MES e FISCAL COMPACT


Dal paese sale la richiesta urgente di fare qualcosa perché moltissima gente è arrivata al limite, o lo ha superato. La crisi diventa sempre più forte e i prossimi mesi fanno paura.

Le invocazioni a far presto vengono raccolte dai politici, dai media, rimbalzano in parlamento, al quirinale, tornano nel paese con una piccola sostanziale modifica: urgenza di formare un governo.

Bersani ha impegnato nella questione tutto se stesso. Perché se non forma questo governo politicamente è finito.La dirigenza PD lo appoggia, perché se Bersani fallisce loro finiscono con lui.  Gli elettori di sinistra del PD lo appoggiano, perché se loro falliscono il PD finisce. Arriva Renzi che è il vuoto vestito da Montismo virato al rosa.  Berlusconi guarda e attende. Ha tutto da guadagnare in questa situazione. Altri attori minori possono in ogni caso incidere solo relativamente.Il M5S se ne resta fuori da questi spasmi convulsivi di uno dei partiti di sistema. Non può e non vuole prolungarne l’agonia.

Ma tutti continuano ad essere assolutamente autoreferenziali. La formazione di un governo salverebbe forse il PD, per ora almeno, ma non ha nulla a che vedere con la richiesta di urgenza che sale dal paese. Anche se i media presentano la cosa in questo modo, martellanno e ossessionano affinché l’idea entri in testa alla gente.

Ancora, dietro questo giochetto, ci sono gli interessi, piccoli, dei partiti, dei singoli politici, presi tutti nella difficile opera di restare a galla mentre la nave affonda.
Ma qualsiasi governo, se non si formerà con l’intento consapevole e dichiarato che intende rinegoziare duramente i trattati europei denominati FISCAL COMPACT e M.E.S, molto semplicemente, non potrà fare assolutamente NULLA per affrontare i problemi del paese.

Mario Draghi qualche settimana fa lo ha detto chiaramente: qualsiasi governo, non importa, le riforme fatte nell’ultimo anno ormai hanno messo l’italia su un binario. Il paese va avanti con il pilota automatico.

Per chi non lo avesse ancora capito cercherò di spiegare cosa sono i trattati che Mario Monti in compagnia di Berlusconi e Bersani (l’ordine di questi ultimi due è prettamente alfabetico, la responsabilità infatti è la medesima) hanno ratificato durante i Campionati Europei di Calcio nel più completo silenzio complice e colpevole di tutti i media.

Allora il Fiscal Compact, altrimenti detto Patto di Stabilità prevede che i Paesi che detengono un debito pubblico superiore al 60% del PIL (noi siamo al 127% grazie anche alla “splendida” performance del salvatore della patria: Monti) entro tale soglia nell’arco di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell’eccedenza in ciascuna annualità.

Gli Stati si obbligano a mantenere il deficit pubblico sempre sotto al 3% del PIL, a pena di sanzioni. Tutto ciò in soldini significa che il nostro Paese dovrà rinunciare praticamente ad ogni possibilità di intraprendere una politica fiscale capace di stimolare la domanda.

Significa condannarsi ad una rigidità ulteriore di politica economica che va ad aggiungersi a quella del cambio fisso dettato dalla moneta unica. Per farla breve, il terzetto succitato dopo averci pian piano fatto diventare la nazione prima al mondo per pressione fiscale, ci ha messo nella condizione di DOVER sostenere 50 miliardi di Euro all’anno di tasse e tagli per i prossimi 20 anni. CLARO?

Questo significa che NON ESISTE ALCUN GOVERNO BERSANI CHE DEBBA OPERARE PER RISOLVERE LE URGENZE DEL PAESE.


CHE NON ESISTE ALCUN GOVERNO, BERSANI, BERLUSCONI, MONTI, GRASSO O DOMINEDDIO… se non si esce da questi trattati non c’è NESSUNA possibilità di rilanciare la crescita.
Siamo condannati. Siamo morti. Finiti. Kaput.

Ok, ma ovviamente non è finita, perché adesso bisogna parlare del M.E.S.

Quando si parla di Meccanismo Europeo di Stabilità si intende un “trattato” che ufficialmente avrebbe lo scopo di prestare aiuto economico agli stati membri in difficoltà, ma che di fatto costituisce la fine della sovranità nazionale. Secondo quanto stabilito dal Consiglio Europeo infatti, gli Stati sono obbligati a sottomettersi ad un’autorità rappresentata da un nuovo super organismo europeo, il M.E.S appunto, a cui viene conferita un’indipendenza e un’impunità tale, che lo pongono al di sopra della legge.

E’ bene precisare che il MES è finanziato da quote versate dagli Stati membri secondo una percentuale ad hoc per ogni Stato. Ogni Stato versa una cifra e riceve azioni in cambio.

L’ITALIA DOVRÀ VERSARE IN SCAGLIONI UNA PERCENTUALE DEL 17,9% DEL TOTALE, CIOÈ 125,3 MILIARDI DI EURO, SUL TOTALE DI 700 MILIARDI DI EURO.

Gli Stati non hanno (non dico “avranno” ma “hanno” perché la questione, come detto, è già in essere) più neppure la possibilità di trattare e di discutere democraticamente con la popolazione le misure economiche da attuare ma si devono limitare a eseguire le riforme strutturali (leggi: tagli drastici nel settore sociale, svendita dei beni pubblici e liberalizzazioni selvagge) imposte dal fondo.

