovanni. Per vari motivi ultimamente non avevamo avuto modo di parlare.

Perché Grillo non è andato in televisione, mi ha detto, così quelli come me che non hanno internet sono tagliati fuori. Come faccio io a sapere cosa dicono? Sento solo gli altri che gliene dicono di tutti i colori.

Allora le ho spiegato cosa fosse e dicesse il M5S. I miei dubbi, le mie speranze. Perché per la prima volta dopo tanti anni mi ritrovassi a credere che fosse possibile un cambiamento. Non mi aspettavo di convincerla. Parlavo per me. Mia madre ha sempre votato Pci-Ds-Pd, magari con poca convinzione ma per tradizione. E’ una vita intera che vota così.  Ma a un certo punto mi ha anticipato, si è messa a dire quello che avrebbe voluto, lei, dalla politica, da quelli che votava. E quello che diceva era quello che dice la gente del M5S. Si, mamma. Si, sono d’accordo. Ripetevo solo questo.  Sono convinta, li voto, mi ha detto.

Alcuni giorni fa era venuto a trovarmi un rappresentante. Che aria tira? mi ha chiesto. Brutta. Siamo al limite, gli ho risposto. Parlavo dell’azienda.

Speriamo si decidano a cambiare qualcosa, ora, con le elezioni, mi ha detto. Io sono anni che non voto, ho azzardato, dato che non parlo di solito di politica sul lavoro e non avevo idea di come la pensasse, ma ora voterò M5S.

Si, è l’unica, mi ha risposto. E tutti, tutti quelli da cui vado, faranno così. E i suoi clienti sono piccole imprese, artigiani, officine. Gente il cui voto a un movimento rivoluzionario, nel senso che è talmente nuovo, sconosciuto ai più, e dice cose talmente fuori dal normale linguaggio della politica, non me lo sarei mai aspettato.

Ed è stato in queste settimane uno stillicidio, di cose così. La sensazione che dal tessuto profondo del paese venisse fuori qualcosa e che quel qualcosa andava nella stessa direzione. Una marcia silenziosa.

La stessa sensazione che ho avuto a San Giovanni, nelle zone meno attive della piazza. La gente vicina, ma separata. Senza un passato in comune, senza un’identità. L’ho scritto. Qualcosa li aveva avvicinati. Li teneva insieme. La maggior parte non parlava, ascoltava.  Non applaudiva. Solo un leggero sorriso alle battute, una mezza frase a bassa voce a sottolineare qualche passaggio del discorso.

Anche andando via, quasi tutti in silenzio. Come se avessero ascoltato quello che volevano e ora fosse il momento di far parlare i fatti.

Non tutti quelli hanno votato il M5S, otto milioni e mezzo di persone, hanno avuto modo di informarsi a fondo su internet. L’informazione che necessita la consapevolezza di scegliere qualcosa di totalmente nuovo.  Eppure in tutta italia, con percentuali molto simili, straordinariamente, dal piemonte alla calabria, dalla sardegna alle marche, da lazio alla sicilia, hanno fatto una scelta rivoluzionaria.

Nei mesi scorsi, quando le piazze di tutta europa si riempivano di gente che protestava, si diceva: ma gli italiani? che popolo inetto, per non dire di merda, loro basta che guardano il grande fratello, rincoglioniti dalla tv, imbambolati dalla propaganda, gli italiani gi fanno un golpe e sono contenti, gli fanno bu con lo spread e si prendono Monti come il salvatore della patria…

Sapete come si dice a Roma?  e mecojoni!

La studieranno in tutto il mondo, la rivoluzione degli italiani. Una rivoluzione democratica, incredibile. Che fa carta straccia del potere dei media. Della disinformazione del potere. Che polverizza lo stantio delle ideologie. Una sollevazione gandhiana contro la supponente arroganza dell’elite.

E’ una cosa bellissima.

L’altra sera ho portato mia figlia, che ancora non vota, a San Giovanni. Mi ha chiesto, papà ma che ci andiamo a fare, con questo freddo, non la puoi sentire su internet?

