da goofynomics (il blog di Alberto Bagnai)


Con un ironico post sul blog il prof chiarisce alcune cose che lo riguardano, ma di sponda chiarisce pure una posizione politica presente nel M5S

Ai giornalisti (lectio difficilior)

Gentile dottoressa, egregio dottore,

la ringrazio per il suo interesse verso la mia attività di divulgazione della quale intuisco che ella non sa assolutamente nulla (un blog che ha fatto tre milioni di contatti in un anno, un libro che sta andando piuttosto bene,  un altro blog piuttosto seguito, ecc.). Ne consegue che ella mi sta sollecitando non in quanto interessata alla mia analisi della situazione (analisi che pure ha avuto una qualche lungimiranza), ma in quanto mi ritiene in qualche modo connesso al fenomeno del momento: il Movimento 5 Stelle.

Con profondo rammarico sono a significarle che io di cotesto Movimento nulla so, tranne quello che si può desumere dall’organo/non organo del suo leader/non leader, che io leggo coi paraocchi della mia discreditata scienza, la macroeconomia. Essa mi suggerisce, per bocca dei suoi massimi esponenti, che la causa dell’attuale crisi vada cercata non nel debito pubblico, ma in quello privato (cosa che peraltro mi ero sommessamente permesso di portare all’attenzione del pubblico aprendo questo blog, con buona pace dei tuttologi a gettone ospitati da certi studi televisivi).

Ne consegue, a mio modesto, sommesso, parziale e tecnicistico avviso, che chi insista sulla diagnosi castacriccacoruzzionedebbitopubblicomannamolituttiacasasoladriiii, come ha sostanzialmente fatto finora l’opaco vertice del movimento, oltre a mentire in termini fattuali, propone, implicitamente, una ricetta ideologicamente schierata, tutta a favore della riduzione del government footprint. Va da sé che questa ricetta da figli di trojka non sarebbe compatibile con una reale volontà di riformare l’Eurozona, e infatti le proposte fatte dai vertici del Movimento in questa direzione sono visibilmente tattiche e demagogiche. Un referendum sull’euro, oggi, servirebbe solo a fare i cittadini “contenti e cojonati” (mi passi, gentile dottoressa e/o egregio dottore, questa espressione dialettale). Corruzione e sprechi sono un problema, ma la strategia montiana di attaccare in recessione il debito pubblico che non è causa della crisi e in Italia non è mai stato insostenibile, e di farlo, badi bene, sostanzialmente per rimborsare le banche private del Nord, equivale a quella del chirurgo che amputa la gamba sana, e a distanza di un anno chi poteva capirlo l’ha capito (mi astengo dal porle domande in tal senso).

Quindi oggi se uno dice “debbitopubblico” io mi giro dall’altra parte e mi occupo di cose serie. Quando un movimento politico dirà “debito privato”, quello avrà il mio consenso e il mio appoggio esplicito (sempre che le sue terapie siano coerenti con questa diagnosi, come attualmente non accade nel PD).

Questa la mia analisi, espressa più volte sul mio blog e altrove, con una severa messa in guardia contro i rischi evidenti della Realpolitik (sotto la quale sta finendo schiacciato il PD, come da me anticipato due anni or sono) e della demagogia in genere. Non basta, a mio modesto e sommesso avviso, imbellettare con proposte di sinistra “sentimentale” (il debito “odioso”, il reddito di “cittadinanza”), una diagnosi profondamente montiana (la colpa è del government footprint).

Ma questo è solo il mio parere, che non interessa a nessuno, soprattutto, a quanto intuisco, non a lei, e certamente, mi creda, ancor meno a me.

A fronte di questo, è un dato di fatto che le mie analisi, per l’originalità del loro stile, e per l’assoluta mancanza di originalità del loro contenuto, hanno in effetti richiamato l’attenzione di una parte credo minoritaria della base del movimento. Questa base, dimostrando un grande spirito di apertura, mi ha più volte invitato ad esprimermi (a Pescara, ad Arezzo, e prossimamente in tante altre città europee e italiane).

Io sono sempre andato, e ho incontrato delle persone pulite e aperte al dialogo. Guardi che non è ovvio che gli esponenti di un movimento che leggono critiche serrate ai loro vertici come quelle che ho citato sopra siano disposti a dialogare con chi le ha espresse. Nella mia esperienza, ad esempio, nessun PDino, anche quando non fosse antropologicamente piddino, ha mai espresso un simile desiderio. A differenza dei piddini, nella mia modesta, limitata e distorta esperienza i “grillini” non “sanno di sapere“, e non ragionano necessariamente, compulsivamente, inesorabilmente per appartenenza. Vogliono sapere, sono curiosi, sono desiderosi di partecipare in modo consapevole a questo difficile momento storico.

