La scacchiera.


In questo momento e nei prossimi giorni si giocherà una partita che va ben oltre qualche variazione percentuale nell’elettorato dei partiti.

La rivoluzione rappresentata dal M5S ha scardinato il sistema anche oltre le percentuali di voto. Ha messo in discussione, in modo del tutto salutare, anche la base elettorale di altri partiti. Si è cominciato a percepire il valore di passaggio epocale del momento storico.

Molti tesi che sembravano assiomatiche, delle certezze paradigmatiche, iniziano con naturalezza a diventare argomenti discutibili. E’ il primo passo per accorgersi che erano sbagliati.

E’ come se molti finalmente stessero risvegliandosi.

Il fatto che 9 milioni di persone vedano che il re è nudo, o che esiste una Matrix se preferite, apre gli occhi anche ad altri.  C’è grande discussione e fermento. L’onda è arrivata a terra, e ora c’è tanta schiuma. E’ bella, bianca, vaporosa, ma presto inizierà a ritirarsi.

L’onda era stata sottovalutata e ha trovato ampi spazi in cui riversarsi. Ma non sarà sempre così. Dall’altra parte abbiamo decenni di potere consolidato, un’elite di potere politico, economico, finanziario, mediatico, criminale, che non accetterà di farsi da parte.

Non lo accetterà. Bisogna che ce lo mettiamo in testa molto chiaramente, questo concetto.

Questa è una realtà con cui occorre fare i conti. E vanno fatti fin da subito.

Ci sono due alternative:

– si può scegliere la logica dello scontro frontale, duri e puri. Con il risultato di costringere (ma è quello che vogliono) gli altri nella stessa barca, a collaborare fra loro, per sopravvivere.

– si può scegliere la logica della mediazione, dell’attestazione delle proprie forze. Cercando di dividere gli altri. Impedendogli di rinforzarsi a vicenda. Divide et impera.

D’Alema e Bersani da vecchi volponi stanno agitando la carota per “stanare” il M5S, ma è credibile che si vadano a mettere a ricasco del M5S?

Troppo semplicistica come ipotesi. Sarebbero pazzi, a farlo. Ne uscirebbero subalterni, logorati, impossibilitati a far valere il loro programma che su molti punti è antitetico a quello M5S. Alcune delle tematiche M5S sarebbero subito attuabili sulla carta ma inaccettabili dal PD, che oltretutto ne uscirebbe malissimo, su problematiche tipo TAV o missioni di guerra,  sulla ridiscussione dei trattati UE?  …sul fiscal compact?

E’ pensabile che il PD sia improvvisamente diverso dal partito che è sempre stato?  Dov’erano le idee di sinistra in questi anni, chiuse nel cassetto in attesa che arrivasse m5s?

Insomma non ci credo alle proposte di D’Alema e Bersani. Stanno giocando al gatto col topo, supportati dalle batterie dei media di regime e fanno stracci dell’inesperienza dei parlamentari del movimento.  Offrono quello che non hanno per poi dire che gli altri non lo hanno voluto.

Però d’altro canto se il M5S li spinge verso il governissimo, o grosse koalition, questi non mollano più.
Perché sanno che alla prossima tornata elettorale verrebbero spazzati via.
Quindi farebbero di tutto per continuare a governare, perché fuori di loro, direbbero, c’è il cataclisma epocale, la catastrofe, il crollo della civiltà europea.
Un salvacondotto a Berlusconi, che se l’è guadagnato con la rimonta. Uno ai vertici del PD-PDL per le vicende tipo Montepaschi e via andare, con la stessa musica dell’ultimo anno.

L’ipotesi Governissimo sarebbe drammatica per il paese perchè continuerebbero le identiche politiche economiche che hanno portato il paese alla recessione e molti italiani alla disperazione.

Ma in ultima analisi sarebbe uno scacco anche per il M5S, perchè lo metterebbe all’angolo: impotenti nel parlamento, lo spingerebbe nelle piazze. E non è un movimento da rivolta sulle barricate.
Siamo sicuri che in fondo non è quello che questa classe dirigente potrebbe immaginare come miglior scenario?

Loro a difendere i valori della civiltà, il mito dell’unione europea e fuori i barbari. Questi sarebbero da spingere un pochino verso un po’ di rivolta. Magari con qualche provocazione ad hoc. In modo da poterli additare come un pericolo per la democrazia ancora di più di quando non lo abbiano fatto fino ad adesso.

Ho come un deja vù. La storia ha molte ricorrenze del genere. Il meccanismo è collaudato. Immaginate lo scenario: governo di koalizione, politiche che spingono ancora di più la crisi (inevitabili se non si rivedono i parametri dei trattati europei), rabbia crescente, parlamentari m5s sostanzialmente impotenti le cui denunce e richieste passano inosservate.  Per la stabilità, per i mercati, lo spread, la responsabilità. Manifestazioni, rabbia. Provocazioni. Rivolte. E’ già accaduto, accadrà di nuovo. Sanno come fare. Lo faranno.

Bisogna evitarlo. Bisogna giocare d’astuzia. Impedire alle vecchie volpi di chiuderci all’angolo della non scelta. Dividerli.

