Personaggi da mezza tacca.


Entro poche settimane, qualche mese al massimo, il dibattito sul “che fare” entrerà nel vivo del problema: l’Unione Europea, l’Euro. Per quanto gli attori principali facciano finta di niente il redde rationem si avvicina.

Allo stato attuale non ci sarebbe nemmeno battaglia: troppo impari le forze il campo. Ma sarà interessante vedere come la crisi disgregherà strutture di potere consolidate, scompaginando alleanze e intessendone di nuove. Infatti, nel campo dei perdenti, ovvero parte del PD, parte del PDL-Lega, molti che fino ad oggi per opportunismo hanno tenuto gli occhi ben chiusi potrebbero cominciare ad aprirli. Le posizioni piuttosto nette di Tremonti sono piuttosto note ma ultimamente si nota una certa ambiguità anche altrove:

Gli elettori italiani, dopo quelli di tanti altri Paesi europei, hanno (col voto) confermato una valutazione che è da tempo sotto gli occhi di tutti, prevedibile e prevista: la moneta unica, dato l’assetto di governance dell`euro e le politiche mercantilistiche prevalenti, è insostenibile. Lo scenario per larga parte dell’euro-zona è di depressione, aumento della disoccupazione e innalzamento del debito pubblico. Austerità autodistruttiva e svalutazione del lavoro aggravano la questione sociale e, inevitabilmente, la questione democratica. Gli elettori italiani a stragrande maggioranza hanno detto no all`Agenda Monti, ossia all’agenda dell’euro-zona”(…)

“Le economie periferiche dell’euro-zona sono in una depressione di intensità superiore a quella vissuta durante le seconda guerra mondiale. Le macerie economiche e sociali hanno innalzato il debito pubblico nei Paesi sotto programma formale o di fatto (come noi, dopo la famosa lettera della Bce). Nell’euro-zona, siamo su due direttrici divergenti, foriere di paralisi politica”(… )

“La Germania e i suoi satelliti vivono nel migliore dei mondi possibili, mentre i Paesi periferici e, sempre più la Francia, sono soffocati in un scenario di profonda sotto-occupazione e aumento del debito pubblico: tassi di interesse reali negativi per le aziende tedesche e tassi proibitivi per le aziende dei Piigs; impossibilità per i competitore europei della Germania di svalutare; Euro meno forte di quanto sarebbe stato il Marco. In sintesi, il Titanic euro si avvicina a velocità sempre più alta all’iceberg. La Bce puntella un equilibrio insostenibile sul piano economico, sociale e politico.”

Queste non sono parole di qualche economista da centro sociale. E nemmeno di qualche lontano premio nobel americano. Le scrive Stefano Fassina, sull’Unità il 12/3. Fassina è responsabile “Economia e Lavoro” nel PD.

Dopo queste premesse, che indicano come l’analisi della realtà abbiano ormai fatto breccia nello stratificato dogmatismo dell’intellettuale piddino, la conclusione cui giunge è ancora rigidamente ortodossa e fedele alla linea:

… un governo per avviare una stagione di riforme strutturali (assetti istituzionali; partiti; pubbliche amministrazioni, senza ulteriori tagli di spese; giustizia; anti-corruzione; energia; fisco; finanza per l`impresa); per completare il trasferimento alla Commissione europea dell’autorità sulle politiche di bilancio…

Cioè: fuffa.

Lo dice lui stesso che il titanic Euro sta andando incontro all’iceberg, che la moneta unica, dato l’assetto di governance dell`euro e le politiche mercantilistiche prevalenti, è insostenibile… e cosa propone? delle vaghe “riforme strutturali”.

Che c’azzeccano le riforme strutturali (sì sì, senza ulteriori tagli di spesa hai fatto bene a specificarlo, visto che ogni volta che hanno parlato di riforme strutturali a botte di 2-300.000 persone si sono trovate esodate, precari, disoccupati… quindi per non perdere consensi da sinistra meglio specificarlo) con le politiche mercantiliste della Germania? E soprattutto, cosa c’entra il completare il trasferimento alla Commissione europea dell’autorità sulle politiche di bilancio…

Cioè, traduciamo: Stefano Fassina, ammette che l’ambiente e la cura stanno ammazzando il malato ma la soluzione che propone è completare le pratiche per trasferire la competenza della cura non già ad un altro medico, bensì in affidamento completo allo stesso medico che lo sta ammazzando.