Le ho detto: ci sono cose nella vita in cui bisogna esserci, per capirle. Che bisogna starci. Questa potrebbe essere una di quelle,  che fra tanti anni potrai dire, io quel giorno, c’ero.

Ora sentiamo le isterie di chi non ha capito niente, del movimento 5 stelle, del paese. Di quelli che hanno perso e pensano per questo che abbiano perso tutti. Mentre tutti gli altri pensano che avremmo perso se avessero vinto loro.

Vediamo la rabbia dei mercati, dei tedeschi, dei burocrati europei. Si calmeranno. Dovranno prendere atto che gli italiani sono un popolo che in questo momento sta dando lezione di democrazia al mondo.  Anche se questo contrasta con il loro programmi per noi.

Ascoltiamo tutti i vecchi tromboni, prima della definitiva scomparsa, lanciarsi in arzigogoli per spiegare e per aggrapparsi a quello che stanno inesorabilmente perdendo.

Ma la pienezza di questa giornata non potrà togliercela nessuno.

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17 thoughts on “E’ una cosa bellissima

  1. Non ci crederai mai ma anche la mia ultima telefonata “elettorale” è stata con mia madre. Con la differenza che io l’ho chiamata per convincerla. Anche lei avrebbe votato per il PD … 🙂

  2. bello tutto.certo. ma poi quando si dovranno fare delle scelte sociali ed economiche- e queste scelte lasceranno sul campo un sacco di persone, naturalmente le più deboli, vedremo quello che succede.
    io non amo-eufemismo- la germania, ma pensare che basti fregarsene della germania, dell’europa come fossero entità astratta è una illusione. una tragica illusione. se non imparate a negoziare e non solo a dire che tutti devono andarsene, penso che il futuro sarà più triste per tutti

    • Vedi, io penso che l’euro sia una stata una follia. Non lo penso solo io, ma molta gente che ne capisce molto più di me. Penso anche che oggi l’area euro sia tenuta insieme a forza perché conviene a chi comanda. (è chiaro: chi comanda in un sistema perché dovrebbe volerlo cambiare?)
      Essere prigionieri nell’area euro ci impedisce di fare i cambiamenti strutturali necessari per reindirizzare questo paese in un’altra direzione che non sia quella di una economia finanzacentrica che sta crollando comunque in tutto il mondo.
      Lo so bene, che saranno anni duri, che ci aspettano lacrime e sangue. Ma so anche che sarebbe stato comunque così. La grecia insegna.

    • negoziare? certo quando lo si fa ci sono 2 fazioni che si confrontano con argomenti convincenti, ma quando mai l’italia ha negoziato? i beceri politicanti in italia non lo hanno mai fatto tranne qualche volta, e sono stati tolti di mezzo, non è il momento di negoziare ma di riappropriarci di ciò che è nostro e poi potremmo negoziare.

  3. bellissima recensione credo che si sta sviluppando la coscienza dalle viscere dei singoli e per riflesso quella di un gruppo in sostanza l’evoluzione si sta accelerando. saluti e grazie ancora per il bel post

  4. L’ho condiviso su FB bravo sono belle parole.
    Cerchiamo di aiutarlo/ti, nessuno deve restare indietro giusto?
    Che tipo di attività hai? e dove?

  5. Ti ringrazio. Due volte.
    L’azienda è una piccola azienda famigliare. Ma gliela faremo in un modo o nell’altro.
    Ora c’è un po’ di forza in più. 🙂

  6. Ho il rammmarico di esser venuto a vivere gli anni della mia canizie nel profondo nord. e lontano da Roma. Ma con il tuo post mi son sentito presente sul pratone di S. Giovanni.
    e te ringrazio de core.
    stai sano

  7. Bello, le stesse cose le ho sentite anche io.
    Anche con i fornitori. Uguale a te. Chi era di destra, chi di sinstra. Chi non era mai stato. Tutti M5S. Anche io, che non votavo da tanti anni.
    Questa volta l’ho sentita arrivare.
    Anche noi abbiamo una piccola azienda familiare.
    Anche noi ce la faremo. 😉