Il Trattato del M.E.S. conferisce inoltre ai dirigenti dell’ente sovrannazionale il potere di richiedere in qualsiasi momento un aumento del capitale, senza che i governi o i parlamenti nazionali possano opporsi.

Praticamente è come se qualcuno ci avesse detto: ”Voi mi affidate i vostri soldi e poi li gestisco alle seguenti condizioni:

1- non avete diritto di chiedermi delucidazioni su come li spendo e non potete effettuare nessun tipo di controllo sulla mia gestione. Decido io quali informazioni darvi e con quali modalita’;

2- oltre all’importo iniziale, siete obbligati a versarmi anche tutte le successive somme aggiuntive che vi richiederò

3- se avrete bisogno di un prestito, decidero’ io se concedervelo e a quali condizioni;

4- nel caso emergano degli illeciti finanziari, delle irregolarita’ o anche dei crimini gravissimi non potrete denunciarmi a meno che non sia io stesso ad autorizzarvi. Accettate?”

MONTI BERSANI E BERLUSCONI ED IL PARLAMENTO HANNO DETTO SÌ!!!

Dopodiché ora stanno GIOCANDO.

Uno, Bersani, vuole salvare la sua carriera politica, il suo partito vuole salvare se stesso, i santoni dei media i loro posti milionari, Berlusconi vuole il salvacondotto, eccetera eccetera.

Cianciano di RESPONSABILITA’, hanno anche il coraggio di radunarsi in piazza, danno anche il contentino di tagliare i costi della politica.

Sono così stupidi che non hanno ancora capito l’Armageddon che sta per asfaltarli tutti.

E naturalmente con i loro giochi nascondono la realtà la gente, che continua a fare pronostici come per una partita di calcio, o a chiedere, invocare di fare un governo qualunque e di farlo presto.

E’ un falso problema!

UN GOVERNO CHE NON METTE AL PRIMO PUNTO DEL SUO PROGRAMMA INNANZITUTTO LA RIDEFINIZIONE DEL PATTO DI STABILITA’ (FISCAL COMPACT) E’ UN GOVERNO CHE NASCE PRENDENDO PER IL CULO GLI ITALIANI.

Perchè non ha la minima possibilità di intervenire nel merito della crisi economica.

Entro pochi mesi ci saranno da pagare le tasse, l’Imu (aumentata) la Tares (con aumenti anche del 700%), ci sarà l’aumento dell’IVA (con aumenti generalizzati su tutti i beni).

Ciò provocherà un ulteriore contrazione della domanda interna, la chiusura di altre migliaia di aziende, il crollo del mercato immobiliare, l’aumento della disoccupazione.

Arriva anche il termine per la cassa integrazione in deroga per moltissime realtà sociali.

Sì, siamo su una POLVERIERA. Ma nessuno vuole prendere in mano i termini reali della questione.

L’Euro, l’Europa, I Trattati (illegali).

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M.E.S.

articolo 27

Status giuridico, privilegi e immunità

1. Per consentire al MES di raggiungere il suo scopo, lo status giuridico, i privilegi e le immunità nel presente articolo dovranno essere accordate al MES nel territorio di ciascun Stato Membro del MES. Il MES si adopera per ottenere il riconoscimento del suo status giuridico e dei suoi privilegi e immunità negli altri territori in cui svolge funzioni o possiede beni.

2. Il MES dovrà avere piena personalità giuridica; ma dovrà avere piena capacità giuridica di

(a) acquisire ed alienare beni mobili e immobili;

(b) contrattare;

(c) essere parte in procedimenti legali, e

(d) Entrare in sede di accordi e/o protocolli necessari per garantire che il suo status giuridico e i suoi privilegi e che le immunità siano riconosciute e rispettate.

3. Il MES, i suoi beni, finanziamenti e risorse, ovunque si trovino e chiunque li detenga, godono dell’immunità da ogni forma di processo giudiziario se non nella misura in cui il MES espressamente rinunci all’immunità ai fini di eventuali procedimenti o secondo i termini di un contratto, inclusa la documentazione degli strumenti di finanziamento.

4. La proprietà, il finanziamento e le attività del MES , ovunque si trovino e da chiunque posseduti, saranno esenti da perquisizione, requisizione, confisca, espropriazione o qualunque altra forma di sequestro, requisizione o preclusione del potere ipotecario, giudiziario, amministrativo o legislativo.

5. Gli archivi del MES e tutti i documenti appartenenti al MES o da esso detenuti, sono inviolabili.

6. I locali del MES sono inviolabili.

7. Alle comunicazioni ufficiali del MES sarà concesso da ciascun Membro del MES e da ogni Stato che ha riconosciuto lo status giuridico, i privilegi e le immunità del MES, lo stesso trattamento che si accorda alle comunicazioni ufficiali di un Membro del MES.

8. Nella misura necessaria per svolgere le attività previste dal presente Trattato, tutti i beni, i finanziamenti e le attività del MES sono esenti da restrizioni, regolamentazioni, controlli e moratorie di qualsiasi natura.

9. Il MES sarà esentato da qualsiasi obbligo di dover essere autorizzato o di ottenere il riconoscimento come istituzione di credito, fornitore di servizi di investimento o altro ente autorizzato o con licenza o disciplinato dalle leggi di ciascuno Stato Membro del MES

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parti dell’articolo sono tratte da http://www.informarexresistere.fr/2013/03/29/guardate-la-luna-non-il-dito/#ixzz2OuhhMphz

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2 thoughts on “MES e FISCAL COMPACT

  1. Mario Monti, 22 febbraio 2011:”Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata”

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