Io da simpatizzante, iscritto, votante per M5S sarei  per l’idea di rispondere agli inviti di Bersani-D’Alema per un governo con il PD, anche temporeggiando su alcuni temi, un governo a termine e con alcune priorità.

Insomma andrei a vedere il bluff di Bersani e D’Alema. A rilanciare. La loro base vuole l’accordo in massima parte. Le rivoluzioni si possono perdere o vincere. Come qualsiasi altra partita. Non sta scritto da nessuna parte che la volontà popolare vinca sempre, la storia è piena di esempi al contrario.

Sono sicuro che sia un bluff. Che la Grosse Koalition sia l’unica strada percorribile dal potere.

Ma il M5S deve cercare di impedire o perlomeno disturbare l’inciucio.

Stanno proponendo l’accordo al M5S solo per pararsi il culo davanti al loro elettorato di sinistra. E’ la politica della rincorsa: si spostano a sinistra ma solo per prendere lo slancio e buttarsi a destra. Sanno che l’elettorato in buona parte ha mal digerito un anno di Monti; sanno che specialmente ora stanno in fermento per le parole d’ordine di sinistra del M5S; quindi “aprono” a sinistra in modo impraticabile, per avere poi la scusa per ritirarsi a destra. La posizione sarà: che potevamo fare? ci abbiamo provato ci hanno detto picche. Per il bene del paese dobbiamo essere responsabili.

Appunto per questo il boccino del no andrebbe messo nel loro campo. La proposta netta (e dura) deve farla il M5S. Se accettano fanno il suo programma. Se non accettano si assumono la responsabilità. Quantomeno non dobbiamo dargli questo alibi. Poi se prevarrà nel PD la parte più sana, quella meno collusa con il potere, sempre ammesso che esista, tanto meglio. Ma in ogni caso in quel modo si indeboliranno ulteriormente.

Si possono trovare alcune proposte su cui essere d’accordo e continuare ad incalzarli su altre.  Si può proporre un programma di governo e chiedergli di sottoscriverlo. La forma si può trovare.

Ma lo scopo è triplice:

  1. attuare quanto prima delle politiche economiche anticicliche
  2. impedire alla casta di chiudere il movimento all’angolo
  3. dividere i tre che altrimenti andranno insieme: Berlusconi-Monti-Bersani

Se no ci fottono.

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6 thoughts on “La scacchiera.

  1. Sì, la situazione è delicatissima. Da tempo non le prestavo tanta attenzione. E guardo anch’io alle mosse che vanno fatte, condividendo questa tua analisi. Mi aggiorno proprio giorno per giorno…

  2. Non sono d’accordo. Nel post dai una visione stereotipata del pd che non rappresenta la realtà. Pd sel e pdl non sono la stessa cosa. Il pd ha solo da perdere dalla coalizione con il pdl. Non ne guadagna niente. Perderebbe subito l’alleanza con SEL, gran parte della dirigenza si dimetterebbe e gran parte dei parlamentari non seguirebbe la scelta e oltre a lasciare il partito voterebbe contro. Per non parlare dei militante che per il 99% lascerebbero il partito. E questo per far cosa? Non capisco. Già hanno sbagliato una volta appoggiando il governo monti, ma allora c’era il baratro dello spread e soprattutto erano minoranza. Ora sono maggioranza assoluta alla camera ed hanno solo da perdere da un accordo con il pdl. Il m5s invece qualunque scelta faccia alla proposta del pd perderà dei consensi. Se accettano di sostenere il pd perderanno gli elettori di destra che li hanno votati. Se rifiutano mandano alle elezioni il paese dimostrando di non essere in grado di governare neanche essendo il primo partito.
    La cosa migliore che può succedere è un governo pd-sel appoggiato dal m5s che faccia delle riforme per trasparenza e democrazia dei partiti, riduzione dei finanziamenti pubblici ai partiti e delle indennità, riforma del bicameralismo e della legge elettorale, poi se c’è modo di fare qualcos’altro di condiviso sul lavoro e l’economia bene sennò elezioni.

    • Io ho una visione leggermente diversa del PD, sì. Forse non sono in grado di fare dei distinguo, ma in questi ultimi venti anni non ho avuto molti motivi di farne. Non dico che non esistano negli elettori e nei quadri intermedi delle differenze, ma per me la dirigenza del Pd è più vicina come forma mentis al PDL di quanto non sembri. Per intenderci, sono come cani che si litigano un osso, ma se appare sulla scema qualcuno che l’osso vuol toglierglielo ad entrambi possono trovare utile unirsi.

      C’è un modo, se vogliamo tattico, attraverso cui M5S non tradirebbe né la sua natura né il mandato ricevuto dai suoi elettori: quello di porre sul tappeto, con la massima trasparenza, una serie di punti cardine del suo programma e dire: noi appoggiamo chi si impegna a realizzarli.

      Tatticamente sposti il boccino dall’altra parte. Politicamente sei tu che fai le proposte e detti le regole.

  3. Pingback: Deja vù | VociAlVento

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