Il ruolo che si ritaglia per sé e il suo partito non è quello del medico con un’idea diversa, non è nemmeno quella dell’infermiere che perlomeno allevia le sofferenze, ma quella dell’addetto alla segreteria che sbriga le pratiche e predispone il trasferimento con lettera di accompagno:

Cara commissione europea, noi abbiamo fatto quello che ci avete detto, abbiamo assecondato la terapia del Vostro Dottor Monti, ma sembra che il malato sia progressivamente peggiorato.  Ora il Dottor Monti ha un po’ di problemi e il malato sta sempre peggio. Vi preghiamo quindi di pensarci direttamente Voi. Nella Vostra infinita saggezza saprete senza dubbio individuare cause e rimedi adeguati. Per quanto ci riguarda potete sempre contare su di noi. Umilmente servi.

Il tono della lettera mi sembra adeguato all’atteggiamento. Logica conseguenza delle conclusioni cui giunge. E anche specchio fedele di quello che è stata in questi decenni la politica del PD-PDS-DS con i poteri forti (di qualsiasi natura): ossequio e compiacenza servile.

….

Eppure, paradossalmente, proprio per questo penso che basti poco ormai, un piccolo click, uno scappellotto (ideologico) dietro la nuca, per riprogrammare il Fassina, che improvvisamente passerà a conclusioni totalmente diverse, tipo:

… un governo per avviare una stagione di riforme strutturali (assetti istituzionali; partiti; pubbliche amministrazioni, senza ulteriori tagli di spese; giustizia; anti-corruzione; energia; fisco; finanza per l`impresa); che ridiscuta i parametri del trattato di Maastricht e faccia sentire la sua voce autorevole nell’Unione Europea, ridisegnando se necessario il dogma della moneta unica, laddove i membri che fino ad oggi hanno beneficiato di politiche mercantiliste competitive nell’ambito della stessa Unione non assumano atteggiamenti improntati alla cooperazione…

Per quanto tetragono possa essere un funzionario del PD infatti, la sua capacità di mantenere la posizione è inversamente proporzionale alla quantità di terreno che sente erodere sotto il proprio piedistallo.  E ultimamente nelle alte terre piddine ci sono all’opera certi talponi…!

Parliamoci chiaro: uno che dall’analisi di cui sopra giunge a quella conclusione mostra di essere un cerchiobottista da manuale. Uno che non si decide a salire finché non ha una ragionevole certezza che il carro sia quello giusto. Uno che ha un sacco e una sporta di “se” e “ma” per tutte le evenienze, buoni per non impegnarsi defintivamente da nessuna parte, hai visto mai che cambiasse il vento?

La storia della dirigenza piddina insomma, un partito, o meglio, un comitato di affari privati, in cui l’opportunismo politico e personale è diventata l’unica vera ideologia, tattica e strategia.

Quindi è probabile che a breve, se Fassina continuerà ad avere voce in capitolo, assisteremo ad un giro di vento, necessario per ricompattare un po’ di terreno sotto i piedi, tenendo conto che la posizione più europa è a pieno titolo detenuta da Renzi, il nuovo (Monti) che avanza.

Per quanto eticamente non ispirino molta fiducia, gli opportunisti vanno presi in considerazione. Infatti sono quelli che in genere galleggiano sempre, spesso sopravvivendo anche a tempi eccezionali. Date la ramificazioni di potere di cui gode, c’è tutta una parte del PD che comunque vadano le cose, influenzerà il dibattito politico. Insomma, questa classe politica abbiamo e con questa dobbiamo fare i conti. Tempi eccezionali come questi provocheranno un ricambio, ma è ancora presto per poterlo apprezzare. Ancora la nostra esistenza è in mano a questi personaggi da mezza tacca.

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2 thoughts on “Personaggi da mezza tacca.

  1. Perfettamente d’accordo con l’analisi. E’ probabile però che appena Bersani-Rhom farà il botto e Renzi-Goebbels porterà al comando le sue MM (milizie montiane) Fassina sarà un lonano ricordo. E finalmente, seppellito nello scantinato del PD, trasfromato nel Ragionier Fassina … potrà dare sfogo alle cose che sa bene (come gli ha detto Bagnai a La7) ma che finora per opportunità non ha mai detto … ma a quel punto conterà più o meno come te o me 🙂

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