Questa cosa ritengo sia la loro forza, ritengo faccia loro onore, e ritengo sia anche l’unica speranza di questo paese.

Spero, dall’esterno, che questo patrimonio di fiducia e di voglia di comprendere non sia tradito da chi ha saputo catalizzarne l’attenzione. Spero cioè che nei prossimi mesi emerga una coerenza fra diagnosi e terapie, e in particolare che il discorso della riforma dell’Eurozona venga affrontato dai vertici del movimento in modo coerente e qualificato. Ma ad oggi niente ci assicura che sarà così, e sono più marcati i segnali in senso contrario, il che mi allieta in quanto analista, ma mi addolora in quanto cittadino.

Personalmente ho elaborato lutti ben peggiori, e così mi accingo ad elaborare quello della sua dipartita, gentile dottoressa e/o egregio dottore, nel momento in cui ella apprenderà che, come mi son permesso di sottolineare nel post precedente, io non posso essere considerato grillino (nonostante non trovi nulla di offensivo in questo termine, che anzi, in base alla mia modesta, sommessa e parziale esperienza, identifica persone piuttosto sopra la media, come ha imparato a sue spese un mio collega).

Come si dice a Roma, quando a tordi, e quando a grilli. Oggi, per i tordi, il piatto del giorno è il grillo. Io non posso esserle utile: sono certamente un animale, ma temo di non essere un ortottero. La mia bramosia di sangue mi identifica piuttosto come un chirottero, ma non voglio annoiarla con la mia futile erudizione.

Sappia che quando avrà bisogno di me, sarò sempre a sua disposizione, ma la prego di lasciare a casa l’etichettatrice, e di ricordare comunque che

El grillo è buon cantore,
ma non fa come gli altri uccelli.
Come li han cantato un poco,
van de fatto in altro loco,
sempre el grillo sta pur saldo

Ecco: pare stia “pur saldo”. In cosa, ribadisco, non lo so. Se lo scopre lei, mi faccia sapere.

Cordialmente.

Alberto Bagnai

Annunci

4 thoughts on “da goofynomics (il blog di Alberto Bagnai)

  1. Io sono iscritto al M5S, ma poichè non ho studiato la sua materia cerco sempre di ascoltare chi come lei la insegna pure! Ho comprato il suo libro perchè lo voglio studiare con calma e perchè la penso come lei e che cioè l’euro è stato un grande inganno ! Il movimento è aperto a chiunque puo’ dimostrare di aver ragione ed è sempre pronto a cambiare un’idea per un’altra migliore ! Anche Grillo un tempo ruppe un monitor di computer sulla scena e poi divenne un sostenitore della rete: io penso che in questo momento lui intravveda un pericolo di disgregazione per i suoi eletti, ma ha anche sempre detto che le idee come quelle che difende lei, sig. professore, una volta messe in rete, se hanno successo, come le sue, hanno il crisma della veridicità e la gente verace come siamo voi le sosterranno. Io spero che nel suo libro lei spieghi bene cosa s’intende per debito privato, perchè non l’ho capito ! Continuero’ a seguire in rete le sue conferenze per istruirmi anche se sono un po’ faticose da seguire ….non certo divertenti come quelle del nostro guru, ma si sa che la cultura è sempre stata faticosa !

  2. Peccato non possa essere considerato una risorsa politicamente. Il prof. Intendo, perche’ mi risulta volontariamente fuori dai giochi ancorche’ schierato diciamo ideologicamente. Ma a me piace. E le sue teorie possono essere se mai messe al servizio di chi imtenda meglio provare a capire la pronda crisi che attanaglia l’economia attuale. Magari adesso qualche panacea verra’ trovata (deroghe al Trattato sul debito pubblico per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione) ma rimane il tema di fondo siggerito dal Prof. Bagnai. Il Tramonto….

    • Giustamente porta avanti le sue idee. Non è che sono passibili di mediazione. O la realtà la leggi in un modo o la leggi in un altro. Poi si può discutere ma sulla base dei dati che suffragano le teorie, opponendo altri dati, altrettanto validi, nel caso. Ma non siamo nel campo delle opinioni.
      Quindi se si accetta la teoria bagnai la si prende in blocco, poi opinione può essere trasformare la teoria in prassi politica.
      Ma attualmente si discute molto, però ci sono posizioni contrastanti.
      staremo a vedere. la realtà è in rapida evoluzione per i tempi della politica.
      purtroppo per i tempi delle famiglie e delle imprese in crisi, questa rapidità non basta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...