  8. Sono nato fuori da qui nel 1978.
    In 15 anni di internet avrò scritto se va bene 3-4 volte all’interno di un sito. Cerco di starmene alla larga e di coltivare con molta difficoltà ciò che rimane dei rapporti reali, appunto fuori da qui. Non sono archiviato in “facebook” e simili (inchiesta di Report: “Il prodotto sei tu”). Premetto che sono capitato qui dentro in quanto influenzato e in un certo qual modo cerco di curarmi anche con questo sfogo ovviamente “virtuale”.
    Premetto altresì che sono vegetariano (ogni tanto anche vegano), mangio poco, in Banca dopo l’accredito dello stipendio, lascio circa 5 euro di residuo, prelevando il resto. Sono anche io vicino al pensiero di Alex Langer e stamattina stavo anche pensando al suo suicidio…
    Comunque.
    Pochi giorni fa sono ritornato ad esprimere il mio dovere civico (non giuridico; quindi se ci si astiene dal recarsi alle urne non si viene arrestati o simili…[retaggio del Fascimo democristiano]) in questa ennesima Farsa, dopo aver denunciato-querelato, nell’aprile del 2012, l’intera classe amministrativa italiana che è ancora lì in Parlamento (Presidente della Repubblica compreso) sulla base del testo redatto dall’avv. Paola Musu e dal giornalista italiano (raro) Paolo Barnard.
    Ossia mi sono recato al seggio e dopo aver esibito la carta d’identità per essere registrato presso la sezione elettorale, ho chiesto (quale mio diritto) di rifiutare le schede elettorali allegando alla motivazione del rifiuto la denuncia-querela di cui sopra. L’esperienza (prima provo), piccola ed iniziale (2007), avuta in più di uno dei Meet-up “Beppe Grillo”, è stata un’ulteriore conferma dei pensieri e delle parole pronunciati e scritte tra gli anni ’60 e il 1° novembre 1975 da Pier Paolo Pasolini che invito a leggere e che vi riassumo brevemente: mutazione della specie a seguito della comparsa di nuovi valori imposti dalla società dei consumi (beni superflui che sostituiscono beni primari, quindi nuovo Fascismo della società dei consumi); disumanizzazione e mercificazione di ogni piccola umanità a favore dell’omologazione di massa (a proposito i termini “massa critica” insieme sono un ossimoro), riduzione a schiavitù e dipendenza ad essa (automi) per opera del “vuoto del Potere” che inconsciamente, senza che neanche ce ne accorgiamo, ci riduce a sub-umani. Quello che oggi sta facendo internet è quello che ha fatto ottantanni fa la televisione. Purtroppo in modo ancora più subdolo e distruttivo in quanto il “vuoto del Potere” vuole che venga usato in questo modo. Comunque non l’allungo più di tanto (chissà chi è riuscito a leggere tutto), vi ripeto solamente leggetevi e imparate da Pier Paolo Pasolini. Grazie, cordiali saluti.

    • In questo stesso blog di Pasolini puoi leggere molto.
      Quanto abbia imparato, non lo so. Per certi versi penso molto, ma non ho la pretesa di pensare di averlo interpretato nell’unico modo possibile.

      Quanto al resto, capisco tutto ciò a cui fai riferimento, ma penso che nel sistema o non ci stai per niente oppure ci stai facendo a gara a chi è più furbo.
      Non starci per niente è difficile. Quasi impossibile.
      Starci cercando di fregarlo è difficile e spesso ti frega comunque.
      Per come la vita è breve forse stanno meglio quelli che tante seghe mentali non se le fanno per niente.

      Io cerco di attraversare con la mia testa la realtà che ho attorno. Reale / virtuale non sono termini cui do, probabilmente, lo stesso significato che dai tu.
      Per me questa interazione è altrettanto reale di una che potrei avere incontrandoti in un bar.

      La domanda che sorge spontanea comunque è sempre una: alternative?

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